Destinazioni - Comune

Mori

Luogo: Mori (Trento)
Mori (Móri in dialetto trentino) è un comune italiano di 9.672 abitanti della provincia di Trento. Il nome La pronuncia corretta è Móri, con la o chiusa, nonostante la radice del nome si trovi nella parola mòra, con la o aperta. Il nome viene tradizionalmente associato ai "mori" (dal latino morus alba, pianta produttrice di more), cioè al gelso. Intenso è stato l'allevamento dei bachi da seta fin dal XV secolo, alimentati appunto con le foglie dei gelsi. Origine e storia del nome In un placito del 26 febbraio dell'845 tenuto a Trento, in cui si discuteva una causa tra Andelbergo, abate del monastero di S.Maria in Organo di Verona, e alcuni uomini di Tierno, Avio, Mori e Castione per alcune prestazioni di servitù,compare per la prima volta il nome di Mori ("Murius"). In altri documenti poi del 1180,1220 e 1234 e posteriori appaiono anche nuove forme: "de Murio" "Morio" "Moriensis" "Muriensis". Questo sembrerebbe smentire la tradizionale associazione del nome Mori con il termine latino "morus alba" (pianta produttrice di more) cioè al famoso gelso, del quale nella Vallagarina fu iniziata la coltura solo al principio del Quattrocento. Altra opinione verosimile è che il nome sia stato ispirato dalla terra spesso scura, talvolta nera (famosa è la località di Terra Nera). Paolo Orsi, l'unico studioso di toponomastica che ha tentato di studiare il nome ci ha dato una sua ipotesi, che il nome derivasse da "Vicus Murius", per "Murianus", dal gentilizio Murius, un nome romano che ci richiama a una gens Muria. L'interpretazione ci offre notevoli difficoltà. Lo storico locale Luigi Dalrì pensava a un'origine molto antica del nome Mori, a un periodo prelatino-retico,probabilmente come altri paesi (Peri,Nomi). Con l'avvento dei romani i reti e i paesi retici sarebbero stati distrutti,solo alcune zone remote o lontane ai maggiori punti d'interesse, come ad esempio parti del territorio moriano sarebbero state risparmiate. Le prove le troviamo nella toponomastica locale dove abbiamo numerosi termini prelatini come "Pipel" e "Perghem", situati infatti nella zona di più antico insediamento del paese,quella di Mori Vecchio. Per l'origine del nome Mori secondo Dalrì allora non è da escludere il prelatino "Mur" o altri termini di un antico tedesco come "Muhre" o "Mos" che starebbero a indicare una zona dai terreni acquitrinosi. Lingua A Mori si parla l'italiano e il dialetto trentino. Storia Mori seguì nei secoli le vicende di Trento, facendo parte prima del Ducato longobardo di Trento, poi del Principato vescovile di Trento, nella Contea del Tirolo, seguendo le sorti di questo sotto il dominio del Principe vescovo di Trento prima, poi dei napoleonici, poi dell'impero d'Austria sino al passaggio all'Italia nel 1919, con il Trattato di Saint-Germain. Nei secoli XV e XVI in cui la parte meridionale del territorio trentino fu più volte sotto l'attacco espansionistico della Serenissima Repubblica di Venezia, Mori (sulla sponda destra dell'Adige) non fu mai dominio veneziano, al contrario della vicina Rovereto (sulla sponda sinistra dell'Adige) per lunghi periodi dominio veneziano, con una propria forma di governo locale sotto il dominio del Principe Vescovo, detta "dei quattro vicariati" che raggruppavano il territorio vescovile in destra Adige a Sud di Trento. Luoghi notevoli Simbolo della borgata è il santuario di Montalbano di Mori, situato nei pressi dei ruderi del castello di Montalbano di Mori, posti un centinaio di metri più in alto della quota del paese. Luoghi di ritrovamenti archeologici sono: la grotta del Colombo sita nei pressi della frazione di Sano e l'isola di San Andrea sul lago di Loppio. Il palazzo Salvotti che si affaccia sulla piazza della frazione di Mori vecchio e che fronteggia la chiesa di Santa Maria a Bindis. Le chiese di Santa Maria a Bindis, di Santo Stefano, di San Biagio e quella di Sant'Apollonia, nella frazione di Manzano, sono dotate di pregevoli campanili