Destinazioni - Comune

Dorgali

Luogo: Dorgali (Nuoro)

Dorgali (Durgali in sardo), è un comune di 8.600 abitanti della Provincia di Nuoro (il 4º per numero di abitanti della provincia e 36º in Sardegna). Con la sua superficie di 224,83 km² è l'ottavo comune della Sardegna, in ordine di estensione. Geografia fisica Territorio Dorgali è situato nella zona centro-orientale della Sardegna possiede un territorio di forma grosso modo rettangolare presentando un allungamento che si spinge all'interno verso Orune, per un'estensione di quasi 225 km2comprendenti anche la grossa frazione di Cala Gonone. Il territorio comunale confina: a sud con i comuni di Baunei, Urzulei e Orgosolo, a ovest con Oliena, Nuoro, e Orune a nord con Galtellì, Lula e Orosei, mentre a est si affaccia sul Mar Tirreno. Un territorio tanto vasto quanto vario e morfologicamente complesso che si muove dalle coste basse e sabbiose o a falesia della baia di Cala Gonone, nel settore centrale del golfo di Orosei, agli altopiani, fino alle montagne del Supramonte, nell'entroterra, arrivando a toccare i 1086 m con Monte Oddeu. Il territorio è attraversato da numerosi torrenti e fiumi dei quali i più importanti sono il Rio Flumineddu, che scorre nella fertile valle di Oddoene, il Rio Isalle che scorre nell'altrettanto produttiva valle omonima e il Fiume Cedrino che grazie alla diga di Preda'e Othoni forma il grande lago artificiale di Iriai a pochi chilometri da Dorgali. Il centro urbano si stende nelle colline alle falde dei monti calcarei di Bardia (881 m s.l.m.) e Tului (911 m s.l.m) alla congiunzione dei quali una galleria assicura il collegamento con il paese di Cala Gonone a 8 chilometri dal capoluogo comunale, quattrocento metri più a valle. Le bellezze naturalistiche sparse per il territorio e anche il clima temperato e tipicamente mediterraneo hanno reso Dorgali e Cala Gonone una famosa meta turistica internazionale. Classificazione sismica: zona 4 (sismicità irrilevante), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 Classificazione climatica: zona C, 1360 GG Storia Il territorio oggi interessato dall'amministrazione dorgalese era già densamente popolato in periodo nuragico, punico e romano. Durante il periodo nuragico fu interessato dalla costruzione di innumerevoli nuraghi, come avvenne nella maggior parte del territorio della Sardegna. In seguito alla conquista dell'isola da parte dell'Impero Romano si svilupparono gli insediamenti romani di Thurcali e Cares la cui presenza è testimoniata dal ritrovamento del congedo bronzeo di Tunila (esposto nel Museo Nazionale di Cagliari) e la targa bronzea, del IV secolo d.C., della locale caserma dei vigili romani nel centro di Cares. In seguito alla caduta della Repubblica di Roma, e dopo un breve periodo di dominazione vandalica e gota, subentrò la giurisdizione bizantina che, tra alterne vicende legate agli attacchi costieri dei pirati barbareschi mussulmani, finì nel IX secolo. Durante il seguente periodo giudicale si instaurarono nel territorio, inviati dal papato, diversi ordini monastici, dei quali i primi ad arrivare furono i vittorini provenzali e, in seguito, i cistercensi, ai quali fu concessa la Franca di Jurifai, collocata tra i quattro giudicati (Torres, Cagliari, Gallura, Arborea) e parzialmente posta nell'agro di Dorgali, che faceva parte del Giudicato di Gallura. La fine del Giudicato vide un breve periodo di dominazione sotto la Repubblica di Pisa, seguito dalla conquista dell'isola da parte degli aragonesi nel 1321 e proseguito con la dominazione castigliana dalla fine del secolo XIV, che si concluse nel 1713, quando la Sardegna, con il Trattato di Utrecht, fu ceduta prima all'Austria