• Seguici sui nostri social
  • facebook
  • twitter
  • instagram
Comune

Belmonte Mezzagno

Belmonte Mezzagno, (Palermo) Tempo di lettura: circa 14 minuti
Belmonte Mezzagno (Bellumunti in siciliano, ma chiamato semplicemente U Minzagnu o, più modernamente, U Mizzagnu nel locale dialetto belmontese) è un comune italiano di 11.206 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia. Fa parte dell'Area metropolitana di Palermo, benché non ci sia alcuna continuità urbana fra il centro urbano e il proprio capoluogo, essendo entrambi separati dalla barriera orografica di Monte Grifone che vi si frappone. Belmonte fu fondata da Giuseppe Ventimiglia Principe di Belmonte nel XVIII secolo. Geografia Territorio Belmonte Mezzagno è una cittadina situata ai piedi del pizzo "Belmonte" (ad ovest) dal quale prende il nome. Dista circa 13 km dal centro del capoluogo. È anche circondata dai rilievi di Pizzo Neviera a sud-ovest, dalle colline delle Montagnole ad est e dal rilievo di Monte Santa Caterina, prolungamento del Monte Grifone a nord, che contribuiscono a creare una sorta di anfiteatro naturale intorno al centro urbano. L'unico accesso al paese era dato una volta da una mulattiera che percorreva la valle nota come la Scala la quale collegava Belmonte a Palermo. Il paese è attraversato dal torrente Landro o Oleandro che confluisce più avanti nel fiume Eleuterio. Nelle vicinanze della cittadina siciliana si trovano le località di soggiorno di Gibilrossa e Piano Stoppa appartenenti per la maggior parte al comune di Misilmeri, mentre parte integrante del territorio belmontese, adiacente a Gibilrossa, è la località del "Fortino" nota anche per una certa presenza di archeologia bellica risalente all'ultimo conflitto mondiale. Altre località di soggiorno nell'ambito comunale sono la valle di Piano Casale - il cui territorio è estensivamente coltivato ad ulivi - e SS.Salvatore (il cui originario nome dialettale è "U Sarbaturi" che vuol dire "Il Serbatoio", benché in siciliano si sia confuso con l'omofono "U Sarbaturi" che vuol dire "Il Salvatore", acquistando perciò significato religioso; il serbatoio in questione è una gebbia utilizzata a scopo di approvvigionamento idrico), che offre un superbo panorama sulla città di Palermo e il suo golfo. Clima Tipico clima mediterraneo, con la stagione estiva calda e asciutta, inverno fresco e piovoso. Nella tabella sono elencate le temperature medie annuali max e minima e le precipitazioni medie annuali. La classificazione climatica è quella appartenente alla fascia C Storia Simboli Lo stemma del comune concesso il 6/4/87 con Decreto del Presidente della Repubblica. È così descritto dallo statuto comunale Stella:interzato in palo: nel primo,troncato;A)D'oro, a quattro gigli di verde; posti uno uno, due, uno;B)Di rosso alla bordatura d'argento,caricata da quattro plinti di rosso; due in capo,due in punta posti in palo;nel secondo,interzato in fascia:A)partito a destra inquartato in decusse,d'argento e di rosso;B)D'azzurro a tre torri D'argento,murate di nero, poste due,una;C) D'argento leone di nero; nel terzo, di verde, alle sei palle D'oro, poste in orlatura, una, due, una. Ornamenti esteriori da comune. Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiese cattoliche La chiesa madre (1752) (1756) del paese è dedicata al SS. Crocifisso e si trova in piazza Garibaldi (la piazza principale del paese). Oltre alla chiesa madre è da citare la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, (1843) con l'attiguo convento delle Suore Francescane di Madre Maria di Gesù Santocanale. Altre costruzioni rilevanti sono la cappella del Rosario, alla periferia Sud-Ovest, e la chiesetta della Madonna dei Poveri, già sede di sepolture per i cittadini nei secoli scorsi. Architetture civili Lo Stagnone Lo Stagnone era un importante opera idraulica ipogea del XVIII Secolo. Serviva per approvvigionare il paese. Costruito a ridosso della matrice e progettato da Giovanni Battista La Licata per volere del Principe Giuseppe Emanuele Ventimiglia .Oggi è un vano libero