Comune

Teti

Teti, (Nuoro)
Teti è un comune italiano di 722 abitanti della provincia di Nuoro in Sardegna.Geografia fisicaTerritorioÈ un centro agricolo a 58 km a sud-ovest da Nuoro, nella Barbagia di Ollolai.Il territorio comunale di Teti possiede una forma approssimativamente triangolare, e si compone di una regione principalmente occupata e ricoperta da boschi, tagliata da profonde vallate create da corsi d'acqua. A poca distanza dal centro abitato scorre il fiume Tino, che confluisce nel lago artificiale Cucchinadorza, l'invaso artificiale intermedio dei tre creati lungo il corso del fiume Taloro.StoriaPeriodo prenuragico ed età NuragicaIl territorio di Teti fu abitato sin dal periodo prenuragico, come testimoniano alcuni ritrovamenti nell'altopiano di Atzadalai, e soprattutto durante il periodo nuragico, come è testimoniato da vari siti alcuni molto importanti come quello di Abini.Dal medioevo alla dominazione dei SavoiaL'attuale centro abitato ha origini medioevali, faceva parte del Giudicato d'Arborea ed era incluso nella curatoria di Austis. Dopo la caduta del giudicato arborense fu amministrato direttamente da funzionari reali spagnoli, ma la sua popolazione mantenne una certa autonomia. Nel 1461, Teti con tutto il territorio di Austis fu acquistato da marchese di Oristano, e rimase incluso nel marchesato fino a quando non fu sequestrato a Leonardo Alagon. Nel 1478 fu concesso in feudo a Pietro Pujades, che però morì senza lasciare figli, nel 1503. Nel 1504 Teti entrò a far parte del feudo acquistato da Matteo Arbosich; però gli abitanti di Teti nutrivano un forte sentimento di autonomia, e nel 1514, insieme agli abitanti di Tiana, entrarono in conflitto con gli abitanti di Ovodda per il controllo dei pascoli nei terrirori tra i vari paesi. Questi scontri costrinsero l'Arbosich a intervenire per placare la controversia. Dopo vari passaggi di feudo, Teti fu ereditato dopo il 1718, da Pietro Manca Guiso, la cui discendenza si estinse nel 1788. Nel 1821 fu incluso nella provincia di Oristano, nel 1848 entrò a far parte della divisione amministrativa di Cagliari, e nel 1859 dell'omonima provincia. Nel 1927, quando fu ricostituita la provincia di Nuoro, Teti entrò a farne parte.Monumenti e luoghi di interesseI reperti più antichi ritrovati nel territorio comunale di Teti sono riferibili a un periodo che va dal Neolitico medio (4700 a.C.) al Neolitico finale (3000 a.C.), e vennero rinvenuti su un pianoro in località Atzadalai. Il territorio di Teti possiede importanti siti riconducibili sia al periodo prenuragico, ma anche alla Civiltà nuragica; il sito principale è il Santuario Nuragico di Abini, un importante area archeologica che doveva essere un santuario federale degli antichi sardi; poi vi è il villaggio nuragico di S'Urbale, posizionato su un'altura nei pressi dell'omonimo nuraghe sulla strada per Austis. Sono presenti anche i nuraghe Alineddu, Funtana Bona, Istei, Istecori e Turrìa; le tombe di giganti di Azzadolai e di Perdalonga; e i villaggi nuragici (oltre a quello di S'Urbale) di Su Carrazzu e di Su Ballu.Il pianoro di AtzadalaiNel pianoro in località Atzadalai sono venuti alla luce, durante lavori di bonifica, diversi menhir in granito di tipo aniconico antropomorfo (cioè del tipo più primitivo di menhir con sembianze umane), asce di pietra, punte di freccia in ossidiana, grattatoi, raschiatoi (strumenti in selce o in ossidiana utilizzati nella lavorazione delle pelli) e una grande quantità di schegge di lavorazione, cioè scarti della lavorazione della selce. Dal pianoro di Atzadalai proviene anche un idoletto neolitico con sembianze femminili, realizzato in roccia vulcanica bruno-rossiccia ben lavorata e databile al Neolitico medio (4700 - 4000 a.C.). L'idoletto rinvenuto ad Atzadalai è uno dei più antichi esempi di opere d'arte sarde, può essere interpretato come una "venere grassa", o una "dea madre dormiente". Gli occhi sono segnati con una leggera incisione asimmetrica, il naso è realizzato con una piccola incisione rettangolare e la bocca segnata da un'incisione sulla parte inferiore del viso. Le