e poi, nel 1718, al Ducato di Savoia. La maggior parte dei villaggi esistenti in quell'epoca nell'agro dorgalese scompaiono nella seconda metà del XIV secolo. L'ultimo paese a scomparire in ordine cronologico in agro dorgalese fu Torpee de S'Iscra de Garteddi scomparso nel 1610, dopo Isalle, che si estinse nel 1567. Simboli Lo stemma del Comune di Dorgali è sovrastato da una corona che rappresenta l'antica cinta muraria del castro. Le tre stelle è un simbolo mariano ricordano che uno degli antichi patroni di Dorgali è Santa Maria Madre di Dio. È riferito anche all'antica presenza (Sec. XV) del Terzo Ordine Francescano (francescani conventuali). I tre monti collocati alla base dell'albero sono un simbolo monastico L'albero ricorda che Dorgali (già castro) era il riferimento (caposcolca) dei piccoli centri vicini dell'agro oggi scomparsi. Monumenti e luoghi di interesse Architetture religiose Chiese nel centro urbano Cattedrale di Santa Caterina d'Alessandria si trova nel quartiere di Sa Serra e fu nominata parrocchia negli ultimi anni del XVI secolo, seguendo a San Cornelio Cipriano. Nei pressi della chiesa, in periodo medioevale, era situato un cimitero. La Chiesa di Sant'Antonio Abate nel quartiere di Sa Serra. Chiesa delle Grazie, nel XIII secolo era la chiesa parrocchiale del quartiere di Sa Serra-Sa Porta, ubicata di fronte alla chiesa, oggi scomparsa, dedicata a san Cornelio e Cipriano. Nel Medioevo la chiesa consisteva di una cappella più piccola sul lato est. Fu poi ampliata in periodo aragonese su un edificio preesistente. Sui muri a sud ed a nord si nota l'antica posizione delle porte e delle scale degli edifici medioevali, oggi murate. Nel periodo giudicale era dedicata a Santa Maria del Castro e si trovava ad ovest della parte fortificata essendo conformata a torre (chiesa torraia). Era la chiesa della guardia giudicale. L'impostazione architettonica è riferibile ai templari. La dedicazione a Maria della cappella della fortezza è un retaggio bizantino confermato dalla tradizione templare. La presenza di quest'ordine religioso poteva essere legato al traffico dell'argento delle miniere di Lula. La tradizione orafa dorgalese è nata con gli argentieri in periodo medioevale. Chiesa d'Itria e Monastero annesso del quartiere di Gorito, Nuestra Senora de Orito in periodo spagnolo (che sovrasta quella che oggi è l'odierna campagna di Sena). Chiesa del Carmelo o Madonna del Carmine e cellette del convento dei frati del quartiere di Gorito. Chiesa di San Lucifero Vescovo e Santa Maria Maddalena (in essa sono presenti i simulacri dei santi gesuiti: sant'Ignazio di Loyola e san Francesco Saverio e la Madonna dei Miracoli). Del XII secolo, ampliata nel 1646 e appartenente al quartiere di Sa Chejedda. Su due pilastri è rappresentato un croat moneta catalana del XIV secolo circolante in Sardegna. In via Eleonora è presente la struttura (casa Mariani) di un antico monastero di monache ("sa domo de sas monzas"). Chiesa di San Lussorio del quartiere di Gonare. Chiesa dell'Angelo (Raffaele del quale c'è il simulacro con il piccolo discepolo Tobiolo o Tobia, ma anche Michele e Gabriele e l'Angelo della Guardia o Custode) e della Madonna di Bonaria e della Madonna del Natale (Nuestra Senora del Buen Ayre, spagnola, della quale c'è il simulacro e Notre Dame du Noel, francese) del quartiere di Gonare e i resti del monastero annesso retrostante. La festa viene chiamata dell'Angelo ed è quella degli angeli Raffaele, Michele e Gabriele il 29 di settembre. I locali chiamano semplificando la chiesa Madonna di Gonare o chiesa dell'Angelo (cresia de S'Anzelu). Notre Dame du Noel è francese di tradizione vittorina ed in genere gli