Comune

Pescorocchiano

Pescorocchiano, (Rieti)
Pescorocchiano (u Pèsc'hu in dialetto sabino) è un comune italiano di 2.364 abitanti della provincia di Rieti, nel Lazio, nel Cicolano. Fino al 1927 faceva parte della Provincia dell'Aquila, in Abruzzo e, dal 1233 al 1861, per oltre 600 anni, è stato parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e della provincia Abruzzo Ulteriore II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L'Aquila.Geografia fisicaTerritorioSi trova nell'Appennino abruzzese, tra i monti Carseolani (Monte Val de' Varri - Monte Faito - Monte San Nicola) a ovest e i monti del Cicolano a nord, a pochi chilometri dal lago del Salto.ClimaClassificazione climatica: zona E, 2832 GR/GStoriaMonumenti e luoghi d'interesseIl centro storico sorge su uno sperone roccioso caratteristico.Siti archeologiciNel suo territorio sono presenti le grotte di Val de' Varri, al cui interno sono state trovate tracce di presenza umana, risalenti all'età del bronzo, costituite da graffiti rupestri; inoltre sono stati rinvenuti anche alcuni manufatti e resti di vasellame del IV - II secolo a.C..Aree naturaliIl paese si trova immerso nel verde, circondato dagli alti ammassi montuosi dell'Appennino laziale.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Geografia antropicaFrazioniAlzanoAlzano è un piccolo borgo medievale a 850 metri sul livello del mare, ai piedi del Monte Fratta, costruito intorno alla chiesa di San Vittorino nel 1300 i cui frati hanno amministrato per anni la cultura e le terre locali. Il culto del Santo è arrivato ad Alzano da Amiterno, un piccolo villaggio vicino l’Aquila, durante la “transumanza” che muoveva uomini ed animali dai monti alle pianure e viceversa ogni volta che cambiavano le stagioni. Alzano sembra che erediti la storia dell’antica città di Suna, situata in un punto strategico di passaggio (appunto “transumanza”) di antichi popoli (Pelasgi, Equi e Romani) e le rovine archeologiche presenti ai piedi di Monte Fratta testimoniano che le terre di Alzano hanno ospitato l’uomo sin da tempi lontani. Le tecniche di costruzione edilizia di questi resti archeologici sono simili a quelle della cultura Micenea, pertanto è presumibile che Alzano abbia ospitato la popolazione pelagica, giunta dalle Grecia ben più di 2000 anni a.C. I Pelasgi erano un popolo abituato a vivere sulle montagne, specialmente quelle ricche di ferro, utilizzato per forgiare armi, utensili ed oggetti ornamentali. Essi approdarono in Italia giungendo sulle coste della Sicilia dalla quale risalirono la penisola fino a raggiungere le montagne che circondano la Valle del fiume Salto. I Pelasgi rimasero ad Alzano per circa 250 anni, fino a quando gli Equi combatterono per liberare la Valle del Salto dalla presenza straniera. Il popolo degli Equi era fiero, orgoglioso e combattivo. I Romani non riuscirono mai a sconfiggerli e a conquistare definitivamente le loro terre, che, di contro, vennero amministrate con autonomia dalla Rex Publica Aequicolorum. Nella regione furono costruite due importanti vie di comunicazione che videro in Alzano un importante e strategico crocevia tanto da attraversatlo rispettivamente nelle seguenti direttrici di movimento:- dalla Sabina a Teramo, passando per il valico della Portella di Alzano oltre che per la città di Amiterno;- da Rieti ad Alba Fucens, passando sempre per Alzano.Alzano ha una flora folta e selvaggia di querce, castagne, nocciole, noceti, ginepri fino ai faggi delle cime delle montagne. Questo ambiente è ideale per aquile, poiane, falchi, gufi, cornacchie, fagiani, merli, lupi, volpi, lepri, istrici, cinghiali e scoiattoli