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Camerano

Camerano, (Ancona) Tempo di lettura: circa 5 minuti

Camerano (Camburan, in dialetto gallo-marchigiano e Camerà in anconetano) è un comune italiano di 7.295 abitanti della provincia di Ancona nelle Marche. Geografia Il comune ha un'area di 19.81 km² e contiene le frazioni Aspio Terme, Colle Lauro e San Germano. Nel 2010 la vecchia stazione ferroviaria di Aspio Terme sulla linea Ancona - Pescara, dismessa molti anni fa, è stata ristrutturata per la riapertura, grazie anche ad alcuni investimenti privati. L'area del sottosuolo di Camerano è interessata da una fitta serie di gallerie, cave e cunicoli scavati nell'arenaria e spesso con pareti e soffitti decorati con fregi e simboli religiosi. Gli studiosi ne ipotizzano un uso antico abitativo o rituale. Quest'area ipogea è stata utilizzata durante la seconda guerra mondiale come rifugio antiaereo dalla popolazione locale. Storia I reperti archeologici hanno riportato notizie di un primo insediamento umano sul colle sin dall’epoca neolitica (III millennio a. C.). In contrada Fontevecchia, alla periferia nord-ovest dell’abitato del paese, gli scavi della Soprintendenza Archeologica di Ancona hanno riportato in luce nel 1968 uno stanziamento con materiali di tipo subappenninico, mentre in contrada S.Giovanni sono stati rinvenuti successivamente resti di insediamenti del neolitico e dell’età del bronzo. Nonostante questo si potrebbe dire che Camerano nacque come villaggio di capanne sulla sommità di una "gradina" nel periodo Piceno. A testimonianza di questo una necropoli portata alla luce dagli scavi compiuti nei secoli successivi, che hanno restituito più di cento tombe Picene databili dall’XI al III sec. a.C., a testimonianza del fatto che il paese fu uno dei primi centri abitati piceni nelle Marche. Il materiale rinvenuto è conservato nel Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona; alcuni reperti di origine celtica, greca e picena, invece, sono custoditi in loco presso l’Antiquarium Comunale. Durante il periodo romano il centro abitato diminuì la sua importanza e la gente si disperse nelle campagne, mentre, in epoca medioevale, si manifestò una rinascita dello stesso, che portò alla attuale configurazione del centro storico. La più antica fonte documentaria medievale che sembra riguardare Camerano è quella del "Codice Bavaro" (Liber Traditionum Ecclesiae Ravennatis), della seconda metà del X secolo, dove si fa riferimento al monastero femminile di Santa Maria e Sant’Agata, all’interno della diocesi di Numana e che sembrava essere situato a Camerano nella zona circostante l’attuale chiesa di S. Francesco. Altre fonti documentarie importanti sono due privilegi pontifici del 1177 e del 1183 dove viene nominato il paese come «Castro Camurani» , da riconoscere quindi come un vero e proprio castrum medievale. Nel 1198 Camerano figurava, per la prima volta, come comune indipendente e appartenente alla lega di comuni creata per contrastare Marcovaldo inviato da Enrico VI. Nel 1212 a Camerano figuravano anche due consoli: Bernardo Ionathe e Stefano Marchi, chiari segnali di un breve periodo in cui il paese fu libero comune, prima di finire nel periodo successivo sotto il controllo della più grande Città di Ancona, diventando uno dei circa venti castelli di Ancona, ed aveva il compito di difendere l'area del Conero, insieme ai castelli di Varano, Poggio, Massignano, Sirolo. Sulla rupe del "Sassone" sorse probabilmente quello che fu il primo castello o borgo fortificato. Dal 1797 al 1798 subì l'occupazione dei napoleonici e, in seguito, tra il 1815 e il 1819, il comune affrontò un periodo di grave carestia. Camerano venne annesso al Regno d'Italia nel 1860 dopo la battaglia di Castelfidardo. Dopo la seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca del 1943, il comune fu liberato dagli alleati nel 1944; è durante questo periodo che le labirintiche grotte furono adibite a rifugio per la popolazione contro i bombardamenti. L'organizzazione urbanistica rimase pressoché invariata fino agli inizi del secolo XIX il paese quando cominciarono ad espandersi nuove zone abitative come la "Piana" (via Garibaldi) e la "Speranza" (via Loretana), oltre al nucleo storico rappresentato dal "Borgo" (via G. Leopardi e via Cavallotti). Agli inizi del Novecento incominciò a svilupparsi l'artigianato che caratterizza tutt'ora la vita economica del paese; intorno al 1940 in seguito anche all'incremento demografico l’area urbana si estese lungo via Loretana e nella contrada San Giovanni. Negli anni ‘60, Camerano conobbe un vero e proprio boom economico e si trasformò in centro industriale, con la costituzione di numerose imprese artigiane e industriali soprattutto nel settore degli strumenti musicali e, più tardi, della lavorazione del legno, dei metalli, della plastica, dell'abbigliamento e della produzione di vino, il Rosso Conero, che rendono ancora oggi famoso ovunque il nome di Camerano. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 376 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Moldavia 128 1,76% Dialetto Attualmente il dialetto di Camerano è l'anconetano, con differenze leggerissime, ma fino agli anni '70 del '900 era presente una vera e propria isola linguistica di tipo gallo-italico-greco, perché a differenza della parlata del capoluogo e delle località limitrofe, si tendeva a lenire o a far scomparire qualsiasiasi vocale finale diversa da -a. Questo fenomeno era un tempo presente anche in alcune frazioni di Ancona, come Poggio o Varano, e faceva sì che la parlata fosse praticamente uguale a quella di Ancona, che è di ceppo umbro-romanesco con influenze gallo-italiche, ma con le -o/-e/-i finali lenite (un esempio è la parola letamaio, che suonava grasciaro ad Ancona, Osimo e Jesi, mentre a Camerano suonava grasciàr'). Il vocabolo indèlma, parola greca riportata anche da Tacito che significa impronta, forma, era una parola molto usata nel dialetto cameranese, e in special modo dagli artigiani, calzolai e sarti. Oggi è ancora usata da molti cittadini di Camerano. Deriva dal greco classico ed è stata importata da Dori. È un fenomeno curioso ma purtroppo scarsamente documentato e ormai del tutto scomparso dalla bocca dei parlanti, poiché le nuove generazioni sono andate sempre più assimilando il cameranese originario all'anconetano, sostituendo ad esempio l'antico gin (andiamo) con andan, modifica piccola e pur sempre peculiare. Amministrazione Cultura Feste Nell'ultima settimana di agosto si svolge la festa del patrono San Giovanni Battista. È tipica della festa la contesa del sacro vassoio. Il paese è diviso per rioni e ogni rione si sfida in vari giochi per ottenere il vassoio. La festa ha compiuto 25 anni nel 2006. Nella prima settimana di settembre si svolge dal 1995 la "Festa del Rosso Conero" che attira ogni anno in crescendo circa 15000 visitatori. Persone legate a Camerano Carlo Maratta o Maratti, pittore italiano del XVII secolo. Nacque nel 1625 da una famiglia di origine dalmata e fu certamente il cameranese più illustre. Visse a lungo a Roma, dove si impose come figura centrale della pittura italiana della seconda metà del Seicento; riuscendo a conciliare il contrasto che all'epoca dominava la pittura romana tra il classicismo di Raffaello e barocco, durante la vita fu celebrato come il massimo pittore del suo tempo, improntando anche gran parte della produzione artistica del secolo successivo. Morì nel 1713. A Camerano fece riparare a sue spese la chiesa di S. Nicolò, che prese il titolo di S. Faustina dopo che egli vi ebbe fatto traslare le spoglie della martire omonima da una catacomba romana. Sono due le opere esposte nel suo paese natale, Madonna col Bambino ed i santi Domenico e Agostino e la madre Monica, entrambe conservate nella chiesa parrocchiale; all’interno del Palazzo Comunale lo ricorda una raccolta di incisioni e riproduzioni di sue opere. Al suo nome è dedicato anche il Teatro comunale, edificato nel 1872. Curiosità Nel 2012 la trasmissione televisiva Mistero in onda su Italia 1 si è recata a Camerano per mostrare la cripta murata sotto l'altare della chiesa di San Francesco, nonché il noto "buco del diavolo", un lungo cunicolo con volta a botte percorribile per circa 200 metri, probabilmente utilizzato come acquedotto. Sport La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Camerano 1947 Calcio che milita in Promozione. È nata nel 1947. Le altre squadre di calcio sono F.C.D. Real Cameranese che milita in 1ª Categoria e la Vigor Camerano, fondata nel 2008, che milita in 2ª Categoria. La squadra di pallamano maschile A.P.D. Handball Club Camerano milita nel campionato di serie B. La squadra di calcio a 5, la Vigor Camerano milita nel campionato provinciale di Serie D. Note ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 01 gennaio 2013. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Voci correlate Stazione di Camerano-Aspio Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Camerano Collegamenti esterni Sito ufficiale del turismo Camerano

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