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Comune

Nembro

Nembro, (Bergamo) Tempo di lettura: circa 16 minuti
Nembro (Nèmber in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 11.713 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato sulla destra orografica del fiume Serio, in Valle Seriana, si trova circa 9 chilometri a nord-est del capoluogo orobico. Il comune fa parte della Comunità Montana della Valle Seriana. Storia Età antica I ritrovamenti più antichi rinvenuti sul territorio nembrese sono importanti reperti archeologici di cuspidi litiche, risalenti al Paleolitico, ora custodite presso il Museo di Scienze Naturali di Bergamo. I primi insediamenti umani risalirebbero invece al periodo delle invasioni galliche, databili attorno al V secolo a.C., come si evince dall'origine del toponimo che sarebbe da ricondurre alla voce celtica nembren, che significa altura, toponimo riscontrato in altre località della zona. Meno attendibili sono invece le teorie che collegherebbero il nome a Nemus, che significa bosco, oppure a nimbula (dal latino nube). Il primo documento che attesta l'esistenza del borgo è databile all'anno 800 (un testamento di Lupone ed Ansperto, due sacerdoti del luogo), ma alcuni ritrovamenti certificano che i territori comunali furono abitati già in epoca romana: nei pressi del torrente Carso infatti vennero rinvenute, nel 1971, monete romane databili attorno al III secolo. Inoltre sono state ritrovate tre iscrizioni funerarie risalenti alla conquista dell'impero romano: la prima è una stele funerario con busto di tale Lucio Celio Corneliano, la seconda è un'iscrizione sepolcrale di tale Mogizione, mentre la terza è un'epigrafe di Balbio Rufo, della tribù Palatina. In quell’epoca Nembro fu al centro di una prima urbanizzazione e cominciò ad assumere un ruolo di notevole importanza nel panorama della provincia romana della Gallia Cisalpina grazie all’estrazione, unica sul suolo italiano, di pietre coti, utilizzate per affilare coltelli ed altri utensili da taglio. Quest’attività, inizialmente demandata agli schiavi, permise al paese di ergersi ad importante stazione militare. Il medioevo Importanza che crebbe notevolmente durante il medioevo, epoca in cui il paese si sviluppò in modo considerevole, tanto da diventare il centro di riferimento della bassa valle Seriana. Il territorio venne interessato dal passaggio della via Mercatorum, utilizzata da commercianti e viandanti per raggiungere la Valle Brembana, in quei tempi difficilmente raggiungibile utilizzando gli impervi sentieri del fondovalle. Questa strada lastricata si sviluppava dalla città di Bergamo arrivando in breve a Nembro, dove guadagnava quota toccando Lonno, per salire poi fino a Salmezza e giungere a Selvino, tutti territori inclusi nei confini comunali di quel tempo. La strada scendeva poi verso Trafficanti (frazione di Costa Serina) e quindi giungeva a Serina. Da essa il territorio trasse notevoli benefici economici, mediante la presenza di locande che ospitavano i viandanti, di stazioni per il cambio dei cavalli e di edifici di dogana. L’importanza che Nembro ricopriva era ben visibile anche amministrativamente, con il territorio comunale che, oltre all’attuale censuario, si espandeva includendo sia Alzano Sopra, Selvino e Rigosa, borghi posti lungo il corso della via Mercatorum, l’ultimo dei quali facente parte della Valle Brembana, sia Pradalunga e Cornale collocati nell’oltreserio. Inoltre fu sede della Plebana ecclesiastica della Valle Seriana che era la più importante e antica fra le 12 Pievi in cui era suddivisa la Diocesi di Bergamo e che tratteneva nella sua giurisdizione ecclesiastica, unitamente con Clusone, 48 parrocchie del circondario. Il medioevo fu anche un periodo in cui il borgo, dopo essersi sottratto al giogo feudale imposto dal Vescovo di Bergamo, si trovò al centro di sanguinose dispute tra le avverse fazioni di guelfi e ghibellini, con le famiglie Vitalba e Suardi a fronteggiarsi per il controllo