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Comune

Erice

Erice, (Trapani) Tempo di lettura: circa 6 minuti
Erice (Monte San Giuliano fino al 1934, Èrici o u Munti in siciliano) è un comune italiano di 28.476 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia. Il centro cittadino, di soli 512 abitanti, è posto sull'omonimo Monte Erice, mentre la maggior parte della popolazione si concentra nell'abitato di Casa Santa, contiguo alla città di Trapani. Il nome di Erice deriva da Erix, un personaggio mitologico, figlio di Afrodite e di Boote, ucciso da Eracle. Dal 1167 al 1934 ebbe il nome di Monte San Giuliano. Geografia Cuore del comune è il capoluogo che sorge sull'omonimo "monte". Un tempo era uno dei comuni più estesi della Sicilia, comprendeva infatti territori assai distanti dal capoluogo: Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo. Diverse le frazioni che completano il territorio, alle falde della montagna madre (Casa Santa, Pizzolungo, Roccaforte, Rigaletta, Tangi, Ballata, Napola, ecc.) A Erice sono rimasti solo poco più di cinquecento abitanti, che si decuplicano nel periodo estivo. Storia Origini Secondo Tucidide Erice (Eryx, Έρυξ in greco antico) fu fondata dagli esuli troiani, che fuggendo nel Mar Mediterraneo avrebbero trovato il posto ideale per insediarvisi; sempre secondo Tucidide, i Troiani unitisi alla popolazione autoctona avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi. Fu contesa dai Siracusani e Cartaginesi sino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a.C. Virgilio la cita nell'Eneide, con Enea che la tocca due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi in suo onore. Virgilio nel canto V racconta che in un'epoca ancora più remota vi campeggia Ercole stesso nella famosa lotta col gigante Erix o Eryx, precisamente nel luogo dove poi si sfidarono al cesto il giovane e presuntuoso Darete e l'anziano Entello. In antico, insieme a Segesta, che parrebbe di fondazione coeva, era la città più importante degli Elimi, in particolare era il centro in cui si celebravano i riti religiosi. Durante la prima guerra punica, il generale cartaginese Amilcare Barca ne dispose la fortificazione, e di qui difese Lilibeo. In seguito trasferì parte degli ericini per la fondazione di Drepanon, l'odierna Trapani. I Romani vi veneravano la "Venere Erycina", la prima dea della mitologia romana a somiglianza della greca Afrodite, ma Diodoro Siculo narra l'arrivo di Liparo, figlio di Ausonio, alle Isole Eolie (V, 6,7), aggiungendo che i Sicani «abitavano le alte vette dei monti e adoravano Venere Ericina». Scarse, o quasi nulle, sono le notizie della città e del santuario nel periodo bizantino, restando comunque economicamente attiva. Dagli arabi agli spagnoli Denominata Gebel-Hamed durante l'occupazione araba (dall'831 fino alla conquista normanna dell'Isola), la montagna non fu probabilmente nemmeno abitata in questo periodo. Ripopolata la nuova cittadella col nome di Monte San Giuliano, ribattezzata nel 1167 dai Normanni, acquista prestigio anche con la costruzione di nuovi edifici civili e religiosi, divenendo una della maggiori città demaniali del Regno, grazie anche alle concessioni ottenute sulla base di un falso documento, a firma di Federico II, utilizzato dai suoi abitanti come attestato di legittimità per l'occupazione del vasto territorio che si estendeva dal Monte Erice fino ai confini di Trapani, e verso oriente sino a San Vito Lo Capo e alla confinante città di Castellammare del Golfo. Erice deve la sua rinascita alla Guerra del Vespro, divenendo di fatto la rocca da cui scaturivano le azioni belliche di Federico d'Aragona, re di Sicilia fino al 1337. Sant'Alberto, che predicò l'azione contro gli Angioini discendeva dagli Abbati, una delle maggiori