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Rabbi

Rabbi, (Trento) Tempo di lettura: circa 3 minuti
Rabbi (Rabi in ladino) è un comune italiano di 1.422 abitanti della provincia di Trento. Coincide con la Val di Rabbi, una valle laterale della Val di Sole e si estende per una decina di chilometri a nord-ovest di Malè.GeografiaLe sue frazioni principali sono, nell'ordine in cui si incontrano risalendo la valle: Pracorno (Pracorn), San Bernardo (San Bernart) (centro amministrativo del comune), Piazzola (Plazölô) e Rabbi Fonti (Le Aque, sede delle Terme di Rabbi).La sua conformazione prettamente alpina la rende una delle valli più suggestive del Trentino, caratterizzata da ampi pascoli, verdi boschi, infinite malghe e innumerevoli masi, i caratteristici edifici rurali in legno.Più della metà del territorio del comune di Rabbi è compreso nel parco nazionale dello Stelvio. La valle è percorsa dal torrente Rabbies che a Malè incontra il Noce.StoriaFrazioni e nuclei abitatiPiazzolaPiazzola (Plazölô) domina tutta la valle dall'alto dei suoi 1314 metri. La sua chiesa, dedicata a San Giovanni Nepomuceno e alla Madonna di Loreto si impone sulle frazioni sottostanti. Da Piazzola partono i sentieri per raggiungere i rifugi Lago Corvo (2425 m s.l.m.,poco distante dal passo di Rabbi che collega la valle con la val d'Ultimo (Val d'Outem) e Dorigoni ( 2437 m s.l.m. ). Le frazioni di Piazzola sono: Cotorni, Marachjàgn, Mas, Sombrabi (Somrabbi), Lūci d'Albe, Bogine, Cosi, Chjasôrotô, Chjariöi, Serô (Serra), Masét, Chjanve (Caneve), Chjavalar (Cavallar), Vinövô, Matarei, Plaze, Petér, Nistelô, Crespiòn, Viletô, Mori, Pontarô, Aque, Plan, Rotondô, Plaze di Forni, Masnöf, More.PracornoPracorno (Pracòrn) è il primo paese che si incontra venendo da Malé. In forza di circa 200 abitanti è diviso in una serie di minuscole frazioni (talvolta anche formate da solo un paio di case) tra cui ricordiamo Cagliàri (Chjalliari), Dadi e Ingenga (Ingenchjå). A Pracorno si trova il molino Ruatti, antico mulino ottocentesco oggi adibito a museo di archeologia artigianale di montagna. Sebbene sia stato notevolmente restaurato, si tratta di uno dei pochissimi esempi rimasti di mulino ad acqua funzionante.Rabbi FontiLe Aque, situate in fondo alla valle, sono in realtà una frazione di Piazzola. Ai tempi dell'impero austro-ungarico la località godeva di notorietà e di un certo sviluppo turistico legato alle acque termali.Alle Terme di Rabbi sgorga un'acqua un tempo altamente ferruginosa e gassata. In questa località vi è anche una chiesetta dedicata a Sant'Anna, un centro visitatori del Parco nazionale dello Stelvio, una pista per lo sci di fondo nei mesi invernali ed una "balerô" nella quale si tengono delle feste campestri durante l'estate e la terza domenica di settembre la "Desmaglidô", il folkloristico ritorno in paese delle mucche, delle capre e delle pecore dopo l'alpeggio estivo.San BernardoSan Bernardo (San Bernart) è la sede amministrativa del comune. Qui sono presenti i principali servizi: comune, parrocchia, farmacia, banca, ufficio postale e la stazione carabinieri. Fra le sue frazioni ricordiamo Ceresè (Ciaresé), Pedergnana (Pedernianå), Penasa (Penaså), Poz, Stablum, Tassé (Tassé), Valorz (Valorc'), Zanon (Gianon), Casna (Chjasnå), Pedrin, La Val, Le Ruaie.Dialetto della Val di RabbiIl rabiés, ovvero il dialetto parlato in Val di Rabbi appartiene alle parlate retoromanze e nello specifico esso è assimilato al ladino anaunico.È caratterizzato fonologicamente dalla semi-palatizzazione dei fonemi c e g davanti a vocale, con la conseguente formazione di chj- e j-. In particolare il suono "chj", con pronuncia molto aspirata, è considerato fattor comune di tutte le genti ladine antiche, (elevando il dialetto di Rabbi ad un dialetto antico e conservativo) ed anche in Val di Non, in Val di Fassa e nell'Alta Val di Fiemme prima del fonema ć persisteva l'uso del fonema chj, specialmente davanti alla vocale a (ancora oggi esso viene utilizzato nella parlata nell'alta Anaunia, come per esempio nel paese di Fondo).Altra caratteristica fonetica peculiare della parlata rabbiese è la vocale usata come finale per il genere femminile. Generalmente trascritta con i grafemi ô o å, essa è senza dubbio un indice di quanto il dialetto di Rabbi, a differenza dei dialetti ad esso tassonomicamente più legati (come appunto le varianti nonese), abbia resistito molto bene al "naturale" processo di italianizzazione fonetica tuttora in atto. Questo suono è oggi pronunciato largamente come [o], ma presumibilmente ricorre come evoluzione del fonema ö o ë (che ancora si riscontra nella pronuncia di parlanti più anziani e soprattutto in parole come chjasô, dove il fonema subisce una tendenza ad anteriorizzarsi per analogia con l'italiano): nella parlata comune attuale, come detto, il fonema è chiuso e posteriorizzato, secondo peraltro le tendenze generali che si ritrovano negli altri dialetti simili. Il fatto che questo fonema sia ancora percepito come diverso da a e o italiane, evidenzia quanto il dialetto di Rabbi sia stato e sia ancora particolarmente conservativo rispetto al cambiamento subìto da quasi tutti gli altri dialetti solandri e non solo.Si riscontra nel dialetto rabbiese un largo uso delle vocali "alterate" ü ed ö.Nella parlata son della val di Rabbi sono presenti i gruppi consonantici pl (plan-piano/a e planger-piangere), gl (glesiô-chiesa e la glac'-ghiaccio), cl (seclô-secchio e reclô-orecchio), bl (blainch-bianco e sablon-sabbia), tratti caratteristici delle parlate ladine.Anche dal punto di vista lessicale, il rabjés è considerato d'avanguardia, utilizzando parole che vengono usate ormai in pochi altri paesi delle valli vicine.Nel censimento del 2011 il 5,00% degli abitanti si dichiarato appartenente al gruppo linguistico ladino.Evoluzione demograficaAbitanti censiti AmministrazioneGalleria fotograficaNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ Quaresima, Enrico (1964; rist. 1991). Vocabolario anaunico e solandro. Firenze: Leo S. Olschki. ISBN 8822207548^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.Voci correlateParco Nazionale dello StelvioVal di Sole

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