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Grotteria

Luogo: Grotteria (Reggio Calabria)
Grotteria è un comune italiano di 3.223 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria. Geografia Grotteria è un piccolo centro agricolo della Vallata del Torbido nella Locride, sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria. Storia Grotteria è stata, nel corso dei secoli, un importante centro amministrativo e feudale: la contea di Grotteria arrivò ad inglobare, in pratica, tutti i centri della Locride tra la contea di Gerace e quella dell'antica Caulonia (Monasterace). Tra i centri della contea si annoveravano gli attuali comuni di Martone, di San Giovanni di Gerace, Mammola, Siderno e buona parte di Gioiosa Jonica Signori feudali di Grotteria furono i De Luna d'Aragona. Economia Il clima aveva favorito in passato l'economia agricola basata prevalentemente sulla produzione di grano, olive, uva, pomodori, e accompagnata da allevamenti di ovini e caprini, nonché quella del baco da seta, oggi praticamente scomparsa. Dell'intensa attività artigianale locale di un tempo (tra l'altro va ricordata la fiorente attività per la fabbricazione della pipa), oggi rimane soltanto una piccolissima traccia: sarti, falegnami, calzolai, fabbri, barbieri, che una volta avevano delle vere e proprie scuole, oggi si contano sulle dita della mano. Tutto questo causato dalla massiccia emigrazione iniziata negli anni '50, e tuttora in corso in maniera inarrestabile, che ha svuotato quasi completamente il paese (gli abitanti attuali sono circa 3600 contro i 9242 del censimento del 1951), cosa comune a tutti i paesi dell'entroterra calabrese. Luoghi di interesse Chiese e cappelle La religiosità dei grotteresi è testimoniata dal fatto che, nella sua storia, Grotteria giunse a possedere ben 23 luoghi di culto. Oggi rimangono le chiese del SS. Crocefisso; San Domenico; S. Maria Assunta (Matrice); S. Nicola; Cappella della Concezione; S. Antonio, e la chiesa di San Nicola de' Protonotaris di recente costruzione, anche se la parrocchia sorge fin dai tempi degli anni '50; Molte altre non esistono più: chiesa del Carmine; chiesa di S. Giorgio; chiesa di Valverde; chiesa del Soccorso; chiesa della SS. Annunziata; chiesa detta dell’Oratorio; chiesetta/cappelleta della Bofia San Domenico Chiesa della Madonna del Rosario di Pompei Fu costruita nell’XI secolo e distrutta dal terremoto del 1793. Riedificata, fu nuovamente danneggiata dal sisma del 7 marzo 1928 e ristrutturata due anni dopo. La facciata presenta un portale in pietra con decorazioni a fiori affiancato da quattro finte colonne corinzie (due per lato). L’interno è a unica navata. L’altare in marmi policromi è sormontato dalla statua della Madonna di Pompei con Santa Caterina da Siena e San Domenico. Nella chiesa, inoltre, sono custoditi un fonte battesimale in marmo con copertura in legno e un’antica statua di Santa Filomena donata alla parrocchia dalla famiglia Tavernese. S. Antonio Fu fondata nel 1640 dall'avvocato Antonio De Maggio. Successivamente divenne cappella privata della famiglia Macedonio. Nella facciata si apre un ingresso sormontato da un timpano a lunetta con stemma. Sopra una finestra. All’interno c’è una pala d’altare in muratura con la statua di S. Antonio da Padova. Nella chiesetta è anche custodita la statua di San Vincenzo Ferreri (XVIII secolo). SS. Crocifisso Fu costruita, più ampia e in stile moderno, su una preesistente chiesetta risalente al XVI secolo. Il piccolo edificio, infatti, subì molti danni a causa del terremoto del 1783 e fu completamente distrutto da quello del 1908. La facciata presenta un portale in muratura con due nicchie laterali. All’interno, a unica navata, è custodito il SS.Crocifisso (probabilmente opera seicentesca di un frate cappuccino) al quale i grotteresi attribuiscono un prodigio. Nel febbraio 1745 una terribile tempesta si abbatté sulla zona provocando danni e vittime. I fedeli, allora, portarono in processione il Crocifisso e, improvvisamente, la pioggia cessò. Da allora il SS. Crocifisso diventò patrono di Grotteria sostituendo San Gaudioso. S. Maria Assunta (Matrice) Fu eretta probabilmente alla fine del X secolo con il nome di Maria SS. Assunta della Cattolica dei Greci. Distrutta dal terremoto del 1783, fu ricostruita e riaperta al culto il 12 novembre 1926. La facciata presenta un portale in muratura sormontato da un timpano spezzato e da una finestra rettangolare (anch’essa con timpano). Più in alto un rosone cieco. Ai lati dell'ingresso, al quale si accede attraverso una scalinata, ci sono due finestre. Sulla chiesa svetta il campanile con l'orologio. L'interno è a tre navate. Sull'altare in marmi policromi, trova posto una tela raffigurante il Crocifisso. Le pareti e la cupola dell'abside sono interamente affrescate e vi si trovano anche alcune grandi tele di notevole pregio: “ Crocifisso