famiglie della città. Da ricordare è anche la poco pacifica convivenza con i dominatori spagnoli, culminata con una rivolta popolare assai feroce. La vita monastica, con numerosi monasteri amministrati da famiglie locali, caratterizza la vita cittadina. La gestione delle rendite agricole di questi determina l'edificazione di straordinari edifici tuttora visibili. La ricchezza delle famiglie che quivi vivono sino alla riforma borbonica di Tommaso Natale che, di fatto, scardina il sistema su cui si era retta sino ad allora l'economia delle città demaniali, è testimoniata dai palazzetti e case signorili che si affacciano, numerosi, sulle strade della città. Le circa cento famiglie che nei 700 anni di vita della città hanno partecipato alla conduzione del potere (capitani, giurati, magistrati) hanno lasciato testimonianza della loro vitalità. La ristrutturazione ottocentesca della piazza centrale che era detta della Loggia, dedicata successivamente ad Umberto I,per tornare al suo nome originario nel 2012,ha fatto perdere la lapide che recitava con orgoglio lo sforzo economico che i liberi cittadini di Erice avevano nel Seicento pagato al re per non essere infeudati da nessuno!. La città tende comunque a conservare gelosamente il fascino di una cittadina medievale. A partire dal XVI secolo si svolge la rappresentazione del misteri in occasione del Venerdì Santo, emulando quella trapanese, in misura ridotta ma molto suggestiva. Sostituendo la rappresentazione scenica teatrale con statue in legno attorno all'800, i misteri vengono condotti a spalla, seguendo sempre il percorso originario. Dal Novecento ai giorni nostri Nel 1934 Monte San Giuliano riprende il nome di "Erice". Il suo territorio, denominato Agro ericino, comprendeva oltre al territorio dell'attuale comune, anche quelli di Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo e Buseto Palizzolo. Dal 1957 si organizza ogni anno, nel periodo primaverile, una gara automobilistica di cronoscalata, denominata "Gara in salita di velocità Monte Erice", per la quale esistono anche un campionato italiano e un campionato europeo. Sui tornanti che partono da Valderice e raggiungono la vetta dell'omonimo monte, sfrecciano a tutta velocità vetture moderne, storiche, prototipi da competizione e vettura formula, circondati da sportivi e appassionati e, naturalmente, da uno sfondo mozzafiato. Dal 1963 è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, istituito per iniziativa del professor Antonino Zichichi, che richiama gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano diversi settori: dalla medicina al diritto, dalla storia all'astronomia, dalla filologia alla chimica. Per questo alla cittadina è stato attribuito l'appellativo "città della scienza". Dal 1972 ha sede la Associazione Artistica Culturale La Salerniana, fondata dal poeta Giacomo Tranchida che conserva opere di Carla Accardi, Gianni Asdrubali, Pietro Consagra, Antonio Sanfilippo, Emilio Tadini tra gli altri, organizzando mostre d'arte contemporaena curate da critici di rilievo come Palma Bucarelli, Achille Bonito Oliva, Luciano Caramel e Giulio Carlo Argan. Nel 1990, a seguito della prima edizione dell'"Atelier Internazionale di Gastronomia Molecolare", di cui da allora regolarmente si tengono convegni annuali, si ebbe il formale riconoscimento della disciplina della gastronomia molecolare. Monumenti e luoghi d'interesse Mura ciclopiche del periodo elimo-fenicio-punico - VIII/VII secolo a.C. Castello normanno noto come castello di Venere - XII sec. sui resti del tempio romano di Venere Ericina Castello e torri del Balio (medievali) Giardino del Balio Castello Pepoli (XIX sec.) Quartiere spagnolo Polo museale "Antonio Cordici" Biblioteca comunale “Vito Carvini” Chiese Erice era conosciuta anticamente