Destinazioni - Comune

Sant'Agata sul Santerno

Luogo: Sant'Agata sul Santerno (Ravenna)
Sant'Agata sul Santerno (Sant'Êgta in romagnolo) è un comune di 2.819 abitanti della provincia di Ravenna. È il secondo comune più piccolo della provincia per popolazione (dopo Bagnara di Romagna) e il più piccolo quanto a superficie. Geografia fisica Territorio Sant'Agata è attraversata da un'importante via di comunicazione, la strada San Vitale, che collega Bologna con Ravenna. Il paese sorge nel punto in cui questa attraversa il fiume Santerno. Storia Dal Medioevo all'Unità d'Italia L'antica pieve di Sancta Agatha, una delle più antiche pievi rurali della zona, viene fatta risalire al 740; eretta sopra un tempio pagano, compare in diversi documenti di epoche successive. Il paese sorse attorno alla chiesa ed ha sempre portato il nome della santa martire. Fin dai secoli XII-XIII la pieve di S. Agata fece parte della Diocesi di Faenza, cui appartiene tuttora. In quel periodo il territorio di S. Agata era occupato prevalentemente da boschi: la Magnum forestum delle cronache medievali. Tra il XIII e il XIV secolo Sant'Agata fu disputata dai signori locali, trovandosi, suo malgrado, teatro di scontri tra truppe avversarie. Tale periodo turbolento ebbe termine nel 1440, una delle date più significative della storia del paese. Il 23 settembre di quell'anno Papa Eugenio IV cedette in feudo alcune terre della Bassa Romagna, tra cui Sant'Agata, agli Estensi di Ferrara per 11.000 ducati d’oro. Il castello assunse quindi il nome di S. Agata Ferrarese, che conservò fino all'Unità d'Italia. Nel 1487 gli abitanti ottennero dagli Este lo Statuto, ovvero leggi scritte di autogoverno della città. Dopo l'estinzione della dinastia estense, nel 1598, Sant'Agata, insieme ad altri territori nella Bassa Romagna, fu devoluta allo Stato Pontificio, che la inserì nella neonata Legazione di Ferrara. Seguirono: la sottomissione all'esercito napoleonico nel 1796 e il ritorno sotto lo Stato Pontificio nel 1815. Con l'annessione delle Legazioni pontificie al Regno di Sardegna (1859), il comune di Sant'Agata fu incluso nella Provincia di Ravenna (annessione sancita con i plebisciti del 1860). Dal 1861 ad oggi Nel 1863, per Regio Decreto, il paese assunse l'attuale denominazione di Sant'Agata sul Santerno. Nel gonfalone del Comune compaiono: Sant'Agata, la torre civica e l'aquila degli Estensi. Nel 1866 fu costruito il nuovo ponte di legno sul Santerno. Ai tempi dell'Unità d'Italia il fiume Santerno a sud del paese era caratterizzato da lunghe ed ampie anse, che rallentavano il corso dell'acqua. Nel giro di poco più di tre km, il fiume ne formava sei. In caso di piogge il livello del fiume poteva elevarsi fino ad esondare, con grande pericolo per la popolazione. Le anse a sud del paese furono eliminate tra il 1885 e il 1888, con la realizzazione del cosiddetto "drizzagno" (un tratto di fiume raddrizzato di circa 2,5 chilometri), insieme all'innalzamento degli argini su tutto il fiume. I lavori furono eseguiti dal Genio Civile della Provincia di Ravenna. Alla fine dell'Ottocento la superficie agraria era coltivata solo in minima parte. Lo studioso Emilio Rosetti, nella sua opera La Romagna. Geografia e storia (1894), aveva diviso il territorio agrario romagnolo in sei aree. Sant'Agata fu classificata, come Conselice, nella "Zona risicola", poiché la coltura prevalente era quella del riso. All'inizio del XX secolo la popolazione viveva in condizioni modeste. Delle circa 400 famiglie che costituivano il Comune, pochissime erano definibili ricche. Quanto al tipo di