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La Calabria raccontata dai suoi vini DOC e IGT

Scritto da Eliana Iorfida, 29/01/20

Si scrive Calabria, si legge Enotria. Non è un caso che l'antico nome della regione significhi alla lettera "Terra del vino". Partiamo per un tour enoturistico nella Calabria raccontata dai suoi vini DOC e IGT.

Furono i primi coloni greci a chiamare la Calabria "Enotria", "Terra del vino", per avervi trovato una florida distesa di vigneti dai quali proveniva uno dei vini più apprezzati del mondo antico. 

Da quel tempo lontano la produzione di vini calabresì subì una battuta d'arresto rispetto a quella di altre regioni italiane votate alla viticoltura, affidandosi a una vinificazione del tutto familiare e artigianale, fatta di piccole cantine sociali e gesti empirici, mutuati dal mondo contadino, sebbene per la sua conformazione geografica, la Calabria sia sempre stata in grado produrre vini di altissima qualità, robusti e generosi.

Oggi, i vini calabresi hanno conquistato una vetrina di tutto rispetto tra le eccellenze italiane, grazie al lavoro meticoloso e professionale di una serie di aziende capaci di attenersi al rigido disciplinare dei marchi DOC e IGT, garanzia di massima espressione dei valori, dei profumi e dei sapori più genuini del territorio.

Calabria, vini DOC e IGT: i migliori vini calabresi

La Calabria nel bicchiere, raccontata attraverso la storia dei suoi vini migliori, vanta oggi numerosi vini DOC, tra i quali uno totalmente autoctono, il Greco di Bianco, ovvero il più antico vitigno d'Italia.

Raccontare la Calabria dei vini significa comunque partire dal territorio dell'Alto Ionio, dalle uve Gaglioppo e dalle colline del Cirò, il primo vino calabrese a chiedere e ottenere la Denominazione di Origine Controllata (Rosso, Rosato e Bianco). Sorseggiarlo nelle sue terre di produzione vuol dire trascorrere un weekend alla scoperta del comune di Cirò (Cirò Marina), che rappresenta la zona originaria e coincide con l’antica Krimisa, e parte del territorio di Melissa e Crucoli.

Nel territorio di Melissa e in altri comuni della provincia di Catanzaro si produce anche il Melissa DOC, nelle varianti Bianco e Rosso.

Percorrendo la costa ionica in direzione sud, al confine tra le province di Catanzaro e Reggio Calabria, il nostro calice DOC si riempie del vino Bivongi (Rosso, Rosato e Bianco), prodotto in un territorio che riunisce 9 comuni tra i quali quello di Bivongi, da cui il nome.

Il Greco di Bianco (Dorato, uso dessert), il più antico vitigno d'Italia, è sovrano assoluto tra i vini calabresi della vasta provincia reggina. Prodotto esclusivamente nel territorio comunale di Bianco e in parte in quello di Casignana, questo vino dal colore dorato-ambrato, profumo etereo e sapore morbido è perfetto per accompagnare i dolci tipici a fine pasto.

La Calabria del vino va letteralmente "circumnavigata" per scoprire i vitigni dellla costa tirrenica e le loro diverse caratteristiche, passando da un sorso di Scavigna, il vino calabrese dell'omonima zona, parte dei comuni di Nocera Terinese e Falerna, al Lamezia DOC (Rosso, Rosato, Bianco e Greco), denominazione riservata ai vini prodotti nel territorio del comune di Lamezia Terme e di altri otto comuni della provincia di Catanzaro. 

Risalendo la Valle del Savuto, tra le province di Catanzaro e Cosenza, assaggiamo l'omonimo Savuto DOC nei tipi Rosso o Rosato: ottenuto con le uve Gaglioppo, Greco Nero, Nerello Cappuccio, Magliocco Canino, Sangiovese, Malvasia Bianca e Pecorino, ha un colore rubino più o meno carico e un profumo caratteristico.

La città di Cosenza e la sua provincia esprimono le proprie fragranze di uve Magliocco, Montonico Bianco e Guarnaccia Bianca che si alternano tra le colline di Donnici (Rosso, Rosato e Bianco), di San Vito di Luzzi (Rosso e Bianco), Verbicaro e del Pollino. 

La Calabria dei vini chiude in bellezza il suo racconto nel crotonese, con un calice di Santa Anna di Isola di Capo Rizzuto (Rosso e Rosato): un tripudio delle uve locali di Gaglioppo, Nocera, Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Malvasia Nera, Malvasia Bianca e Greco Bianco. 

I vini di Calabria IGT? Condoleo, Costa Viola, Arghillà, Esaro, Lipuda, Locride, Palizzi, Pellaro, Scilla, Val di Neto, Valdamato e Valle del Crati.

Enoturismo in Calabria

Gli amanti del buon vino che desiderano praticare enoturismo in Calabria devono assolutamente visitare l'Azienda Statti di Lamezia Terme (CZ), una delle poche cantine calabresi attrezzate per le visite guidate con degustazione inclusa.

Nata dalla passione della famiglia Statti, baroni dal XVII secolo, questa cantina offre un’esperienza di enoturismo che coniuga tradizione e innovazione: dalla passeggiata in vigna alla suggestiva barricaia sotterranea, un luogo avvolgente e ricco di fascino, dove le botti e le barrique ospitano selezioni vendemmiali scelte da enologi esperti. 

Scoprire la Calabria dei vini DOC e IGT è un'esperienza sensoriale che si rivolge non solo ai turisti di passaggio, ma agli appassionati del vino che approfittano della bassa stagione e del clima godibile di quaesta terra (vendemmia autunnale e degustazioni di primavera) per andare alla ricerca dell’autenticità del territorio, tra storia, tradizioni, colori, profumi e sapori inebrianti.

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Immagine descrittiva - BY Foto di Mandy Fontana da Pixabay c

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