della zona. Il livello di recrudescenza raggiunse un livello tale da rendere de facto il paese diviso in due: Nembro superiore sotto il controllo ghibellino con il relativo quartier generale posto presso il colle di San Pietro, e Nembro inferiore ad appannaggio dei guelfi con la fortificazione di riferimento ubicata sul colle dello Zuccarello. Sorsero inoltre numerose edificazioni difensive anche nel centro abitato, con le famiglie maggiormente in vista intente a crearsi abitazioni che rendessero fede al proprio blasone e che le mettessero al sicuro da attacchi delle fazioni avverse. Tra queste vi è la torre fortificata della famiglia Plizolis (oggi Pelliccioli), edificata nel 1413 e successivamente ridimensionata, tuttora esistente. In un simile contesto in pochi anni si contarono decine di persone uccise, con l’apice che venne raggiunto nel marzo del 1315 quando i guelfi attaccarono ed espugnarono la rocca ghibellina posta sul colle di San Pietro, dando poi fuoco alle abitazioni della zona Nord del paese. Gli abitanti si rivolsero quindi a Ludovico Visconti, podestà della città di Bergamo, affinché ripristinasse la situazione precedente. Questi rispose attaccando la rocca con una consistente guarnigione composta da 4.000 fanti che tuttavia, complice la disorganizzazione nelle fasi salienti della battaglia, uscì sconfitta. Si decise allora di far intervenire direttamente Matteo Visconti, signore della città di Milano, il quale, mediante un blitz notturno, riuscì a riprendere possesso del fortilizio il 15 maggio. Un secolo più tardi un’altra battaglia si verificò sul suolo nembrese, questa volta nell’ambito delle lotte tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano per ottenere la supremazia della provincia di Bergamo. I fatti si svolsero presso la località Cà di cap, posta nei pressi del confine con Albino, il giorno 11 gennaio 1454 con protagonisti il condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni, al servizio dei milanesi, e Ludovico Malvezzi, al comando delle truppe della Serenissima. Il primo ebbe la meglio grazie ad una manovra astuta, garantita dalla conoscenza del territorio. In quel punto, in cui la valle si restringeva stretta tra il fiume Serio ed il monte Cereto, il Colleoni riuscì ad aggirare il nemico guadando il fiume e contestualmente colpendolo di sorpresa mediante il lancio di grosse palle di neve fatte rotolare dalle scoscese pendici del sovrastante monte Cereto. La Serenissima e l'età moderna Pochi anni più tardi si arrivò alla definitiva pacificazione grazie all’avvento della Repubblica di Venezia che diede il via ad un periodo di tranquillità in cui l’intera zona riprese a prosperare. Si svilupparono ulteriormente i commerci e vi fu nuovo impulso per l’agricoltura (frumento e vite su tutte), l’allevamento e l’industria delle pietre coti. La Serenissima decise di eliminare tutte le fortificazioni: le torri furono utilizzate come abitazioni ed i due principali fortilizi vennero riconvertiti in edifici religiosi che presero il nome dal colle su cui sorgevano: la chiesetta di San Pietro ed il Santuario dello Zuccarello, tuttora esistenti. Tuttavia tra il XVI ed il XVIII secolo si verificarono una serie di eventi che segnarono notevolmente la storia del paese. In primo luogo la disgregazione territoriale, che portò prima Alzano Sopra ed Alzano Maggiore, poi Rigosa, Selvino, Cornale e Pradalunga ad ottenere l’autonomia amministrativa dal capoluogo. Questa causò, oltre ad una notevole riduzione dei confini comunali, anche ad una notevole riduzione dei proventi derivanti dai commerci, con l’aggiunta del fatto che gran parte delle cave di pietre coti era collocata presso Pradalunga. A questa situazione si aggiunse la costruzione, da parte della Serenissima, della via Priula, nuova strada che permetteva di raggiungere l’alta Valle Brembana direttamente da Bergamo, escludendo di fatto il tratto nembrese della via Mercatorum. Ulteriori eventi negativi vennero da carestie ed epidemie