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Shakespeare contemporaneo in scena al Bellini di Napoli

Napoli 6 mesi fa Tempo di lettura: circa 3 minuti

Due riscritture originali, due atti, un unico spettacolo: Tito / Giulio Cesare è il lavoro nato nell’ambito del progetto Glob(e)al Shakespeare, ideato da Gabriele Russo, già vincitore del Premio Associazione Nazionale Critici 2017 come miglior progetto speciale. 

In scena dal 13 al 24 marzo al Teatro Bellini di Napoli arrivano i due capolavori shakespeariani, il Tito Andronico e il Giulio Cesare, riscritti rispettivamente da Michele Santeramo e Fabrizio Sinisi e diretti da Gabriele Russo e Andrea De Rosa. Un originale riallestimento pensato per la tournée in cui gli autori e i registi condividono identità, poetica e linguaggio contemporanei aprendo una riflessione comune sul concetto di potere e sugli effetti della sua pratica. 

Tito

Gabriele Russo affronta una delle tragedie più cruente di Shakespeare, il Tito Andronico, riscritta da Santeramo. Autore e regista in sinergia hanno lavorato sulla “scarnificazione” della tragedia, facendone risaltare il carattere drammatico, anziché quello epico e tragico dell’opera. Il risultato è la ricerca della sua essenza: Tito, interpretato da Fabrizio Ferracane, è un eroe stanco, padre di figli immaturi, oberato dal peso della responsabilità. 

Il ritratto di Tito è quello di un uomo alla ricerca della normalità che stanco della guerra vorrebbe trovare la pace. Fra le mura di casa il sangue continua a scorrere mentre si consuma la vendetta dei suoi vecchi nemici: non può esserci pace se la guerra è altrove. È a questo punto che il Tito di Shakespeare si ribella a quello di Santeramo/Russo perché la normalità desiderata diventa causa della tragedia.

Insieme a Ferracane in scena Roberto Caccioppoli, Antimo Casertano, Martina Galletta, Ernesto Lama , Daniele Marino, Francesca Piroi, Daniele Russo, Leonardo Antonio Russo, Filippo Scotti, Rosario Tedesco, Isacco Venturini e Andrea Sorrentino.

«Lo spettacolo – si legge in una nota -  vede i bravissimi attori alle prese con un raffinato gioco di ruoli, che li fa saltare continuamente dal “dentro” al “fuori” la messinscena, rendendo sottile il confine tra il piano della realtà e quello della finzione. Questo Tito, mediante i dialoghi tra i personaggi e gli interventi degli stessi attori, riesce a restituirci l'insensatezza della guerra e della violenza con un tono generale lieve ed elegante, capace di strapparci anche un sorriso».

 

Giulio Cesare 

Il regista Andrea De Rosa, insieme al drammaturgo Fabrizio Sinisi, nella rilettura del Giulio Cesare privilegiano l’aspetto politico e filosofico dell’originale, cercando, con la messa in scena, di rispondere ad una domanda precisa: 

«La storia del Novecento è stata attraversata da molte infami dittature e altre sembrano affacciarsi in questo oscuro inizio del nuovo millennio. Un destino inesorabile ci riporta continuamente a fare i conti con questo spettro, brutale e contraddittorio, che da sempre si agita nella storia umana: si vuole, si può, si deve uccidere il Tiranno?»

Il risultato è un allestimento dall'atmosfera metallica in cui i congiurati Bruto, Cassio e Casca (Isacco Venturini, Daniele Russo e Nicola Ciaffoni) cercano le ragioni profonde del loro omicidio, le interrogano e ne sono, al tempo stesso, travolti. Nel frattempo Antonio (Rosario Tedesco) cerca di ricomporre un ordine dando sepoltura a Cesare e cercando di interpretarne il cambiamento.

Tutta l’azione è immersa in una «notte della storia» nella quale i congiurati saranno infine sopraffatti dalla certezza che quell’omicidio non basterà – come avevano creduto – a salvare la res publica, perché ormai l’identificazione tra Cesare e Roma è profonda e irreversibile. 

«Prendendo lo Stato, Cesare ha impersonato lo Stato, lo ha plasmato e modificato strutturalmente, tanto che, anche dopo il suo assassinio, niente potrà essere più lo stesso. – prosegue De Rosa – Uccidere il Tiranno può non bastare perché spesso il potere del Tiranno risiede proprio nella comunità che lo subisce, che arriva talvolta a proteggerne e tutelarne il dominio». 

Uno spettacolo che pur rimanendo fedele al dramma secentesco lo trasforma in una riflessione dalla stringente attualità.

 

TITO/GIULIO CESARE

2 riscritture originali da Shakespeare

ATTO PRIMO 

TITO
riscrittura Michele Santeramo

con

Roberto Caccioppoli ___ Bassiano
Antimo Casertano ___ Lucio
Fabrizio Ferracane ___ Tito
Martina Galletta ___ Tamora
Ernesto Lama  Saturino
Daniele Marino ___ Demetrio
Francesca Piroi ___ Lavinia
Daniele Russo ___ Aronne
Leonardo Antonio Russo___Alabro
Filippo Scotti ___ Marzio
Rosario Tedesco ___ Marco
Isacco Venturini/Andrea Sorrentino ___ Chirone

regia Gabriele Russo

 

ATTO SECONDO

GIULIO CESARE
riscrittura Fabrizio Sinisi

con

Nicola Ciaffoni ___ Casca
Daniele Russo ___ Cassio
Rosario Tedesco ___ Antonio
Isacco Venturini/Andrea Sorrentino ___ Bruto

regia Andrea De Rosa

scene Francesco Esposito
costumi Chiara Aversano
luci Salvatore Palladino, Gianni Caccia

progetto sonoro Alessio Foglia, G.U.P. Alcaro

assistente scenografo Lucia Imperato/direttore di allestimento Antonio Verde/ capo macchinista Generoso Ciociola/aiuto fonico Nicol˜ Tacconella

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Teatro Bellini, dal 13 al 24 marzo
Orari: feriali ore 21:00, domenica ore 18:00, mercoledì 20 marzo h. 17:30, sabato 23 marzo h. 19:00

 

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