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Luoghi di Carta

In “brodo di giuggiole” sui Colli Euganei

Scritto da Eliana Iorfida, 01/10/15

Che ne dite di far scorrere il prossimo fine settimana a ritmo lento, avvolti dalla quiete di un paesaggio di rara bellezza? Se siete d’accordo vi accompagno, a suon di Stil Novo, in un posto incantevole, dove “andare in brodo di giuggiole” è una possibilità concreta, non un semplice modo di dire!

Fonte d’ispirazione per scrittori e artisti, il fascino dei Colli Euganei cattura gli occhi e lo spirito di chi non desidera altro che abbandonarsi alle atmosfere lievi dell’amor cortese, al sentimento cantato dai trovatori provenzali, ospiti della sontuosa generosità della corte Estense. Un percorso che, attraversando foreste e borghi di pietra, ci sussurra all’orecchio liriche e pensieri sublimi, che sembrano appena usciti dalla penna – pardon, piuma d’oca – di un poeta rapito e appassionato.

I versi decadenti di Chatwin, Shelley, Byron e Foscolo riecheggiano ovunque, scandendo un itinerario che mescola nel giusto equilibrio i colori e i profumi della natura, protetta nelle diverse oasi ambientali, alle antiche storie narrate dalle mura di abbazie, castelli, ville, parchi storici e letterari, trai quali primeggia la meta del nostro viaggio: la Casa-Museo di Francesco Petrarca, ad Arquà, sua ultima e amatissima dimora.

“Vasti boschi di castagni, noci, faggi, frassini, roveri coprivano i pendii di Arquà, ma erano soprattutto la vite, l’olivo e il mandorlo che contribuivano a creare il suggestivo e tipico paesaggio arquatense”.

Una “passeggiata letteraria” che, proprio in questo periodo, si conclude con un evento gradito, quanto inaspettato: la Festa della Giuggiola. Sì, perché dolcezza chiama dolcezza, e niente come questo frutto antico, di probabili origini siriane, che ad Arquà fiorisce ancora nei cortili di molte abitazioni, riesce a mandarci in estasi col suo “brodo” (un antico liquore) o in forma di vellutata confettura.

Carpiamo questo incanto, lontano dal fragore quotidiano, e portiamolo con noi come cosa preziosa perché…

“Cosa bella e mortal passa e non dura”.

(Francesco Petrarca)

Eliana Iorfida

PhCredits

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