tra Santi” (opera secentesca della maniera del Ribeira), “S. Francesco con l’Assunta” (anche questa opera secentesca di Fabrizio Santafei, della scuola di Andrea da Salerno), proveniente dal convento dei Cappuccini, che sorgeva nell'area oggi occupata dalla chiesa del Crocifisso, “Madonna delle Grazie con Angeli e Santi e un Giovinetto in costume nobiliare” (dipinto ad olio di Scuola Napoletana, recante l'iscrizione "Janaurius Sernelli A.D. 1720"). Lungo le navate ci sono due altari con le statue della Madonna Immacolata e di San Giuseppe. Nella chiesa sono anche conservate le statue della Madonna del Rosario e di S. Antonio Abate (quest'ultima opera del pittore e scultore locale, Giuseppe Cavaleri). S. Nicola de' Francò La chiesa di San Nicola di Bari è detta di Francò dal cognome di una fedele che avviò i lavori di costruzione dell’edificio (XV secolo). La facciata presenta un portale in pietra sormontato da una finestra. Più in alto una struttura in muratura con campane. All’interno, a unica navata, c’è un altare in marmi policromi sul quale è stata sistemata una tela raffigurante la Madonna con il Bambino insieme a San Nicola e San Domenico. Nella chiesa è conservata anche una statua di San Nicola Cappella della Concezione La cappella, ricavata nelle catacombe della chiesa matrice, fu sistemata tra il XIII e il XIV secolo. Della struttura originaria rimane ancora un'arte della pavimentazione e lo scheletro di alcuni gradini che comunicavano con la matrice. I lavori di recupero delle catacombe e di ampliamento della cappella sono stati interrotti per rischio di crollo. All’interno è custodita un’antica statua in marmo raffigurante la Madonna della Concezione con il Bambino (IV secolo d.C.). Palazzi privati Percorrendo le vie del paese, si possono ammirare diversi portali che ornano le facciate dei principali Palazzi, testimonianza della storia del paese, ed elemento distintivo e di prestigio delle famiglie nobili locali. Generalmente i blocchi che compongono i portali sono in granito e lo stemma nobiliare è inserito nella chiave di volta, con sotto inciso l'anno di costruzione. Della loro storia si occupa ampiamente la "Cronaca di Grotteria" Palazzo Macedonio Contiguo alla Cappella di San Domenico, antica cappella gentilizia dei proprietari l'edificio, dimora dei duchi Macedonio ha un magnifico portale in pietra lavorata. Interessante l’interno, con archi e colonne in pietra. Qui, in un’ampia nicchia, viene solitamente allestita la stalla del tradizionale preepe vivente che si tiene a Grotteria. Palazzo Palermo Sorge nell'antica Piazza di San Domenico, oggi intestata al patriota Nicola Palermo della famiglia dei fondatori, i baroni Palermo di Santa Margherita. Palazzo Arena Fondato nel XVI secolo dalla nobile famiglia de Arena (oggi estinta) sorge in Via Vittorio Emanuele III e, pur versando in uno stato di estremo degrado, presenta ancora il più bello tra i portali monumentali dei Palazzi nobili del Paese, la cui costruzione risale al 1773. Palazzo Lupis-de Luna d'Aragona Fondato dall'antica famiglia feudataria dei de Luna d'Aragona nel XVI secolo e per alleanze matrimoniali giunto ai Manso e nel XVII secolo ai Lupis-Macedonio, si trova nell'antica Piazza del Tocco. Tra gli elementi artistici di rilievo il portale monumentale, opera secentesca della scuola scultorea di Serra San Bruno e la biblioteca che raccoglie oltre 7.000 volumi e diverse collezioni d'arte, busti e ritratti, tra gli altri, dello scultore locale Giuseppe Cavaleri. Villa Falletti Possente costruzione edificata dalla famiglia Falletti nel XVII secolo, in località Bombaconi. Su due livelli, conserva un bel portale lapideo. Feste e tradizioni locali La Cunfruntata La domenica di Pasqua, dopo la messa, alcuni fedeli danno vita ad una suggestiva rappresentazione della Passione di Cristo durante la quale portano sulle spalle le statue dell’Addolorata, di San Giovanni e del Cristo risorto. San Giovanni si reca dalla Madonna per annunciarle che il figlio è risorto. Inizialmente lei non crede, ma poi decide di seguire l’apostolo. Percorrendo le strade del centro storico le statue di Gesù e della Vergine si incontrano in piazza San Domenico e, improvvisamente, alla Madonna viene tolto il velo nero che le copre il capo per far posto a un drappo azzurro. Evoluzione demografica Abitanti censiti Amministrazione Note Galleria fotografica Grotteresi celebri Vincenzo Bruzzese (1896-1970), pioniere dell'industrializzazione calabra, fondatore delle Officine Meccaniche Calabresi. Giuseppe Cavaleri Mario Napoli (giurista), ordinario di diritto del lavoro presso Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Milano. Voci correlate Vallata del Torbido Locride (Calabria) Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Grotteria Collegamenti esterni Sito del Comune di Grotteria

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