romanici. Inoltre, nella frazione di Pannone, situata a 760 m s.l.m., in val di Gresta, sorgono, in posizione dominante su di un dosso, i ruderi del castello medievale di Castelgresta, un tempo di proprietà della nobile famiglia dei Castelbarco. Fra i luoghi notevoli rientrano ormai anche i luoghi della Grande Guerra (1914-1918). Almeno due sono i luoghi che conservano rilevanti resti di apprestamenti e fortificazioni: sul Dos del Gal, vicino alla località Talpina, e sul colle denominato Mossano nelle vicinanze della frazione di Ravazzone (dove troviamo il famoso ponte di Ravazzone). Entrambe dominano la valle dell'Adige, la prima a sud e la seconda a nord del comune di Mori. La Sezione ANA di Mori ha reso nuovamente percorribile un tratto di apprestamenti sul monte Grom. Si tratta di un camminamento protetto che dalla zona di Mori Vecchio conduce fino a Valle San Felice. Di rilevante interesse è un edificio di archeologia industriale, dove nel tempo si sono succedute INA Industria Nazionale Alluminio, Montecatini, Alumental, Alluminio-Italia. Le attività sono ormai cessate dal lontano 1982, e da allora non si è riusciti a trovare una nuova destinazione. Si sono succeduti due progetti di riconversione senza approdare ad una soluzione. L'ultimo prevedeva di realizzare un polo del gusto, una vetrina dei prodotti italiani sulla via che porta al Brennero. Di rilevante importanza anche la scuola media Bartolomeo Malfatti in via Giovanni XXIII. Idrografia Il corso d'acqua di maggiore rilievo del comune di Mori è il fiume Adige. Esso scorre da nord a sud lungo il confine est del comune. Il rio che caratterizza la pianura di Mori è il Rio Cameras. Nasce dal lago di Loppio e si immette nel lato destro del fiume Adige. Il Rio Cameras nel tempo è stato pesantemente artificializzato contenendolo entro argini di cemento armato, tanto da renderlo per gran parte del suo percorso un canale a cielo aperto. Nel tratto che attraversa l'abitato, in corrispondenza della piazza Cal di ponte, e nell'adiacente piazza Malfatti esso risulta tombato. Il bacino lacustre del comune di Mori è il Lago di Loppio, caratterizzato dalla presenza dall'isola di San Andrea, sede di antichi insediamenti. Il lago, in quanto tale è molto compromesso, esso è ridotto da molti decenni a zona umida, in quanto con la realizzazione della galleria Adige Garda, che scorre sotto il lago, si provvide al suo svuotamento realizzando dei camini di scolo. Da anni si discute circa un suo recupero. Frazioni Besagno Besagno, (390 m s.l.m.) è frazione di ca. 500 abitanti posta a sud di Mori sulle prime pendici N/E del Monte Baldo. Già accampamento di origini romane, oltre alla chiesa dedicata alla Presentazione della Beata Maria Vergine al tempio vi si può ammirare un pregevole affresco del 1406 sulla facciata di casa Girardelli in piazza Castelbarco,a ricordo della pace conclusa fra veneziani e Castelbarco. Sul territorio circostante predomina la coltivazione della vite con varietà pregiate destinate per lo più alla spumantizzazione, e il castagno, un tempo fonte di sussistenza e pane dei poveri. Notevoli i resti degli insediamenti del fronte italiano della prima guerra mondiale nella zona di Polìne e sulle pendici del Monte Giovo. Di grande interesse storico sono due iscrizioni lapidee di epoca altomedievale (VI-VII secolo d.C.) collocate nella chiesa parrocchiale; sono considerate tra le prime testimonianze scritte della presenza del culto cristiano nel basso Trentino. Una è la dedicazione a San Zeno del primo luogo di culto, sull'area dell'attuale chiesa, fatta dal presbìtero "Ioh" [annes] ; l'altra, dal testo incompiuto, è la pietra tombale dello stesso presbìtero, nella quale è ricordato come "aedificator tituli". Mori Vecchio Mori Vecchio è una frazione situata ad ovest di Mori, lungo la valle del Rio Cameras. Confina verso est con la frazione del comune di Mori: Mori Centro, a sud con la frazione di Sano ed a ovest con la frazione di Loppio. Molina Frazione situata a est di Mori. È