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Comune

Buddusò

Buddusò, (Olbia-Tempio) Tempo di lettura: circa 7 minuti
Buddusò (Buddusò in sardo) è un comune di 4.009 abitanti della provincia di Olbia-Tempio, nella regione storica del Monteacuto. Geografia fisica Territorio Il comune di Buddusò (700 m di altezza) si trova al confine meridionale della provincia di Olbia-Tempio ed ha una superficie complessiva di 217 km² (di cui 90² km suolo comunale). Dal punto di vista orografico il paese si affaccia a nord sull’altopiano di Buddusò, verso il comune di Alà dei Sardi ed i suoi monti. Questo territorio è attraversato da due fiumi o torrenti: su Rio Mannu che alimenta prima verso ovest la diga di Pattada e successivamente si immette nel lago Coghinas; ed il rio Altana che, correndo in senso orientale, si porta, prima di immettersi verso il Tirreno, ad alimentare la diga di Torpè. Negli ultimi due anni si possono vedere, al confine tra il territorio di Buddusò ed Alà dei Sardi, le pale eoliche. Verso sud ed est il territorio del comune di Buddusò alterna tratti pianeggianti a valloni ed alcune alture (con i suoi 1003 m, “Punta Sa Jone” rappresenta la vetta più alta). Al confine con l’agro di Bitti, in località “Sa Pianedda”, nasce il fiume Tirso, che con i suoi 152 km rappresenta il fiume più lungo della Sardegna. Il Tirso, in agro di Buddusò, alimenta la diga di Sos Canales, e poi, nel suo cammino verso la foce sul golfo di Oristano, dopo aver attraversato il Goceano ed il Marghine, si versa nel lago Omodeo, uno dei maggiori laghi artificiali europei. Il fiume fu citato dagli autori greci Pausania e Tolomeo. Secondo il sito Sardegnacultura.it, l’autore sardo Mario gli diede il suo attuale nome riferendosi a Tirso, figlio di Ercole, proprio in virtù delle sue dimensioni. Dal punto di vista orografico il territorio buddusoino è ricco di granito, materiale lapideo estratto per decenni, fonte di una fiorente attività estrattiva, ed utilizzato in tutto il mondo per la costruzione di diversi complessi urbanistici. Attualmente, da circa dieci anni queste attività estrattiva e lavorativa sono in fase di declino mentre l'ambiente paesaggistico ha subito delle “ferite paesaggistiche” che hanno sfregiato la bellezza naturale di alcuni luoghi. Le specie vegetazionali arbustive più comuni sono: Il cisto (su mudeju), il corbezzolo (su lidone), la erica (s’iscopa), il biancospino (su kalarighe), la fillirea (s’aliderru), la ginestra, il lentisco (sa chessa) e la lavanda (s’arkimissa), ecc. Clima Il clima a causa del territorio montano e della distanza dal mare presenta caratteristiche continentali. Le massime pluviometriche si riscontrano nelle stagioni autunnali e invernali, con precipitazioni a carattere nevoso della durata di qualche giorno, in inverno. Al calar della sera le notti si fanno rigide per il vento freddo (maestrale e tramontana) e la dispersione di calore quando il cielo è terso. In tal caso il mattino seguente la brina riveste per qualche ora i prati fino a che il sole o l'aumento della temperatura ambientale non la scioglie. Nelle prime ore delle giornata si può presentare la nebbia per evaporazione dell'acqua delle dighe ma intorno a mezzogiorno la temperatura continua a salire, la nebbia si disperde ed i pomeriggi si presentano alquanto temperati, fino al tramonto. Ovviamente se la notte è nuvolosa la mattina seguente vi sarà minore escursione termica. Anche durante la stagione calda vi è una certa escursione termica dovuta all’esposizione solare giornaliera e la dispersione di calore notturna (in caso di cielo terso). Storia In epoca romana si trovava probabilmente l’abitato di “Caput Tyrsi”, di cui non ci è rimasto pressoché nessuna testimonianza fisica, che avrebbe potuto costituire un punto di passaggio tra Olbia, Ozieri (di cui vi è traccia di un ponte romano), per arrivare a Forum Traiani, fino a Karalis. Dopo l’introduzione del cristianesimo nell’alto medioevo e la sostituzione del dominio bizantino con quello dei giudicati, le origini di Buddusò iniziano a comparire intorno al 1300 dc. Il nome stesso, “Gulusò”, o “Bidisò”, o altri, che parrebbero essere antesignani di quello attuale, non ci aiutano sul significato del nome