angeli nelle chiese vittorine attorniavano il simulacro di san Vittore. Non si può escludere che la chiesa in tempi antichi avesse al suo interno anche il simulacro di San Vittore. La vicina Via Bardia fino al 1800 era Via Badia perché raggiungeva l'antico Monastero di Gonare collocato nell'isolato a monte di questa chiesa. Santa Lucia e monastero benedettino delle monache di clausura annesso, attualmente esistente in piazza Santa Lucia nel quartiere di Gonare. Nel monastero benedettino della chiesa di Santa Lucia sono ancora custoditi gli antichi simulacri di santa Cecilia e di san Lamberto (santu Lumbertu) di Liegi. Chiese ed architetture scomparse nel centro urbano Nel centro urbano sono apposte delle targhe ad identificare il luogo un tempo occupato da questi monumenti ora scomparsi. Chiesa di Santa Cecilia e San Lamberto di Liegi, santu Lumbertu, il cistercense francese Lamberto di Liegi (secondo il locale monastero trappista) o il santo cistercense francese Roberto di Molesnes (secondo il locale inventario parrocchiale redatto dal notaio dorgalese Sebastiano Mele nel XVII secolo), Era collocata in via Gonare, nel quartiere di Gonare. Esiste in una corte retrostante l'attuale chiesa di Gonare la struttura rovinosa ma è stata trasformata in casa di civile abitazione. Chiesa della Decapitazione di San Paolo Apostolo e dei Santi Eusebia Abadessa, Mauro Vescovo, questi ultimi due santi cistercensi francesi, e Bonaventura Dottore della Chiesa, già del borgo di Gonare (o Corevoca citata nel 1327), nell'isolato ricompreso tra via Lamarmora, incrocio con via Vittorio Emanuele e via Cerere incrocio con via Emilia. Queste due chiese (Santa Cecilia e San Paolo) erano collegate al monastero di Gonare. Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano, dotata di un campanile, di grandi dimensioni, fu parrocchia di Dorgali a partire dalla fine del XIV secolo e fino a tutto il XVI secolo, aveva un cimitero annesso ed era collocata nel quartiere di Sa Serra nel vecchio campo sportivo. San Cipriano era il patrono di Cartagine e questo testimonia l'antico legame commerciale e politico tra questa città africana e la costa dorgalese. Chiesa del Rosario (festa il 4 di settembre) e dell'omonima confraternita nel quartiere di Sa Porta in piazza Santa Caterina. Chiesa di Santa Croce e dell'omonima confraternita nel quartiere di Sa Porta in piazza Santa Caterina. Chiesa dei Santi Andrea (Sant'Andrea di Corte) e Marco (poi fu aggiunto in ultimo il simulacro di San Giovanni Battista, a volte rappresentato con un giglio (Su Lillu) in mano, dell'omonimo eremo quando lo stesso aveva cessato di esistere) nel quartiere di Sa Porta a piazza Su Cucuru. Chiesa dei Santi Nicola e Sebastiano di Sena in piazza dei Caduti già parrocchia nel XII secolo. Eremo e monastero di San Giovanni Battista (San Giovanni Battista "Su Lillu" o di Corte o di Lata) a "S'Eremu" in Via Dante, questo Eremo diede il nome al rio principale che passava a Corso Umberto e che attraversava a cielo aperto il paese fino alla seconda metà del'Ottocento. Ospedale medioevale di Sant'Antonio in via Venezia, "Hospitalis Sancti Antoni", nel castro (ancora presente a Oristano, Bosa e Orosei con i quali quello coevo dorgalese era stato fondato da Padre Tibaldo nel sec. XIII). Romitorio e Convento nel castro di Sant'Antonio in via del Pellegrino (casa Tzinu Lai che custodisce il simulacro di San Salvatore del XIII secolo). Monastero delle monache francescane alcantarine a Gorito fondato nel 1614 (data incisa sull'architrave del convento prima che venisse recentemente demolito) in via Carlo Alberto (isolato di Potita). Castro di Dorgali (Su Crastu de Sant'Antoni oggi Sa Serra ei