sovrastata da montagne e su un promontorio sorge la chiesa di Monte Albano dove ogni anno nel periodo invernale e primaverile si organizzano feste aperte alla comunità. Oltre a queste feste è un luogo frequentato da molti turisti e amanti delle arrampicate perché sulle pareti rocciose della montagna si trova una ferrata. Via Roma è la strada principale ed è una trasversale della strada statale, dove si affacciano la maggior parte delle case e alcune botteghe come la sartoria, il tabacchino, una chiesetta e svariati studi privati. Le case, quasi tutte ristrutturate, conservano tracce del passato attraverso le facciate delle abitazioni con pitture cromate a testimonianza della vita passata. C'è anche un'associazione che si chiama Amici di Molina e organizza feste e incontri come ad esempio il carnevale, animato dall'oratorio che prepara carri allegorici ogni anno diversi. Pannone Pannone (760 m s.l.m.) è una frazione di 229 abitanti situata al margine nord di un terrazzamento naturale che nel versante sud termina con un dosso dal quale svettano i ruderi del Castel Gresta, una volta di proprietà della famiglia dei Castelbarco. Fino agli anni sessanta Pannone era sede del comune della Val di Gresta, poi entrò a far parte del comune di Mori. Ravazzone Ravazzone è la frazione posta più a nord e ad oriente del Comune ed è in rapporto storicamente col fiume Adige, anche se in realtà ne è discosta. L'abitato era ed è unitario, allungato sulla via principale, che dal Garda portava alla destra Adige ed all'altro porto di Sacco. Ora quell'unica via, porta dalla strada statale 220 alla strada provinciale 90. Una tradizione locale dice che l'Adige un tempo era molto più alto e correva sotto le case, nelle quali si mostrano ancora gli antichi anelli di ferro per fissarvi le barche. In realtà è molto plausibile, e documentato storicamente, che un primo insediamento molto più vicino al fiume Adige sia stato distrutto durante un'alluvione. La successiva ricostruzione avvenne ad una quota di maggiore sicurezza. Gli anelli appesi ad alcune vecchie case sono quelli tipici della tradizione contadina, ad essi si legavano temporaneamente gli animali: mucche, buoi, asini e cavalli. La zona di Guadazzone rappresentava un importante guado sul fiume, e ospitò già fin dal XIII secolo un piccolo "porto" fluviale, prima che il paese venisse riedificato a una certa distanza dal fiume per evitare le inondazioni. Il guado rappresentò pertanto ambito feudo nel Medioevo. Il paese assumeva allora le caratteristiche di un piccolo centro commerciale, soprattutto di transito e di piccola frontiera sia di Mori che, in epoca più recente, dei Quattro Vicariati (Ala, Avio, Brentonico e Mori). Nel 1438 Erasmo Gattamelata tentò di vincere l'assedio di Brescia trasportando con l'aiuto dell'ingenere dalmata Sorbolo a Ravazzone le barche di rifornimenti per poi trasportarle poi via terra attraverso il solco di Loppio, al Lago di Garda. Un ponte di barche fu edificato durante la guerra della Quinta coalizione per ordine di Eugenio di Beauharnais il 22 aprile 1809. Composto di barche, fu fatto distruggere qualche giorno più tardi il 25 aprile dal generale Achille Fontanelli. Nonostante la posizione strategica tuttavia, un vero ponte non vi fu mai costruito fino alla seconda metà dell'Ottocento. Sano Sano è isolata su di un poggio a 260 metri s.l.m. alla destra del rio Cameras, ad occidente del monte Giovo e sovrastata da Castione di Brentonico; è una piccola frazione situata a sud ovest di Mori. Conta non più di 200 abitanti e una quarantina di case. Il centro della frazione è una piazza dove è presente la chiesa, dedicata a Sant'Antonio, e un parco giochi con campo da calcio. A lato del parco scorre il Rì, un torrente che poi si unisce al rio Cameras che attraversa Mori. Anticamente era presente anche un bar gestito dalle persone del paese, ma ora non più. La strada che porta a Sano funge anche da pista ciclabile, che si collega poi alla ciclabile per Loppio-Torbole. Questa strada