di 350 m² ed è stato restaurato dal comune che ha provveduto a creare pure un accesso indipendente da via Stagnone; in futuro dovrebbe ospitare il Museo dell'Acqua. Fontane Abbiviratura vecchia risale al 1902, sita in piazza Tenente Chinnici Ville comunali Villa comunale Madre Teresa di Calcutta, zona via Michelangelo Buonarroti. Aree di interesse naturalistico Grotte di origine carsica Nel territorio belmontese sono presenti diverse grotte di origine carsica, Antro scala dei Muli, Grotta dei Laghetti, Pozzo Fiandra, Pozzo Landro, Sette Camere, Zubbietto Pizzo Neviera, Zubbio. Società Tradizioni locali Belmonte Mezzagno è di fondazione più recente rispetto ad altri comuni contigui (seconda meta del '700) e questo ha significato che il centro del palermitano ha gradualmente assorbito popolazione dall'esterno, anche grazie alla prossimità del capoluogo regionale, in modo dinamico, vista la tendenza naturale degli abitanti all'accoglienza ed all'integrazione di nuovi afflussi di popolazione; pur essendo un comune confinante con il capoluogo, Belmonte è però riuscita a mantenere una propria atmosfera peculiare senza trasformarsi in un classico "paese-dormitorio" tipico di molte aree prossime a grandi concentrazioni urbane. A causa di questa fondazione recente anche le tradizioni sono abbastanza recenti (ad esempio, mentre la tradizione della "Vampa di San Giuseppe" (vedi oltre) ha un'origine cristiana recente mancano riti folkloristici ancestrali di origine anche occulta o leggende di origine rurale millenaria o plurisecolare connessi con il paganesimo presenti altrove in Sicilia, come il celebre Ballo dei diavoli di Prizzi); dette tradizioni locali, che riguardano più la fede religiosa che la superstizione, sono state preservate dagli abitanti perché considerate parte del proprio patrimonio culturale nonostante la trasformazione da centro prevalentemente agricolo a centro ad economia diversificata. Una tradizione locale vuole che i cittadini si rechino il 3 maggio di ogni anno sul Pizzo Belmonte (detto la Santa Croce a causa della presenza di una Croce sulla vetta) per ricordare il Calvario di Gesù Cristo. Si tratta di una vera e propria escursione di tipo alpinistico data la natura impervia del Monte, il quale è cosparso di 13 cappelle che fungono da tappe della Via Crucis. Altri due pellegrinaggi tradizionali erano quello del 7 ottobre alla Cappella del Rosario e quello alla Chiesa di Madonna dei Poveri (attualmente non agibile) in maggio. Belmonte conserva anche diverse tradizioni ormai non più molto comuni nel resto della Sicilia, come la tradizione della Vampa di San Giuseppe, che consiste nell'accensione di una catasta di legna che viene piazzata in un ampio luogo appropriato; (piazza Giuseppe Mazzini) durante il rito vengono pronunciate delle invocazioni scandite ripetutamente in lingua siciliana locale rivolte proprio al Santo come omaggio devozionale finché la catasta non viene consumata dal fuoco. Ciò avviene la vigilia del 19 marzo. Organizzato dalla confraternita di San Giuseppe. Il centro del Palermitano mantiene anche la tradizione delle Confraternite o Congregazioni, associazioni cattoliche consacrate a diverse figure religiose come santi o rappresentazioni varie di Gesù Cristo o di Maria di Nazareth le quali sono molto presenti nella vita sociale di molti cittadini. Queste si occupano, fra l'altro, dell'accompagnamento (obbligatorio) dei defunti appartenenti alla propria congregazione lungo il corteo funebre dalla Parrocchia del SS.Crocifisso al Cimitero Comunale, una pratica molto comune a Belmonte, snodandosi quindi per le vie principali del centro urbano e di alcuni compiti legati al funerale della persona deceduta. Esse precedono il feretro nel corteo funebre, appena dopo la banda musicale (con una marcia funebre) che a sua volta apre il corteo funebre. Le confraternite diffondono anche l'annuncio dei compiti ed obblighi dei confratelli attraverso un banditore che gira per le vie del paese. I membri della Confraternita del Crocifisso (o in dialetto, I Fratelli r'u