di peste, su tutte quella del 1630 che decimò la popolazione, lasciando soltanto 744 superstiti a fronte dei precedenti 2.700 residenti. La crisi e la consequenziale miseria che ne scaturirono durarono fino alla seconda parte del XIX secolo, quando nella porzione Nord del territorio comunale si verificarono importanti insediamenti industriali promossi dalla famiglia Crespi, operante nel tessile. Questa collocò le proprie industrie nei pressi di due canali artificiali di antica origine, la roggia Serio Grande e la roggia Morlana, da cui poterono trarre l’energia necessaria al funzionamento dei macchinari. Conseguentemente, nel periodo compreso tra il 1881 ed il 1901, la popolazione ebbe un notevole incremento, che fece raggiungere 4779 abitanti, 440 dei quali occupati nella suddetta azienda, a fianco della quale si sviluppò un nuovo quartiere che prese il nome dall’azienda. Un ulteriore impulso venne dalla realizzazione della Ferrovia della Valle Seriana che, inaugurata nel 1884, rimase operativa fino al 1967, anno in cui fu smantellata. Sulla sede su cui questa scorreva, limitatamente al tratto che da Bergamo giunge ad Albino, nel 2009 è stata inaugurata una linea di metropolitana leggera denominata Tranvia Bergamo-Albino, che ha assunto una certa importanza per via di tre sue fermate poste nel comune (Nembro Camozzi, Nembro Centro e Nembro Saletti). La linea è molto frequentata da tutti coloro che desiderino dirigersi nella Valle Seriana. Luoghi d'interesse Chiesa di san Martino di Tours Il più importante edificio religioso presente sul territorio comunale è indubbiamente il Duomo dedicato San Martino vescovo di Tours. Edificato nel 1424 ma completamente modificato fra 1752 e il 1777 dall'architetto Luca Lucchini di Certenago, risulta essere la chiesa più grande della diocesi di Bergamo. Di struttura imponente, presenta una facciata con due cornicioni orizzontali e suddivisa in tre ordini. Nel principale è collocato il portale d’ingresso con ai lati, in quattro nicchie, le statue dei santi Fulgenzio, Agostino, Simpliciano e Tommaso da Villanova. Nel secondo ordine si trovano due nicchie laterali raffiguranti i santi Nicola da Tolentino e Giuliano, con quelle di sante Monica e Chiara poste sul cornicione in posizione più esterna, mentre il terzo è costituito da un timpano a forma triangolare sopra cui è collocata una croce. All'interno presenta numerose opere d’arte, che testimoniano l’importanza che la chiesa ha ricoperto nei secoli passati: la più antica pare essere una tavola, databile alla fine del XV secolo e proveniente dall’antica Chiesa Plebana, dipinta ad olio all'altare di San Bonifacio raffigurante Cristo risorto fra Santi, opera dei pittori Zamaris di Chiari. Di grande rilevanza artistica sono il ciclo pittorico di ben venticinque opere eseguite da Enea Salmeggia, i dipinti raffiguranti la Sacra famiglia di Ponziano Loverini, il Convito di Baldassarre e Mosè fa zampillare l’acqua dalla roccia di Antonio Cifrondi, la Madonna col Bambino, angeli e santi di Giovanni Raggi, la Pietà di Mauro Picenardi ed una serie di dipinti di Vincenzo Angelo Orelli e del padre Giuseppe, tra cui il Padre Eterno in Gloria, il Sacrificio di Mosè, il Sacrificio di Melchisedec, il Sacrificio di Abramo ed il Sacrificio di Gedeone. Nella sagrestia è inoltre collocata una Pietà di Carlo Ceresa ed una Madonna col Bambino in trono e i santi Bernardino e Diego di Giacomo Cotta. Altre opere più recenti portano la firma di Marcello Bonomi, Giuliano Volpi, Giovanni Pezzotta e Giuseppe Carnelli. Interessanti sono pure il Battistero ed una pila dell'acqua lustrale in marmi policromi, datati 1614 e 1616, ed una statua lignea della Pietà di scuola fantoniana. Le scale, le inferriate e la gradinata di accesso alla grande cripta sono state recuperate dalla antica chiesa plebana del 1424, come pure l'altare in marmi policromi e la balaustra. Infine nel pavimento del presbiterio della cripta sono collocate le tombe degli arcipreti plebani e dei