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Museo

Museo di Ferramonti (Campo di Internamento)

Viale R. Pacifici, Tarsia, (Cosenza) Tempo di lettura: meno di 1 minuto

I lavori per la costruzione del Campo di Internamento di Ferramonti iniziarono nel maggio del 1940, in posizione strategica. Quello che divenne il più grande Campo fascista italiano, ricopriva un territorio di circa 160.000 mq., era composto da 92 capannoni bianchi con struttura a “U”, adibiti a dormitori per i prigionieri, con cucine e bagni comuni. Il primo direttore fu Paolo Salvatore. Il Campo era circondato da filo spinato e munito di otto garitte. I primi internati furono condotti a Ferramonti il 20 giugno del 1940: si trattava di ebrei stranieri presenti per motivi di studio o lavoro sul territorio italiano; a essi si unirono presto gli ebrei italiani e, dal 1941, antifascisti italiani e stranieri, gruppi di cinesi e profughi politici. Con l’arrivo dei primi nuclei familiari, furono organizzati una scuola, un asilo e istituzioni assistenziali. Il "Museo della Memoria Ferramonti" nasce nel 2004, a seguito di decennali operazioni di recupero degli spazi e di un'attenta ricerca documentaria, al fine di conservare e concretamente l’identità e la memoria storica del Campo. L’ingente collezione del Museo è costituita da documenti, foto degli internati e schede della polizia, lettere dei familiari e oggetti personali, raccontando la storia attraverso un percorso che si snoda anche negli antichi padiglioni ristrutturati.

* http://www.museoferramonti.it/storia.php

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