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Asparagi di Bassano: dove e come mangiarli

Bassano del Grappa, (Vicenza) 2 mesi fa Tempo di lettura: circa 4 minuti

Gli asparagi di Bassano, ovvero gli Asparagi Bianchi DOP di Bassano del Grappa, sono una pregiatissima varietà di asparagi coltivata da epoca storica nei Territori del Brenta, protagonisti assoluti di una serie di sagre e degustazioni che, in primavera, nel tipico periodo di consumo degli asparagi, rendono particolarmente "appetibile" un viaggio in questo meraviglioso scorcio veneto.   

Gli asparagi di Bassano: storia di un territorio nel piatto

Gli Asparagi Bianchi di Bassano del Grappa raccontano una storia che viene da lontano, addirittura dall'Asia Minore e dal Bacino del Mediterraneo, ma che ha trovato nel fertile territorio delle Terre del Brenta, che include Bassano del Grappa e altri comuni vicini, un habitat ideale, capace di trasformare questi preziosi frutti della terra nei celebri asparagi di BassanoDOP, vera e propria eccellenza veneta, protagonista indiscussa di importanti eventi enogastronomici, sagre e occasioni di confronto sia per i produttori che i consumatori. 

La storia degli asparagi di Bassano passa per testimonianze antichissime: la loro coltivazione in Italia risale al 200 a.C. ed è niente meno che Catone a citarla nel De agricoltura, seguito da Plinio il Vecchio nel Naturalis Historia, del 79 a.C. Entrambi ne parlano a proposito dell'uso alimentare e officinale, riconosciuto come impiego principale fino al Medioevo.

La leggenda narra che gli asparagi di Bassano arrivarono nelle Terre del Brenta grazie ad Antonio di Padova, che li avrebbe introdotti per rabbonire Ezzelino da Romano. Una versione meno mitologica racconta che una devastante grandinata, intorno al 1500, distrusse le punte degli asparagi che fuoriuscivano dal terreno, costringendo i contadini a consumare unicamente la parte interrata che, nel frattempo, era rimasta completamente bianca, dando origine all'Asparago Bianco di Bassano, oggi etichetta DOP.

Molte fonti, anche artistiche e iconografiche, mostrano la presenza dei tipici asparagi di Bassano sulle tavole venete, apprezzati durante i ricchi banchetti della Repubblica di Venezia, tra il XV e il XVI secolo.

Natura morta di François Bonvin (1867)

Asparagi di Bassano: un prodotto a marchio DOP

La lunga e gloriosa storia degli asparagi di Bassano segna una tappa fondamentale nel 1980, quando viene ufficialmente istituito il Consorzio di Tutela dell'Asparago Bianco di Bassano, con lo scopo dichiarato di preservare e promuovere il marchio e favorire la diffusione del prodotto in tutto il mondo.

Finalmente, nel settembre 2007, la dovuta consacrazione: la tipicità dell'Asparago Bianco di Bassano viene riconosciuta e certificata dal marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta), abbracciando il disciplinare della Regione Veneto che riporta gli asaparagi di Bassano nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali, definiti da caratteristiche precise:

gli asparagi di Bassano rappresentato una varietà “Comune – o Chiaro – di Bassano”, del diametro medio minimo al centro di 10 mm, con una lunghezza compresa entro i valori minimi e massimi di 18 e 22 cm. Gli asparagi di Bassano presentano un gusto dolce-amaro caratteristico, che li rende del tutto particolari.

Queste le caratteristiche organolettiche che consentono di riconoscere in maniera inequivocabile l'Asparago Bianco di Bassano da ogni altra tipologia di asparago comune.

Dove e come mangiare gli asparagi di Bassano

L'asparago è una pianta poliennale, cioè una pianta che vive e produce in media per almeno una decina di anni. Si riconosce per il fusto sotterraneo, detto "rizoma", in grado di produrre le gemme dalle quali derivano i fusti, chiamati "turioni", che rappresentano la parte commestibile del prodotto.

I terreni selezionati per la coltivazione degli asparagi di Bassano vengono appositamente predispostii in modo da restare sempre al riparo dalla luce del sole, consentendo ai frutti di rimanere bianchi. Gli asparagi bassanesi vengono quindi raccolti a mano, tagliandoli alla base, refrigerati in acqua e confezionati in mazzi legati manualmente, secondo il ferreo disciplinare, con un succhione di salice chiamato “stroppa”.

