Destinazioni - Comune

Mazzin

Luogo: Mazzin (Trento)
Mazzin (Mazin in ladino) è un comune di 494 abitanti della provincia di Trento, nonché uno dei comuni che formano la Ladinia. Vi è ubicata la stazione meteorologica di Mazzin. È il primo paese dell'alta Val di Fassa, dove questa si restringe e cambia direzione per rivolgersi con una curva a gomito verso nord-est. Il suo nome è di origine incerta: pare derivi dal nome "Macirnosc", legato all'attività molitoria. Nel 1370 era noto col nome di "Mazung". Geografia L'abitato è situato sul conoide del rio Udai, un affluente di destra (orografica) del fiume Avisio, che scende dal gruppo del Catinaccio d'Antermoia dividendo il paese a metà. Pur essendo situato nel punto più stretto della valle, lo sguardo spazia salendo il corso dell'Avisio fino al gruppo del Sella, mentre a sud l'occhio si psa sul gruppo della Vallaccia (Cima Dodici). Ad est, salendo con lo sguardo la val Udai, il villaggio è dominato dal "Polenton" e dall'appuntita Cima Mantello. Verso est si scorge il Dos dei Pigui, zona di grande interesse archeologico. Il paese è dislocato quasi interamente a monte della SS48. Monumenti e luoghi d'interesse Il nucleo storico di Mazzin presenta alcune costruzioni di notevole interesse situate lungo via Roma e sulle sponde del rio Udai. A valle, scendendo il sottopassaggio, appare un gruppo di case con rustico e un capitello con due torrette laterali cuspidate e copertura in lamiera lavorata. Più avanti c'è il cimitero e la chiesa parrocchiale. L'antica strada per l'alta Val di fassa passava per l'attuale via Roma. L'abitato ha mantenuto le caratteristiche del villaggio ladino, nonostante il moderno residence (che si nota a nord del paese ed è soprannominato "I funghi") realizzato dall'architetto Giovanni Leo Salvotti de Bindis e soprattutto il complesso residenziale ed alberghiero di Fassalaurina, successivamente ribattezzato "Solaria", sorto su un conoide sotto le rupi del Pian de la Scofa. Casa Cassàn Detta anche "Casa del Moro" o "castello" per la presenza di una torre cuspidata. Si tratta di uno dei pochi esempi superstiti di edificio rustico-signorile. Ha impronta romanica. Nel XIX secolo ospitava la "Locanda dell'uomo nero" di proprietà di Jackob Cassan (sulla facciata a sud si intravede ancora la scritta in tedesco "Gasthaus zum schwarzen Mann"). Di notevole interesse le decorazioni a tempera sugli angoli e attorno a porte e finestre. Sulla porta a nord è decorata la data del 1785. A nord è addossato il rustico. L'edificio contiene inoltre alcuni affreschi sacri: al civico nº 3 una Madonna dell'aiuto con bambino, Sante anime purganti e Veronica e Sant'Antonio da Padova (1791); al nº 3/a due dipinti di San Giovanni Nepomuceno e San Floriano (1791); al nº 1 una Madonna con bambino, Sant'Antonio da Padova e Santa Giuliana (secolo XVII) e un altro dipinto raffigurante San Giovanni Battista e santo (secolo XVII). Si raccontano strane storie su questa casa, che fosse infestata da spiriti maligni e da fantasmi e che sia stata liberata grazie all'iscrizione presente al piano superiore. Le prigioni di Casa Costazza A nord di Casa Cassàn, vi è questo edificio che presenta tracce di decorazioni murarie sulle facciate est e sud. Sulla porta ad est si nota un'iscrizione e sul portale la data del 1518. È uno dei più antichi esempi fassani di edifici interamente in muratura. Era l'antica sede del Vicario del Vescovo e delle prigioni di Fassa. Il capitello dei fantasmi Fra Mazzin e la frazione Campestrin, sulla sinistra della SS48 poco prima della deviazione per Fassalaurina, c'è il "capitello dei fantasmi" detto anche "dei lumini". Si narra che nell'oscurità della notte nei dintorni del capitello si aggirano delle luce e delle fiammelle, che scendevano poi lungo i prati in processione. La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena È situata a lato della SS48 in posizione decentrata rispetto all'abitato. Fu eretta nel 1573 e consacrata nel 1582, subendo lavori di ampliamento nel 1894. Il campanile venne sopraelevato nel 1923 con l'aggiunta di una seconda cella campanaria. Ha il tetto ripido e il campanile con due celle e cuspide piramidale. Sui fianchi si aprono finestre gotiche. La croce sul timpano porta la data dell'ultimo ampliamento (1894). L'interno è ad una navata ed abside con volte a nervature. L'altare maggiore risale alla metà del XVIII secolo, è in legno policromo e finto marmo. Sulle mensole, statue di San Vescovo e San Nicola. Il tabernacolo reca le state di San Giovanni Battista ed Evangelista. Nel paliotto una pala ad olio con la Sacra Famiglia, opera di Mario Detomas (1959). L'altare laterale destro è un'ancona lignea databile al 1730 con statua di Sant'Antonio con bambino. All'esterno porta altre due statue dei Santi Pietro e Paolo. L'altare laterale sinistro è del 1663 ed è dedicato a Sant'Antonio da Padova. A sinistra la statua di Santa Maria Maddalena ed a destra San Vescovo. L'antipendio, riccamente intagliato, presenta due nicchie laterali con le sculture dei Santi Pietro e Paolo. Nell'arco trionfale si notano 15 bassorilievi in legno policromo del XVII secolo raffiguranti i Misteri del Rosario. A sinistra dell'aula, una pittura ad olio del XIX secolo (San Giuseppe con bambino, Floriano ed angeli). Le tele della via Crucis sono del 1815 e sono opera di artisti del luogo. Amministrazione Evoluzione demografica Abitanti censiti Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012. ^ Luigi Sardi e Gigi Faggiani Fassalaurina: una valle di cemento, 1981, Formato: 21x15, Trento, Edizioni UCT, p. 384. ^ Pensiero spensierato: la locanda dell'uomo nero ^ Pensiero spensierato: Il capitello dei fantasmi ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Collegamenti esterni Mazzin

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