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Comune

Sabbio Chiese

Sabbio Chiese, (Brescia) Tempo di lettura: circa 4 minuti
Sabbio Chiese (Sàbio in dialetto bresciano) è un comune italiano di 3 865 abitanti della provincia di Brescia, in Lombardia. Il comune appartiene alla Comunità Montana della Valle Sabbia. Geografia Territorio Il comune di Sabbio Chiese si trova in provincia di Brescia, all'incirca a metà strada tra il lago di Garda ed il lago d'Idro. Si apre su una conca caratterizzata da terrazzamenti di sabbia e massi, trasportati dai ghiacciai, depositatisi ai due lati del fiume Chiese, che lo attraversa. Storia L'abitato più antico sorge sulle rive del torrente Vrenda, poco prima della sua confluenza con il citato fiume Chiese ed è dominato da uno sperone roccioso su cui sorge il Santuario della Madonna della Rocca, in passato sede di un antico castello. Monumenti e luoghi d'interesse Al centro del paese, su una rupe di roccia dolomitica che si erge alcune decine di metri sopra il letto del fiume Vrenda, sorge la "Rocca". Dalla sommità dell'edificio, in posizione dominante sul resto del paese, con lo sguardo è possibile abbracciare gran parte della media Valle Sabbia. Elemento architettonico caratterizzante, l'edificio sorse tra il IX e il X secolo. Probabilmente in origine la "Rocca" era un semplice terrapieno protetto da palizzate che successivamente si trasformò in bastione o fortezza militare, destinato a dare rifugio ai sabbiensi contro le invasioni di passaggio così frequenti nel Medioevo. Tra il XII ed il XIII secolo Sabbio Chiese e la Valle Sabbia sono teatro delle continue tensioni e scontri tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini. Il Vaglia riferisce che nel 1330 la Rocca venne occupata dai ghibellini di Mastino della Scala, signore di Verona, ma le vicende belliche la restituirono presto ai guelfi comandati da Tebaldo Graziotti di Vestone. Successivamente, per tutto il 1400, Sabbio Chiese segue il destino dell'intera Valle ed assiste al conflitto ed alle lotte fra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, ed è periodicamente oggetto di tentativi di saccheggio a causa dell'incessante passaggio dei diversi eserciti. La repubblica di Venezia, che ormai controlla la Valle Sabbia, decide la riorganizzazione del sistema difensivo dei propri territori. Alla fine del XV secolo i veneziani decidono di privilegiare la ristrutturazione ed il rinforzo della Rocca d’Anfo, decretando pertanto la fine della funzione militare e politica delle altre fortezze della Valle, tra cui la "Rocca". Inizia così la trasformazione della Rocca in santuario dedicato alla Beata Vergine del Campanile (1527) mentre nel 1588, con bolla pontificia, l'edificio viene eletto ad oratorio non consacrato. Anche se ha ormai terminato da secoli il suo compito di difesa ed è ormai trasformata in edificio di culto e di preghiera, ancora oggi è possibile identificare nell'architettura della Rocca alcune parti dell'originario bastione: ad esempio il massiccio portone d’accesso, con posto di guardia e feritoie, le imponenti colonne all’ingresso e parte della scalinata interna. All'attuale edificio si accede partendo dalla sottostante piazza Rocca. Si salgono i 107 scalini della scalinata e, attraversando alla sommità il massiccio portone militare, si accede al piccolo sagrato antistante la chiesa. All'inizio della scalinata da segnalare la cinquecentesca Chiesetta di San Pietro, in passato utilizzata come ospizio e poi scuola elementare. Nella roccia su cui sorge l'edificio sono stati scavati cunicoli sotterranei e prigioni. Successivamente nella prima metà del Cinquecento l'edificio fu risistemato e trasformato in oratorio. Dal sagrato