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Aula Isiaca, dettaglio c
Area Archeologica

Parco archeologico del Colosseo - Aula Isiaca con Loggia Mattei

Santa Maria Nova, 53, Roma Tempo di lettura: circa 2 minuti

Parco archeologico del Colosseo 

Aula Isiaca 

Le pitture distaccate e oggi esposte in un ambiente della Domus Augustana decoravano una residenza del I secolo a.C. scoperta al di sotto della cd. Basilica della Domus Flavia nel XVIII nel corso degli sterri promossi dal duca di Parma e Piacenza e poi scavata di nuovo al principio del XX secolo da Giacomo Boni.

Un frammento della prima decorazione pittorica della residenza raffigura architetture prospettiche tipiche del secondo stile ed è databile alla metà del I secolo a.C.

L’elaborata decorazione relativa a un ambiente a pianta rettangolare absidato, coperto in parte a volta in parte con soffitto piano, appartiene invece a una seconda fase decorativa della domus. Le pitture, di secondo stile avanzato, sono databili al periodo augusteo intorno al 30 a.C. e trovano numerose affinità per stile e contenuti nelle decorazioni della residenza del princeps e della Casa di Livia sul Palatino e della Villa della Farnesina.

La denominazione di Aula Isiaca deriva dalle numerose allusioni nella decorazione all’Egitto e alla dea Iside, come fiori di loto, serpenti, vasi rituali e ghirlande di rose.

La parete lunga conservata è decorata da esili architetture su un basso podio con colonne che inquadrano al centro un’edicola con all’interno un paesaggio; a metà altezza corre una trabeazione decorata da quadretti con scene di genere e piccole figure che terminano in girali vegetali. Ai lati dell’edicola centrale erano rappresentati entro pannelli paesaggi mitologici: a destra era raffigurato forse il mito della nascita di Elena. Sulla parete corta è dipinta una scena riferibile allo sbarco di Elena e Paride e nella lunetta un vaso cerimoniale dorato decorato con corone di rose. L’abside era decorata con la rappresentazione di paesaggi idillico-mitologici e sul podio un paesaggio nilotico. 

La decorazione delle pareti era delimitata superiormente da un fregio dipinto con urei (serpenti) e fiori di loto e al di sopra una cornice in stucco. La volta, con tracce di doratura, presenta motivi nastriformi molto raffinati con un nastro giallo su spessa fascia blu ondulata che racchiude candelabri e motivi vegetali con riferimenti al culto isiaco.

Loggia Mattei

Nell’ambiente della Domus Augustana sono visibili le pitture della loggia rinascimentale della villa Stati, dipinta da Baldassarre Peruzzi – architetto, pittore e scenografo - negli anni ‘20 del XVI secolo, passata nel 1561 alla famiglia Mattei. La volta è decorata a grottesche, termine che deriva dalla ispirazione di tale genere di pittura alle decorazioni riscoperte nelle ‘grotte’ del padiglione della Domus Aurea sul colle Oppio alla fine del XV secolo. Un fregio giallo a mascheroni incornicia un fondo bianco con al centro lo stemma dei Mattei, che nel 1595 sostituì quello Stati, e due quadretti a tema mitologico su fondo scuro: le nozze di Ercole ed Ebe e Venere tra Amore e le Muse. Le vele sono decorate da tondi a fondo blu con i dodici segni zodiacali mentre sui peducci sono dipinte sui lati lunghi edicole con le sei Muse e sui lati corti Atena e Apollo. Gli affreschi sulle pareti con scene del mito di Venere furono staccati nel 1846 e trasferiti all’Ermitage di San Pietroburgo dove tuttora sono conservati. Qualche anno dopo anche le raffigurazioni mitologiche e i tondi con i segni zodiacali furono staccati e venduti al Metropolitan Museum of Art di New York. Un recente accordo di prestito ne ha permesso la ricollocazione in situ.


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