porta anche alla Grotta del Colombo, una grotta risalente all'età della pietra. Inizialmente vi era presente anche una scuola, trasformata poi in una sede che soddisfa i bisogni della comunità di Sano, riunita in un'associazione chiamata A.R.C.S. (Associazione Ricreativa Culturale Sano). La sede viene utilizzata per varie feste, come Natale, Capodanno, Pasqua, e l'associazione allestisce ogni anno la Festa di Sano durante tre giorni alla fine di luglio, ormai da molti anni. Loppio Loppio (Kastelwarg-Dorf in tedesco) è la frazione più occidentale del comune di Mori, e confina con i comuni di Nago-Torbole e Ronzo-Chienis. Si trova in una stretta valle che pone in comunicazione la valle del fiume Adige con il bacino del Lago di Garda: il posizionamento geografico rispetto ai due complessi montuosi che la circondano, quello del monte Altissimo di Nago e quello del monte Biaena, fa sì che la frazione goda di meno luce del resto del territorio moriano, specialmente nei mesi invernali, rendendone il clima più rigido rispetto al resto del territorio della borgata. Aspetto più caratteristico della frazione è un piccolo lago omonimo (Lago di Loppio), attualmente prosciugato involontariamente per opera dell'uomo (a seguito dello scavo nel sottosuolo della galleria Adige-Garda alla metà del XX secolo per lo scarico delle acque dell'Adige nei momenti di piena nel lago di Garda) e trasformato in biotopo di interesse naturalistico. È presente anche una villa signorile di proprietà della famiglia dei Castelbarco. Tierno Tierno (214 m s.l.m.) è una frazione di circa 1000 abitanti, posta a sud di Mori ai piedi del Monte Baldo. Sono presenti i resti del castello "Castel Palt" che è situato in località Coste di Tierno; confina con il comune di Brentonico in località Talpina e con la frazione di Besagno in corrispondenza dei declivi delle Coste di Tierno. Tierno è famoso per il suo carnevale: il "Gran carnevale di Tierno" che ogni anno attira molta gente. Soprattutto per la grande distribuzione dei "bigoi co' le sardele",ormai diventati il marchio della manifestazione. Varano Varano (860 m s.l.m.) è una frazione che conta attualmente 42 abitanti situata in Val di Gresta. Nel 1236 è documentato Varanum. Secondo l'Orsi è, un nome prediale: «Varianum», della famiglia «Varia» (o «Veria»). Varagna, Varano, Varignano di Arco, Varano di Tenno, Varena di Cavalese, Varenna a Como, Varana a Verona, Varese, Vara e Varia forse sono parole liguri indicanti corso d'acqua. (Testo tratto da Mori di L.Dalrì, La Grafica, 1987) L'insediamento di Varano, la più piccola frazione in Val di Gresta, è sempre stato nelle vicende della storia locale un centro di modeste proporzioni, ma che ha saputo costruirsi una sua specifica identità. In una prima e sommaria ricerca sono state individuate alcune date storiche interessanti: nel 1234 la famiglia dei Signori di Gardumo (ora Ronzo-Chenis) chiese ed ottenne dal Principe Vescovo l'investitura per costruire un castelletto sul GROM di Varano; nel censimento del 1339 l'abitato di Varano contava 18 FUOCHI; in seguito grazie a questa presenza consistente, l'insediamento poteva così costituire un proprio Comune Catastale; nel XVI secolo i Signori di Gresta-Castelbarco eseguirono varie opere di ricostruzione, tra queste venne interessata anche la chiesa SS. Fabiano e Sebastiano di Varano con interventi particolari di abbellimento, attraverso affreschi, che a tutt'oggi necessitano di urgenti ed mirati interventi; nell'anno scolastico 1785-86 la scuola di Varano vedeva la presenza di un maestro e 42 alunni maschi frequentanti, i dati ritrovati, affermano inoltre che vi erano altri 4 alunni obbligati e 30 bambine, ma di queste, come la quasi totalità delle alunne obbligate del Circolo Ai Confini d'Italia, non frequentavano per immaginabili motivi socio culturali; nel corso del XIX secolo v'era la presenza di una fabbrica di coppi, usando l'argilla gialla ricavata in loco, molto resistente all'usura come dedotto da attente osservazioni