braccia, raccolte sotto il seno, sono evidenziate da una profonda incisione ad angolo con il vertice rivolto verso il ventre, il braccio sinistro presenta delle incisioni che probabilmente schematizzano la presenza di un bambino in grembo.Il Santuario Nuragico di AbiniIl Santuario Nuragico di Abini era un antico luogo di culto e pellegrinaggio delle antiche genti sarde durante l'età nuragica; il sito si compone di un villaggio nuragico e di un'area sacra dove all'interno di un recinto che racchiudeva le strutture sacre (temenos), è presente un pozzo sacro che fu attivo dal periodo del Bronzo recente (fine XIV secolo a.C.) all'età del Ferro (VII secolo a.C.). Nell'area sacra furono ritrovati molti bronzetti nuragici prodotti fra il X e il VII secolo a.C., oggi conservati al museo archeologico nazionale di Cagliari. Nel settembre del 1865 un ragazzo del luogo convinse alcuni contadini a scavare in un terreno dove dalla superficie affioravano resti di antiche costruzioni, lo scavo portò alla luce un deposito di oggetti votivi in bronzo contenuti tra delle lastre di pietra sotto la superficie del terreno, il luogo del rinvenimento, all'epoca chiamato Sa Badde de sa Bidda (in italiano: La Valle della Città), corrisponde al sito di Abini; nello stesso anno il canonico Giovanni Spano pubblicò i materiali bronzei, che vennero acquistati dallo studioso Efisio Timon, che li donò a sua volta al Regio museo di antichità di Cagliari. Nel 1878 vennero ritrovati all'interno di un grosso recipiente in terracotta altri materiali bronzei che confluirono come i precedenti al museo archeologico di Cagliari; in seguito il sito fu visitato da Filippo Vivanet, che riuscì ad individuare il recinto sacro ed il relativo tempio a pozzo; altri scavi cominciarono nel 1929 sotto la direzione dell'archeologo Antonio Taramelli, scavi che nel 1930 liberarono il recinto sacro precedentemente individuato insieme al pozzo sacro, e che nel 1931 riportarono alla luce il villaggio contiguo al grande recinto sacro. L'ultima campagna di scavo nel sito fu intrapresa nel 1981, e consentì di scoprire nuove capanne circolari collegate tra loro da edifici di forme differenti.Il Villaggio Nuragico di S'UrbaleA pochi chilometri dal paese si trova il villaggio nuragico di S'Urbale, situato su una collina a 900 metri d'altitudine. Nel 1931 il villaggio nuragico fu scavato sotto la direzione dell'archeologo Taramelli, e vennero riportate alla luce dodici capanne situate in punti diversi dell'altura; in anni più recenti la soprintendenza ai beni archeologici di Sassari e Nuoro effettuò altri scavi, scoprendo altre dodici capanne e molto materiale archeologico oggi conservato al Museo Archeologico Comprensoriale di Teti, che raccoglie materiali provenienti anche dai paesi vicini. Sul limitare della strada, al di sotto del villaggio è posta un'antica fonte (utilizzata fino al Medioevo) dove vennero ritrovati antichi idoli formati da un impasto rozzo di terracotta.ChieseChiesa di San Sebastiano - Parrocchiale che domina l'abitato, edificio ad una navata.SocietàEvoluzione demograficaI primi dati disponibili sulla popolazione di Teti risalgono al 1485, a quel tempo il villaggio contava 25 fuochi, corrispondenti ad un totale di 100 abitanti. Dopo un secolo, nel 1583, la popolazione era cresciuta, e contava 113 fuochi, corrispondenti a 456 abitanti. Nel 1698 Teti contava, a causa delle pestilenze e delle carestie, 386 abitanti. Nel 1728 la popolazione era ulteriormente calata a 334 abitanti. Nel 1848 furono censiti 383 abitanti e nel 1861, alla proclamazione del Regno d'Italia, contava 541 abitanti.Abitanti censiti Etnie e minoranze straniereSecondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 14 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentata in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Romania 8 1,11%CulturaIl Museo Archeologico Comprensoriale di TetiIl Museo Archeologico di Teti ospita i reperti provenienti principalmente dagli scavi del villaggio nuragico di S'Urbale, all'interno di una sala del museo è stata ricostruita la capanna F del villaggio nuragico, con