• Seguici sui nostri social
  • facebook
  • twitter
  • instagram
Casa di Livia. Le pitture del tablino c
Area Archeologica

Parco archeologico del Colosseo - Casa di Livia

Piazza di S. Maria Nova, 53, Roma Tempo di lettura: meno di 1 minuto
Situato nell’area sud-occidentale del Palatino, l'edificio noto come "Casa di Livia" fu costruito nella prima metà del I secolo a.C. Si trattava di una delle tante lussuose abitazioni che caratterizzavano il colle in età repubblicana. Intorno al 30 a.C. la casa subì una sostanziale ristrutturazione e fu decorata con i meravigliosi affreschi ancor oggi visibili.
Gli ambienti di rappresentanza, costituiti da un ampio atrio sul fondo del quale si aprono tre stanze parallele, una di rappresentanza al centro (il tablino) le altre di “servizio” (alae), cui si aggiunge un triclinio (sala da pranzo) su uno dei lati, presentano una decorazione pavimentale molto semplice, con motivi a tessere nere su fondo bianco. Ricca e suggestiva è invece la decorazione dipinta, a partire da quella del tablino: qui, su di un basso podio sormontato da colonne che sorreggono un soffitto cassettonato, si aprono vedute immaginarie. Tra le scene mitologiche raffigurate si riconoscono Polifemo e Galatea e la ninfa Io sorvegliata da Argo, quest’ultimo probabilmente copia di un famoso dipinto del pittore ellenistico Nicia. Ai lati dei quadri centrali finte aperture spaziano su vedute di paesaggi immaginari e di architetture fantastiche, arricchite da sfingi, figure alate e candelabri.
Nell’ala destra la decorazione, più semplice ma non meno suggestiva, è organizzata intorno a un portico aggettante: tra le colonne sono dipinti festoni vegetali ornati con bende e oggetti di culto. Al di sopra corre un singolare fregio monocromo su fondo giallo, con rappresentazioni di vita reale alternate a scene rituali di ambiente egizio (si distinguono cammelli, sfingi e una statua di Iside), rese in modo “impressionistico” con poche, rapide, pennellate. Nell’ambiente a sinistra sono invece rappresentate figure fantastiche (grifi, Vittorie alate), affrontate ai lati di candelabri o poggiate sui rami dell’albero della vita.
L' iscrizione Iulia Augusta, leggibile sulle tubature in piombo, ha spinto ad attribuire l’edificio a Livia, moglie dell’imperatore Augusto, la cui abitazione si trovava a pochi metri di distanza. L’ipotesi più accreditata è che la più antica casa indipendente di età repubblicana sia stata ristrutturata intorno al 30 a.C.  e trasformata in un appartamento riservato a Livia all’interno del più ampio complesso abitativo augusteo.
Orario estivo (fino al 27 Ottobre 2018):
Lunedì, mercoledì, venerdì ore 9.00 -18.30
Domenica ore 9.00-14.00
Orario invernale (dal 28 Ottobre 2018 al 31 Marzo 2019):
Lunedi, mercoledì, venerdì ore 9.00-15.30
Domenica ore 9.00-13.00
L'ultimo ingresso si effettua un'ora prima della chiusura.

Potrebbero interessarti