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Palazzolo Vercellese

Palazzolo Vercellese, (Vercelli) Tempo di lettura: circa 9 minuti
Palazzolo Vercellese (Palasseu in piemontese) è un comune italiano di 1.292 abitanti della provincia di Vercelli, in Piemonte. Sorge a circa 24 chilometri a sud-ovest in direzione del capoluogo, poco distante dalla riva sinistra del Po. Il suo panorama offre la veduta delle colline del Monferrato e delle risaie, molto diffuse per la tipica coltivazione del riso.Cenni storiciAttraverso i ritrovamenti di numerosi reperti archeologici (attualmente conservati presso il "Museo Leone" di Vercelli e il "Museo di antichità" di Torino), le origini di Palazzolo Vercellese risalgono all'epoca romana; ciò è testimoniato dalla struttura del suo centro storico, ovvero il tipico castrum romano. Nel 1243 passò al comune di Vercelli e successivamente ai marchesi del Monferrato, quindi ai Gonzaga di Mantova. Nel 1595 il feudo passò a Luigi e Curzio Gonzaga, nel quale non si stabilì mai a causa della salute malferma, preferendo risiedere nel suo palazzo di Borgoforte.Monumenti ed edifici storiciMonumento ai cadutiQuesto monumento, eretto in piazza Giovine Italia, è a ricordo dei valorosi soldati deceduti sul campo di battaglia durante la prima e la seconda guerra mondiale. Tale costruzione è costituita da una base cubica in pietra, circondata da lastre di granito grigio-nero, sulle quali sono incisi i nomi dei soldati palazzolesi defunti; al di sopra di quest'ultima, si erge un soldato in bronzo in fase di movimento con la bandiera italiana nella mano destra.Chiesa parrocchiale di San Germano VescovoLa chiesa parrocchiale di San Germano è la principale chiesa di Palazzolo Vercellese, dove si svolgono le rituali messe e i vari sacramenti. Si trova in una piccola piazza costituita dall'incrocio di due traverse provenienti dalla principale via del paese, Corso Italia; in essa sono presenti inoltre la Chiesetta degli Angeli e l'Oratorio. Nella parrocchia sono inoltre presenti i resti dei corpi dei due patroni della comunità, quali San Caio e Santa Faustina, conservati in un'urna in vetro dal 1626. Essi vengono esposti durante cerimonie religiose importanti e, soprattutto, nell'annuale Santa Messa per celebrarli, ovvero all'annuale "festa del paese" che si tiene solitamente la prima domenica di settembre.Dalle varie fonti scritte e materiali, le "radici" della chiesa parrocchiale di San Germano si collocano nel XIII secolo circa. Durante il corso dei secoli, sono state apportate all'edificio originario diverse modifiche, come l'ampliamento del diametro dei quattro pilastri, avvenuto verso l'Età moderna, e il rifacimento della decorazioni murali durante gli anni '50 dell'ultimo secolo. Per testimoniare il susseguirsi dei vari sacerdoti durante gli anni, nel 1996 e successivamente per gli aggiornamenti nel 2011, è stato realizzato un affresco murale nella sagrestia della parrocchia; in esso sono indicati i vari dati riguardanti i parroci ed il primo di essi (dei quali si può avere memoria dalle fonti storiche) ha servito la comunità dall'inizio dell'anno 1423. Da quella data, fino ad oggi, sono arrivati a Palazzolo ben 29 sacerdoti, di cui 8 appartenente all'ordine pievano (dei quali 7 Pievani ed 1 Arci-Pievano) e 21 Prevosti, come dimostra la seguente tabella.Chiesa della Madonnina (S.S. Annunziata)La chiesa della Madonnina è uno degli edifici storico-religiosi più importanti di Palazzolo Vercellese, per via delle sue caratteristiche e del suo utilizzo. Tale chiesa si trova all'inizio del paese, circondata dall'incrocio di due vie principali (via Giovanni Ferraris e viale Curzio Conzaga), inserendola in un terreno a forma triangolare, occupato da un giardino con rigogliosi tigli. L'edificio è ben visibile, grazie alla sua recente tinteggiatura di color rosa acceso per le pareti e bianco perla per i pilastri. Gli utilizzi di questa chiesetta vengono attribuiti alle cerimonie religiose, quali i matrimoni, la "messa delle undici" del Lunedì dell'Angelo e la solenne processione annuale, detta anche "festa di fine raccolto", perché si svolge all'ultima domenica di ottobre, quando ormai gli agricoltori hanno