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Edificio di culto

Abbazia di Santa Maria del Patire (o Patirion)

Località Patire, Rossano, (Cosenza)

L'Abbazia di Santa Maria del Patire (o Patirion) fu fondata intorno al 1095 dal monaco Bartolomeo di Simeri. In epoca normanna divenne uno dei più ricchi e rinomati monasteri dell'Italia Meridionale: possedeva una ricca biblioteca e uno scriptorium dove lavoravano monaci amanuensi per la trascrizione di antichi codici. Dal XV secolo, L'Abbazia conobbe un lungo ma inesorabile decadimento finché, nel 1809, venne soppresso dai francesi. La Chiesa presenta una pianta basilicale latino-normanna, con tre absidi rivolte a est. La navata centrale, caratterizzata dal tetto ligneo a capriate, è divisa dalle due laterali mediante quattro ordini di arcate a sesto acuto poggianti su colonne a base ionica, senza capitelli. Il presbiterio è delimitata da quattro pilastri con rispettive colonne decorative con capitello corinzio, provenienti probabilmente dalle rovine dell'antica Thurio. L'antico pavimento a mosaico, solo in parte salvato, risale al XII secolo e rappresenta figure di animali reali e mitologici. Si conserva un crocifisso ligneo del '600 e l'effigie della Madonna del Patire,del XIX secolo. All'esterno, le ampie arcate residue introducono al chiostro e ai ruderi dell'antico monastero. La facciata è stata molto rimaneggiata: delle antiche tre porte maggiori, oggi rimane solo quella centrale, incorniciata da colonne molto antiche. Il rosone centrale è moderno, mentre sembra molto più antico quello murato al vertice della cuspide. Le due porte laterali presentano decorazioni tipiche arabesche.

* Mario Candido, Santa Maria del Patire e la Cattolica di Stilo con esempi di chiese bizantine e basiliane in Val di Crati, 2013

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