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Capracotta

Capracotta, (Isernia) Tempo di lettura: circa 3 minuti
Capracotta è un comune italiano di 938 abitanti della provincia di Isernia in Molise. Fino al 1790 il suo territorio era ancora parte integrante dell'Abruzzo Citeriore secondo quanto risulta dalle Carte della Calcografia Camerale e di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni. Geografia fisica Territorio Capracotta si trova in provincia di Isernia nell'Alto Molise. Con i suoi 1.421 metri sul livello del mare è, dopo Rocca di Cambio, il comune più alto dell'Appennino. Il punto più alto del territorio comunale è la vetta di Monte Campo a 1746 m s.l.m. A valle dell'abitato, in direzione sud, si trovano le sorgenti del Verrino, affluente del fiume Trigno. Poco fuori del paese, sulla strada per Pescopennataro, è sito il "Giardino della Flora Appenninica", orto botanico di alta quota che raccoglie notevoli specie floreali e arboree dell'Italia centro-meridionale. Capracotta è un' importante località climatica e sciistica. Ha due importanti impianti: uno per lo sci alpino, in località Monte Capraro, con una seggiovia; l'altro per lo sci di fondo in località Prato Gentile: quest'ultimo impianto è stato sede dei Campionati Italiani Assoluti di sci di fondo nel 1997. Clima In inverno non è difficile imbattersi in bufere di neve, specialmente nei mesi di gennaio e febbraio. Per questo Capracotta è nota anche come il paese delle bufere. Il manto nevoso può facilmente superare i due metri e talvolta raggiungere i 3 metri. Storia Le più antiche tracce della presenza umana nel territorio del Comune di Capracotta risalgono al Paleolitico: in località Morrone sono stati ritrovati strumenti di caccia dell'uomo di Neandertal. Il primo insediamento stabile risale, invece, al IX secolo a.C. Si tratta di un centro abitato ritrovato nel corso di cinque campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Molise tra il 1979 e il 1985 nei pressi della Fonte del Romito. Gli scavi archeologici hanno svelato l'esistenza di un sito con una vitalità di circa mille anni: da alcune capanne circolari del IX secolo a.C. a edifici in marmo del I secolo d.C. collocati in un contesto urbano ben pianificato. L'attuale paese di Capracotta, invece, nasce sullo sperone della Terra Vecchia nei primi decenni del Medioevo durante la conquista longobarda del Mezzogiorno d'Italia (fine VI- inizi VII secolo d.C.). Si sviluppa nei secoli successivi attraverso la pratica della transumanza, cioè lo spostamento invernale degli armenti dalle alture dell'Abruzzo al Tavoliere pugliese. Origine del nome Il toponimo sembra alludere alla tradizione religiosa dei Longobardi di sacrificare una capra, in onore del dio Thor, prima di insediarsi in un luogo appena conquistato e mangiarne le carni come rito apotropaico contro l'esaurimento delle fonti di sostentamento del gruppo tribale che, diventando stanziale, si faceva comunità. Al periodo longobardo, non a caso, risale la più antica attestazione del nome: un atto di donazione del 1040. Capracotta subisce gravi danni nel corso della seconda guerra mondiale, quando il paese viene evacuato dalla popolazione e dato alle fiamme dalle truppe tedesche in ritirata verso la Val di Sangro. Onorificenze Evoluzione demografica Abitanti censiti Cultura Discreta è l'attività culturale. Il Comune edita ogni tre mesi un periodico cartaceo, "Voria". Ogni anno, poi, viene pubblicato il "Diario della Capera: fatti e curiosità di un anno", un volume che racconta i principali avvenimenti accaduti nel periodo compreso tra il mese di luglio e quello di giugno dell'anno successivo. Nel territorio comunale passa un tratturo tra i più importanti d'Italia. Interessante anche la visita al Giardino Botanico della Flora Appenninica, situato a soli 2 km dal paese. Agli inizi dell'anno 2013, è nata l'associazione "Amici di Capracotta" per recuperare, valorizzare e promuovere il patrimonio culturale cittadino. Persone legate a Capracotta Erasmo Iacovone, calciatore Ruggero Santilli, fisico Torcuato Di Tella, imprenditore e filantropo italo-argentino Calzella Carfagna, comandante delle artiglierie dell'esercito imperiale di Carlo V Giovanni Leo Paglione, pittore Riferimenti a Capracotta nella cultura Nel film Il conte Max diretto da Giorgio Bianchi e interpretato da illustri attori quali Alberto Sordi e Vittorio De Sica, viene menzionato spesso il nome di Capracotta quale meta di vacanza invernale. Nel film, Alberto Sordi la chiama la "piccola Cortina degli Abruzzi". Ernest Hemingway nel suo romanzo Addio alle Armi, in cui racconta le sue esperienze di guerra, cita un cappellano di Capracotta che gli parla del paese altomolisano. Lo scrittore belga Christian Beck visita Capracotta nell'estate del 1909. Trascorre le sue giornate passeggiando tra i boschi. Si innamora della giovanissima Maria Pia Falconi che immortala, col nome di Trianon, nel suo capolavoro "Le Papillon". Sport L'ASD Capracotta Calcio a 5 disputa attualmente il campionato di Serie C2 molisano. Amministrazione Galleria fotografica Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012. ^ http://santanatolia.it/immagini/carte-topografiche/1790-abruzzo-citeriore-e-ulteriore-e-contea-del-molise-definita/image ^ http://www.danielesquaglia.it/sites/default/files/Zatta_Antonio_1783_carta_geografica_Abruzzo.jpg ^ Sito del Quirinale – Documento assegnazione onorificenza. URL consultato il 10-05-2011. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. 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