lavoro, la fetta più grossa della popolazione era dedita all'agricoltura. I piccoli proprietari, in tutto qualche decina di famiglie, possedevano in media dai 3 ai 4 ettari di terra. Nonostante la loro vita faticosa, erano considerati benestanti: infatti non dovevano dividere con nessun altro il frutto del loro lavoro, come invece accadeva ai coloni mezzadri e agli affittuari (che dovevano corrispondere al proprietario del terreno una quota fissa tutti gli anni). A Sant'Agata, come del resto in tutta la Bassa Romagna, mezzadri e affittuari rappresentavano la stragrande maggioranza dei lavoratori. La categoria più disagiata era senza dubbio quella degli operai e dei braccianti: lavoravano solo d'estate, nella mietitura, nella trebbiatura e nella vendemmia, e rimanevano disoccupati in inverno; molti di essi, inoltre, non erano nemmeno proprietari della casa in cui vivevano. Alcune tappe dello sviluppo civico di Sant'Agata sono scandite dagli avvenimenti che seguono: - 1901 viene fondata la Cassa Rurale da 14 soci, tra cui don Antonio Randi; - 1905 viene inaugurato il nuovo ponte sul Santerno; - 1924 viene aperta la prima agenzia della Cassa di Risparmio di Ravenna; - 1925 giunge in paese la luce elettrica. La linea ferroviaria esisteva invece fin dal 1888; - 1926 viene inaugurato l'asilo infantile fondato da Giovanna Azzaroli; - 1929 vengono costruite le attuali Scuole elementari. Le due guerre mondiali portarono lutti e privazioni anche ai Santagatesi: nella guerra 1915-1918 si contarono 16 caduti in battaglia, 19 deceduti per malattie contratte al fronte e 5 dispersi. I danni causati dal secondo conflitto mondiale furono ancora più gravi: il paese venne quasi completamente distrutto dai bombardamenti (terribile l'ultimo del 9 aprile 1945) e si ebbero 77 civili deceduti per fatti di guerra e 6 militari morti o dispersi sui vari fronti. Sant'Agata fu liberata il 10 aprile 1945; i primi ad entrare furono i soldati inglesi e neozelandesi. Al referendum istituzionale del 1946 la Repubblica ottenne 1.169 voti, la monarchia 108. Alle elezioni politiche del 1948, ottennero voti per il Senato: Fronte Popolare 604, Democrazia Cristiana 277, PRI 239. Per la Camera: Fronte Popolare 674, Democrazia Cristiana 425, P.R.I. 259. Il 5 dicembre 1959 il fiume Santerno ruppe l'argine in due punti e l'acqua invase il paese. Questa è stata, comunque, l'ultima alluvione registrata. Nel 1960 Primo Mazzari fondò l'omonima distilleria, che rimane ancora oggi la fabbrica più conosciuta di Sant'Agata. Il secondo marchio più conosciuto, il Mobilificio Pirazzoli, sorse nel 1966. L'edificio, a tre piani, spicca in un paese di tutte case basse. Per la sua altezza e la grande insegna luminosa posta sul tetto, lo si nota anche a qualche chilometro di distanza percorrendo la San Vitale, soprattutto perché svetta più in alto del ponte sul Santerno. Tra gli anni '50 e gli anni '60 si assistette in Italia ad una straordinaria trasformazione degli stili di vita, che coinvolse anche i piccoli centri abitati, e quinti anche Sant'Agata. Tra i mezzi di trasporto, la bicicletta finì in secondo piano. Si passò ai ciclomotori (Vespa su tutti) e poi alle automobili (Fiat 600 e 500 Fiat). Nel 1967 venne costruito il primo acquedotto cittadino. Al censimento del 1971 i santagatesi risultarono occupati come segue: il 27,2% nell'agricoltura; il 32,5% nell'industria ed il 40,3% nel terziario. Si può notare un progressivo inurbamento della popolazione: tra il 1951 e il 1971 la quota degli abitanti residenti nel centro urbano è passata dalla metà ai due terzi. Al referendum sul