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La prima impronta sulla Luna vista dal Planetario di Milano

Milano 3 anni fa Tempo di lettura: meno di 1 minuto

In Italia sono le ore 4:56:15 del 21 luglio 1969 quando Neil Armstrong, Comandante della missione “Apollo 11”, imprime l’orma del suo piede sinistro sulla superficie della Luna:

“Sarà un piccolo passo per un uomo, ma un gigantesco passo per l’umanità”.

 

Con questa frase, divenuta ormai celebre, Armstrong scese titubante la scaletta del Lem “Aquila”, poggiando il piede sulla gessosa superficie lunare. Insieme a lui, scese anche il compagno di viaggio Edwin Aldrin, detto “Buzz”, mentre a bordo della capsula rimaneva il terzo astronauta della missione, Michael Collins.

Da allora sono passati ben 46 anni, ma l’impronta di Armstrong è ancora indelebile nella storia dell’umanità. Ogni anno, la Nasa celebra questa conquista dedicando sul suo sito istituzionale pagine cariche di foto, filmati d’epoca e messaggi degli astronauti che tuttora vivono sulla Stazione Spaziale Internazionale.

In occasione di questa importante ricorrenza, musei e planetari di tutto il mondo organizzano convegni, conferenze, corsi e attività didattiche. Il Planetario di Milanoil primo in Italia, costruito nel 1930 su progetto di Piero Portaluppi, e ancora oggi il più grande (con una cupola di proiezione di quasi 20 metri di diametro e una capienza di 320 posti a sedere) metterà a disposizione dei suoi visitatori la riproduzione funzionante del computer speciale che, all’epoca, guidò l’impresa. L’appuntamento è alle 21:00 con la conferenza dell’Ing. Dario Kubler, che svelerà tutti i segreti della storica strumentazione di bordo.

 

Domenico Casaleno

 

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