Vignanello c
Comune

Vignanello

Vignanello, (Viterbo)

Vignanello è un comune italiano di 4.790 abitanti della provincia di Viterbo, a 19 km circa da Viterbo e 65 km dal GRA (Roma). Geografia fisica Territorio Il territorio di Vignanello si estende alle falde orientali dei Monti Cimini, su una superficie collinare di 2053 ha., è circondato da profonde forre incise da modesti corsi d’acqua denominati ‘fossi’. Questa morfologia è l’evidente risultato dell’attività magmatica dei vulcani Cimino e Vico che ha insistito nella zona tra 1.300.000 e 500.000 anni fa, ne sono protagonisti in massiccia presenza: il ‘tufo rosso litoide’, il ‘peperino’ e il ‘tufo bianco di Fabrica’. Il centro abitato si erge a 347 m. sul livello del mare. Clima Classificazione climatica: zona D, 2076 GR/G Storia I resti più antichi si hanno in un insediamento umano risalente al Paleolitico Superiore e al Mesolitico (90.000 – 30.000 anni fa) situati in località Cenciano diruto, ove l’Homo Sapiens Sapiens trovò facilmente riparo presso le grotte tufacee di formazione naturale. Grazie alla sensibilizzazione ed agli investimenti del principe Alessandro Ruspoli, VII principe di Cerveteri, nel primo ventennio del XX secolo, furono effettuati degli scavi archeologici ad opera dalla Soprintendenza alle Antichità, che portarono ad identificare, nel territorio dell’attuale Vignanello, un apprezzabile centro falisco (VIII – VII sec. a.C.). Sul pianoro del Molesino sussisteva un operoso complesso urbano con annessa necropoli presso l’adiacente Valle del Fosso della Cupa, ove furono rinvenute 16 tombe ipogee a camera con pianta quadrata, nonché alcuni reperti di valore, attualmente custoditi presso il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma. A maggior riprova della vasta frequentazione della zona in epoca preromana, anche le campagne circostanti pullulano di tombe con caratteristiche similari. Non si hanno prove certe e chiare circa lo sviluppo che ebbe il centro abitato con l’avvento dell’epoca romana, tuttavia la leggenda narrata dai versi di tal Giuseppe Manini, giunto a Vignanello alla fine del 1800, suggerisce che nel 410 d.C., a seguito della funesta discesa lungo la penisola italica di Alarico I, al comando dei Visigoti, le genti in fuga dal sacco di Roma si rifugiarono nel territorio aspro e impervio dei Colli Cimini, addentrandosi nei folti boschi. Di lì sembrerebbe essersi concentrato un vicus tra i fossi Zangola e della Cupa, ove la comunità trovò sostentamento nella presenza di selvaggina e di numerose fonti d’acqua. E’ a quest’epoca che potrebbe risalire l’origine del nome Vignanello. Difatti, secondo la medesima leggenda, il maggior esponente del vicus potrebbe essere stato un tale di nome Giuliano, di lì il primo appellativo di Giulianello, il quale subì diverse evoluzioni fino a divenire Uignanello ed infine Vignanello (toponimo forse ispirato anche dalle vigne coltivate all'intorno). La prima menzione ufficiale del villaggio si ebbe nel 604 d.C. , ‘olivetum in feudo Julianelli’, quale dono del pontefice Gregorio Magno a favore della Basilica Vaticana, successivamente il podere passò al Sacro Romano Impero, e poi nuovamente ai pontefici che ne fecero un possedimento benedettino sino al 1081-1082. In questo periodo il villaggio si era già trasformato in un castrum, ovvero in un nucleo cittadino fortificato da una cinta muraria, della quale sopravvivono solo esigue testimonianze. Nel 1169 Federico Barbarossa strappò Vignanello alla Chiesa includendola nei possedimenti imperiali viterbesi, iniziò così una tortuosa contesa che vide protagoniste le famiglie Aldobrandini, Orsini e dei Di Vico. Il castrum tornò alla Chiesa nel 1435 per essere ceduto all’Ospedale Santo Spirito nel 1456 e poi ancora nel 1534 a Beatrice Farnese, dopo la quale, per vicissitudini di tipo parentale, il feudo entrò a far parte del dominio dei principi Ruspoli-Marescotti. Nel 1816 Pio VII pretese l’abbandono del governo da parte dei principi, sicché Vignanello fu definitivamente annesso allo Stato Pontificio fino alla sua caduta, avvenuta nel 1870 con la proclamazione del Regno d’Italia. Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa Collegiata di Santa Maria della Presentazione (1710-1723), opera di Contini e Gazzale, consacrata da Benedetto XIII nel 1725; La chiesa di San Giovanni Decollato, 1614, che nel 1893 fu dedicata anche all’Immacolata e contiene un quadro di scuola bolognese raffigurante la Vergine; La chiesa dei Santissimi Angeli Custodi, edificata nel 1705 e posta alla sommità del Borgo del Molesino. Ospitava la confraternita dei Sacconi, istituita da Santa Giacinta Marescotti nel ‘600 e introdotta a Vignanello dal principe Alessandro Ruspoli nel 1816; La chiesa di San Sebastiano, 1625, che custodisce una Vergine Maria con San Sebastiano e San Francesco attribuita al Pomarancio (ma non è assodato di quale dei due artisti noti con questo nome si tratti); La chiesa di San Francesco, 1618, originariamente dedicata a San Biagio, patrono del paese, e quindi dedicata a San Francesco nel 1726; La chiesa della Madonna delle Grazie, antica chiesa che risale alla fine del XIII secolo, già descritta come pericolante agli inizi dell’800 e attualmente inglobata all’interno di un edificio; La chiesa della Madonna del Pianto, edificata col concorso popolare nel luogo in cui s’era verificato un miracolo, fu consacrata nel 1725; La chiesa di San Lorenzo e il Convento delle Suore passioniste: un complesso edificato nella zona del Molesino nel 1915 grazie ai lasciti delle sorelle Clementina e Giacinta Gionfra; La chiesa di Santa Maria Vergine di Sudano, che risale al XVI secolo (nell’area circostante è sorto il Cimitero a partire dall’Ottocento); La chiesa della Madonna di Maregnano; Architetture civili la Porta del Molesino del 1692, detta anche "Porta del Vignola", opera dell'architetto romano Mattia de Rossi(1637-1695); l’Edificio Comunale del 1856; il Vecchio Palazzo Pretorio del 1618; il Nuovo Palazzo Pretorio, del 1730, opera dell’architetto genovese Giovan Battista Gazzale; la Colonna Citatoria di Piazza Gramsci (già Piazza Colonna), dell’architetto Giovan Battista Gazzale, eretta nel 1730 e ora nel Parco Ruspoli; i Casini Ruspoli o Palazzo cogli archi 1722-1725, su progetto di Giovan Battista Contini e costruito sotto la direzione di Gazzale; la Fontana barocca del 1673 secolo; il Monumento ai Caduti del XX secolo; Architetture militari il Castello Ruspoli datato 1531-1538, con annesso giardino all'italiana. Aree archeologiche Le aree archeologiche sopra menzionate, ovvero del Molesino, della Valle della Cupa e di Cenciano, non sono visitabili in quanto mancano di un apparato organizzativo e manutentivo. Diversamente, l'Associazione 'I Connutti' costituitasi nel 2004, ad opera di volontari vignanellesi, ha reso parzialmente percorribili una serie di cunicoli di epoca falisco-etrusca che attraversano il sottosuolo del paese, congiungendo il Castello Ruspoli alla Chiesa Collegiata e diramandosi poi per qualche chilometro verso le campagne e la vicina Vallerano. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Tradizioni e folclore Festa del Vino: ha luogo ogni anno a metà agosto, si svolse per la prima volta nel 1937, quando Vignanello era considerata una rinomata località di villeggiatura, come attestano gli articoli del giornalista Giovanni Mosca, che in proposito ne scrisse sul Popolo di Roma. Commemorazione di San Biagio Vescovo e Martire e Santa Giacinta Marescotti Carnevale Vignanellese Fiera della Madonna (localmente detta dello 'Sbattolò') Festa del Vino Novello Economia Agricoltura Nella campagna vignanellese sono maggiormente coltivati viti, nocciole, ulivi e castagni. La tradizione vinicola, in particolare, risalirebbe almeno al secolo IV a.C., come suggerisce il ritrovamento nella necropoli del Molesino di uno stamnos falisco a figure rosse, in cui Dioniso rivela a suo figlio Oinopion il segreto per la produzione del vino. Il vino di Vignanello tradizionale, bianco e asciutto, nell’Ottocento e per una buona metà del Novecento, era destinato a rifornire osterie e cantine private romane. Nel 1911, la prima Cantina Sociale di Vignanello, sorta nel 1903, vinse la medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale di Torino con la presentazione del Greco di Vignanello. Il vino di Vignanello ha ottenuto il riconoscimento della indicazione geografica tipica “Colli Cimini” nel 1989 e la DOC nel 1992. Oggi offre una gamma di rossi e di bianchi, tra i quali il classico “Greco”. Infrastrutture e trasporti Strade Vignanello è collegata tramite la Strada Provinciale 25 Canepinese, a Canepina e Vallerano, e tramite la strada provinciale 26 Vignanellese a Fabrica di Roma. Amministrazione Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Vignanello passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo. Altre informazioni amministrative Fa parte della Comunità Montana Cimini. Persone legate a Vignanello Agnese Allegrini (1982), giocatrice di badminton, vive a Vignanello Giovanni Buzi, scrittore e pittore, nato a Vignanello nel 1962 Giacinta Marescotti, religiosa e santa, nata a Vignanello nel 1585 Francesco Bracci, cardinale, nato a Vignanello nel 1879 Alessandro Ruspoli, IX principe di Cerveteri Note Voci correlate Comunità Montana Cimini Ruspoli Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Vignanello Collegamenti esterni Pro Loco Il Puzzoloso Ass.ne Culturale Rinascimentale Sbandieratori e Musici Città di Vignanello Ass.ne S.Biagio S.Giacinta - comitato festeggiamenti Vignanello

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