1. Dove mangiare gli asparagi di Bassano

Gli asparagi di Bassano sono commercializzati e distribuiti come prodotto a marchio DOP a livello nazionale, ma per gustarne appieno la bontà e scoprire gli abbinamenti enogastronomici con i quali si sposano alla perfezione, non c'è niente di meglio che programmare un viaggio nelle terre d'origine di questo straordinario ingrediente, programmando almeno un weekend di primavera, nel periodo di maturazione, nelle Terre del Brenta e a Bassano del Grappa.

La città, nota anche per il celebre Ponte di Bassano e per la grappa, altra eccellenza veneta, si presta infatti a una visita prolungata, che abbina felicemente le bontà della cucina tipica, asparagi di Bassano in primis, alle bellezze storiche, artistiche e naturaliste di questo delizioso angolo di terra veneta.

Il periodo compreso tra aprile e maggio è certamente il momento ideale per visitare queste zone e regalarsi una vacanza enogastronomica DOP.

Nei comuni di Bassano del Grappa e a Desenzano del Garda, ad esempio, si tiene un'imperdibile rassegna del gusto che ha come protagonisti gli asparagi di Bassano, ai quali si coniuga un'offerta turistica ad hoc, volta a gemellare, nel segno della gastronomia e della bellezza, queste due splendide località venete.

La rassegna, frutto dell’amicizia tra Emanuele Bonotto e Roberto Astuni, albergatori e animatori, promuove le eccellenze enogastronomiche delle Terre del Brenta nel segno del "turismo di prossimità" e delle gite “fuori porta” all’insegna dei sapori autentici: il ristorante Esplanade di Desenzano, con lo chef Massimo Fezzardi ed Emanuele Signorini, assieme a tre ristoranti del Brenta - il Sant’Eusebio di Bassano (chef Paolo Bonaldi), 800 Bistrot di Pove (chef Riccardo Antoniolo) e Paeto di Cartigliano (chef Roberto Basso) - offrono ai visitatori una serie di menu degustazione interamente dedicati al re delle tavole bassanesi: l'Asparago Bianco di Bassano del Grappa.

Il connubio Bassano-Desenzano e l'abbinata degli asparagi di Bassano al pesce di lago, si rivolge direttamente al turismo enogastronomico quale volano per valorizzare pienamente le risorse di questo incantevole territorio, consapevole che il cibo è spesso la porta d'accesso privilegiata attraverso la quale scoprire arte, storia e natura.

Nei dintorni, molto nota a livello nazionale è anche la Sagra dell'Asparago Bianco di Bassano del Grappa, che si tiene tra aprile e maggio a San Zeno (Cassola), durante la quale vengono servite tutte le specialità a base di asparagi di Bassano: dai piatti più semplici, come gli asparagi cotti a vapore, a quelli che li abbinano alle uova - la morte loro! - al risotto e alle lasagne.

Da non perdere anche la Mostra Concorso dell'Asparago Bianco di Bassano DOP, che invece si svolge ogni anno a Rosà, a inizio maggio.

2. Come mangiare gli asparagi di Bassano

A chi ha avuto la fortuna di assaggiare gli asparagi di Bassano sul posto ma non vuole rinunciare al loro gusto inimitabile, ViaggiArt dedica una ricetta per prepararli anche a casa, portando con sé sapore del Brenta.

Due sono gli abbinamenti principali che la cucina vicentina insegna ad associare a questo prodotto: il riso e le uova.

Risotto con gli asparagi di Bassano

Ingredienti:
Riso Carnaroli o Vialone nano
Asparagi di Bassano
Brodo vegetale
cipolla
Burro
1/2 bicchiere di vino bianco
Formaggio (Parmigiano o Grana Padano)

Pulire gli asparagi di Bassano e tagliarli a pezzetti. Preparare il brodo vegetale, far rosolare la cipolla tritata con il burro, aggiungere gli asparagi, tenendo da parte le puntine più tenere, e cuocere per una decina di minuti. Trasferire gli asparagi in una casseruola e aggiungere il riso. Far tostare e sfumate con il vino bianco. Procedere alla cottura del risotto come di consueto, aggiungendo il brodo e mescolando bene per almeno 15 minuti, aggiustando di sale. Gli ultimi 5 minuti di cottura, aggiungere le puntine e mantecare il risotto col burro, pepe bianco (a piacere) e una grattuggiata di formaggio.

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