volanti.GirgentiLa frazione, con circa 200 residenti, si allunga da est a ovest su un crinale sovrastante il lago del Salto in posizione panoramica ad un'altitudine di circa 800 m s.l.m., nella valle del Salto cicolano.Il nome del paese ne ha fatto ipotizzare un'origine saracena, alla quale viene attribuita l'ascia scolpita sullo stipite all'ingresso della chiesa di San Sisto. È tuttavia opinione più comune che il paese sia stato fondato ad opera di esuli della città siciliana di Agrigento, con la quale in epoca recente si è dato luogo ad un gemellaggio ed a iniziative culturali incrociate.Il borgo si trovava nei pressi dell'antica frontiera tra lo Stato Pontificio e il regno delle Due Sicilie, poi divenuto confine regionale tra Abruzzo e Lazio fino al 1927 quando l'intero comune di Pescorocchiano passò alla neonata provincia di Rieti.Dalla piazza principale, dominata dal Palazzo Iacobelli, si diramano due strade: una attraversa la parte pianeggiante del paese, mentre l'altra sale tortuosa alla parte più alta, con la rocca, che conserva i resti di un antico castello medioevale e il belvedere. Presso la rocca si trova anche la chiesa parrocchiale di San Sisto, il cui campanile è stato ricostruito dopo il crollo a seguito di un terremoto nel 1915.Nella parte bassa del paese si trova la chiesa di Santa Maria, edificata agli inizi del XIX secolo per volontà della famiglia Iacobelli e ristrutturata agli inizi del XX secolo.Il patrono del paese è san Sisto, in onore del quale si tengono ogni anno dei festeggiamenti nel mese di agosto.CivitellaÈ situata in bellissima posizione panoramica alle maestose vette del Monte Velino e delle Montagne della Duchessa, sul pendio di un colle boscoso che scende ripido sulla riva sinistra del fiume Salto le cui acque, più a valle, formano l'omonimo lago. Sulla sommità del colle è visibile il sito archeologico più importante tra i numerosi di cui è ricca la Valle del Salto, solo in parte di recente esplorato. È un'ampia area delimitata a Sud da un tratto di mura ciclopiche (Sec. IV a.C.) lungo circa m 70 e alto fino a m 4. Verosimilmente trattasi dell'Acropoli con tempio sacro di Nersia, la capitale della "Res publica Aequiculorum" di cui parla anche Virgilio nell'Eneide. I Romani dopo la conquista del territotio degli Equi elevarono la città di Nersia a "municipium", con il "forum" e altri edifici pubblici, ascrivendola alla "Gens Fabia". Nei pressi di Nersia (odierna NESCE ) troviamo anche la risorgente di piccolo fiume sotterraneo, il "Rottone", le cui acque si inabissano nell'inghiottitoio all'ingresso delle Grotte di "Val de Varri" (vedi).LeofreniL’abitato di Leofreni nasce intorno al XIV secolo e fu uno dei pochi centri della zona a costituire Università(comune dell'epoca). A partire dagli anni Venti del secolo scorso il patrimonio dell’ex-feudo di Val de Varri (vasto territorio caratterizzato da prati, boschi, cerreti, macchie, ed altro) donato alla popolazione di leofreni da benestanti tra il XVII ed il XVIII secolo, è oggi gestito dall’ Amministrazione dei Beni Separati di Uso Civico.La frazione è una delle più grandi e popolate del comune di Pescorocchiano con circa 160 abitanti residenti(con incremento notevole nel periodo estivo). Adiacente a Val De' Varri, nota per le caratteristiche grotte naturali tra le più belle d'Italia, Leofreni si trova ad una altitudine di circa 956 m s.l.m. Il borgo è caratterizzato da un ampio centro storico, interamente costituito da edifici in pietra locale, che si sviluppa da un lato intorno al palazzo storico, frontale alla principale chiesa del paese dedicata a San Barnaba, e dall'altro a ridosso del monte