• Seguici sui nostri social
  • facebook
  • twitter
  • instagram
Comune

Melegnano

Melegnano, (Milano) Tempo di lettura: circa 5 minuti
Melegnano (IPA: [meleɲˈɲano], Meregnàn in dialetto milanese, anticamente Marignano) è un comune italiano di 17.473 abitanti della provincia di Milano, in Lombardia. Geografia Melegnano si trova a circa 10 chilometri a sud-est di Milano, lungo la statale Via Emilia. È ubicata nella pianura del Basso milanese (altitudine media di 85 m sopra il livello del mare) ed è solcata nella parte orientale dal fiume Lambro, che scorre verso sud est con andamento meandriforme. Ha una superficie di 4,93 chilometri quadrati, oggi con un grado di occupazione del suolo pari al 48 percento. Confina con i Comuni di San Giuliano Milanese e Colturano a nord, di Vizzolo Predabissi ad est, di Cerro al Lambro a sud e di Carpiano ad ovest. Prima delle opere di tombinatura e canalizzazione del Seveso quest'ultimo presso Melegnano confluiva nel Lambro. Simboli Nel XX secolo Melegnano ha conosciuto un importante sviluppo industriale e demografico. In considerazione della sua importanza, è stata insignita nel 1959 del titolo di città. Stemma Gonfalone Onorificenze Monumenti e luoghi d'interesse Oasi del Bosco di Montorfano Parco delle Noci Monumento ai Caduti, scultore Giuseppe Mozzanica, (1926) Società Evoluzione demografica 1750 nel 1751 3719 nel 1771 2718 nel 1805 2859 nel 1809 5107 dopo annessione di Cerro, Mezzano, Pedriano, Riozzo, Santa Brera e Vizzolo nel 1811 3392 nel 1853 4016 nel 1859 Abitanti censiti Etnie Al 31 dicembre 2012 gli stranieri residenti nel comune di Melegnano sono 2144 e costituiscono il 12,77% della popolazione totale. Tra le nazionalità più rappresentate troviamo: Romania, 490 2,93% Albania, 296 1,77% Egitto, 233 1,39% Ucraina, 133 0,79% Ecuador, 104 0,62% Perù, 86 0,51% Bulgaria, 83 0,46% Cina, 76 0,45% Marocco, 76 0,45% Tunisia, 76 0,45% Geografia antropica Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il centro abitato di Melegnano, la frazione di Cascina Bernardina e la località di Cascina Martina. Cultura Persone legate a Melegnano Carlo Bascapè (1550–1615), vescovo di Novara. Giuseppe Dezza (1830-1898), militare e politico. Carlo Fabrizio Parona (1855-1939), geologo e paleontologo Vincenzo Bettoni (1881-1954), tenore. Ennio Di Nolfo (1930), storico. Juri Camisasca (1951), cantautore. Marco Rondini (1968), politico. Angelo Vicardi (1936-2006), ginnasta Eligio De Rossi (1946-ad oggi), cestista La Festa e Fiera del Perdono Ogni anno, il giovedì di Pasqua, la città festeggia la ricorrenza dell'indulgenza plenaria concessa alla cittadina, allora Marignano, da Papa Pio IV, al secolo Giovanni Angelo Medici, il 20 gennaio 1563 tramite una bolla papale, ancora oggi custodita nella Basilica Romana Minore della Natività di San Giovanni Battista. La città si riempie di centinaia di bancarelle di prodotti tipici, esposizione di bestiame e macchinari agricoli, che attirano visitatori da tutti i comuni limitrofi. Dal sedicesimo secolo la storia della città si identifica con quella della sua Fiera, evento pagano scaturito dalla celebrazione annuale della sacra ricorrenza dell'indulgenza plenaria concessa il 20 gennaio del 1563 da Papa Pio IV attraverso l'emissione di un'apposita Bolla. Le radici del Perdono intrecciano la storia con la leggenda. La leggenda parla della concessione della Bolla sull'indulgenza come di un gesto di riconoscenza di Papa Pio IV Giovanni Angelo Medici nei confronti della cittadina sul Lambro, allora Marignano, divenuta nel 1532 marchesato del fratello Gian Giacomo Medici, non come il "Medeghino". Per generazioni si è tramandato che quando Giovanni Angelo era ancora cardinale sia passato da Melegnano, ma di fronte al rifiuto sdegnoso della cognata (vedova) ad accoglierlo in Castello, sia stato costretto a rivolgersi all'ospitalità della casa parrocchiale di don Battista Pavesi, che lo trattò con i guanti, al pari del popolo melegnanese che tributò onori e solidarietà. Quando dunque divenne Papa, Giovanni Angelo si ricordò del bene ricevuto quel giorno a Melegnano e il 20 gennaio del 1563 concesse alla città l'importante privilegio. Al di là dell'indubbio fascino che conserva tutt'oggi tale tradizione non regge però alla prova dei documenti. Come ha spiegato in diverse circostanze l'autorevole compianto storico della città, don Cesare Amelli, "alla base della concessione del Perdono per Melegnano non sta un'arruffata faccenda familiare, né una storiella curiosa, ma il desiderio forte della Chiesa e del Papa che portò a termine il Concilio di Trento (1545-1563) di diffondere il senso della preghiera penitenziale e con essa stabilire un confronto tra la nostra vita quotidiana e il Vangelo. Per questo l'unico modo per capire il significato e la preziosità spirituale di questa indulgenza è quello di assistere di persona all'esposizione della Bolla il giovedì santo di ogni anno". La Bolla di Melegnano, inoltre, riveste un'importanza particolare perché è una delle prime ad essere concesse dopo il drammatico strappo di Martin Lutero e degli altri riformatori. Priva di ogni valenza economica, ma autenticamente sincera, la Bolla è stata riconosciuta come valida anche dal Concilio Vaticano II. Ma il Perdono va oltre la festa religiosa: presto