Sa Porta e cioè tradotto in italiano le mura e la porta): le mura dell'antica fortificazione castrense di Dorgali correvano lungo le vie: Roma, Vittorio Emanuele (già "Sa Ruche 'Etza", qui vi era il lazzareto, perché in altri tempi era extra muros), Sassari, Montenero, Venezia (già Via di Buoncammino perché era presente fino agli anni settanta un'edicola con questo simulacro sul muro dell'antico ospedale), Pellegrino (nome riferito al Romitorio medioevale), piazza delle Grazie. Il decumano coincideva circa con via Garibaldi. La Porta (Sa Porta) principale rivolta a est era il principale accesso al castro fortificato ed era collocata nelle prossimità dell'attuale Via Vittorio Emanuele (esiste ancora accorpata ad un portico), e quindi nei pressi dell'antica Chiesa del Rosario e di quella di Santa Croce. I rii di Sa Lepora e di San Giovanni Battista fungevano da fossati naturali difensivi rispettivamente a nord e a sud dell'antico castro medioevale di Dorgali. La chiesa delle Grazie (già Santa Maria del Castro) e il grande santuario di San Cornelio e Cipriano erano collocati a Ovest sulla scarpata che aveva funzione difensiva. Antichi ponti sul rio San Giovanni Battista (attuale corso Umberto): Ponte di "Su Ponte" (con archi in granito fu costruito nel 1870 con la Statale 125 in Via Lamarmora-piazza Marconi). Ponte di "Su Rosariu" (era in legno in Via Vittorio Emanuele incrocio corso Umberto). Ponte di "Su Rettore" (era in legno in Via del Popolo e Via Concordia incrocio corso Umberto). Ponte di "'Emelone", o de Ghemelone o del Gimiglione (del pedaggio), era parte in legno e parte in muratura ubicato in Via del Popolo e Piazza dei Caduti incrocio corso Umberto, collegava Sena con il Castro. Nell'agro vi sono chiese ancora esistenti, ruderi di antichi monumenti, chiese e monasteri, oggi scomparsi. Architetture civili Antica Casa dei Gesuiti Vico Carlo Alberto, XVII secolo. Monastero francescano in Via Mannu e Via Pace, XVII secolo. Casa degli Orfani dell'Ospedale di Sant'Antonio in Piazza di Sant'Antonio (edificio antico di fronte alla Chiesa di San'Antonio). Palazzo del Balivo (il capo locale dell'ordine ospedaliero antonita), XIII secolo. I ruderi sono ancora presenti a Sa Serra in Via Cagliari che ricomprendono anche un breve tratto delle mura in Via Roma al quale sono addossati, un sottopassaggio è presente da Via Cagliari per la Chiesa di Sant'Antonio. Casa di Effisio Demetrio Mele (allora Melis) Rettore di Mogoro dal 1698 al 1721 (Casa Lai-Biddiddu in Via Eleonora Sec. XVII). Lazzareto o Lebrosario, "Su Leporosariu" o "S'Ispidale de sos Leporosos", extra muros, oggi è la superficie ricompresa dall'area di sedime e dalle strutture di Casa Mereu in Via Galileo, Casa Macciotta in Via Vittorio Emmanuele e Casa di Tziu Juann'Anghelu Lovicu in Via Sa Lepora, Via La Lebbra, (quest'ultima struttura era a tre piani ed è stata recentemente demolita). A Casa Mereu durante dei lavori di rifacimento effettuati nel 1843 dall'omonimo notaio fu trovato il sigillo di Padre Tibaldo (XIII secolo) descritto da Alberto Lamarmora assiduo frequentatore del paese. Il rio poi tombato in Via Galileo si chiamava Riu Sa Lepora. Siti archeologici Nel territorio dorgalese e nelle sue vicinanze sono presenti numerosi siti archeologici visitabili: Il villaggio di Tiscali di epoca nuragica-romana. Il villaggio nuragico di Serra Orrios. Il villaggio nuragico punico romano e bizantino di Nuraghe Mannu. Vari nuraghi isolati. I menhir. I dolmen di basalto e calcare (fra i quali il Dolmen di Monte Longu) Le domus de janas. La tomba dei giganti di S'Ena e Thomes. Le cavità carsiche del Supramonte Marino, quali la grotta del Bue Marino, con interessanti