Sant' Angelo, suggestiva altura dalla quale è possibile ammirare quasi interamente il territorio del Cicolano. L'economia si basa sull'agricoltura e sulla raccolta delle castagne, considerata la presenza estesa di castagneti che insieme ai boschi , avvolgono e caratterizzano il paese.CastelluccioLa frazione di Castellucciodistante circa 3 chilometri da Pescorocchiano capoluogo, ha una popolazione (in gran parte giovani famiglie) che varia dai 40 - 50 residenti nelle stagioni invernali, ai 100, 120 nella stagione estiva. Il borgo, situato ad una altitudine di circa 871 mslm, vanta tra le sue caratteristiche, oltre al centro storico con i suoi vicoli, la vicinanza ed il diretto contatto con la natura.L'attività prevalente è l'agricoltura con una variegata produzione di prodotti biologici, principalmente per uso familiare. Altri prodotti tipici sono funghi, tartufi ed in particolare la rinomata castagna rossa del Cicolano.PacePiccola frazione posta sulla via che collega Fiumata (Lago del Salto) con il bivio per Baccarecce (a sinistra) e Colli di Pace (destra), dominata dal palazzo baronale. È situata ad un'altezza di circa 850 m. sul livello del mare. Recentemente è stata creata, per volontà di un gruppo d "pacesi", l'associazione "Macchia Timone", senza scopo di lucro, la cui finalità è quella di promuovere la conoscenza del paese e dei suoi luoghi ed essere interlocutore di enti e istituzioni, pubbliche e private, a difesa degli interessi del paese.Santa Lucia di GioverotondoNoto anche come "Santa Lucia delle Castagne", isolato dal resto delle frazioni limitrofe, si raggiunge tramite la strada di Gioverotondo che parte dal bivio tra via della Vittoria e via Roma, e prosegue per Leofreni. L'altitudine è di circa 950 metri s.l.m. Peculiarità è l'abbondanza di castagneti e l'alimentazione tradizionale a base di castagne e dolci derivati. Sono presenti inoltre funghi commestibili, come il porcino, l'ovulo buono e il galletto.VallececaLa piccola frazione si trova nella valle del Salto cicolano, a 650 m s.l.m. e si affaccia sul lago del Salto. Sulla strada che la congiunge a Girgenti si trova il Santuario della SS. Trinità dove si svolgono regolarmente delle manifestazioni, culminanti con la festa patronale in concomitanza con la festa della SS. Trinità. (maggio/giugno) N.B. il vero nome del piccolo borgo è Valle della Cieca dove un tempo viveva una vecchietta cieca e sola. Il paese si affaccia sul lago del Salto ed ofrre un panorama mozzafiato, quindi di cieco ne ha ben poco. Cosicché i Valleciecani risentiti per il nome spregevole di Vallecieca (chiamata così fino agli anni novanta)con un errore di sintassi le hanno cambiato il nome in Vallececa.EconomiaAgricolturaUno dei prodotti tipici del territorio è la castagna rossa del Cicolano, che recentemente ha ricevuto il riconoscimento europeo di IGP (Indicazione geografica protetta). Durante il periodo di raccolta (in autunno), il comune organizza la sagra dedicata a questo frutto.Infrastrutture e trasportiStradeÈ raggiungibile dall'Autostrada A24 (uscita "Carsoli", "Tagliacozzo" o "Valle del Salto").AmministrazioneNel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Pescorocchiano passò dalla provincia dell'Aquila a quella di Rieti.Alte informazioni amministrativeFa parte della Comunità Montana "Salto Cicolano"SportCalcioLa principale squadra di calcio della città è l’A.S.D. Pescorocchiano che milita nel girone C laziale di Seconda Categoria.NoteVoci correlateProvincia di RietiCircondario di CittaducaleSalto (fiume)Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Pescorocchiano

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