di tecnici moderni. Nella recente fase di ristrutturazione di alcuni vecchi edifici dell'abitato sono stati ritrovati su alcuni coppi: la data di fabbricazione (1833) e un probabile marchio della famiglia che svolgeva questo tipo di lavoro. Osservando la frazione dall'alto risulta evidente come essa stessa si presenti compatta nel suo nucleo costruttivo, dimostrando l'originaria esigenza già emersa in epoca romana e salvaguardata nel succedersi della storia, di non sottrarre spazio alle colture agricole per permettere di organizzare il suolo secondo il criterio di massimo utilizzo delle risorse naturali e nel rispetto dei caratteri morfologici della montagna. Il territorio agricolo era ben valorizzato tanto che si riusciva a determinare una specifica micro-unità produttiva, garantendo equilibrio tra territorio e abitanti. Amministrazione Sindaci Manifestazioni Il paese è teatro di varie manifestazioni, le più importanti delle quali sono il "Carnevale", la "Festa di Primavera" e soprattutto la "Ganzega d'Autunno", che si svolge il primo fine settimana di ottobre. Il Carnevale di Mori si caratterizza per essere il più lungo del Trentino. Ben otto manifestazioni sono organizzate dalle singole frazioni e si susseguono nei fine settimana per circa un mese. La Ganzega d'Autunno La "Ganzega d'Autunno". I cinquant'anni, che collegano la storia del popolo trentino alla suggestione e agli eventi proposti dalla Ganzega d'Autunno, sono quelli che furono anni duri per la popolazione che vide con i propri occhi lo sviluppo della storia mondiale. A cavallo degli anni 1880-1930, nel pieno dell'ondata di miseria che colpì l'Italia, molte famiglie furono costrette ad abbandonare il loro paese per recarsi in America in cerca della fortuna tanto desiderata. La forza lavoro era stata falcidiata: la prima guerra mondiale aveva sottratto dalla terra molti giovani braccianti e lasciato grandi vuoti tra le genti rurali. Con il ritorno in patria i profughi si trovarono di fronte a scenari di paesi completamente distrutti, e tessuti sociali da ricostruire. All'interno di questo contesto sociale ed economico distinto da grandi cambiamenti, non è mai scomparsa la voglia di vivere che ha consentito ai trentini di non arrendersi nonostante le numerose difficoltà. Le giornate della Ganzega d'Autunno si pongono come obiettivo quello di riportare lo spirito della vita trentina, la voglia di fare festa che nasceva quando, alla fine del raccolto, la gente si ritrovava insieme per festeggiare: per far "ganzega". La festa di San Giuseppe e la grostolada La grostolada di S.Giuseppe è la più grande distribuzione gratuita di grostoi, i dolci tipici del carnevale e della primavera. Questa distribuzione è un elemento significativo della festa che trae origine dall'antica venerazione della popolazione di Mori per la Madonna e San Giuseppe, a cui è dedicato il Santuario che si trova a Montalbano. Inoltre si origina dalla tradizione di festeggiare con il giorno di San Giuseppe l'arrivo della primavera, con il caratteristico marendot (merenda), a base di radicchio, uova sode e grostoi, consumato insieme sugli spazi e sui massi. Montalbano risulta essere il luogo più ricco di riferimenti per la gente di Mori, quali il santuario con il suo romitorio e l'enorme orologio, i ruderi del castello, gli spazi per lo svago e l'attività sportiva, la via attrezzata, gli enormi massi di frana e un impagabile scorcio della borgata e della vallata. A testimonianza di ciò è sufficiente sfogliare un qualunque dépliant di promozione turistico-culturale per ritrovarvi un logo con la riproduzione del caratteristico santuario. La festa di Sano Ogni anno nella frazione di Sano viene allestita una festa ad opera della comunità. La comunità è riunita nell'Associazione Ricreativa Culturale di Sano (A.R.C.S.), che durante le ultime giornate di luglio da una festa aperta a tutti. Questa festa che dura ormai da molti anni offre in tre giornate musica, balli, cibo e una lotteria. Associazioni Il