come "città delle cento chiese" e conventi. Oggi sono poche quelle aperte al culto, ma molte sono visitabili. Duomo dell'Assunta (Matrice o Chiesa Madre) Chiesa di san Pietro (sede del centro Ettore Majorana) Chiesa di San Giovanni Battista Convento e Chiesa di San Francesco d'Assisi Chiesa di San Giuliano, Chiesa di San Cataldo Santuario Sant'Anna Chiesa di S. Martino Chiesa dei Cappuccini Chiesa di Sant'Orsola Chiesa di Sant'Alberto dei Bianchi Monastero del SS. Salvatore Chiesa di S.Antonio Palazzi storici Palazzo Sales, XVIII secolo, Via Vito Carvini Palazzo Burgarella, del XVIII secolo, in via San Francesco. Palazzo La Porta, XVIII secolo, in via Vittorio Emanuele II. Palazzo Platamone, XIV-XIX secolo, in via Vittorio Emanuele II. Palazzo Coppola, XIX secolo, in via Vittorio Emanuele II. Palazzo Chiaramonte (poi convento di San Domenico), XIV secolo, in via Vittorio Emanuele II. Palazzo Ventimiglia (poi convento di San Francesco), XIV secolo, in via San Francesco. Palazzo Majorana, XVIII-XIX secolo, in piazza San Domenico. Palazzo municipale (ex Palazzo Giuratorio), Piazza Umberto I, (sede Museo “Antonio Cordici”) I Bagli Nel territorio comunale vi sono alcuni bagli; Baglio Adragna, secolo XIX. Case Giliberti, secolo XIX. Tradizioni Artigianato artistico: ceramica e tappeti. Dolci tipici: bocconcini di Erice, dolcini di pasta reale con l'anima di marmellata di cedro al liquore genovese alla crema, dolce di pastafrolla con zucchero a velo sulla parte superiore mustaccioli, antichi biscotti fatti in un ex convento di clausura Collegamenti Oltre che dalla strada statale Trapani-Erice, e dalla Valderice-Erice (dove si svolge la Cronoscalata Monte Erice) dal luglio 2005 la vetta del monte è collegata con la valle da una cabinovia ad agganciamento automatico, lungo un tracciato che riprende il percorso della vecchia, da trent'anni inattiva. Grazie al nuovo impianto, il viaggio dura circa 10 minuti alla velocità di 5 m/s, su 47 cabine da 8 posti (4 di queste attrezzate per accogliere disabili) che offrono una suggestiva panoramica di un'ampia porzione della provincia di Trapani. Economia Persone legate a Erice Alberto degli Abati, santo Antonino Zichichi, scienziato, nato da famiglia di origine ericina a Trapani il 15 ottobre 1929, fondatore del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana; cittadino onorario di Erice Salvatore Genovese, cestista della Fortitudo Bologna Aldo Firicano, ex calciatore di Cagliari e Fiorentina Marcello Mazzarella, attore, nato a Erice il 18 ottobre 1963 Evoluzione demografica Abitanti censiti Curiosità Da Erice è possibile scorgere, nelle giornate limpide, anche Ustica, Pantelleria e Capo Bon (Tunisia). Erice è stata usata come set del paese di Carini durante le riprese della miniserie televisiva, diretta da Umberto Marino, "La baronessa di Carini". Galleria fotografica Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ Dati ISTAT 2001 ^ Informazioni tratte dal sito del comune ^ Account Suspended ^ a b consultabile sul sito [1] ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Bibliografia Lorenzo Zichichi, Storia di Erice, Sellerio editore, Palermo 2002 Fabrizio Nicoletti, Sebastiano-Tusa, Erice da Porta Trapani al Quartiere Spagnolo. Un itinerario turistico lungo le mura puniche, Alcamo 2001 Fabrizio Nicoletti, Sebastiano Tusa, Saggi stratigrafici alle mura di Erice Edoardo Caracciolo, Edilizia Ericina, Palermo, 1939. ISBN 88-365-2482-6. Amedeo Gerardi, Sicilia, Touring Club Editore, 2002. ISBN 88-365-2482-6. Voci correlate Monte Erice Battaglie di Monte Erice Tempio di Venere Erycina Ericino (P.A.T) Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Erice Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Erice

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