petroglifi. La grotta di Ispinigoli con la stalagmite-stalattite più alta d'Europa. Società Dorgali appartiene alla Barbagia di Nuoro ma è da sempre legato alla Barbagia di Ollolai e mantiene un legame particolare con gli altri centri del Supramonte. I legami con il vicino villaggio medioevale di Lollove, presso la località Isalle, a sette chilometri dal confine di Dorgali, sono di carattere religioso in quanto i dorgalesi vi si recano il 3 febbraio per la festa di san Biagio. Evoluzione demografica Il centro di Dorgali conta circa 7000 abitanti, ai quali vanno aggiunti i quasi mille e seicento della frazione marittima di Cala Gonone che negli anni del boom è riuscita a contenere anche 30.000 turisti. I locali chiamano quest'ultimo paese semplicemente Gonone. Tra i residenti nel comune, in costante crescita negli ultimi anni, circa un centinaio di abitanti, per lo più svizzeri, risiedono nelle campagne di Filine (o S'Iffiline se si usa con l'articolo) dove si trovano case sparse al confine con l'agro di Urzulei. Case sparse abitate si trovano anche nelle campagne di Iscopidana (già "Scopeta" nel Medioevo), Mulattai-Icorè-Isportana (già "S'Armulanza" nel Medioevo), Sena, Oroviddo-Sa Costa, La Traversa di Iloghe. In quest'ultima località si trovano i ruderi delle chiese medioevali di San Basilio Magno e di San Giacomo Maggiore. Dorgali, in virtù della sua antica tradizione conventuale francescana, è gemellato con Castelvecchio Subequo (L'Aquila). Abitanti censiti Etnie Al 31 dicembre 2012 a Dorgali risultavano residenti 162 cittadini stranieri pari al 2% circa della popolazione totale. Le nazionalità più rappresentate erano: Romania 56 Svizzera 25 Marocco 17 Senegal 13 Germania 10 Cina 7 Pakistan 7 Cultura Istruzione Dorgali dispone di scuole di ogni ordine e grado. L'istituto comprensivo "G. M. Gisellu" include quattro plessi di scuola dell'infanzia, tre plessi di scuola primaria, e uno di scuola secondaria di primo grado distribuiti nei due centri abitati di Dorgali e Cala Gonone. A Dorgali è attiva anche una scuola dell'infanzia paritaria dedicata a "Don Basilio Meloni" ed infine un Liceo Scientifico. Svolge un ruolo educativo e culturale per il territorio anche la Biblioteca comunale "Giovanni Mulas" che con oltre 32 mila opere assicura il servizio di pubblica lettura alla popolazione. Persone legate a Dorgali Beata Maria Gabriella Sagheddu (Dorgali 1914 - Grottaferrata 1939), offrì la propria vita per l'unita della Chiesa e dei cristiani, proclamata Beata da Papa Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983. Una sua reliquia è conservata e venerata nella chiesa di Santa Caterina a Dorgali. Alberto La Marmora, generale e scienziato italiano assiduo frequentatore del paese di Dorgali gli è stata dedicata la via principale del paese. Francesco Fancello, intellettuale, uomo politico, scrittore e giornalista di origini dorgalesi nell'immediato dopoguerra, negli anni cinquanta, fu direttore del giornale Il Lavoro di Genova e fece parte del Comitato Centrale del PSI Lina Merlin, di Chioggia, politica socialista confinata a Dorgali durante il fascismo. Pasquale Fancello (Dorgali 1891 - Roma 1953), politico anarchico internazionalista, confinato a Ventotene con Gramsci. Capeggiò nel 1944 l'occupazione delle terre di Isalle e Orrule da parte dei contadini e dei pastori dorgalesi. Salvatore Fancello (Dorgali 1916 - Bregu Rapit, fronte albanese 1941), scultore e ceramista, cognato di Costantino Nivola. Morì giovanissimo dopo essersi arruolato da volontario, in una battaglia per l'occupazione italiana dell'Albania. Bartolomeo Fronteddu militare, comandante del Battaglione Volontari di Sardegna - Giovanni Maria