comune di Mori si distingue per il numero elevato di associazioni presenti (circa una novantina). Esse testimoniano la ricchezza d'iniziative, l'intraprendenza, lo spirito associativo e l'indole volontaristica dei residenti. Il Gruppo Alpini "Remo Rizzardi" ha lo scopo di tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, illustrarne le glorie gesta, rafforzare tra tutti gli alpini i vincoli di fratellanza, il dovere di Patria, l'assistenza reciproca. Favorire i rapporti con i Reparti e con gli alpini in armi. Promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna. Il gruppo ANA (Associazione Nazionale Alpini) di Mori nell'ultimo decennio si è fatto carico di restituire alla memoria le fortificazioni e le trincee realizzate dagli austriaci sul Monte Nagià Grom, rilievo stretto tra i paesi di Valle San Felice e Nomesino . Il Gruppo Albora che organizza momenti di formazione ed aggregazione come "Il paese dei ragazzi" cioè la simulazione contemporanea del mondo degli adulti, evento unico non solo in Trentino ma anche in Italia.. Tam Tam - Iniziative Moriane del "Gruppo Iniziative Moriane": offre alla comunità di Mori la possibilità di essere maggiormente partecipativa alle iniziative proposte dalle associazioni ed enti presenti sul territorio del comune. Dal 1942 è attiva una sezione locale della Società Alpinisti Tridentini (S.A.T.). Dagli anni venti sono operativi gli Scout Mori 1º. Dagli anni sessanta è attivo il "Gruppo Loppienis" che si è trasformato negli anni in "Museo Didattico Loppiensis" e poi in "Museo Didattico di Mori e Val di Gresta" ed ora nell'Associazione "Sintesi-Museo Didattico". L'associazione ha allestito delle sale museali in via Viesi, 2 grazie all'opera volontaria dei soci dove è esposto al suo interno un plastico del Lago di Loppio, oltre a materiale per attività di laboratorio e di conoscenza del territorio nei suoi aspetti naturali ed antropici. L'associazione partecipa da anni alla Ganzega d'Autunno proponendo mostre, laboratori e giochi di cortile di una volta. Nel 2001 ha allestito il percorso botanico per Montalbano con tabelloni esplicativi e targhe botaniche vicino alle principali piante che si possono incontrare sul sentiero, è disponibile un dépliant che descrive il percorso e le qualità delle diverse essenze floristiche. Persone legate a Mori Guglielmo Azzone Castelbarco, condottiero (XIV scolo) Vasco Modena, ciclista (1929) Alessandro Bertolini, ciclista (1965) ritirato nel 2011 Attività economiche Nella prima metà dell'Ottocento l'economia moriana si basa sulle attività di trattura e filatura della seta. Le filande Salvotti, Lupatini, Grigolli, Salvadori e Lutteri più i due filatoi lungo il Cameras rappresentano l'unica fonte di occupazione dell'età preindustriale. Le malattie del baco da seta fanno però sprofondare l'attività in una crisi solo in parte lenita dal sorgere di una fabbrica di carta a mano, una pelletteria e una segheria. Fortunatamente la coltivazione della vite prende sempre più piede, con i filari di Negrara e Marzemino difesi talvolta da contadini col fucile in mano. Le condizioni sociali sono tuttavia aggravate da un'epidemia di colera, dalle malattie della vite e dall'inondazione provocata dal Cameras nel 1868. La fine del secolo coincide con una decisa ripresa economica che va di pari passo con una sempre più diffusa istruzione popolare. Parte della popolazione moriana trova occupazione in alcune fabbriche roveretane, dove vige l'oculata amministrazione del barone Malfatti. La vera industrializzazione resta solamente un miraggio, in quanto i pochi capitali presenti vengono investiti in proprietà terriera, scansando così il rischio del nuovo e dell'avventura, come osservò il de Cristiani nel 1766 "la diffidenza porta ad un ritardo dello sviluppo”. Alla vigilia della prima guerra mondiale ben 8 cantine della borgata esportano vini pregiati in Austria-Ungheria (per oltre 60000 ettolitri), ma solo la cantina Grisi è attrezzata su base industriale. La coltura della