Signuri) hanno il compito particolare di presiedere ad alcuni momenti religiosi della Settimana Santa in parrocchia, a turno e in maniera continuata durante la giornata, indossando un cappuccio appuntito che ricopre interamente il volto e che lascia scoperti solo gli occhi, oltre agli indumenti propri della Confraternita a cui appartengono. Tale copricapo è analogo a quelli portati delle Confraternite Spagnole durante la Settimana Santa, specialmente quelle di Siviglia. I Tamburinai sono delle figure ancora molto vive nel folklore belmontese e annunciano con la loro presenza, determinandolo, il percorso di processioni che si svolgeranno per le vie nei giorni seguenti alla loro comparsa. Il Corteo Nuziale dalla casa della sposa alla Parrocchia per le principali strade belmontesi, già caduto per qualche decennio in disuso, è stato ripreso recentemente in diversi casi da giovani coppie. Nella settimana che comprende il 4 ottobre, festa di San Francesco D'Assisi è ormai tradizione portare i propri animali domestici alla celebrazione della Benedizione degli Animali, evento che riscuote grande apprezzamento in particolare da parte dei più piccini. Nei giorni precedenti alle festività dell'Immacolata Concezione e del Santo Natale, nelle chiese belmontesi vengono inoltre eseguiti due rispettivi lunghi canti religiosi dialettali molto caratteristici prima delle Sante Messe(le Novene). Dialetto Gli abitanti sono detti belmontesi o minzagnoti. Il paese è chiamato localmente "U Minzagnu" perché questo ne era il nome originale. Il dialetto locale (Mezzagnoto o Minzagnòtu altrimenti chiamato Belmontese) differisce notevolmente dalla parlata siciliana letteraria, dalla quale si è evoluto, presentando una serie di espressioni modernizzate, una parte delle quali è costituita da calchi provenienti dalla lingua italiana che sono stati tuttavia sicilianizzati dagli abitanti; non si tratta però di lingua italiana sicilianizzata, altrimenti detta Italiano di Sicilia, che è una variante regionale della lingua italiana. Alcune espressioni più arcaiche però continuano a coesistere con le nuove: ad esempio, la parola beddu (bello) esiste in questa forma più antica ma è molto diffusa anche la versione modernizzata bèllu. I Belmontesi, in conversazioni non ufficiali, conservano gli antichi nomi di alcuni quartieri e alcune strade o piazze. In modo particolare, il corso principale, l'attuale Corso Aldo Moro, è riferito comunemente come "U Chianu" o anche "Corso Palermo", nome antecedente all'attuale; allo stesso modo, il quartiere sorto attorno all'attuale via J.F. Kennedy in direzione di Palermo è comunemente noto come "Pitazzu"; l'attuale via Papa Giovanni XXIII, che continua nella strada provinciale 126 è riferita come "A Chianotta". Il luogo su cui sorse ufficialmente Belmonte, infine, già noto come Piazza Martiri d'Ungheria e attualmente come Piazza Giuseppe Emanuele Ventimiglia è da sempre indicato come "U Bagghiu". Frequente è anche l'abitudine di usare, al posto del nome ufficiale della via o piazza a cui ci si riferisce, l'espressione "a strata di.." seguito dal nome di una persona che vi abita e di cui si conosce comunemente l'identità. Nonostante il capoluogo disti pochissimi chilometri, il dialetto belmontese si distingue notevolmente dalla parlata palermitana. In realtà però è quest'ultima che presenta caratteristiche proprie, mancando nel Mezzagnoto la trasformazione della vocale E accentata in ì seguita dalla vocale -e (o più popolarmente in -a). Ad esempio beddu in Mezzagnoto rimane tale e quale, mentre in palermitano diventa bìeddu o bìaddu e il Mezzagnoto Palèrmu in palermitano corrisponde alle forme Palìejmmu o Palìajmmu. Similmente anche la vocale O accentata non subisce trasformazione in Mezzagnoto, mentre nel Palermitano può trasformarsi in -ùo- o nel più popolare -ùa-. Esempio: il Mezzagnoto òra (ora, adesso) nel Palermitano è ùora o ùara. Infine anche la consonante R prima di un'altra consonante rimane invariata nel Mezzagnoto, mentre nel vernacolo palermitano diventa una I semiconsonante