e il tipo di popolazione che l’abitava. La cartina della Sardegna dell’era giudicale sembra allocarla all’interno del Giudicato di Torres anche se dei quattro giudicati, quello di Arborea fu certamente il più indomito nella lotta di indipendenza contro gli spagnoli. Dal Quattrocento al Seicento il dominio iberico di tutta la Sardegna è testimoniato a Buddusò dallo stile barocco nella chiesa di San Quirico e dai tanti termini linguistici spagnoleggianti “de sa limba salda”: sa temporada (la stagione), averugar (ispezionare), sa mariposa (la farfalla), ecc. Naturalmente, allora, il sistema politico-economico (basato prevalentemente sulla rendita) era quello feudale e Buddusò (sempre secondo il testo curato da Manlio Brigaglia) era parte del ducato dei feudatari di Oliva che possedevano il Monteacuto (zona oggi composta da circa 11 comuni che vanno da Berchidda a Tula, ad Alà dei Sardi e Buddusò), facente parte della diocesi di Bisarcio. Nel 1720, con la pace dell’Aja, l’Austria cede la Sardegna, e quindi anche Buddusò, ai Savoia. Durante l'Ottocento, secondo il racconto di alcune persone anziane del posto venne fondata una piccola frazione che si trovava l'agro di Buddusò al confine con il territorio di Oschiri. Questo luogo, chiamato Tandalò, venne popolato da una parte di buddusoini che vi vivevano per alcuni mesi l'anno. Dopo la seconda guerra mondiale, Tandalò si è completamente spopolato ed ora rimangono solo i resti di alcune case ed anche della vecchia scuola elementare. Colloquiando con alcuni di questi vegliardi, è stato facile capire quale fu l'impatto della malaria in particolare, ma anche di altre malattia infettive sulla capacità lavorative delle persone. Le febbri elevate (terzana e quartana) indebolivano le persone affette che lamentavano una continua astenia dovuta anche all'ingrossamento della milza. Eppure queste condizioni di debolezza (leggasi la bassa statura media, l'anemia mediterranea, ecc.) non impedirono a tanti buddusoini di affrontare coraggiosamente le fatiche ed i dolori della prima guerra mondiale. Alla fine della seconda guerra mondiale, la campagna di eradicazione dell'anopheles, la zanzara vettore del protozoo che causa la malaria, tramite il DDT, praticata come progetto pilota in Sardegna voluta e finanziata dall'Alto Commissariato Italiano per l'Igiene e la Sanità e dalla Fondazione Rockfeller, portò alla scomparsa della malattia infettiva in tutta la regione (anche con alcune trasformazioni dell'ecosistema ambientale) tramite gli sforzi dell'ERLAAS guidata dal celebre igienista Giuseppe Brotzu. Gli anni sessanta e settanta del Novecento hanno visto uno sviluppo economico del paese legato all'attivatà estrattiva del granito e del sughero oltre che al commercio della legna e del formaggio. Questo benessere economico ha subito un forte rallentamento durante gli anni novanta e nei primi anni del duemila, cosicché nel paese si è ripresentata la piaga dell'emigrazione, con una differenza dal passato: mentre prima emigravano prevalentemente persone appartenenti ai ceti meno abbienti, oggi tale fenomeno colpisce più che in passato anche persone laurete (in medicina, giurisprudenza, economia e commercio, ecc.) e coloro che non trovano lavoro a Olbia, Nuoro o Sassari, accettano spesso di trasferirsi in continente. D'altra parte, ha fatto da contraltare negli ultimi anni del primo duemila un boom delle nascite ed un piccolo fenomeno immigratorio da paesi dell'est che sembra tenere la bilancia stabile sui 4.000 residenti. Con la legge regionale n.1 del 3 gennaio 1996, ha subìto lo scorporo del nuovo comune di Padru. Monumenti e luoghi di interesse Il territorio di Buddusò è ricco di testimonianze storiche ed archeologiche risalenti a varie epoche storiche e preistoriche: domus de janas, nuraghi, dolmen, e chiese campestri di origine medievale. All'interno del centro abitato architetture degne di nota sono villa Doneddu, costruita in stile neogotico, più tre palazzine di quattro piani costruite al centro del paese in stile liberty ed eclettico. Il granito costituisce il materiale più utilizzato nelle architetture tradizionali. Il paese è stato coinvolto negli ultimi decenni da un elevato fervore edilizio, si sono costruite