Edificio di culto

Duomo di Santa Maria Assunta

Vicolo San Savino, 2, Ivrea, (Torino)

Il Duomo di Ivrea, dedicato a Santa Maria Assunta, si erge su un'altura, nella parte vecchia della città, a due passi dal Castello. La sua lunga storia è testimoniata dalla presenza di resti di costruzioni romane reimpiegati nella costruzione e rinvenuti durante gli scavi ottocenteschi per la nuova facciata: si ritiene, infatti, che il Duomo sorga sui resti di un tempio romano del I secolo a.C., trasformato in chiesa  (a pianta basilicale, a tre navate e due absidi contrapposte) tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, quando venne istituita la diocesi di Ivrea. Da quel momento, la Cattedrale venne ingrandita e abbellita in stile romanico con un'abside, due torri campanarie (segnate da cornici, feritoie, bifore e trifore) e il deambulatorio alle spalle del coro. A quell'epoca risale anche la parte più antica della cripta, che ospitava un sarcofago romano dedicato a Caio Atecio Valerio, poi reimpiegato come urna funeraria per le reliquie di San Besso. Nel corso della ricostruzione avvenuta nel XII secolo, il Duomo cambiò profondamente, adottando una pianta simile a quella odierna: il presbiterio fu spostato a ovest della navata e la cripta fu ampliata. Nel 1464 furono realizzati la sacrestia capitolare, poi rifatta nel 1846. Nel 1516 fu realizzata una nuova facciata con un portico in stile bramantesco, poi sostituita dall'attuale facciata neoclassica di Gaetano Bertolotti: segnata da quattro grandi colonne marmoree che sostengono un frontone triangolare, con statue di Giosuè Argenti. le modifiche maggiori avvennero nel Settecento: fu costruita la Cappella del Santissimo Sacramento; le volte a crociera delle navate laterali furono sostituite da volte a vela rettangolari, e furono realizzate decorazioni a stucco. All'interno della cripta si sono conservati diversi affreschi, il più antico, databile al XIII secolo, raffigura una "Madonna col Bambino"; così come nel deambulatorio. Oggi è possibile ammirare tutte le decorazioni interne tardo barocche: gli archi delle navate sostenuti da coppie di colonne e pilastri con capitelli corinzi; stucchi e le decorazioni; altare marmoreo e stalli dipinti da Carlo Cogrossi. Di grande pregio le tele e le pale d'altare.

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