Immagine non disponibile c
Mostra

"Pietre colorate molto vaghe e belle". Arte senza tempo dal Museo dell'Opificio delle Pietre Dure

piazza Sordello, 40, Mantova
fino a domenica 31 marzo 2019
Tempo di lettura: circa 2 minuti
IL COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE DI MANTOVA
E L’OPIFICIO DELLE PIETRE DURE DI FIRENZE
PRESENTANO LA MOSTRA

“PIETRE COLORATE MOLTO VAGHE E BELLE”
ARTE SENZA TEMPO DAL MUSEO DELL'OPIFICIO DELLE PIETRE DURE
COMPLESSO MUSEALE PALAZZO DUCALE DI MANTOVA
CASTELLO DI SAN GIORGIO
20 OTTOBRE 2018 - 31 MARZO 2019

L’esposizione propone una preziosa selezione della straordinaria collezione di ‘commessi’ in pietre dure della Manifattura Granducale, istituita da Ferdinando I de' Medici nel 1588

Dal 20 ottobre 2018 al 31 marzo 2019, il Castello di San Giorgio del Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova ospita la mostra “Pietre colorate molto vaghe e belle. Arte senza tempo dal Museo dell'Opificio delle Pietre Dure”, una preziosa raccolta di opere d'arte realizzate con la particolare tecnica artistica detta ‘commesso’ che consente di creare, sulla base di un modello pittorico, immagini ottenute dal paziente assemblaggio di piccole sezioni di pietre colorate: porfidi, diaspri, agate, lapislazzuli che, accuratamente selezionati, tagliati e accostati, appaiono come una vera e propria ‘pittura di pietra’.

L'esposizione, a cura di Sandra Rossi, Peter Assmann e Anna Patera, con la collaborazione scientifica di Riccardo Gennaioli, sarà arricchita da una sezione interamente dedicata alle antiche tecniche di lavorazione e ai pregiati materiali utilizzati, che offrirà al visitatore la possibilità di cogliere in pieno la perizia tecnica che sta alla base di queste preziose e raffinate realizzazioni destinate a una committenza regale.

Sarà questa l’occasione per vedere alcuni preziosi fogli che fanno parte del cospicuo patrimonio grafico della Manifattura, conservato nel Gabinetto Disegni e Stampe del Museo dell’Opificio, una raccolta di oltre tremila pezzi, in gran parte inediti, che testimoniano l’attività delle Botteghe Granducali nel corso dei secoli, documentando i diversi passaggi creativi ed esecutivi della produzione artistica.

All'interno del percorso di visita sarà inoltre possibile ammirare il dipinto di Giuseppe Zocchi, l'Allegoria della Terra (1750), e la sua preziosa trasposizione in pietra attualmente conservata al Complesso della Hofburg a Vienna, realizzata dalla Manifattura Granducale nel 1752 su commissione dell’imperatore Francesco Stefano di Lorena, per abbellire la sua residenza viennese con una intera pinacoteca in pietra dura, “senza tempo”.

Accanto a queste sarà esposta, per la prima volta al pubblico, la trasposizione moderna dell’Allegoria della Terra in commesso in pietre dure, realizzata dal Laboratorio del Settore Mosaico e commesso in pietre dure dell’Opificio con lo scopo di ripercorrere dal punto di vista pratico il procedimento creativo e cogliere i segreti più reconditi dell’antica tecnica esecutiva.

Tale realizzazione costituisce una pregevole eccezione nell’ambito dell’attività istituzionale dell’Opificio delle Pietre Dure che dopo l’Unità d’Italia si è progressivamente trasformato da Manifattura di corte a Istituto specializzato nel restauro delle opere d’arte, sede di una Scuola di Alta Formazione e di Studio che prepara i futuri restauratori di beni culturali. Conoscere la tecnica significa infatti essere in grado di comprendere il modus operandi degli artisti e saper restaurare con la massima perizia e consapevolezza i capolavori del passato. Un filo ininterrotto nei secoli lega la storia antica con l’attuale Istituto in un logico e naturale trasferimento di competenze.

La mostra è frutto della collaborazione tra il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova e l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Accompagna la mostra il catalogo pubblicato da Tre Lune Edizioni.
Mantova, settembre 2018