al suo interno il vasellame rinvenuto negli ultimi scavi. Nel museo si possono osservare anche i reperti provenienti dal pianoro di Atzadalai, compreso l'idolo neolitico con sembianze femminili; delle ricostruzioni fedeli di alcuni bronzetti rinvenuti nel Santuario Nuragico di Abini; e alcuni reperti provenienti dalle campagne dei paesi vicini di Tonara, Sorgono e Meana Sardo.Feste e tradizioni popolariCarnevale - Le celebrazioni del carnevale di Teti hanno antiche origini, infatti rimandano ad antichi culti pre-cristiani. La cerimonia di chiusura delle festività, che si tiene il Mercoledì delle ceneri, culmina con una sfilata in maschera, durante la quale viene simbolicamente ucciso un fantoccio rappresentante il Carnevale stesso.Festa della Madonna della neve, 5 agosto.Festa di San Sebastiano - Si svolgeva, secondo informazioni tramandate oralmente, il terzo lunedi del mese di settembre, e finiva due martedì dopo. La festa, ha subito due importanti cambiamenti nel 900, venne anticipata al terzo sabato, e si concludeva due domeniche dopo, forse, per abbracciare due fine settimane, anziché uno. A differenza di motivazioni non certe del primo cambiamento, il secondo, è avvenuto nel 1989, autorizzato dai Tetiesi, prima tramite referendum popolare, proposto dal comitato organizzatore, e confermato, in seguito alla richiesta della comunità, dall' Arcidiocesi di Oristano. Questo consiste nell'anticipare la festa al terzo sabato del mese di agosto, per dare la possibilità agli emmigrati, ed agli studenti Tetiesi pendolari, di partecipare sfruttando le ferie estive. La festa si svolge presso il Santuario dedicato al Santo, che dista circa 1 km dal centro abitato, dura nove giorni, e per questo è considerata fra le più lunghe in Sardegna. Per San Sebastiano nel corso degl ultimi decenni si sono esibiti artisti affermati sia a livello nazionale che internazionale del calibro di: Little Tony ( 1984 ), Orchestra Casadei, Mal, Alberto Camerini, Rocky Roberts, Scialpi, Tosca, Papa Winnie, Luca Barbarossa, Edoardo Bennato ( 1994 ), Roberto Vecchioni (1995 ) , Danilo Amerio ( 1996 ), Ricchi e Poveri ( 1997 ), Marina Rei ( 1998 ), I Nomadi, Tazenda ecc, ecc, anche per questo, nella zona è considerata la più importante.EconomiaTeti basa la propria economia sull'allevamento del bestiame, in modo particolare di ovini e caprini, ma anche di bovini e suini. L'agricoltura è sviluppata nel campo cerealicolo, ma anche nella frutticoltura, nella viticoltura e nella olivicoltura. Negli ultimi decenni si sta sviluppando anche l'attività industriale, nei settori edile e della produzione di energia elettrica. La rete di distribuzione commerciale è poco organizzata.Infrastrutture e trasportiTeti è collegato agli altri centri abitati vicini da autolinee provinciali.Note^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ pagina 381; La Grande Enciclopedia della Sardegna, volume 9, a cura di Francesco Floris; 2007, Editoriale La Nuova Sardegna.^ Pagina 381, La Grande Enciclopedia della Sardegna, volume 9; a cura di Francesco Floris; 2007, Editoriale La Nuova Sardegna^ Pagina 381, La Grande Enciclopedia della Sardegna, volume 9; a cura di Francesco Floris; 2007, Editoriale La Nuova Sardegna^ pagina 383; La Grande Enciclopedia della Sardegna, volume 9, a cura di Francesco Floris; 2007, Editoriale La Nuova Sardegna.^ La Grande Enciclopedia della Sardegna, a cura di Francesco Floris, volume 7, pag. 428; Editoriale La Nuova Sardegna, 2007.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.^ Pagina 384, La Grande Enciclopedia della Sardegna, volume 9; a cura di Francesco Floris; 2007, Editoriale La Nuova Sardegna.^ a b pagina 382; La Grande Enciclopedia della Sardegna, volume 9, a cura di Francesco Floris; 2007, Editoriale La Nuova Sardegna.BibliografiaManlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X.Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007.Archeologia Viva, Numero 80. Direttore: Pietro Pruneti.Collegamenti esterniLa scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna

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