molto forte, quasi come il suono italiano del nesso Gli, che raddoppia la consonante che segue: ad esempio la parola pòrta del Mezzagnoto, uguale alle forme italiana e siciliana, nel palermitano diventa pùojtta. Nel Mezzagnoto, la 'S' seguita da vocale, viene sempre pronunciata come una regolare S sorda italiana, chiamata in linguistica fricativa alveolare sorda. Se essa precede invece una consonante sorda si trasforma invece in una fricativa postalveolare sorda, ossia il suono della Sc italiana di Sciare o Scena (simbolo dell'Alfabeto Fonetico Internazionale, o I.P.A.:[ʃ] ), mentre se precede una consonante sonora essa diventa una fricativa postalveolare sonora ossia il suono della lettera J nella lingua francese (simbolo dell'Alfabeto Fonetico Internazionale, o I.P.A.:[ʒ] ) Esempi: "Spina" ("S" che precede consonante sorda) si pronuncia ['ʃpi:na] e "sbarra" ("S" che precede consonante sonora) si pronuncia ['ʒba:rra]. Un'altra particolarità del dialetto belmontese è la presenza della vocale neutra, nota in Fonologia anche come Vocale Centrale Media che non è contemplata né in italiano né nella lingua siciliana standard, la quale usa la vocale I al suo posto. Il suono, che non è rappresentato in italiano da alcun segno ortografico, è rappresentato dal simbolo [ə] nell'Alfabeto fonetico internazionale. Si tratta di una vocale dal suono quasi indistinto corrispondente alla pronuncia dalla vocale E nelle parole francesi Le o De che si trova nel dialetto belmontese al posto delle vocali E od I quando queste ultime non si trovino in sillaba accentata (ossia in posizione atona) mentre in caso contrario le vocali conservano il regolare suono che hanno anche in italiano. L'aggiunta di suffissi che spostino l'accento su sillaba differente determina anche il cambiamento fonetico delle sillabe interessate. Ad esempio, tèrra si legge come in italiano, ma terrènu presenta la vocale neutra sulla prima sillaba. Le parole che dovrebbero finire in vocale accentata possono aggiungere, nella parlata più popolare, il suffisso "-ne" (N seguita da vocale neutra atona) dopo la vocale accentata. Questo fenomeno è detto localmente "Ncani e Ncuni". Esempio: Cu ène? Picchìne? (it. Chi è? Perché?) La lettera D se non preceduta da consonante diventa R semplice nella pronuncia, in quanto nel dialetto belmontese è presente il fenomeno linguistico del Rotacismo,mentre la R iniziale è sempre pronunciata come doppia come anche avviene in siciliano standard. Ê anche presente, in dialetto belmontese, un suono semimuto simile ad una leggera aspirazione (qui per convenzione indicata da una lettera H), che viene usato in molte parole al posto della consueto suono di G gutturale e che si può descrivere come una via di mezzo fra i suoni delle lettere V e GH. Nell'Alfabeto fonetico internazionale tale fonema è indicato col simbolo [ɦ], cioè una Fricativa glottale sonora. Questo suono è una consonante nonostante possa essere percepito come la mancanza della stessa da molti dei locutori; la sua presenza infatti determina l'uso degli articoli preposti alle parole che iniziano con una consonante e non con una vocale (vedi oltre - articoli). Ciò aiuta anche a distinguere diverse parole altrimenti ritenute omofone come l'àttu e u hàttu, cioè, rispettivamente, l'atto e il gatto in italiano. Il fenomeno non è soltanto belmontese ma può essere riscontrato anche in altre aree della Sicilia Occidentale (Prov.di Palermo e Trapani), mentre nell'Agrigentino la G gutturale rimane tale; per contro le aree della Sicilia Orientale e,spesso, il siciliano standard, usano la semiconsonante J al suo posto, come ad esempio in lu jàttu o lu jaddu ( cioè il 'gatto' e il 'gallo'). Esiste anche la versione sorda (Fricativa glottale sorda) del suono precedentemente indicato, più rara perché allofona del fonema [k], che è indicata nell'Alfabeto fonetico internazionale col simbolo [h] e che si trova quasi esclusivamente al posto della C gutturale seguita dal suono R come in Cristina, Cristianu, ecc. Anche il fatto che entrambi questi due suoni siano posti ad inizio di una parola prima di una R contribuisce a svelare la loro presenza: in caso di loro assenza la R seguente verrebbe pronunciata come doppia come di regola accade in Siciliano: ad esempio hrasta (it. 