sacerdoti defunti prima dell'anno 1805. Sono da menzionare le decorazioni (1896) e l'affresco "Martirio di San Bonifacio" (1906) realizzati per l'arcipretale ad opera dell'artista nembrese Nicola Savoldi (in collaborazione con il fratello Luigi). Altri edifici religiosi Sempre in ambito religioso, nel centro storico si trova la chiesa di Santa Maria del Borgo. Recentemente sottoposta ad intervento di ripristino, durante il quale sotto il pavimento sono emerse le fondazioni di altre due chiese precedenti anteriori all'anno 1000 con tombe medievali visitabili su richiesta, possiede molti affreschi del XV-XVI secolo ed è dotata di un portale in pietra locale sul cui cuneo che ne chiude la facciata è scolpita la data della costruzione della struttura attuale: 1258. Poco distante trova posto anche la chiesa trecentesca dedicata alla "Madre della Misericordia" detta di San Sebastiano, con affreschi dei secoli XIV e XV, un grandioso polittico su due livelli con dieci tavole della fine del XV secolo di Gian Giacomo Gavazzi da Poscante con le due tavole dei Santi patroni opera della bottega dei Fratelli Marinoni di Desenzano al Serio. Vi è inoltre un piccolo organo ottavino portativo da sala del '600 che a detta della soprintendenza regionale è l'unico strumento superstite di questo tipo. Interessante è anche la chiesa di San Nicola da Tolentino, edificata nel 1509 e posta nell’omonimo quartiere, con annesso convento degli Agostiniani soppresso ai tempi della Repubblica Cisalpina nel 1805, ed il Santuario dello Zuccarello. Posto in una posizione dominante sull'intero territorio comunale e luogo di pellegrinaggi popolari, venne edificato in luogo di un antico castello della famiglia dei Vitalba nel 1374. Più volte ampliato nei secoli XVI, XVII e XX, conserva affreschi e dipinti databili attorno al XV-XVII secolo. Altra chiesa, di piccole dimensioni, che merita menzione è quella di San Pietro in Monte che, posta sul colle omonimo, venne costruita in parte sui muri perimetrali dell'antico castello abbattuto su istanza di San Bernardino da Siena durante la predicazione del quaresimale nell'anno 1415. Intorno alla chiesa sono ancora visibili le trincee a difesa dell'antico fortilizio scavate nella collina. Molto antica è anche la chiesa di San Faustino, attorno alla quale si è sviluppato l’omonimo quartiere. Citata già in documenti del 1248 come piccola chiesa agreste, rimase per secoli ai margini della vita religiosa nembrese, spesso in stato di semi-abbandono. Acquisì importanza sul finire del XIX secolo, grazie all’importante sviluppo edilizio della zona circostante. Ristrutturata nel 1965, presenta un unico grande ambiente adornato di arredi semplici e moderni. Architettura civile e percorsi Per ciò che concerne l’architettura civile interessante è il centro storico, che ancora conserva l’originale struttura fatta da vie strette ed edifici con pietre a vista, alternate a corti e piazze recentemente interessate da un intervento di ripristino e rivalutazione, specialmente per quanto riguarda Piazza della Libertà. Costruita in epoca fascista con il nome di Piazza del Littorio e per questo chiamata per decenni “Piazza Balilla”, ospita il municipio (un tempo casa del fascio) e l’auditorium “Modernissimo”, inizialmente adibito a casa della Gioventù italiana del Littorio. Altra opera di rilievo è il ponte sul fiume Serio, in stile romanico, costruito nel 1591 e rifatto in parte dopo una piena del fiume Serio nell'anno 1821. Ancora transitabile, collega il paese con la frazione Gavarno ed il comune di Pradalunga. Testimonianze rilevanti di archeologia industriale sono l'abbozzo di "villaggio del lavoro" di Benigno Crespi, concepito per gli operai del cotonificio, con annessa villa padronale (oggi demolito il primo e in stato d'abbandono la seconda), che completò in seguito portando e ampliando il progetto a Crespi d'Adda, nonché la ex-Filatura Blumer, edificata da Giovanni Blumer nel 1870, complesso industriale del quale facevano parte