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Area Archeologica

Comprensorio Archeologico di Minturnae

Via Appia Km. 156, Minturno, (Latina) Tempo di lettura: circa 2 minuti
Minturnae fu dedotta nel 296 a.C. come colonia marittima sulla sponda destra del fiume Liris (antico nome del Garigliano) per motivi soprattutto commerciali legati alla navigabilità del corso d'acqua ed al mare, in un punto di comodo approdo della costa laziale, non lontano dalla foce ove sorgeva il santuario emporico dedicato al culto della ninfa Marica (e successivamente, dalla piena età imperiale, al culto delle divinità orientali Iside e Serapide).
La forma della primitiva città è quella dell'impianto castrale con perimetro quadrato, delimitato da mura in opera poligonale, suddiviso all'interno dagli assi ortogonali del cardo e del decumano (la via Appia).
Forse già nel III sec. a.C. la città si estese fuori dal castrum con una nuova cinta muraria in opera quadrata, munita di torri. Venne organizzato il foro, delimitato da un triportico ad alae, con pilastri quadrangolari di tufo e decorazione fittile, e fu eretto il Capitolium. Alla fine dell'età repubblicana è ascrivibile il primo impianto del teatro.
La radicale trasformazione urbanistica di età augustea, a seguito della nuova deduzione coloniale, comportò la monumentalizzazione del tratto urbano della via Appia mediante portici, la costruzione di un tempio dedicato ad Augusto nel foro repubblicano, la dedica di un tempio a Cesare divinizzato sul castrum, la sistemazione di una nuova piazza affrontata a quella più antica, la riedificazione del teatro. Alla città in tufo di età repubblicana e a quella in pietra di età augustea si sostituì - nel nuovo assetto urbanistico adrianeo - una città in muratura: si eressero il mercato e le terme urbane, fu ampliato il teatro; il quartiere nord-occidentale si connotò come residenziale con la costruzione di varie case (domus del teatro, domus delle tabernae, domus del portico, domus del mercato, domus delle terme); le strade vennero abbellite con fontane e ninfei grazie alla conduzione di un acquedotto. La Minturnae che visitiamo oggi ha i caratteri della città adrianea, con i nuovi edifici, la nuova tecnica edilizia, la novità dell'acqua portata in città, ma soprattutto con i rialzamenti delle quote di calpestio e l'obliterazione di alcune strade. Per i secoli successivi le vicende e le fortune di Minturnae sono narrate non dall'urbanistica, ma dagli interventi di rifacimento e restauro che si susseguono fino al VI sec. d.C.

L'Antiquarium
I reperti più significativi provenienti dalla città e dal territorio sono esposti dal 1984 nell'Antiquarium, allestito entro gli ambulacri del teatro romano.
Nell'ambulacro destro, la "galleria delle statue", si trovano i materiali scultorei più significativi sia per la storia di Minturnae e dei monumenti ove sono stati rinvenuti (statue di Augusto e Livia dal tempo di Augusto, statue di Muse dal teatro), sia per la storia dell'arte (originali ellenistici e copie di età romana da originali greci).
L'ambulacro sinistro ospita il lapidarium, la raccolta di decorazioni architettoniche marmoree pertinenti soprattutto alle varie fasi del teatro e una serie di togati.

Il Ponte Real Ferdinando

Il Ponte Borbonico Real Ferdinando, primo ponte pensile a catenaria in ferro in Italia, progettato dall'ing. Luigi Giura e inaugurato nel 1832, restaurato dall'ANAS di concerto con la Soprintendenza per i Beni architettonici di Caserta a seguito del degrado in cui versava per la distruzione subita nella guerra di Liberazione, è stato affidato in uso governativo dall'Agenzia del Demanio di Napoli alla Soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio con atto datato 18 dicembre 2007.

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