concluso la mietitura del riso. Durante tale processione, la statua della Madonna viene portata per le vie del paese, in segno di ringraziamento per il buon esito del lavoro svolto durante l'anno, non solo di tipo agricolo, ma di qualunque genere e settore. Alla fine, viene consegnata ad ogni contadino palazzolese, attraverso una relativa offerta, la tipica torta del luogo, "la csenta".La storiaParlando della storia di questo luogo di culto, da antichi documenti si apprende che era una chiesa campestre (fuori le mura di cinta di Palazzolo) detta Santa Maria di Corrado e nel tempo è stata riedificata e riparata diverse volte. Nel 1495 fu riedificata, e dopo quasi duecento anni, nel 1692, fu riparata; in seguito, per qualche tempo, sembra sia stata in abbandono e nel 1700 nei pressi viveva un eremita. Venne nuovamente riedificata nel 1765 e nel 1776 accanto alla chiesa fu costruito un deposito per il ghiaccio, dal quale si serviva tutta la popolazione, che è esistito per più di centocinquant'anni tanto che è stato demolito negli anni '30 del XX secolo. Nel 1781 fu poi edificato il campanile, più basso di quello attuale, e nel 1908, risulta che fu acquistata una nuova campana. Nel 1930 la chiesa fu decorata del pittore trinese Ernesto Borla. Negli anni '30, dopo la demolizione della ghiacciaia, al suo posto venne allestito il giardino che si trova a nord della chiesa. Verso la fine degli anni '40 venne rialzato il campanile e nel 1949 è stata fusa la nuova campana della fonderia Achille Mazzola di Valduggia, in provincia di Vercelli. Negli anni '50 fu abbattuto il muro portante dietro l'altare, fino all'altezza sotto la nicchia della statua della Madonna, mettendo così in comunicazione il coro con la sacrestia. Negli anni '60 è stata portata via dalla chiesa, in circostanze tuttora sconosciute, la statua di Gesù Cristo deposto sulla croce, che si trovava adagiata su una portantina. La statua riproduceva con estremo realismo le condizioni di Gesù deposto dopo la crocefissione, tanto che si rimaneva impressionati dal vedere le ferite e le piaghe di un color rosso vivo sulle mani, sui piedi e sul costato. A oggi, inspiegabilmente non si sa dove sia finita la statua. A comprovare la sua esistenza, sul soffitto della zona dove era riposta, sono dipinti due medaglioni entro cui vi sono scritti in latino, in uno: Attritus est propter scellera nostra ("frantumato per i nostri peccati"), nell'altro: Livore eius sanati sumus ("dalle sue piaghe siamo stati sanati"). Nel 2005 sono state restaurate le decorazioni dipinte su pareti e soffitto, ad effetto marmoreo, dall'ingegnere Passarino di Palazzolo e nel 2009 sulla parete esterna a sud della chiesa, è stato costruito un orologio solare, la cosiddetta meridiana, realizzata da Pietro I. Poy. Nel 2011, non potendo più suonare la campana, è stato necessario intervenire sul castello della stessa perché un perno di oscillazione si era disancorato spostandosi obliquamente; si è costruito un nuovo ceppo in legno di faggio mantenendo l'originaria forma precedente, pur costruendo la ferramenta nuova. Il giorno 26 novembre è stata ricollocata la campana al suo posto con le parti costruite a nuovo ed il palazzolese Giuseppe Poy, campanaro da molti decenni, ha potuto costatare la scorrevolezza del movimento e l'ampiezza del suono molto perfetti. Per celebrare questo importante ripristino della campana della chiesa della Madonnina, il sacerdote della comunità, don Eligio Pertusati, ha suonato per il periodo di una settimana l'Ave Maria dopo il tramonto.Chiesa Madonna dell'Ala (Confraternita dei S.S. Apostoli Pietro e Paolo)La chiesa Madonna dell'Ala, conosciuta meglio in paese come "Chiesetta degli Apostoli, sorge all'incrocio tra Corso Italia e via Silvio Bondesan, e momentaneamente è inattiva per l'insicurezza del tetto e della struttura in generale. Come tutte le chiese presenti in Palazzolo, ha origini medievali. Dopo la Rivoluzione Francese, avvenuta nel 1789, agli inizi degli anni novanta del XVIII secolo la tempesta rivoluzionaria che sconvolgeva la società francese, si fece sentire anche all'interno del vicino Stato Sabaudo. L'erario dello Stato era esausto e la bancarotta pareva ormai