villette in periferia, mentre nella parte centrale del paese si sono sviluppati una serie di attività commerciali (bar, negozi, uffici) e si è ingrandita la casa di riposo per anziani con un parco tutto a fianco. Dal punto di vista artistico, va segnalata un'altra peculiarità: Buddusò (un po' come i murales di Orgosolo) presenta all'interno del paese e nel suo museo di arte moderna numerose statue che vennero realizzate a cavallo degli anni 1980-2000 durante le sessioni annuali estive del Simposio del Legno e del Granito, in cui artisti provenienti da tutte le parti del mondo si cimentavano, nelle strade e piazze del centro cittadino, nel modellare in statue il legno e il granito grezzo di origine locale. In diversi siti intorno al paese si trovano le domus de janas (case delle streghe), resti del periodo neolitico che sono strutture sepolcrali costruite nella pietra viva. Il periodo nuragico (dal 1.800 al 300 a.C. circa) ha lasciato in eredità ai buddusoini vari nuraghi, tra cui il “nuraghe Loelle”, sito sulla statale per Bitti, a circa 7 km da Buddusò, caratterizzato dalla sua forma trilobata, dalla lavorazione dei conci, dai gradini e i corridoi che corrono sui due piani della struttura interna del nuraghe, per la garitta posta sulla sinistra dell'ingresso, per l’architrave sopra l’ingresso, esposto a sud-est, che con una piccola finestrella soprastante che sorregge e scarica il peso della pietra sui lati dello stesso ingresso. Caratteristico del nuraghe è anche una camera sottostante che forse aveva la mansione di cantina. La funzione di questo nuraghe forse la si comprende salendovi in cima, da dove la visuale a 360° è ampia e regolare, soprattutto sul versante dei monti di Alà, il che fa pensare che tale opera avrebbe potuto svolgere la responsabilità di mastio all’interno un villaggio antico. A fianco al nuraghe si trovano anche due piccole tombe dei giganti. Un altro monumento nuragico degno di essere visitato è il complesso nuragico di Su Romanzesu, che sebbene si trovi in agro di Bitti dista da Buddusò meno di 15 km. Tutti questi complessi archeologici si trovano, come gran parte dell’agro buddusoino all’interno dei foreste di lecceti e sugherete. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie Secondo i dati ISTAT la popolazione straniera residente al 31 dicembre 2010 era di 83 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Albania 51 1,27% Cultura Eventi A Buddusò si svolgono svariate sagre e feste a carattere religioso, come quella di Santa Reparata che si svolge il primo lunedì di settembre nell'omonima chiesa campestre, sita tra Buddusò ed Alà dei Sardi. La festa attira annualmente molti visitatori, provenienti dal paese e dall'hinterland. Dopo l’istituzione della prova mondiale del Rally di Sardegna nel 2004, si svolgono abitualmente prove speciali della competizione in agro di Buddusò. Persone legate a Buddusò Barore Tucconi (1885 - 1969), poeta Clemente Biondetti (Buddusò 1898 - Firenze 1955), pilota automobilistico Fedele Sanciu, politico Franco Cocco, scrittore nato a Buddusò ma operativo a Ozieri Walter Ferreri, astrofisico, direttore osservatorio di Torino Economia Il sughero ed il granito hanno rappresentato per anni la fonte economica di maggior rilievo. Il territorio di Buddusò è ricco di boschi di leccio e querce, principalmente sughere. L'allevamento ovino e bovino ha un ruolo centrale nell’economia del paese. Infrastrutture e trasporti Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 105. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Bibliografia A. Taramelli, Buddusò. Monumenti preistorici vari, fontana coperta di Sos Muros, dolmen di Sos Monimentos e nuraghe Iselle, in Notizie degli Scavi, 1919, p. 131 ss.; A. Taramelli, Foglio 194, Ozieri, in Edizione Archeologica della Carta Topografica d'Italia in scala 1:100.00, Firenze Istituto Geografico Militare, 1931, p. 19., numeri 54-55; P. Basoli, Buddusò. Il territorio, l'economia, la memoria, a cura di G. Gelsomino, Sassari, Chiarella, 1991, p. 37 ss. Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Buddusò Collegamenti esterni La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna

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