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Roccaforzata

Roccaforzata, (Taranto) Tempo di lettura: circa 3 minuti
Roccaforzata è un comune italiano di 1.848 abitanti della provincia di Taranto in Puglia.Geografia fisicaIl paese di Roccaforzata sorge su una collina, a 145 m s.l.m., la più alta della Serra di Sant'Elia.Il nucleo storico delle abitazioni di Roccaforzata è un raggruppamento di case che si ergono sull'orlo del precipizio e dal colle scendono al piano, sul versante levante della Serra di Sant'Elia.StoriaIn epoca medioevale, l'insediamento era conosciuto come Rocca-vecchia; nel XVII secolo, Rocca-nuova; agli inizi del XIX secolo, ha preso la denominazione attuale, derivata a giudizio di uno storico locale dalla località rupestre in cui sorge il paese che lo rende quasi inespugnabile. Sicuramente, in epoca romana, nella Serra di Sant'Elia, vi è stato un insediamento, di cui, però, non si conosce il nome. Sono venuti alla luce, infatti, in seguito a scavi: tombe a fossa con suppellettili sepolcrali, unguentari, anforette, tazze, bicchieri ed altro materiale che ne attestano la presenza abitativa. Le prime informazioni che concernono il feudo di Rocca-vecchia risalgono al 1315. Nel XV secolo, giunsero nel Regno di Napoli gli Albanesi (Epiroti) guidati da Giorgio Castriota Skanderbeg, chiamati dal re Ferrante I d'Aragona per domare i baroni in rivolta, alleati, a loro volta, con gli Angioini. Domati i baroni, e sconfitti i loro alleati, agli albanesi, che si erano contraddistinti in guerra, fu concesso di insediarsi in molti centri allora quasi disabitati del regno. Nella zona del tarantino, si ricostruirono diversi paesi la cui iniezione di Albanesi fu massiccia. I casali occupati furono quelli della Rocca, San Giorgio Jonico, Faggiano, Monteparano, Fragagnano e San Marzano di San Giuseppe. Uno di questi fu Roccaforzata, uno dei primi centri occupati dai soldati di Scanderbeg, che dettero vita a quella che fu nella storia delle colonie albanesi in Italia, la terza migrazione.Nel Quattrocento costituì feudo della famiglia d'Ayello, passando successivamente alla famiglia Laforza, successiva al XV secolo, è stata segnata da un lato dalla forte impronta del sistema feudale, che prevedeva la successione o in eredità o per acquisto, dall'altro dalla forte presenza della popolazione albanese, i quali seguivano un proprio rito religioso e parlavano la loro lingua. Nel tempo gli usi e le abitudini religiose e culturali degli albanesi furono ridotti al silenzio. Questo processo fu iniziato dall'Arcivescovo di Taranto Monsignor Lelio Brancaccio, che nel XVI secolo, trasformò la parrocchia albanese a rito greco in rito latino e fece chiudere un'altra chiesa albanese. In epoca recente, il dialetto albanese è rimasto patrimonio dei soli abitanti di San Marzano, mentre negli altri paesi colonizzati anch'essi dagli Albanesi e a Roccaforzata; tale dialetto si è estinto verso il 1800. Il 14 gennaio 1496, il feudatario di Roccaforzata e del casale di San Martino era Raffaele delli Falconi di Lecce.Nel 1507, il feudo fu concesso, per meriti militari, al comandante albanese Lazzaro Mathes, a cui successe il figlio Giovannangelo che sposò una discendente di Scanderbeg, Porfida Musciacchio. Successivamente, il feudo fu acquistato da Gabriele Scorna, a cui successe il figlio Scipione. Nel 1559, il feudatario di Roccaforzata era Geronimo Forza; e nel 1617, Busicchio Renesi; e, in seguito, la nipote Giustina. Nel 1679, il feudo era dominio della famiglia Ungaro. L'ultima baronia fu quella della famiglia Chiulia, sino al 1804, quando il regime feudale fu dichiarato estinto.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti EconomiaL'economia è prevalentemente basata sull'agricoltura e sulle poche aziende che circondano la zona industriale di Taranto, quali l'Ilva.Persone legate a RoccaforzataGiorgio Basta (1544, 1607) generale dell'esercito AsburgicoGiovanni Paisiello (1740, 1816) compositoreFerdinando Panariti (sec. XVIII): latinista, dottore in sacra teologia, dottore in utroque jure, canonico teologo della Cattedrale di Taranto, docente presso il Seminario di Taranto di matematica (V. La diocesi di Taranto nell’età moderna -1560-1713-; v. Geminae voces: poesia in latino tra barocco e Arcadia; v. Dizionario Corografico dell'Italia; v. P. Coco; v. Miccoli, ecc.). Figlio di Pietro, che fu procuratore e agente generale del marchese Chyurlia. Zio "ex sorore" del successivo.Elia Imperio (Roccaforzata 1740 - Roccaforzata 1814), dottore fisico, filosofo, politico. Valente medico e chirurgo. Fu, tra l'altro, consigliere del distretto di Taranto dal 1810 al 1814. (v. Giornale d'Intendenza di Terra d'Otranto, anno 1810; v. Profili Biografici degli Amministratori Provinciali e Distrettuali di Terra d'Otranto -1808-1860-, Lecce, 2007; ecc.). Figlio di Domenico (Roccaforzata 1704 - Roccaforzata 1761) che fu governatore di feudo.Domenico Imperio (Roccaforzata 1778 - Lecce 1855), notaio e poi capo ufficio e segretario generale ff. dell'Intendenza di Terra d'Otranto. Figlio del dottore fisico Elia Imperio. Aderì alla carboneria. Fu anche per più mandati sindaco di Roccaforzata e amministratore generale dei beni del marchese Chyurlia. Abbellì e ampliò Palazzo Imperio a San Giorgio, ceduto poi verso il 1876 dal figlio Giuseppe al Comune di San Giorgio e divenuto sede comunale. Fu padre anche dell'avvocato Elia (Roccaforzata 1802 - Lecce 1848), dell'ufficiale e industriale Giuseppe (Cellino 1807 - Lecce 1878) e del notaio Cataldo (Roccaforzata 1805 - San Giorgio Jonico 1875) che fu sindaco per più mandati di San Giorgio e consigliere distrettuale di Taranto. (v. Almanacco generale di Terra d'Otranto, Lecce, 1851-1852; v. Roccaforzata nell'Albania Tarantina: studi e ricerche, Locorotondo, 1965; v. Settari in Terra d'Otranto, Lecce, 1967; v. Profili Biografici degli Amministratori Provinciali e Distrettuali di Terra d'Otranto -1808-1860-, Lecce, 2007 -nota del dottore fisico Elia Imperio e nota del notaio Cataldo Imperio-; v. Francescantonio D'Amelio - I suoi tempi e le sue poesie, Lecce, 1909; ecc.).Infrastrutture e trasportiStradeI collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):Autostrada A14 Bologna-Taranto (barriera di Massafra) da e per l'Italia settentrionaleStrada statale 7 ter Salentina Taranto-LecceS.S. 7 Appia da e per BrindisiAmministrazioneNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ Dato Istat del 2009; vedi Bilancio demografico Anno 2009, istat.it. URL consultato il 14 giugno 2010.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 07-10-2013.

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