inevitabile, tanto che si fondevano le campane delle chiese per fare monete e cannoni. È proprio per questo utilizzo, nel giugno 1795 la Zecca chiese un contributo a Palazzolo, permettendo la fusione della campana della chiesa degli Apostoli. A parte questo evento avvenuto in epoca napoleonica, tale chiesetta, durante il corso dell'ultimo secolo, rimase poco attiva: veniva utilizzata come "banco di beneficenza" e dopo tale mansione, venne chiusa per la pericolosità relativa alla sua struttura.Chiesa di San SebastianoLa chiesa di S.Sebastiano è la chiesa che si trova all'interno del cimitero di Palazzolo e fatta erigere a spese di un certo Cavagna in adempimento di un voto, verso il 1500. Riedificata nel 1630 dal Comune per il voto ai santi Sebastiano e Rocco per la liberazione dalla peste. Originariamente, il cimitero di Palazzolo, da ciò che si può trarre da una mappa di fine Seicento, si trovava tra la chiesa parrocchiale di S.Germano e l'attuale municipio.SportIl paese di Palazzolo possiede una propria squadra di calcio, U.S. Pro Palazzolo, che milita nel campionato locale di 2ª categoria. È una società sportiva attiva sin dai primi anni del XX secolo e oggi, oltre a possedere la prima squadra, ne possiede anche uno nel settore giovanile con calciatori sotto i 12/13 anni compresi. La Pro Palazzolo possiede, inoltre, un record unico nel suo genere ed in tutta Italia: è la squadra che ha segnato più reti in una singola stagione (2011), ben 103.Eventi e manifestazioniLe serate al "Salone del centro polivalente"Nel 2007, il comune di Palazzolo Vercellese ha avviato i lavori di manutenzione e ammodernamento della struttura dell'ex campo di bocce, in via Dott. Cesare Mocca, facendolo diventare un luogo di ritrovo per feste ed eventi. Nel "Salone del centro polivalente" (uno spazio di circa 120 m²) si svolgono cene e manifestazioni a carattere folcloristico con esibizioni di artisti prevalentemente locali. Le principali feste avvengono per le seguenti occasioni:Capodanno (31 dicembre-1º gennaio)Carnevale (febbraio)Festa della Repubblica (2 giugno)Festa della birra (date non definite)Levone: riunione di tutte le leve di Palazzolo Vercellese (settembre-ottobre)Halloween (31 ottobre)"La festa del paese" in onore di San CaioLa festa del paese di Palazzolo Vercellese si svolge la prima domenica di settembre, in onore del compatrono San Caio martire. Generalmente, i giorni di manifestazione variano da quattro a cinque, durante i quali vengono organizzati diversi eventi, anche se l'unica parte del programma a non variare per tradizione è la presentazione della nuova "leva", ovvero di tutti i ragazzi e le ragazze che diventano maggiorenni durante l'anno. Attualmente, l'organizzazione del programma si presenta così:Giorno ferialeIl primo giorno della festa del paese è generalmente un giorno feriale, che varia annualmente per la disposizione del calendario. Ciò che non varia, in tale giornata, è il concerto della banda musicale "Fausto Nervi" che si tiene presso il teatro parrocchiale "Monsignor Bono".SabatoSabato è il giorno di presentazione al paese della nuova leva che avviene generalmente verso le ore 18:00, quando il parroco celebra la Santa Messa per benedire la bandiera e tutti i partecipanti. Successivamente, lungo corso Italia si tiene la manifestazione "Profumi e tradizioni: l'arte culinaria regionale" con gli stand gastronomici di Piemonte, Liguria, Calabria, Sicilia e Sud America. La serata si conclude con uno spettacolo pirotecnico all'Area Idrovolante nei pressi dell'incrocio con la SS 31 Bis.DomenicaSe non è stata celebrata il giorno precedente, domenica, alle ore 11:00, si celebra la Santa Messa per benedire la nuova leva, bandiera e partecipanti. Prima della Messa, questi ultimi, accompagnati dalla banda, si dirigono a prelevare nelle rispettive abitazioni le due "madrine", ovvero ragazze che rappresentano la relativa leva, per le quali è stato organizzato precedentemente un banchetto con famigliari ed amici. Dopo la cerimonia religiosa, tutti si dirigono in Municipio per deporre i fiori sulla lapide dedicata alle vittime della Seconda guerra mondiale e, successivamente, in piazza Giovine Italia: qui si svolgono le foto