anche alcune case operaie. L'industria, che impiegava circa 300 operai, era costituita da due centrali poste in corrispondenza dei salti dell'acqua della roggia, a nord e a sud. Nel 1936, per opera della famiglia Fraschini, la filatura fu trasformata in una ditta metallurgica. Qualche esempio di architettura signorile in stile Liberty (noto anche come floreale o Art Nouveau) è offerto da alcune dimore presenti nel paese, fra le quali l'abitazione che fu dell'artista Nicola Savoldi e altre caratterizzate da eleganti affreschi ornamentali esterni che corrono lungo il perimetro degli edifici all'altezza del tetto. Tra gli edifici civili di valore architettonico vanno menzionati casa Bonomi, la cui parte bassa risale al XV secolo, mentre quella alta, posteriore, al XVII secolo e il notevole edificio seicentesco soprannominato "ol Palas di lader" (Il Palazzo dei ladri), caratterizzato da saloni e soffitti in legno a cassettoni, ex-sede della Biblioteca. Per quanto riguarda l'ambito naturalistico e il tempo libero, numerosi sono gli itinerari che si sviluppano sul territorio comunale. Tra questi merita menzione il percorso-vita che, con fondo lastricato, tocca il Santuario dello Zuccarello e raggiunge la frazione Lonno. Si segnalano anche i numerosi sentieri che raggiungono i monti circostanti, tra cui il Cereto, il Valtrosa (o, più impropriamente ma noto a livello dialettale, "Valtrusa"), il Podona ed i paesi di Selvino e Salmezza. Lungo tali percorsi si trovano esempi di architettura rurale, che presenta varie tipologie di edifici. Fra queste vanno citati i nuclei delle frazioni di Piazzo e Trevasco (d'interesse l'edificio detto Palazzo, in stato d'abbandono) e le cosiddette "Ca' Olt" (Casa alta) e "Ca' Bas" (Casa bassa), che presentano tratti architettonici a metà fra il rustico e la cascina, nonché la Casa di Navanzino (ex-Savoldi), nel XIX sec. tenuta agricola. Infine, il fondo San Pietro detto Canaletta, in passato adibito a casino di caccia, che conserva opere di Nicola Savoldi. Adiacente al fondo boschivo padronale si trova il nucleo abitativo noto come località Botta, che presenta qualche residuo di architettura contadina. Da notare in tali edifici un tratto caratteristico dell'architettura bergamasca, come rilevato da Luigi Angelini: le balconate di legno con i montanti collegati al tetto destinate a reggere prodotti del campo da essiccare, ma anche elemento decorativo dominante. Inoltre va menzionata la Ciclovia della Valle Seriana che transita sul comune lungo il corso del fiume Serio e che offre passeggiate a piedi o in bicicletta di carattere naturalistico, permettendo la riscoperta e la valorizzazione di spazi un tempo abbandonati all'incuria. Tale zona è stata recentemente interessata dall'istituzione di un PLIS denominato NaturalSerio che ha l'intenzione di preservare e valorizzare ulteriormente il territorio posto tra la riva del fiume Serio e le rogge che da esso derivano, tra le quali la Roggia Serio Grande, la roggia Morlana e, sul versante orografico sinistro, la roggia Borgogna-Pradalunga. Esistono anche due musei, il Museo Pietre Coti Valle Seriana (MUPIC) ed il Museo della Miniera. Entrambi intendono ricordare quella che per secoli è stata la principale vocazione di Nembro e dei nembresi: il lavoro nelle miniere. Il primo tende a valorizzare lo strumento della pietra cote e a raccontare le condizioni di vita della gente nei secoli scorsi; il secondo focalizza maggiormente l’attenzione sulle condizioni di vita dei minatori e degli emigranti. Frazioni e quartieri Il territorio di Nembro si compone di numerose frazioni e quartieri che presentano caratteristiche molto differenti tra loro. Nel fondovalle lungo l’asta del fiume Serio, il primo nucleo che si incontra provenendo da Bergamo è quello di Viana che, posta nei pressi del confine con Alzano Lombardo, è anche la frazione con il maggior numero di abitanti, frutto di un recente sviluppo edilizio. Poco discosto si trova il quartiere di San Nicola, che