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Esperienze

A Sirmione, nelle Grotte di Catullo: tra mito, poesia e terme

Sirmione, (Brescia) 4 mesi fa Tempo di lettura: meno di 1 minuto

All’estremità della penisola di Sirmione, una delle più belle località termali d’Italia, sul promontorio roccioso che domina il bacino del Lago di Garda, si conservano i resti della più grande e lussuosa residenza privata dell’Italia settentrionale: le cosiddette Grotte di Catullo, area archeologica mozzafiato sospesa tra mito, poesia benessere.

Cosa fare a Sirmione: le terme di Catullo

Le Grotte di Catullo, antica dimora gentilizia, sono così definite perché i vani che le componevano dovevano assomigliare a cavità naturali, disposte in un suggestivo susseguirsi di luci ed ombre su una superficie complessiva di circa due ettari.

Passeggiando tra i ruderi, che si protendono sull’acqua circondati dagli ulivi, proviamo a immaginare l’atmosfera sognante che si respirava all’epoca di Catullo, quando al piano superiore gli ospiti si intrattenevano nelle lussuose terme di Sirmione o godevano – proprio come noi in questo momento – della bellezza del panorama tra loggiati, terrazze e giardini rigogliosi, accompagnati da versi di poesia.

Salve, o bella Sirmione, gioisci del tuo signore/ e gioite voi, o Lidie onde del lago:/risuonate, risate tutte della casa”.

(Gaio Valerio Catullo)

Per imitare gli antichi romani, che in quanto a terme e benessere la sapevano lunga, cediamo anche noi al richiamo delle terme di Sirmione e ci abbandoniamo a una seduta rigenerante prima di continuare il giro alla scoperta dei luoghi cantati da Catullo.

Cosa vedere a Sirmione: i luoghi scaligeri

Ai tempi del poeta non esisteva ancora l’imponente Castello Scaligero di Sirmione che oggi è simbolo inconfondibile della città. La rocca merlata, costruita tra il XIII e il XIV secolo, è famosa per la darsena fortificata, un tempo destinata a proteggere la flotta dei grandi condottieri Della Scala, oggi uno spazio magico ritagliato tra le acque del Lago di Garda.

Il sole sta per tramontare sulla darsena e le torri. Ci sembra di sentire l’eco di voci lontane e all’improvviso ci ricordiamo della leggenda di Elaberto e Arice, che ammanta il castello di mistero e sfuma nel sangue di un antico delitto passionale.

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