Comune

Scerni

Scerni, (Chieti)
Scerni (Scirnë in dialetto abruzzese) è un comune italiano di 3.578 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese.ClimaDescrizioneCittadina attraente, dolce nei suoi contorni collinari e mite nel clima. Si distingue per la produzione di olio, vino e salumi (specialità: la Ventricina).StoriaLa prima citazione storica è dell'883 come castellum Scerni quando viene donato al Monastero di Santo Stefano in Rivo Maris alla cui giurisdizione rimase fino agli inizi del XV secolo quando l'abbazia fu distrutta dal conte di Santo Stefano di Carrara. Nel XIV sec. incorpora il feudo di Materno, castello medievale sito in loc. Piana Materna, assente sull'attuale cartografia IGM ma verosimilmente a sud del vallone Croce della Ragna e confinante con il Sinello. Dal 1472 al 1601 fu signoria dei d'Avalos di Vasto, quindi dei De Capua fino al 1647 ed infine nuovamente dei d'Avalos fino all'eversione della feudalità. Nella zona sono stati rinvenuti dei reperti archeologici, tra cui: una testa di Giove in pietra calcarea, una statuetta di Ercole in bronzo ed una stele funeraria. Nel XVIII secolo ingloba la Selva della Bardella, già appartenente a Monteodorisio.All'epoca della Rivoluzione Francese il barone De Riseis si schierò con la popolazione del paese con Giuseppe Pronio da Introdacqua, già chierico e poi armigero del marchese del Vasto, contro l'invasione dei giacobini.Nel 1807 venne incorporata l'università di Villa Ragna (già Sparpaglia, antico feudo disabitato che fu ripopolato nel XVI secolo); di tale villa rimangono i resti di una torre in località Torrone; nello stesso anno venne incorporato l'ex feudo di Planisio, poi divenuto Guasto Planasio, spartito tra Scerni, Gissi e Atessa. L'antico castello di Planisio si trovava nell'odierna località di Colle San Giovanni.Nel 1853 si procedette all'abbattimento della Selva di Bardella e della Selva di Aragno, posta la prima in contrada omonima e la seconda in contrada Ragna; i terreni dopo il disboscamento vennero utilizzati per coltivazioni rurali.Il 25, 26 e 27 febbraio del 1860 oltre mille contadini armati di roncole e mazze invasero la tenuta del marchese D'Avalos abbattendo una casa rurale, rubando legna da ardere e malmenando il guardaboschi. La furia contadina e la consistenza numerica travolse poi i gendarmi e le guardie urbane di Pollutri e di Monteodorisio. Fu un vero e proprio tumulto condotto, con armi da fuoco alla mano, da Michelangelo Tarquinio, Giuseppe Menna detto Passaguai e da Luigi Berarducci.Monumenti e luoghi d'interesseBorgo fortificato. Il primo impianto risale a XIV secolo e trasformato fino al XVIII secolo. A nord è delimitato dal tratturo Lanciano-Cupello ed a sud dal tratturo Centurelle-Montesecco.Chiesa della Madonna della Strada. È sita in Viale Dante Alighieri. La prima menzione della chiesa è del 1324-25 quando è soggetta all'Abbazia di Santa Maria Arabona. Nell'interno vi sono delle statue lignee rappresentanti due vescovi santi, risalenti al XIV secolo, e la Madonna della Strada, quest'ultima, forse, del Cinquecento. L'interno era a navata unica. La facciata è preceduta da un portico.Chiesa di San Panfilo. È sita in via arcivescovo de Risio. È stata costruita antecedentemente al XIV secolo, tuttavia la prima citazione storica è del 1324-1325 quando è citata nelle decime per l'abbazia di Santa Maria d'Arabona. In seguito la fabbrica della chiesa fu completamente modificata nel corso del XVIII secolo. Il portale in pietra è sormontato da un architrave con mensole con sovrastante cornice centinata. Tra i due registri vi è una cornice marcapiano. Nel secondo registro vi sono altre paraste ed una grande finestra rettangolare. Nel 1566 è danneggiato dalle incursioni turchi. La chiesa ha subito vari ampliamenti e modifiche: nel 1511 con la probabile trasformazione da pianta centrale a croce latina; nel 1718; nel 1748 viene restaurata dopo il terremoto del 1720 e nel