divorzio del 1974, il fronte del no vinse con 1.024 voti contro 462 sì. Alle elezioni politiche del 1976 il primo partito a Sant'Agata fu il PCI con il 48% dei voti (alla Camera), seguito dalla DC con il 29,2% e, staccati, dal PRI con il 10,7% e dal PSI con il 5,2%. Il 10 giugno 2003 è stato inaugurato il nuovo ponte sul Santerno, dotato di piste ciclabili e posto più in alto rispetto al precedente. Nelle ultime due consultazioni amministrative (2004 e 2009), Sant'Agata sul Santerno si è distinta per essere l'unico Comune della Provincia di Ravenna non amministrato dal centro-sinistra. Monumenti e luoghi d'interesse L'attuale chiesa arcipretale fu costruita nel 1881 per volere di mons. Ercole Rambelli, arciprete dal 1874 al 1916. Il progetto fu affidato all'architetto Vincenzo Pritelli di Faenza che si ispirò, per la realizzazione dell'opera, allo stile neoclassico, in voga nel sec. XIX. La pianta è a croce latina, con abside semicircolare. La facciata, in pietra a vista, si sviluppa in verticale, terminando con un frontone triangolare. L'interno è a navata unica con nicchie laterali. Nella chiesa vi sono sette altari; il maggiore è dedicato a Sant'Agata Vergine e Martire, raffigurata nella pala d'altare opera del pittore massese Orfeo Orfei. Un altro pittore di Massa Lombarda, Umberto Folli, dipinse la volta del presbiterio nel 1944. Nel 1883, sempre per volere di mons. Rambelli, fu edificato il campanile, sempre su progetto del Pritelli. La torre civica, detta anche Torre dell'orologio, fu costruita sull'antica porta di accesso al castello medievale. Il castello sorse nei primi secoli dopo il Mille. La costruzione era cinta da solide mura che formavano un quadrilatero circondato da un grande fossato. La chiesa arcipretale venne costruita nel recinto del castello. Lo spazio circondato dall'antica Fossa costituisce oggi la piazza principale del paese, Piazza Umberto I. Sovrasta la torre, fin da tempi remoti, la campana dell'orologio. Certamente era già stata costruita prima del 1487, data a cui risale il primo Statuto cittadino. La campana, detta della ragione, serviva per chiamare a raccolta i cittadini che governavano il paese e si è conservata fino ai giorni nostri. Il municipio si trova in piazza Garibaldi, un tempo piazza Maggiore, entro la cerchia delle mura. In origine faceva parte del fabbricato del castello: i muri perimetrali recano ancora tracce dei suoi contrafforti obliqui. L'edificio ha sempre avuto un prevalente utilizzo pubblico. Presso il municipio sono conservati gli Statuti: due antichi e preziosi codici, uno dei quali in pergamena con pregevoli miniature; contengono in 4 libri le leggi che il duca di Ferrara Ercole II emanò per S. Agata nel 1487. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Popolazione Variazione della popolazione residente a Sant'Agata sul Santerno dal 2007 al 2011. Fonte: Servizi Demografici Unione Comuni della Bassa Romagna. Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 313 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Marocco 85 3,04% Romania 80 2,86% Pakistan 28 1,00% Religione Nel comune di S. Agata sul Santerno è presente una parrocchia facente parte della Diocesi di Faenza. Sport Calcio Attualmente la società calcistica Santagatese(affiliata alla società imolese ASD Chicco Ravaglia) milita nel campionato di Eccellenza Emilia-Romagna 2011-2012 Cultura Persone legate a Sant'Agata Carlo Gieri (m. 1872) Giovanni Battista Ricci Bitti Custode Marcucci, liutaio (1864-1951) Giovanna Azzaroli, educatrice Benigno Zaccagnini, politico (la madre, Rita Scardovi, era di