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Tradizioni

Lo Scoppio del Carro a Firenze, la tradizione di Pasqua

Scritto da Eliana Iorfida, 21/01/20

Tra le tradizioni più attese e partecipate della Pasqua toscana, lo Scoppio del Carro a Firenze è l'evento che abbina tradizione popolare e devozione religiosa. Scopriamo le origine e lo svolgimento di questa imperdibile usanza.

Il "Brindellone", così è chiamata la sfolgorante torre pirotecnica posizionata su un carro che, ogni anno, rende la Pasqua fiorentina a dir poco scoppiettante.

La cerimonia dello Scoppio del Carro a Firenze ha origini antiche e coinvolge in modo unico la comunità dei fedeli e i turisti che accorrono da tutta Italia per assistere alla singolare accensione.

Pasqua a Firenze: lo Scoppio del Carro

La cerimonia dello Scoppio del Carro a Firenze sembra risalire ai tempi della Prima Crociata, indetta per liberare il Santo Sepolcro dalle mani degli infedeli.

La tradizione racconta che un giovane fiorentino di nome Pazzino, membro della nobile famiglia de' Pazzi, si distinse nella Prima Crociata per il suo coraggio, tanto da ricevere in dono tre pietre focaie provenienti dal Sacro Sepolcro, una reliquia molto importante per Firenze, ancora custodita nella Chiesa di SS. Apostoli.

La cerimonia dello Scoppio del Carro a Firenze, alla quale si assiste la domenica di Pasqua, non sembra essere molto diversa da quella che ebbe luogo in passato per celebrare il ritorno del giovane e delle reliquie dalla Terra Santa.

Il tutto ha inizio attorno alle 10.00 del mattino: il prete stofina le tre pietre focaie di Pazzino, le cui scintille accendono la candela di Pasqua; questa, a sua volta, viene usata per dare fuoco ai carboni che si trovano in un apposito contenitore posto sul Carro. Segue la processione per le vie del centro storico, accompagnata dagli sbandieratori storici e dai percussioni, fino a raggiungere la Cattedrale di Santa Maria del Fiore (il Duomo di Firenze), dove il Fuoco Santo viene preso in consegna all’Arcivescovado.

Il Carro, ricolmo di fuochi d’artificio, sosta davanti al Duomo per il tempo della messa pasquale, al termine della quale, sulle note della Gloria, l’arcivescovo accende con il fuoco sacro un razzo a forma di colomba (detto appunto “Colombina”), che simbolizza lo Spirito Santo e che, percorrendo un filo sospeso dal centro della chiesa all'esterno, raggiunge la macchina sacra e genera il vero e proprio Scoppio del Carro a Firenze.

Il sagrato e la piazza sono avvolti dai fuochi d’artificio, tra gli applausi della platea in festa. 

Come ogni rituale di Pasqua che oscilla tra sacro e profano, anche lo Scoppio del Carro a Firenze è legato agli auspici per il buon andamento della stagione: se tutto fila liscio e i fuochi d’artificio esplodono, allora si prospetta un raccolto ricco e florido e buona fortuna per la città e per i suoi fiorentini. 

La storia del "Brindellone"

Il Carro di Pasqua è anche noto come "Brindellone", termine tutto fiorentino che sta a indicare un ragazzo piuttosto alto, poco furbo e mal vestito.

Questo curioso nomignolo è legato alla tradizionale festa celebrata anticamente dalla Zecca fiorentina: ogni anno, il 24 giugno, in onore del patrono di Firenze, San Giovanni Battista, un grande carro di fieno partiva dalla torre della Zecca per fare il giro della città, trasportando un uomo trasandato, vestito di pelo di cammello, che rappresentava il santo (il Brindellone, appunto). Per analogia, da allora l'espressione indica tutti i carri che attraversavano la città per le feste, compreso quello pasquale.

La storia del Brindellone è legata anche al suo "nascondiglio", ovvero al luogo dove rimane occultato durante tutto l'anno.

Dove si trova il Brindellone? Nei pressi di Porta al Prato, dove si affaccia un enorme parete di legno: è qui che, al numero civico 48, si trova la “casa” del Brindellone, condotto all'esterno da una coppia di buoi fino al Duomo.

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