di rito sul "Monumento in onore ai caduti" ed il "curentun", ovvero un girotondo festante. Nel pomeriggio, a partire dal 2009, grazie all'iniziativa di alcune mamme del paese, è nato un gruppo a carattere folcloristico "O ke mamme". Molto simile ad un'esclamazione, il nome in realtà va a formare la parola "oke", ovvero la forma "stilizzata" di oche, considerato che Palazzolo viene chiamato anche "Al pais ad iochi" ovvero "Il paese delle oche". Esse, dunque, organizzano una serie di giochi per intrattenere bambini, ragazzi ed adulti, ogni anno con un tema diverso.Il paese viene diviso in quattro parti, dette "rioni", ai quali è attribuito un nome (Castello, San Caio, Arale e Borghetto)e la relativa bandiera: vince chi totalizza più vittorie nei vari giochi durante il corso della manifestazione. Terminata questa parte, nella piazzetta davanti al Municipio di Palazzolo, viene svolto uno spettacolo teatrale, con personaggi, ambientazioni e dialoghi riguardanti la storia del borgo, ma sempre ispirati all'argomento principale del "Palio dell'oca". Alla sera, a partire dalle 22:30, serata di musica e danza aperta a tutti al "Salone del teatro polivalente".LunedìAnche se la festa per eccellenza è domenica, il vero "dì dla festa" di Palazzolo Vercellese si festeggia il giorno dopo, ovvero lunedì. Alle 11:00 si celebra la Santa Messa con l'urna di San Caio posta sull'altare in adorazione per tutti i paesani, realizzata per volere della Duchessa Margherita di Savoia nel 1626. Alle ore 16:00, invece, viene celebrata la solenne processione per le vie del paese in onore di San Caio martire, la cui urna, posta su di un baldacchino, viene portata sulle spalle dei ragazzi della "leva" per tutto il percorso. La serata si conclude con uno spettacolo.Ultimo giornoL'ultimo giorno della festa viene anche riconosciuto dai paesani come "dì dal tre levi" ovvero "giorno delle tre leve", per via della partecipazione delle "leve" dei diciannovenni e dei ventenni, insieme naturalmente alla nuova con tutti i diciottenni. Essi si ritrovano tutti a ballare al "Salone del teatro polivalente", a partire dalle 22:30.AmministrazioneL'amministrazione del paese ha sede nel proprio municipio in piazza Martiri della Libertà.Evoluzione demograficaAbitanti censiti Note^ Dato Istat^ Dato proveniente dai risultati del 15º Censimento della popolazione e delle abitazioni 2011, ricavato da esso in data 9 ottobre 2011.^ Sito=//www.comune.palazzolovercellese.vc.it/^ Tratte da: Piero PERETTI, Ricordi di un tempo...Storia, Fede e Leggende di Palazzolo Vercellese, Tipografia AGS, Trino, 1995^ Il testo è ricavato dall'elaborato di Pietro I. POY, Notizie sulla chiesa della Madonnina. Dal passato remoto ai nostri giorni, Palazzolo Vercellese, 2011^ Tratto da Piero PERETTI, Palazzolo. Un piccolo borgo in epoca napoleonica, Tipografia AGS, Trino, 2006^ Le varie manifestazioni, di anno in anno, possono verificarsi, cambiando occasionalmente il luogo in cui avvengono.^ "Leva": festa tipica di queste località che consiste nel festeggiare il compimento del 18esimo anno di età. In Palazzolo, si presenta la nuova leva alla prima settimana di settembre, ovvero alla "festa del paese". Si celebra una santa messa per benedire la bandiera e di sfila successivamente per la via principale del paese, per poi fare in piazza Giovine Italia, il classico "curentun", cioè un girotondo festante.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.BibliografiaPiero PERETTI, Ricordi di un tempo... Storia, Fede e Leggende di Palazzolo Vercellese, Tipografia AGS, Trino, 1995.Romana RAINA, Linguaggio, tradizioni e cultura popolare di Palazzolo Vercellese, Stampa AGIT s.r.l., Beinasco (TO), 1995.AA.VV., Sulle ali dei ricordi. Storia della colonia elioterapica di Palazzolo Vercellese, Tipografia AgS, Trino, 2002.Romana RAINA, Flash. Ricordi di un tempo, Tipografia AGS, Trino, 2003.Piero PERETTI, Palazzolo. Un piccolo borgo in epoca napoleonica, Tipografia AGS, Trino, 2006.Romana RAINA, I sapori della nostra cucina, Tipografia AGS, Trino, 2011.Romana RAINA, Il canto della sera, Tipografia AGS, Trino, 2012.Voci correlateGonzaga di PalazzoloCsenta

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