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L’Isola di San Pietro: le spiagge e la natura

Scritto da Redazione , 01/08/19

Cinquantuno chilometri quadrati: un paradiso fatto di calette, sabbia bianca e coste rocciose. Un mare cristallino e incontaminato, che circonda un eden ricco di storia e tradizione

Un viaggio attorno all’Isola di San Pietro

Partiamo per un viaggio attorno all’Isola di San Pietro, una delle due principali dell’arcipelago del Sulcis, collocata nella parte sud-occidentale della Sardegna. Circa 51 chilometri quadrati di origine vulcanica.

Colate laviche e crateri, coste prevalentemente rocciose, grotte, insenature e falesie, piscine naturali e tante piccole spiagge. Ed è proprio da quest’ultime che iniziamo il nostro giro, “salpando” da Carloforte e compiendo un tour tra le meraviglie di quest’isola, una terra quasi “nascosta” dalle montagne e dalle colline della culla nuragica.

[Sandrino.14/Wikipedia]

Le spiagge dell’Isola di San Pietro

La prima spiaggia che incontriamo è Il Giunco, situata a poco meno di cinque minuti da Carloforte. È una costa piuttosto lunga e caratterizzata da sabbia grigia e fine, e da fondali bassi e acque limpide.
A seguire troviamo le spiagge di Girin, note per la sabbia bianca e fine.
L’acqua che varia dal verde chiaro al turchese è una prerogativa di Punta nera e Guidi.
Proseguendo ancora incontriamo La Bobba, anch’essa con sabbia bianca e scogliere meravigliose. Da segnalare a "La Bobba" la presenza di due faraglioni naturali chiamati “Le Colonne”.
La conca è invece una scogliera a gradinate verso il mare, mentre continuando si incontra il Golfo della Mezzaluna, accessibile via mare e noto come posto magico per le immersioni.
Risalendo l’isola, troviamo La Caletta, altre scogliere e insenature color smeraldo, il golfo del Becco, Calafico e Calavinagra.
Tornando verso Carloforte, si passa infine davanti la lunga spiaggia di Tacca Rossa, caratterizzata da scogli e acque meravigliose.

[Baldo Simone/Wikipedia]

Isola di San Pietro: flora e fauna

Priva di torrenti o corsi d’acqua, ma ricca di paludi e stagni, l’Isola di San Pietro ha un territorio quasi del tutto collinare dove, soprattutto nella parte orientale, sono presenti tanti piccoli orti a conduzione familiare: si coltivano diverse varietà di vite, fico e fico d’India.

La vegetazione è quella tipica della macchia mediterranea, mentre la fauna è ricca di numerose specie di uccelli. Vi si trova, ad esempio, una nutrita colonia di falco della regina e moltissimi fenicotteri rosa.

L’unico centro abitato è, di fatto, quello di Carloforte, la cui fondazione fu dedicata al re Carlo Emanuele III di Savoia, promotore della colonizzazione dell’Isola. Il nome di quest’ultima fu a quanto pare invece scelto come devozione verso l’Apostolo che, secondo una leggenda, vi approdò nel 46 d.C.

La colonizzazione dell’Isola di San Pietro

Secondo gli storici, l’Isola di San Pietro ospitò fenici, sardi e, molto più tardi, romani. Popolazioni che hanno lasciato sull’isola tracce delle loro culture, analoghe a quelle rinvenute nella vicina isola di Sant’Antioco e nella costa sarda del Sulcis.

Dal 1738 sull’isola allora disabitata giunse la popolazione Tabarca, gente di lingua e origini liguri provenienti da una piccola isola tunisina. Lì, a metà del secolo Sedicesimo, erano sbarcate all’incirca trecento famiglie provenienti da Pegli su invito di una nobile famiglia genovese, i Lomellini, che era riuscita a ottenere in concessione quel piccolo territorio con l’obiettivo di praticarvi la pesca del corallo e il commercio di spezie e stoffe pregiate.

Oggi, infatti, sono i discendenti dei coloni – provenienti da Tabarca – a costituire la popolazione attuale. Non a caso, in molti parlano la lingua di radice ligure detta tabarchina.

Immagine descrittiva - BY [Alice Vacca/123rf] c

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