diventa anche fiera popolare e genuina, con il suo corredo di bancarelle di prodotti alimentari, la contrattazione di animali e frutti della terra, l'accorrere della folla dal circondario. Una derivazione cominciata poco dopo la concessione della Bolla, se è vero quanto afferma una nota del 1616 vergata dall'allora prevosto, nella quale si parlava di "immensa folla" che accorreva lungo il Lambro il Giovedì santo per fare acquisti e curiosare. Da allora il binomio festa più fiera è diventato tradizione, sopravvivendo saldamente ai cambiamenti istituzionali, politici, sociali ed economici del Melegnanese. Al di là dei mutamenti gli schemi secolari della festa e della fiera sono rimasti intatti e inattaccabili, come formule cristallizzate. L'accorrere di pellegrini e commercianti in un clima di grande gioia è ricordato anche in alcuni quadri del Seicento, che ritraggono scene di festa e di accese contrattazioni davanti ai banchi di vendita dei mercanti di tutta la zona. Il mercato degli animali, bovini, cavalli e maiali, diventa presto famoso ben oltre i confini dello Stato di Milano. Nel XVIII e XIX secolo, mentre il Milanese e la Lombardia (possedimenti spagnoli) passano dapprima agli austriaci, poi ai francesi per confluire definitivamente nel Regno d'Italia, la connotazione agricola della Fiera rimane predominante, legata d'altro canto con un filo diretto alla tipologia economica del territorio, dove l'attività rurale e zootecnica sono prevalenti. È il Novecento a salutare le prime novità quando, gradualmente, si cominciano a costruire altri eventi di richiamo attorno al mercato e allo scambio degli animali. Le due guerre mondiali, certo, non aiutano, ma la volontà degli operatori economici di Melegnano è più forte delle difficoltà legate agli eventi militari. Nel 1923 viene istituito il primo Comitato per la Fiera del Perdono, che punta ad ampliare a tre giorni la durata delle celebrazioni del Giovedì santo proprio allo scopo di promuovere le attività commerciali del territorio anche al di fuori dei confini cittadini. Nel 1934 in piena campagna fascista per la battaglia del grano, contestualmente alla festa viene indetta la "Prima grande rassegna agricola del Melegnanese". Dal 1946, concluso il secondo conflitto mondiale e in un nuovo clima politico e sociale, la Fiera cambia volto più nettamente; si smorzano i contenuti religiosi, parallelamente a un processo generale di secolarizzazione della società, e assumono sempre più rilievo quelli della ricreazione. Per la prima volta, proprio nel 1946, si introducono nel programma, accanto a mostre e a rassegne zootecniche, altre manifestazioni: mostre di pittura e fotografia, gare sportive, eventi filatelici. Un'evoluzione proseguita fino ad oggi, quando però la dimensione festaiola dell'evento non è più a discapito di quella religiosa, che è stata riscoperta nella sua autenticità, così come sono state scoperte nuove dimensioni importanti, a partire dall'attenzione al patrimonio della città e del suo ruolo sul territorio, che ha proprio nella Festa del Perdono il suo momento più importante e significativo. Infrastrutture e trasporti Strade Melegnano è un importante nodo stradale, posto all'incrocio della Via Emilia con la strada Cerca e punto di origine di alcune strade provinciali. A pochi chilometri dalla città transita l'Autostrada del Sole, sulla quale è posta l'uscita autostradale Melegnano - Binasco. Ferrovie La stazione di Melegnano è posta sulla ferrovia Milano–Bologna, attivata nel 1861. Vi fermano i treni della linea S1 (Saronno–Milano–Lodi) del servizio ferroviario suburbano di Milano. Fra gli anni ottanta del XIX secolo e gli anni trenta del XX, Melegnano era servita dalle tranvie interurbane a vapore Milano–Lodi e Melegnano–Sant'Angelo Lodigiano. Tale mezzo era comunemente chiamato "Gamba de lègn". Amministrazione Gemellaggi Bicske, dal 21 marzo 2007 Sport A Melegnano lo sport più praticato è il calcio, seguito dalla pallacanestro Pallacanestro Melegnano e infine dall'atletica leggera. Possiede numerose palestre e una scuola di Karate. Melegnano conta tre squadre di calcio, molto conosciute a livello regionale: il Melegnano Calcio (nato nel giugno 2012 dalla fusione di U.S. Melegnanese e A.C. Pro Melegnano calcio), iscritto alla categoria Promozione, l'USOM calcio iscritta al campionato di Seconda Categoria e la SGB Giardino calcio che svolge la sola attività di settore giovanile. Stadi pubblici Stadio Comunale 1, situato nel quartiere Giardino (Piazza F. Bianchi), nel quale si disputano le partite casalinghe della prima squadra del Melegnano Calcio. Conta circa 1.000 posti (500 dei quali a sedere), ed è provvisto di pista atletica. Nel periodi d'oro della Melegnanese ha ospitato partite di Serie C; Stadio Comunale 2, situato nella periferia est della città, in cui si disputano le partite casalinghe del settore giovanile e scolastico del Melegnano Calcio. Stadio comunale 3, situato in periferia ovest della città, nel quale sono disputate le partite casalinghe del settore giovanile e scolastico del Melegnano Calcio. Galleria Note Voci correlate Battaglia di Marignano Battaglia di Melegnano (1859) Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Melegnano Collegamenti esterni Sito ufficiale Lombardia Beni Culturali

Cosa vedere