vite dà un impiego a tempo parziale per 200 operai, mentre il tabacco (da poco tempo affacciatosi sul panorama agricolo trentino) richiede il lavoro di 150 persone per 5 mesi. Una cinquantina di persone lavora nelle segherie, falegnamerie, concerie e piccole industrie alimentari. Una scuola con cinque classi più una classe serale è già presente a Mori, mentre un teatro all'aperto presso la birreria Grisi è luogo frequentato per dimenticare la crisi. Dopo la prima guerra mondiale molte persone sono costrette a sopravvivere con il "sussidio profughi”, che verrà presto sospeso. Nel 1921 la S.C.A.C, che fabbrica manufatti in cemento, apre a Mori Stazione, dando così occupazione a numerosi moriani. La situazione economica è messa a dura prova dal cambio delle corone in lire, che fa registrare una perdita del 40%, costringendo così 5/6 famiglie l'anno ad emigrare all'estero in cerca di fortuna. Nel 1928 il regime fascista decreta l'accorpamento di Mori e San Felice, ampliando la superficie comunale fino a 19,94 km². Sport La squadra locale di calcio è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Mori Santo Stefano, la cui prima squadra gioca in Serie D Girone C. La squadra cittadina di hockey su prato, l'UHC Adige ha ottenuto risultati anche a livello nazionale. Inoltre anche la A.S.D. Pallamano Mori club che da anni svolge attività agonistica nel campo dell'handball sia maschile che femminile. Dal 1969 esiste a Mori un'associazione damistica denominata ASD Dama Mori che nel corso degli anni ha organizzato molti tornei di dama anche a livello internazionale. Tra tutti si possono ricordare i Campionati Mondiali Juniores del 1987 e le Olimpiadi della Dama del 1992. Nel 1976 la locale sezione della S.A.T. ha realizzato una via ferrata, la via attrezzata Monte Albano, dedicata successivamente ad Ottorino Marangoni. La via è percorribile da alpinisti adeguatamente attrezzati. Nel 1902 viene fondata la Società Ciclistica Mori, che promuove lo sviluppo e la conoscenza del mondo del ciclismo a livello giovanile. Nel 2010 viene inaugurato il nuovo Velodromo di Mori, che consente il ritorno a Mori dell'attività su pista. Nel 2010 si sono svolte cinque gare regionali e, come ciliegina sulla torta, il campionato italiano giovanile ed assoluto. Il movimento trentino del ciclismo su pista è ripartito con rinnovato entusiasmo. Evoluzione demografica Abitanti censiti Variazioni La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1923 aggregazione di territori del soppresso comune di Valle San Felice e della frazione Loppio (Censimento 1921: pop. res. 126) staccata dal comune di Brentonico nel 1971 aggregazione delle frazioni Manzano, Nomesino, Pannone e Varano staccate dal comune di Pannone ora Ronzo-Chienis (Censimento 1961: pop. res. 813). Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2012. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981. ^ Ravazzone, Proloco Mori. URL consultato il 2 agosto 2013. ^ AA.VV., Gattamelata in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. ^ Ansano Fabbi, Antichità umbre: Natura, storia, arte., Pontificio seminario regionale, 1971, p. 174. ^ (FR) Frédéric François Guillaume de Vaudoncourt, Histoire politique et militaire du prince Eugène Napoléon, vice-roi d'Italie, vol. 1, P. Mongie, 1828, p. 201. ^ Cesare De Laugier, Fasti e vicende degl' italiani dal 1801. al 1815.; o, Memorie di un' uffiziale per servire alla storia militare italiana, 6-7, 1833, p. 342. ^ Girolamo Andreis, Alessandro Volpi, Andrea Hoffer o La sollevazione del Tirolo del 1809 memorie storiche di Girolamo Andreis, G. Gnocchi, 1856, p. 70. ^ http://www.prolocomorivaldigresta.com/default.aspx. ^ a b S.A.T. - sezione di Mori ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3 Voci correlate Montalbano di Mori Pista ciclabile Rovereto-Lago di Garda Ciclopista della valle dell'Adige Stazione di Mori Collegamenti esterni SAT Mori albora.org Gruppo Iniziative Moriane

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