Comune

Pedace

Pedace, (Cosenza)

Pedace è un comune della provincia di Cosenza, di grande interesse storico e architettonico. Il territorio comprende le sorgenti del fiume Crati. Le origini del nome sono incerte, per alcuni deriva dal pedaggio che gli stranieri erano obbligati a pagare per attraversare il suo territorio. Durante la seconda invasione saracena di Cosenza (985 e 986 d.C.), ad opera di Abucalsimo, la popolazione abbandonò la città e si rifuggiò sulle colline circostanti, dando origine ai casali circostanti, tra i quali Pedace. Nel corso del XVII secolo, il territorio è stato continuamente sottoposto a terremoti: Pedace fu completamente rasa al suolo, con la distruzione di 123 case. Nel 1644 il casale fu acquisito dal marchese Vincenzo Salvati, Granduca di Toscana, passando dal demanio regio a quello feudale. Pedace e Rovito capitanarono un attacco a Celico, contro il governatore, innescando la scintilla di una rivolta anti spagnola che portò Pedace all’istituzione di una banda Realista, “Armata Pedacese” (6 marzo 1799). La lotta tra Realisti e Repubblicani durò a lungo e costò diverse vite umane. Il racconto travagliato di quegli anni culmina in un episodio noto come il “Sacco di Pedace”. La repressione fu terribile: i Realisti si rifugiarono in Sila, il paese fu incendiato e saccheggiato. Pedace era conosciuta come "Toledo della Calabria" per via dei tanti fabbri e arrotini che vi lavoravano.

 

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