si sviluppa a ridosso del capoluogo e forma con esso una soluzione edificata ininterrotta. A Nord del capoluogo, al di là del fiume Carso si trovano i quartieri di San Faustino, posto nella parte più alta a monte della strada SP 35, e quello denominato Crespi, sorto, come sopra accennato, nella zona prossima al fiume Serio attorno all’omonima industria tessile con interventi di edilizia popolare a partire dalla fine del XIX secolo. Sull’opposto versante orografico della valle, denominato "oltreserio", si trova la frazione di Gavarno, sita nella valle Gavarnia dove scorre l'omonimo torrente. Infine vi sono le cosiddette frazioni montane, che possono essere raggiunte tramite la strada SP36 che reca a Selvino. Salendo, la prima che si incontra è Trevasco, che si sviluppa nella valle del Carso ed è suddiviso in due nuclei denominati "Trevasco San Vito" e "Trevasco Santissima Trinità", posti sui due versanti della stessa valle. In quest’ultima località si trova la chiesetta dedicata alla Santissima Trinità del XV secolo con un’importante pala di altare del XVII secolo attribuita a Palma il Giovane, nonché un dipinto della Madonna realizzato dall'artista Enea Salmeggia. Degno di nota è anche l'altare maggiore in legno intagliato e dorato a oro zecchino con la mensa in marmo in marmi policromi del XVIII secolo. Poco distante, su una terrazza naturale sulle pendici del monte Valtrosa (o Valtrusa) e con notevole vista sulla pianura bergamasca, si trova Lonno, mentre più in alto, ad una quota di oltre 1.000 m s.l.m. è collocato Salmezza, piccolo nucleo che mantiene intatte le caratteristiche di borgo alpino e che diede i natali ad Enea Salmeggia, detto il Talpino. Sport Nel paese molte sono le realtà sportive presenti, legate a differenti ambiti sportivi. Grande importanza ricopre l'atletica leggera, rappresentata dalla società sportiva Atletica Saletti, nata nel 1989 da un'emanazione dell'Atletica Nembro. Questa svolge la propria attività presso il campo polifunzionale posto nella località Saletti (da cui il gruppo prende il nome), situato tra la Ciclovia della Valle Seriana, la Tranvia Bergamo-Albino ed il laghetto di fitodepurazione incluso nel Parco locale di interesse sovracomunale denominato NaturalSerio. Nel centro sportivo si trova un campo da calcio con pista di atletica dove spesso si svolgono meeting nazionali ed internazionali, mentre all’esterno è presente un anello utilizzato dalle locali scuole di ciclismo e dagli appassionati di skiroll e pattini. Anche il ciclismo è ben rappresentato dal Gruppo Sportivo Cicloteam che cura le categorie dei più giovani, nato dalla fusione tra la Ciclistica Nembrese (già Rota Nembro), per la quale corse anche Paolo Savoldelli, ed il Gruppo Sportivo Interni di Valoti, che annoverò tra le sue fila anche gli ex professionisti Paolo Valoti e Gianluca Valoti. Numerose sono le squadre di calcio, basket e pallavolo che operano in ambito sia maschile che femminile e che disputano i rispettivi campionati in ambito provinciale, anche se nel passato il nome del paese balzò agli onori delle cronache per le gesta sportive della locale squadra di pallavolo femminile. Questa, composta prevalentemente da ragazze del paese, ebbe modo di mettersi in luce nei campionati nazionali tra gli anni sessanta e settanta. Già nel 1967 infatti la Fari Nembro disputava il campionato di serie B, riuscendo a conquistare al termine della stagione 1968-1969 la promozione nel massimo campionato. Dall'anno successivo venne sponsorizzata dal liquorificio Presolana ed ottenne il sesto posto nel campionato di serie A del 1969-1970, bissato l'anno seguente. Il miglior risultato fu il quarto posto nella stagione 1976-1977, annata che vide la conquista dello scudetto da parte delle cugine di Alzano Lombardo. Dall'anno successivo la squadra, che nel frattempo aveva trasferito il proprio campo da gioco dalla piccola palestra della frazione Viana al Palasport di Bergamo, perse l'abbinamento con lo sponsor Presolana ed assunse la denominazione di Pallavolo Bergamo. La stagione si rivelò infelice, tanto da concludersi con la retrocessione tra le cadette dopo nove anni nel massimo campionato. Il purgatorio durò però un solo anno, tanto che la squadra, forte della nuova sponsorizzazione Salora ritornò immediatamente in serie A. Tuttavia il campionato 1979-1980 si rivelò molto più problematico del previsto, sia in campo che fuori: dopo aver ottenuto una risicata salvezza sul campo, la società chiuse i battenti mettendo la parola fine ad una bella realtà pallavolistica. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Amministrazione Etnie e minoranze straniere Gli stranieri residenti nel comune sono 987, ovvero l'8,5% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti: Marocco, 253 Albania, 179 Senegal, 136 Ucraina, 59 Romania, 43 Bolivia, 33 Ghana, 29 Tunisia, 26 Costa d'Avorio, 22 Serbia, 20 Persone legate a Nembro Paolo Acerbis, calciatore (1981) Gianni Bergamelli, pittore (1930) Giovanni Blumer, industriale Nicholas Caglioni, calciatore (1983) Filippo Carobbio, calciatore (1979) Mario Crespi (industriale) proprietario del Corriere della Sera (1879-1962) Daniele Filisetti, calciatore (1959) Luigi Moretti, politico (1944) Leone Pellicioli, alpinista (1929-1958) Enea Salmeggia, pittore (1558-1626) Nicola Savoldi, pittore (1864-1952) Gianluigi Trovesi, jazzista (1944) Gianluca Valoti, ciclista (1973) Paolo Valoti, ciclista (1971) Bruno Zanoni, ciclista (1952) Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3. ^ Ufficio Servizi Demografici di Nembro settembre 2012 (link a file pdf dal sito ufficiale) ^ Jean-Baptiste Bullet, "Mémoires sur la Langue Celtique", Besançon, 1754-1760 ^ G. e L. Bergamelli, G. Carrara, op.cit., pagg.73-74 ^ Piervaleriano Angelini, 2009, pagg. 166-175 ^ M. Lorandi e O. Pinessi, Nicola Savoldi e Luigi Savoldi in I pittori bergamaschi dell'Ottocento, vol.III, Edizioni Bolis, Bergamo 1993. Cfr. anche: P. Mosca, Arte e costume a Bergamo: Ottocento-Novecento, Nicola Savoldi e Luigi Savoldi, pagg. 954-56, presentaz. di R. De Grada, vol.II, Grafica e Arte Bergamo, Bergamo 1990 e: Archivio Eredi Agazzi-Savoldi ^ Per le località citate, fra le quali: Botta, Valtrosa (Valtrusa), Salmezza, S.Vito, Trevasco, Zuccarello, Canaletta, Ca' Olt, Ca' Bas etc., si veda Il sentiero delle Podone. Avviamento alla conoscenza naturalistica del territorio di Nembro, Amministrazione Comunale di Nembro, 1992 ^ Luigi Angelini, Arte minore bergamasca, Parte II - Le case (Caratteri e schemi dell'architettura rustica bergamasca; Architetture di case), Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo 1947 ^ Luigi Angelini, op. cit., pag. 58 ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 26 agosto 2013. Bibliografia Atlante storico del territorio bergamasco, Monumenta Bergomensia LXX, Paolo Oscar e Oreste Belotti. Cent'anni di sport a Bergamo vol.2, Aurelio Locati. Bergamo, 1986. Il premio Maria Antonietta Savoldi a Nembro, Maria Corna, Università degli Studi di Bergamo - Comune di Nembro, 2005. I Lucchini di Montagnola. Architetti e capimastri nella Bergamasca del '700 e del primo '800, Piervaleriano Angelini, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo, Arte&Storia, anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, 166-175 (con ampia bibliografia). La media Val Seriana, sezione "Nembro", Comunità montana Valle Seriana, Edizioni Grafital, Bergamo, 1988. Nember , Long e picadur..., Giovanni Bergamelli e Gruppo In-Contro, Amministrazione Comunale di Nembro, 1990. Nembro e la sua storia, Giovanni e Luigi Bergamelli, Gabriele Carrara, Poligrafiche Bolis, Bergamo, 1985. Per un panorama dell'architettura industriale si rimanda la sito: www.valleseriana.bg.it Rapporto tra il capoluogo, le sue contrade e le sue frazioni, Giovanni Bergamelli, Nembro, 2003. Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su Nembro Collegamenti esterni Comune di Nembro - Sito ufficiale

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