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Idee di Viaggio

Quel ramo del lago di Como…

Como 3 anni fa Tempo di lettura: meno di 1 minuto

… che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte […].

L’ampio scorcio di paesaggio su cui si aprono “I Promessi Sposi” è un affresco leggendario e minuzioso della campagna lombarda, che il Manzoni descrive con dovizia di particolari, accompagnandoci nei posti a Lui più cari. Il paesino senza nome dove vivono Renzo e Lucia, all’epoca della vicenda parte della Repubblica di Venezia, si trova sul Lago di Como, a poca distanza da Lecco. Se alcuni luoghi acquistano, nella narrazione, un sapore simbolico – come la strada che si biforca nel punto in cui don Abbondio incontra i bravi e deve compiere una scelta di coscienza; oppure la cupa foresta presso l’Adda, che Renzo attraversa durante la fuga da Milano – molti sono ricostruiti con l’occhio scrupoloso dello storico.

Quale periodo migliore di un caldo inizio settembre per godere del fascino dei laghi lombardi, sulle tracce dell’itinerario manzoniano? Una passeggiata nella parte meridionale della città di Lecco, partendo dal quartiere Pescarenico, ci fa scoprire i ruderi del Convento di fra’ Cristoforo, di cui sono ancora riconoscibili alcune celle e il vecchio cortile, e la Chiesa dei Santi Materno e Lucia, con le rarissime composizioni plastiche in cera e cartapesta del Seicento e la “Trinità” del Cerano; a nord, i rioni di Olate e Acquate, si contendono storicamente la presunta “Casa di Lucia”. La Chiesa dei SS. Vitale e Valeria sarebbe, invece, il luogo in cui furono celebrate le tanto agognate nozze. Sul Promontorio dello Zucco, inerpicandosi per una stradina a tornanti, si raggiunge il Palazzotto di Don Rodrigo, ora edificio razionalista; mentre nel rione di Chiuso si trovava la casa del sarto che accolse Lucia liberata, dove avvenne anche la celebre conversione dell’Innominato.

Dov’è l’altrettanto “innominabile” Castello? Più a sud, nei pressi di Vercurago, è possibile scorgerne il rudere turrito, vicino al Santuario di San Girolamo, su uno sperone roccioso che domina il paesaggio del Lago di Olginate.

D’obbligo la visita alla casa di famiglia dell’Autore, oggi Museo Manzoniano, per ammirare manoscritti, prime edizioni e cimeli di grande valore.

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