XIX secolo viene riprogettata. La facciata è in cotto con profilo curvilineo nelle due ali laterali, il prospetto principale è suddiviso in due registri, inoltre è suddiviso da sei paraste con capitelli ionici ai lati, tre per lato. La facciata si trova su di un piano rialzato. L'interno, a tre navate, è in stile neoclassico ed è stato decorato tra il 1868 ed il 1869. La volta è a botte con lunette ed una finta cupola sul transetto. Sulla cantoria sopra l'ingresso è sito un organo con cassa lignea con prospetto a tre campate che poggiano su delle volute lignee, sulle campate sono posti degli strumenti musicali in legno. La torre campanaria risale al XVIII secolo. Il campanile è in laterizio a pianta quadrata.Cognomi tipiciD'Almonte - D'Anniballe - Antonucci - Bartoletti - Benedetti - Di Benedetto - Berarducci - Del Bianco - Di Blasio - Candeloro - Di Candilo - Carlucci - De Cecco - Chiavaro - Ciancaglini - Cianci - Ciccarone - Cionci - Colantonio - Colonna - Costantini - D'Ercole - Finamore - Florindo - Di Fabio - Di Fonzo - Forgione - Giacomucci - Giordano - Di Giovanni - Giuliani - Lanzetta - Di Lello - Macchia - Mancini - Marocco - Marrollo - Marrone - Menna - De Mia - Monachetti - Moretti - Nicolucci - Orsatti - Orsetti - Ottaviano - Pachioli - Palmucci - Pasquale - Pedone - Pietropaolo - Pomponio - Ranalli - Raymondi - De Risio - Sabatini - Sadão Mito - Di Santo - Scamuffo - Scardapane - Scenna - Silverii - Silvestri - Di Silvio - Del Sindaco - Suriani - Tarquinio - Tascione - Tornese - Di Tullio - Umile -Vitale- Vitelli - Zulli - TinaroPiatti tipiciPrimi piattin'durciullun (pasta alla chitarra molto spessa e sovente condita con sugo di castrato).Salumiventricina, un insaccato di carne di maiale e peperoncino dal gusto forte e molto piccante.Dolcicavallo, un dolce secco di cioccolata con la forma caratteristica dell'animale;fiadone che viene mangiato a Pasqua;calcionetti o calcinitti, fritti natalizi ripieni di marmellata d'uva o di pasta di ceci, rotondi a forma di palline o di ceci ed impastati col miele;tarallucci, dolci rotondi col buco in mezzo con marmellata;pizzelle, che vengono realizzate con uno strumento tipico abruzzese detto lu ferre;scrippelle, dolci lunghi fatti con una particolare pastella e poi fritti.Feste ed eventi28 aprile: festa patronale di San Panfilo;29 aprile: festa patronale Sant'Emidio;13 maggio: festa di San Nicola;20 giugno: festa di San Silverio;25 luglio: festa di San Giacomo;15 agosto: festa della Madonna della Strada;16 agosto: festa di San Rocco;agosto: sagra della lumaca.Cittadini illustriGiuseppe De Riseis, (Scerni, 1833 - Roma, 18 gennaio 1924), uomo politico e senatore.Panfilo De Riseis, (Scerni, 20 agosto 1795 – Napoli, 10 agosto 1883), politico e senatore del Regno d'Italia nella XIII legislatura.Sergio De Risio, (Scerni 28 agosto 1945 - Roma 26 ottobre 2004), psichiatra, psicoanalista, poeta.Natale Di Fonzo, (Scerni, 8 marzo 1950 - Napoli, 20 febbraio 2011), scienziato genetista.Leonardo Umile, (Scerni, 1919 - Bastia di Licciana Nardi, 7 aprile 1945), operaio, partigiano; medaglia d'oro al Valor Militare alla memoriaUmberto Piscicelli, (Scerni 29 settembre 1927 - Roma 22 luglio 2003), medico cultore della psicosomatica e famoso per aver inventato il metodo R.A.T sulla preparazione al parto.Ercole Ottaviano, (Scerni 23 ottobre 1937 - Milano, 7 giugno 1991), genetista.Evoluzione demograficaAbitanti censiti AmministrazioneNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ Cenni storici^ Massimo Viglione, La Vandea italiana, Effedieffe (a. 1995), pag. 151^ Fulvio D'Amore, Viva Francesco II! Morte a Vittorio Emanuele!, Controcorrente (a. 2006), pag. 93^ Borgo fortificato^ Chiesa della Madonna della Strada^ Chiesa di San Panfilo^ Feste e tradizioni^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su ScerniCollegamenti esterniSito ufficiale del comunewebcam su Scerni

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