Comune

Netro

Netro, (Biella)
Netro (così anche in piemontese) è un comune italiano di 1.019 abitanti della provincia di Biella, in Piemonte.Geografia fisicaNetro è situata a circa 12 chilometri a sud-ovest del capoluogo, sul lato est della Serra Morenica di Ivrea che separa il Canavese dal Biellese. Il territorio del comune copre una superficie di 12,63 km², con un'altitudine di 606 m s.l.m.I suoi confini hanno una forma grosso modo triangolare che presenta un vertice settentrionale alle falde del Mombarone e una base disposta in senso est-ovest lungo il corso dell'Ingagna. Nei pressi del confine con i comuni di Mongrando e di Graglia questo corso d'acqua è sbarrato da una diga che forma l'omonimo lago.Le principali frazioni sono Castellazzo, Colla e Bossola, quest'ultima situata a 956 m sulla strada provinciale 512 Tracciolino, da cui si ha una notevole vista sulla Pianura Padana. Si trova a 2 km dal Santuario di Graglia.StoriaIl nome "Netro" deriverebbe dal nome celtico "Neostro", ultimo luogo di difesa; qui infatti si rifugiarono i Celti durante l'ultima lotta coi romani. I primi documenti attestanti l'esistenza di Netro risalgono però solo al XII secolo, quando il vescovo di Vercelli Uguccione infeudò il paese ai Recagno.Già nel secolo XIII i Recagno sono in decadenza e il feudo passa ai nobili De Netro, che nel 1339 a loro volta cederanno il feudo al vescovo Lombardo della Torre.Mutato il quadro politico con la dedizione di Biella ai Savoia (1379), il 10 dicembre 1404 gli uomini di Netro addivennero a una dedizione a favore della potente famiglia degli Avogadro di Cerrione, che il giorno successivo presentarono a nome di Netro il giuramento di fedeltà ai Savoia.Monumenti e luoghi d'interesseLa chiesa di Santa Maria AssuntaIl monumento più rilevante è la pieve romanica di Santa Maria Assunta, risalente all'XI secolo. Attorno all'edificio - inizialmente posto al centro dell'antico abitato - si è successivamente sviluppato il cimitero di Netro.Originariamente la chiesa era provvisto di una sola navata, con piccolo presbiterio posto in un'abside semicircolare. Tra l'XI ed il XIII secolo, come testimoniano le tracce dell'antica costruzione visibili sulla facciata in pietra, l'edificio fu alzato ed ampliato mediante la costruzione di due navate laterali culminanti in altrettanti absidi. All'inteno della chiesa si trovano resti di affreschi posti nel catino dell'abside centrale realizzati nel 1425.Fino al 1621 Santa Maria Assunta è stata la chiesa parrocchiale di Netro. Nel Seicento il nucleo principale del paese si spostò più a monte e la chiesa Maria perse progressivamente di importanza. Nella sua funzione attuale di chiesa cimiteriale venne completamente restaurata nel 1985.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti CulturaLeggendeEsiste una leggenda antica sui "Pè D'Oca". Tanto tempo fa i netresi videro del fumo di un fuoco provenire delle montagne vicino a un luogo che si chiama Roc Delle Fate. Subito pensarono che si trattasse di un gruppo di stranieri che si era stabilito lì. Dopo un po' un netrese prese coraggio, andò nell'orto e raccolse delle verdure e s'incamminò su per la montagna. Quando arrivò dagli stranieri, offrì loro le verdure, loro ringraziarono tanto e, per contraccambiare, gli diedero un sacchetto pieno d'oro. La notizia dell'oro si sparse velocemente e ben presto si formò una fila di persone che volevano donare la loro verdura in cambio di un sacchetto d'oro. I Pè D'Oca dissero ai netresi che gli avrebbero svelato il segreto per trovare l'oro, e tutta Netro si felicitò moltissimo. Ma una cosa in particolare incuriosiva i netresi: il motivo per cui quelle persone portavano sempre delle vesti lunghe. Per rispondere a questa domanda organizzarono uno scherzo: invitarono gli stranieri ad un ballo, questi accettarono e prepararono dei sacchetti d'oro come ringraziamento. Verso sera tutto era pronto ed il ballo ebbe inizio. Al suono delle campane della chiesa tutti i tombini furono chiusi e l'acqua inondò la piazza dove si svolgeva la festa. I Pè d'Oca alzarono le vesti per non bagnarle e così tutti videro che avevano i piedi d'oca. I Pè D'Oca arrabbiati se ne andarono, ma prima dissero: "I Pè D'Oca se ne andranno ma i netresi se ne pentiranno". Così i Pè D'Oca se ne andarono ed i Netresi non scoprirono mai il segreto del loro oro.EconomiaIl comune è località di villeggiatura, ed è sede di industrie metalmeccaniche. Sono tuttora presenti antiche fucine, con produzione artigianale di serrature e saltarelli in ferro battuto tramite l'utilizzo di antichi strumenti quali la forgia e il maglio. Nelle ex officine Rubino è posta la sede l'"Ecomuseo del Ferro". Sopravvive ancora un vecchio mulino ad acqua in località Cereja che macina la farina la quale viene venduta anche a New York e in Giappone.AmministrazioneAltre informazioni amministrativeIl comune apparteneva alla Comunità montana Alta Valle Elvo, soppressa nel 2009 e confluita, insieme alla Comunità montana Bassa Valle Elvo, nella Comunità montana Valle dell'Elvo.Galleria fotograficaNote^ [1] - Popolazione residente al 31 maggio 2012.^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.^ Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.BibliografiaPaola Astrua, Daniela Biancolini, La chiesa di Santa Maria di Netro storia e restauro, Editris, 1987Gianni Carlo Sciolla, "Il Biellese dal Medioevo all'Ottocento. Artisti, committenti, cantieri", Torino 1980. Giovanni Battista Giardino, "Storia di Netro", Poggio a Cajano 2011.Voci correlateComunità Montana Alta Valle ElvoAltri progetti Commons contiene immagini o altri file su Netro

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