'vaso da fiori') e hròssu ('grosso') hanno una R semplice e non vengono pronunciati come rràsta o rròssu. I locali pronunciano spesso Belmonte come "Bermonte" (con la prima E pronunciata come in italiano e la seconda E pronunciata come suono di vocale neutra atona). La terza persona singolare dell'indicativo passato remoto dei verbi regolari della prima coniugazione non finisce in -ò come nel vernacolo palermitano od in -au come in altre parlate siciliane, ma in -à.. Ad esempio la parola pigghiò del palermitano o pigghiau del siciliano (in italiano:"(egli) prese") in Belmontese diventa "pigghià" Il pronome personale soggetto Io dell'italiano è molto spesso rappresentato in dialetto Belmontese dalla caratteristica forma Jê o anche, meno comunemente, da Hê in luogo del Siciliano standard Eu od Iu Gli articoli determinativi differiscono dal siciliano standard Lu, La, Li (rispettivamente per maschile singolare, femminile singolare e maschile/femminile plurali) e vengono semplificati in U, A, Ì e, davanti a vocale, da L per entrambi i generi ed entrambi i numeri. Nelle preposizioni articolate (tranne quelle apostrofate della preposizione di) avvengono alcune modifiche: la preposizione di in combinazione con gli articoli già citati viene contratta rispettivamente in d'u, d'a, d'ì e non lo standard di lu, di la, di li; la preposizione in combinata ad essi dà luogo rispettivamente a nn'ò, nn'a, nn'è e davanti a vocale nnall invece che nna lu, nna la, nni li; la preposizione a (per il complemento di termine) dà luogo a òò, àà, èè e all; infine per la preposizione pi (it. "per") dà luogo a p'u, p'a, p'ì e pill invece che pi lu, pi la, pi li, e pi l'. Gli articoli indeterminativi sono un per il maschile (non lo standard nu), una per il femminile (benché spesso la vocale iniziale cada per aferesi) e n' davanti a vocale iniziale di parola di entrambi i generi. Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Secondo i dati istat del 2011 i cittadini stranieri residenti a Belmonte Mezzagno sono 42 Religione La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico, fa parte dell'Arcidiocesi di Palermo le chiese sono elencate su monumenti e luoghi d'interesse. L'altra fede cristiana presente è quella evangelica, nata alla metà degli anni 50 oggi sono presenti tre comunità: Chiese Cristiane Evangeliche Chiesa Cristiana Evangelica A.D. I. Chiesa Cristiana Evangelica Gesù Vivè. Chiesa Cristiana Evangelica l'Emmanuele. Economia Industria e Artigianato Nel territorio di Belmonte Mezzagno negli ultimi anni, ha avuto sviluppo il settore terziario e industriale: quest'ultimo consiste principalmente nelle aziende specializzate in ceramica e nell'utilizzo e raffinazione di materiali estratti a fini edilizi, vi è presenza di onice. Agricoltura Il territorio ha una diversa orografia del terreno. A volte è impervia. Fra le essenze coltivate in prevalenza vi è l'olivo per la produzione di Olio di oliva anche se mai si è puntato alla valorizzazione; altre colture in atto sono le mandorle, i mandarini nella valle del Landro e radi sono i Fichi d'India. In passato sviluppati erano il frassino da manna e il sommacco per la produzione di tannini e coloranti. Infrastrutture e trasporti Belmonte Mezzagno è collegata a Palermo dalla strada provinciale 37 di Gibilrossa che valica il Monte Grifone ed è inoltre attraversata dalla strada provinciale 38 che conduce a Santa Cristina Gela, la strada provinciale 126 collega Belmonte Mezzagno con Misilmeri e termina nei pressi della strada statale 121 Palermo-Agrigento. Una linea di trasporto pubblico assicura i collegamenti con il capoluogo regionale, secondo un itinerario che attraversa le frazioni di Gibilrossa e quella palermitana di Ciaculli. Amministrazione Regno d'Italia Sindaci dal 1875 al 1921 Repubblica Italiana Sindaci dal 1990 ad oggi Altre