Angioy. Paolo Monni (1922-2009), sacerdote e scrittore, autore di diversi libri e racconti e della traduzione in dialetto sardo-nuorese) della Divina Commedia di Dante Alighieri. Salvatore Mereu (Dorgali 1965), regista cinematografico (Ballo a tre passi, Sonètaula). Silvano Mulas, fantino. Economia L'economia cittadina è una delle più dinamiche e vivaci della provincia di Nuoro. Fra le attività produttive principali si annoverano l'artigianato, che è vario e importante con botteghe dedite alla produzione di manufatti in legno in pelle ed in ferro battuto, sviluppato anche nei settori della ceramica, della scultura, dell'oreficeria (filigrana) nella lavorazione del marmo oltre alla produzione di tappeti e coltelli; la viticoltura, con la produzione del cannonau e l'allevamento e l'agricoltura. Negli ultimi decenni si è assistito allo sviluppo della già famosa industria alimentare in particolare panifici, con la produzione di pane carasau (moddizosu ecc.) e dolcifici (savoiardi, papassini, arantzada, essas, orullettas, ecc.), rilevante anche la produzione di olio di oliva e formaggi. Lentamente va sviluppandosi anche una zona PIP (Piano insediamenti produttivi) a tre chilometri dall'abitato. Contributo fondamentale per l'economia dorgalese lo da' il turismo estivo, grazie alla bellezza delle sue coste e alla sua frazione marina Cala Gonone, ponendo Dorgali al vertice in provincia per numero di alberghi ed esercizi complementari (B&B ecc.). Turismo Il turismo si concentra prevalentemente nel periodo estivo, a Cala Gonone; a Dorgali sono presenti percorsi di trekking e di mountain bike. Da ricordare inoltre la possibilità di praticare il free climbing in località suggestive, come alcune falesie sul mare. La crescita del comparto turistico legato agli sports attivi ha sviluppato iniziative di grande ricaduta economica e d'immagine sul territorio come la recente realizzazione del Parco avventura Atta Park con annessa scuola d'arrampica in artificiale e relativa torre d'istruzione. Le caratteristiche geologiche ed orografiche del territorio del Supramonte marino di Dorgali e Baunei, sono particolarmente adatte alla pratica degli sport arrampicatori. Sono visitabili le grotte del Bue Marino sulla costa di Gonone e le grotte di Ispinigoli nelle campagne di Dorgali. Di eccezionale interesse è l'attrezzata grotta archeologica, detta Rutta Niedda, con la presenza al suo interno di resti osteologici umani e ceramiche frammentate risalenti a varie epoche e nuragico in particolare. Sono visitabili i villaggi nuragici di Tiscali, Serra Orrios e Nuraghe Mannu. Sono da visitare: il Museo Civico (in Via Lamarmora), il Museo etno-naturalistico " Parco Museo S'Abba Frisca" in località Littu-Zorza, qui vicino era presente il centro romano di Cares, l'esposizione del Centro di Educazione Ambientale a Gonone (Viale Bue Marino), il Museo Salvatore Fancello presso la casa comunale. È caratteristica la vallata agraria di Filine Oddoene, unica nel suo contesto naturalistico, che si attraversa per raggiungere la gola di Gorroppu ed il canyon di Surtana. Quest'ultimo costituisce l'accesso al Supramonte di Dorgali, Orgosolo e Oliena. Da visitare il panoramico Lago di Iriai raggiungibile dalla località Iriai, Strada Provinciale 38, qui è presente il selvaggio ed isolato parco lacuale di Iriai e Gurennoro dove sono presenti le Chiese di San Pantaleo Dottore e della Madonna degli Angeli, "Sos Anzelos", che possono essere raggiunte solo in barca, il giorno della festa dei santi (rispettivamente il 27 luglio e il 7 agosto) le barche sono condotte da volontari per il trasbordo dei fedeli. Qui è presente l'isoletta di "Sos Anzelos" o degli Angeli. Il Lago