Sant'Agata) Giuseppe Zanzani, medico (1921-1998) Giovanni Cavalcanti, ciclista (1943) Eventi e ricorrenze 5 febbraio: Festa della Patrona Sant'Agata Quarta domenica dopo Pasqua: Festa del Compatrono San Vincenzo Ferreri Infrastrutture e trasporti La «Bastia» e la «San Vitale» sono le due strade storiche che si incrociano a Sant'Agata. La Via Bastia è una delle strade più antiche della Bassa Romagna. Le sue origini affondano nel Medioevo. La strada parte dal centro abitato e procede verso nord costeggiando il fiume Santerno fino alla sua immissione nel Reno. Nel 1395, quando il Santerno spagliava ancora nelle valli, i soldati di Nicolò III d'Este avevano costruito una bastiglia, cioè un baluardo difensivo, nel punto di confluenza tra Reno (all'epoca Po di Primaro) ed il canale artificiale Zaniolo, ad ovest del Santerno. Nel 1460 il Santerno venne deviato fino a condurlo nel Po di Primaro e la Bastia assunse l'attuale importanza, data dal fatto che si trovò a fiancheggiare il fiume per tutto il suo corso. La Via San Vitale asse principale di collegamento terrestre tra Ravenna e Bologna. Fino a tutto il XVIII secolo, la direttrice preferita per i collegamenti Ravenna-Bologna era stata la via fluviale, in quanto Ravenna era ben inserita nel sistema fluviale Reno-Po di Primaro. Ancora nel 1801 sul fiume Santerno non esisteva il ponte: infatti, localmente, la strada era denominata "Via Pubblica che va al passo della Barca". La san Vitale emerse come importante via di collegamento nel corso del XIX secolo, quando le opere di bonifica resero più stabili i collegamenti via terra. Amministrazione I Comuni di Sant'Agata sul Santerno, Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo e Massa Lombarda formano insieme l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Sindaci precedenti Gemellaggi Eybouleuf La Geneytouse Saint-Denis-des-Murs Royères (facenti parte della comunità di comuni di Noblat, nell'Alta Vienne) Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ Tale area boschiva si estendeva dal Sillaro al Lamone. ^ L'alveo del Santerno Morto, all'interno delle anse, costituisce oggi un serbatoio per le acque in eccesso del Canale dei molini di Imola. ^ Le sei aree sono: Zona litoranea; Zona boschiva o del Pineto; Zona valliva; Zona risicola; Zona arativa nuda o delle Larghe; Zona arativa alberata. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. ^ Secondo Lucio Donati, invece, il nome deriverebbe da una struttura difensiva o di presidio edificata a Ca' di Lugo, cioè nel tratto iniziale della strada. Cfr. Lucio Donati, Origine di Massa Lombarda e del suo territorio, opuscolo, Faenza 2010. ^ Gli storici hanno ormai abbandonato l'ipotesi di un'origine antica della San Vitale e respingono anche l'idea che esistesse nel Medioevo una "Via Salaria" che da Ravenna giungesse a Bologna. Voci correlate Romagna d'Este Diocesi di Faenza-Modigliana Sant'Agata Santerno ex Strada statale 253 San Vitale Stazione di Sant'Agata sul Santerno Bibliografia Statuto della terra di Sant'Agata, Libri IV, 1487, traduzione a cura di Armanda Capucci; Giovanni Baldini, Armanda Capucci, Ti racconto il Novecento, Walberti, Lugo, 2005; Armanda Capucci, Antonio Taglioni, Nello specchio dei ricordi, Comune di S. Agata s/S, 1995 Armanda Capucci, Antonio Taglioni, Un ponte fra passato e futuro, Walberti, Lugo, 2004; (a cura della Comunità parrocchiale), Un prete e la sua gente. Mons. Giovanni Ceroni, Walberti, Lugo, 1991; "Arte e fede nelle icone della Pieve di S. Agata sul Santerno" (opuscolo), 2006

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