posto in cima alla balza è possibile accedere alla chiesa oltrepassando il pesante portone che la cela. La struttura dell'edificio è estremamente originale e si articola in due chiese sovrapposte, entrambe dedicate all'Annunciazione. Nella chiesa inferiore, di forma decisamente irregolare, si trovano due altari, uno laterale ed un altro centrale, arricchiti da sculture lignee policrome, opera della bottega dei Boscaì, antichi e celebri intagliatori valsabbini. Sfortunatamente parte di questo patrimonio artistico venne gravemente danneggiato da un incendio scoppiato nel 1958. Nella cantoria in legno osserviamo tre immagini e fra queste la Maternità, che mostra sullo sfondo il paesaggio di Sabbio con la rocca. Dal fondo della navata e dal lato della sacrestia,attraverso due scale poste una a destra ed una a sinistra, è possibile salire fino alla parte superiore. Qui l'abside appare protetta da un cancello in ferro battuto che risale ai primi del Cinquecento. Nella nicchia da segnalare l'affresco della Vergine col Bambino, con ai lati quattro statue dei Profeti. Nel volto numerosi affreschi: Annunciazione, Visitazione, Incarnazione, Maternità, Morte di Maria. Alle pareti delle due navate riconosciamo ex voto cinquecenteschi ormai deteriorati, uno dei quali raffigura San Aio. Una porticina introduce al campanile, che verosimilmente nel passato fu torre di vedetta e venne eretto nel Cinquecento, quando già alloggiava un orologio. Il porticato esterno, settecentesco, è caratterizzato da colonne di marmo. Società Ogni 10 anni a Sabbio si svolgono le solenni feste decennali in onore della Madonna della Rocca. La tradizione vuole che fossero istituite per ricordare la peste del 1630. A sabbio le vittime furono poche rispetto ai paesi vicini e questo venne attribuito all'intercessione miracolosa della Madonna. Evoluzione demografica Abitanti censiti Persone legate a Sabbio Chiese Di Sabbio Chiese erano originari gli stampatori trentini fratelli Gelmini. Tra gli altri tipografi o stampatori famosi va segnalato Comino Ventura, i Bericchia i Baruzzi, i Comincioli e la famiglia Nicolini, molto famosa nella Venezia del 500 e 600. Quest'ultima cambiò il suo cognome aggiungendo la dicitura Da Sabbio. A Sabbio visse Silvio Moretti: colonnello napoleonico e patriota carbonaro, venne imprigionato nel carcere austriaco dello Spielberg dove mori'. Economia Storicamente sede di attività agricole, ai nostri giorni queste hanno assunto un ruolo del tutto marginale, mentre grande impulso hanno preso le attività artigiane di lavorazione dei metalli e le attività commerciali. Geografia antropica Tra le altre frazioni che compongono l'abitato vanno citate Sabbio Sopra, Clibbio e Pavone. Amministrazione Note ^ Comune di Sabbio Chiese - Statuto. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2011. ^ Toponimi in dialetto bresciano ^ a b c Ugo Vaglia, La rocca di Sabbio, Brescia, Squassina, 1968. ^ Giovanni Pietro Comparoni, Giacomo Comparoni. Storia delle valli Trompia e Sabbia. Stamperia Righetti. Salò. 1805 ^ AA.VV. Valle Sabbia. L'ambiente, le vicende storiche, i segni dell'arte e del lavoro dei venticinque comuni della Valle. Ramperto Editore. (1989) ISBN 88-7717-017-4 ^ Marialisa Cargnoni, Boscaı̀: i Pialorsi di Levrange e l'arte dell'intaglio nella Valle Sabbia dei secoli XVII e XVIII, Brescia, Grafo Editore, 1997. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. ^ Redazione, Ri-Bollani a Sabbio Chiese, Vallesabbianews.it, 09.06.2009. URL consultato il 29 maggio 2013. ^ Redazione, Luscia conquista Sabbio Chiese. Collegamenti esterni Sabbio Chiese su www.vallesabbianews.it Sito ufficiale del Comune di Sabbio Chiese

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