di Irai è diventato una meta ambita per i canoisti. Di particolare bellezza e valore naturalistico è la valle di Lanaitto, nel territorio di Oliena, raggiungibile attraverso visite guidate anche da Dorgali. Infrastrutture e trasporti Strade La strada statale 131 Diramazione Centrale Nuorese collega Dorgali con Nuoro e gran parte della Sardegna. La strada statale 125 Orientale Sarda percorrendo l'est dell isola collega Dorgali con il sud della Sardegna fino a Cagliari e il nord con Olbia, attraverso la Strada provinciale 38 si unisce alla Strada statale 129 Trasversale Sarda che porta fino ad Orosei passando per Galtellì. Trasporto aereo Il 10 agosto 2014 viene inaugurata l'aviosuperficie nel quale possono atterrare gli aerei ultraleggeri, quelli da turismo e i Cessna. Nell'aviosuperficie si trova anche una zona per l'atterraggio degli elicotteri (Zae). Sport A Dorgali sono presenti due squadre di calcio: la più antica Polisportiva Dorgalese A.S.D., nata nel 1945, che attualmente milita nel girone B sardo di Promozione e la più recente Polisportiva Bardia, nata nel 2007, che invece milita in Seconda Categoria. Tutte e due le società giocano i loro incontri nello stadio comunale "Osolai". Nel 2009 nella frazione di Cala Gonone si è ricostituita la locale squadra Cala Gonone A.S.D. che anch'essa milita nel campionato di seconda categoria e disputa gli incontri casalinghi nel campo sportivo "Tonino Ceselia". Sono presenti la Polisportiva "Mistral" presso cui vengono praticate ed insegnate la danza moderna, l'aerobica, la ginnastica artistica, il taekwondo, lo judo, la kickboxing e il soft air. Inoltre è presente una squadra di basket, la Sant'Elene Basket che milita con la prima squadra nel campionato di promozione e gioca le sue partite nel Palazzetto dello Sport Comunale, il fiore all'occhiello della squadra è il pubblico, il più numeroso della categoria. Una realtà sportiva molto importante e il Tennis Club Dorgali A.S.D., associazione nata nel 1993 che ha sempre riscosso numerosi successi in molte categorie. Note Bibliografia Dionigi Panedda, Il giudicato di Gallura: curatorie e centri abitati, Sassari, Editrice libraria Dessì, 1978. Elettrio Corda, Storia di Dorgali e della marina di Cala Gonone: 1833-1953, Milano, Rusconi, 1990, ISBN 88-18-12085-9. Giuseppe Pisanu, Dorgali: storia e memorie della comunità, (1340-1946), Cagliari, Edizioni della Torre, 1997, ISBN 88-7343-302-2. Giovanni Maria Fancello - Musa Durgalesa - Edizioni La Torre Giovanni Maria Cadoni – Relazione della Chiesa di Dorgali - 1781 Giuseppe Seu e Franco Romagna - Una chiesa medioevale a S'Ena de Iloghe - Sardegna Antica. Piano Urbanistico Comunale - Società S.A.S.S.T. Sassari - Assetto Storico dell'Urbano - Amministrazione Comunale di Dorgali Regesti Parrocchiali del Notaio Sebastiano Melis Fronteddu – Archivio Sorico della Parrocchia di Santa Caterina (consultabile in situ) - Dorgali. Salvatore Mele - Gallura Felix il Sud del Giudicato di Gallura e il territorio del Castro nel Medioevo Dorgali - Isola editrice. Pira Vincenzo, L'antenna sul Nuraghe, modernità e tradizione tra locale e globale, 2009, ilmiolibro.it Zedda Tullio – I Vichinghi in Sardegna - Warner Verlag Innsbruck Voci correlate Cala Gonone Lollove Urzulei Nuoro Rifugio Picave Rifugio Su Gorroppu Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Dorgali Collegamenti esterni La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna URL consultato in data 02-01-2013. SardegnaForeste - foresta di Silana Museo S'Abba Frisca

Immagine descrittiva - CC BY-SA Di Salvaty - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=68161441 c

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