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Alla scoperta del Grano Saraceno: origine, utilizzi e benefici

Montagna in Valtellina, (Sondrio) 3 anni fa Tempo di lettura: meno di 1 minuto

Il Grano Saraceno, come molte delle prelibatezze “nostrane”, è originario dell’Asia e da esso deriva una farina con buone qualità nutrizionali e salutistiche.

E’ per lo più diffusa la consuetudine di associare il prodotto al granturco, mentre il Grano Saraceno è una pianta assai differente, a partire dal fatto che non si tratta di una graminacea. Inoltre, i suoi “granelli” non sono semi, come nel caso del frumento o dell’avena, bensì acheni, vale a dire frutti secchi.

Il Grano Saraceno giunse in Europa verosimilmente attraverso le invasioni mongole o, forse, durante il ritorno dei Crociati dalla Terra Santa e sin dai quei tempi è coltivato in montagna, in terreno povero e a basse temperature. In Italia è assai diffuso in Valtellina.

Ricco di proteine facilmente assimilabili, vitamine e minerali, il Grano Saraceno è un alimento nutriente ed energetico, che trova abbondante applicazione nella medicina naturale. Celebri in campo gastronomico sono i pizzoccheri e la polenta taragna, piatti della tradizione culinaria lombarda. Ma la farina di grano saraceno è ingrediente primo anche di gustosissime crepes, gnocchi, polenta, pane e pasta, mentre squisite zuppe si ottengono con i granelli.

Nel Grano Saraceno non sono presenti le gliadine del glutine, pertanto esso può essere impiegato nella dieta dei celiaci.

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