informazioni amministrative Il comune di Belmonte Mezzagno fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.6 Colline interne-Colline dell'Eleuterio Unione dei comuni le quattro terre. Cultura Istruzione Biblioteche Biblioteca comunale Giovanni Falcone, con sede in via John Kennedy Cucina Media Cinema Belmonte Mezzagno ha ospitato il set di alcuni importanti film: Pietro Germi nel 1953 ha girato il film Gelosia con Erno Crisa e Marisa Belli, tratto dal romanzo Il marchese di Roccaverdina. Alberto Lattuada nel 1962 ha girato il film Mafioso con Alberto Sordi e Norma Bengell. Persone legate a Belmonte Mezzagno Giuseppe Emanuele Ventimiglia. Patrizio(1716) (1777) Principe di Belmonte, ha fondato la Chiesa madre e costruito lo Stagnone (antico serbatoio d'acqua) Giuseppe Benigno. Patriota (1819) - (1860) - nato a Belmonte Mezzagno. Francesco Ciancimino. Commendatore (1893) - (1982) - Fu Direttore Generale del Tesoro - Due volte Capo di Gabinetto nel Ministero del Tesoro - Direttore generale Cassa depositi e prestiti - Direttore Poligrafico di Stato firmando le Banconote dell'epoca. Gaetano Allotta. Saggista italiano, intendente di Finanza a riposo, giornalista pubblicista,ha svolto un'intensa attività saggistica,ha ottenuto diversi riconoscimenti tra cui il premio alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Global 500 Roll of Honour delle Nazioni Unite, il Premio Taormina, ha avuto due onorificenze, Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, Cavaliere di grazia magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta. Franco Romano. Giudice è stato segretario generale del Consiglio superiore della magistratura. e presidente del Tribunale di Palermo. Italo Mazzola.(1929) (2007) Politico e sindacalista Deputato Parlamentare dal 1968 al 1972. Giovanni Avanti. Politico è stato Presidente della Provincia di Palermo Francesco Saverio Romano. Politico È dal 2001 deputato al parlamento, è stato sottosegretario al lavoro e Ministro dell'Agricoltura nel Governo Berlusconi. Eventi, feste e sagre Notte bianca: si svolge nel mese di settembre tra il sabato e la domenica, consiste nell'organizzazione di varie manifestazione e con l'apertura prolungata di negozi. Settembre in festa: durante il mese di settembre si svolgono varie attivita culturali, rassegne teatrali, tornei sportivi amatoriali, mostre e serate musicali. Santa Lucia: si festeggia il 13 dicembre secondo il calendario ed è molto sentita in paese; come di tradizione durante la giornata è di uso astenersi dal consumo di pane, al cui posto si consumano arancine, cuccia (grano bollito), e ceci. Alle prime ore dell'alba la banda musicale va girando per le vie del paese; la giornata termina quindi con la processione e fuochi d'artificio. Sport Calcio La principale squadra della città è la Polisportiva Belmonte, che milita in Terza Categoria. Il livello massimo raggiunto dal calcio belmontese sono tre campionati della categoria di Promozione Sicilia girone A. Badminton Il badminton e molto praticato, in passato Belmonte è stata capitale del badminton in Italia, con gli scudetti della storica ASD Mediterranea Impianti Sportivi Stadio comunale polivalente (contrada Ianselmo), realizzato agli inizi degli anni 80 a due chilometri circa dal centro città, ha un campo da calcio in terra battuta, un campo da tennis, un campo da calcio a 5 entrambi in erba sintetica e una tribuna con una capienza di 1000 posti circa. Curiosità Il comune di Belmonte Mezzagno nel 1997 ha rappresentato l'Italia a una puntata della trasmissione televisiva Giochi senza frontiere svoltasi a Budapest, in Ungheria. Note Bibliografia Voci correlate Provincia di Palermo Gaetano Allotta Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Belmonte Mezzagno Collegamenti esterni Sito istituzionale del comune Belmonte Mezzagno Notizie su Comuni-Italiani.it

Ci spiace, non siamo in grado di mostrarti nulla di bello.

Se vuoi suggerirci un luogo da visitare, un evento o se vuoi raccontarci una storia su Belmonte Mezzagno, scrivi una email a info@viaggiart.com