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Serracapriola

Luogo: Serracapriola (Foggia)
Serracapriola (Sarracuapriaul' ) è un comune italiano di 4.039 abitanti, della provincia di Foggia in Puglia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano ed è situato al confine tra Puglia e Molise su una collina di quasi 300 metri di altitudine. Posto a pochi chilometri dal mare, il clima è di tipo mediterraneo permettendo ai cittadini di godere di un'aria molto pulita e fresca allo stesso tempo. Serracapriola possiede anche un convento di padri cappuccini dove si recò per un periodo san Pio da Pietrelcina: è possibile visitare il suo alloggio situato all'interno del convento; altro elemento che rende il convento importante è il quadro della Madonna delle Grazie che in parte è costituito da oro e pietre preziose. Leggenda Storia L'abitato di Serracapriola trae le proprie origini dall'epoca federiciana e cioè quando tutta l'area del Gargano si trovava sottoposta alla sovranità degli svevi. La città venne attaccata e distrutta dai Turchi nel 1566, in una delle tante scorribade che infestavano la Puglia e proseguirono sino alla famosa Battaglia di Lepanto che nel 1571 spezzò per sempre la loro avanzata verso l'Italia. Nel 1627 la città venne colpita da un terremoto che distrusse buona parte degli edifici (in particolare religiosi), dando inizio successivamente ad una florida campagna di ricostruzione. Monumenti e luoghi di interesse Architetture civili La costruzione più antica del paese di Serracapriola è costituita da un castello eretto nell'XI secolo, durante la dominazione sveva. Nel 1100 il castello passò col borgo nelle mani dei benedettini dell'Abbazia di Montecassino che vi fondarono un convento e divenne poi feudo di rilevanti famiglie nobili italiane quali gli Sforza, i Guevara e i Maresca. Il centro della costruzione era costituito da una grande torre ottagonale con una pianta tipica a stella che venne ampliata tra il XVI ed il XVIII secolo, al punto che oggi si presenta con una pianta completamente quadrata dotata di quattro torrioni negli angoli. Il castello era un tempo circondato anche da un profondo fossato di cui ora sono visibili solo flebili tracce. L'interno del castello si presenta sommariamente ben conservato con ampi saloni (di cui citiamo la "Sala del Trono" in pieno stile normanno) e una serie di lunghi camminamenti che percorrono tutto il perimetro del castello. La cappella del castello, situata al primo piano, venne realizzata solo nel 1716 quando la costruzione era di proprietà di Giovanbattista, figlio naturale del nobile Cesare Michelangelo D’Avalos-D’Aragona. Palazzo Pilolli In piazza Porta Bianchini appare solenne il palazzo Pilolli, con la leggiadra facciata, i balconi con ringhiere in ferro battuto, l'antico e severo portone ad arco, dal quale si accede al piano terra ed al piano nobile del monumentale edificio. La bella piazza sulla quale si affaccia offre un panoramico sguardo sulle rigogliose campagne circostanti, perlopiù coltivate a ulivi e grano. Architetture religiose Chiesa di Santa Maria in Silvis La costruzione religiosa più antica di Serracapriola è la chiesa di Santa Maria in Silvis, edificata a breve distanza temporale dall'erezione del castello. L'originale struttura, distrutta da un terremoto nel 1629, venne ricostruita con preziose decorazioni in cotto ad opera di Donato Gentile Quantulano, mentre permangono elementi della precedente costruzione come l'architravatura del portale principale, realizzata in pietra. All'interno della chiesa è conservato il quadro della Madonna di Santa Maria in Silvis risalente al 1534 e realizzato con applicazioni in oro e pietre preziose, oltre ad un'Annunciazione del XVIII secolo. Chiesa parrocchiale di San Mercurio Altra costruzione di rilievo in paese è la chiesa di San Mercurio, eretta nel 1630 anch'essa a seguito del violento terremoto che colpì la città l'anno precedente. Articolata su tre navate con cupola, sono presenti diversi altari dedicati a santi differenti con relative reliquie. La chiesa venne consacrata dopo la ricostruzione da mons. Tria il 18 novembre 1728 e si presenta articolata su tre navate a colonne tuscaniche con cupola e diversi altari dedicati a santi differenti con relative reliquie: quello di san Michele appartenuto alla famiglia Stanziano, quello dei Santi Filippo e Niccolò dei da Bovino, quello dell'Addolorata dei Simonetti, quello di Santa Maria delle Grazie prima della famiglia Stella poi dei Cannavaro di Lucera, quello della Madonna del Carmine della famiglia Carrieri ed infine quello di San Gaetano dei Paramente. Prima dell'Editto di Saint Cloud nella chiesa si trovavano diverse sepolture ma quando queste vennero rimosse per motivi igienico-sanitari, venne rifatto anche il pavimento sebbene permangano in alcuni angoli dei residui delle mattonelle antiche. Chiesa di Sant'Antonio abate Risalente al XVII secolo, la chiesa di Sant'Antonio abate è oggi sconsacrata. L'edificio si presenta interamente realizzato in cotto. Chiesa di Sant'Anna Caratteristica dell'abitato serrano, la chiesa di Sant'Anna ha una facciata di forma quadrata risalente al 1742 con due ordini di lesene che si presentano più grandi nella parte inferiore e più piccole nella parte superiore. La chiesa venne chiusa nel 1874 e venne riaperta al culto nel 1918, subendo un restauro conservativo nel 1950. Chiesa e convento di Sant'Angelo La chiesa ed il convento di Sant’Angelo vennero fondati come area di culto extramurana nel 1436 dai padri Cistercensi e fu ampliata poi dal 1474 sino al XVIII con la costruzione di altri locali di servizio di straordinario pregio quali un'infermeria, una biblioteca, dei dormitori ed un giardino cintato da mura, giunto intatto sino a noi dall'epoca della sua costruzione. La seconda fase di edificazione venne curata dalla famiglia Gonzaga che affidò inoltre la cura del convento ai padri Osservanti sino alla soppressione napoleonica del 1811 quando il monastero divenne dapprima una caserma per poi essere venduto nel 1815 a Ruggero Maria che vi aprì un convitto per fanciulle abbandonate affidato alle suore Liguorine. Il convitto venne soppresso nel 1862 dal governo del Regno d'Italia e venduto alla famiglia Maurea di Chieuti, per poi passare ai De Nardellis. Presso il convento si trova inoltre la tomba del famoso predicatore Tommaso D’Avalos, vescovo di Lucera, fratello del ben più noto marchese di Vasto. Chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie Eretti originariamente nel 1536, il convento e la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Serracapriola vennero fondati dal cappuccino padre Paolo da Sestino su disegno del gruppo di frati che si insediò, a spese di Andronica Del Balzo, principessa di Molfetta e signora di Serracapriola. Secondo la regola dell'Ordine, il convento venne edificato in forme povere ma venne successivamente ampliato ed arricchito a raggiungere le forme attuali. La chiesa del convento, intitolata a Santa Maria delle Grazie, venne consacrata dal vescovo Michele Pitirro il 13 giugno 1703, accogliendo successivamente oltre 10 capitol provinciali dei padri cappuccini tanto il luogo era amato dall'Ordine. L’11 agosto 1808, mentre anche nel meridione italiano giungevano i francesi di Napoleone Bonaparte che minacciavano di sopprimere anche il convento di Serracapriola, i frati capeggiati dal priore locale Michele Cinquepalmi, fecero un dettagliato inventario degli oggetti presenti che venne poi consegnato al superiore, padre Michelantonio da San Giovanni Rotondo. La soppressione non ebbe luogo grazie all'intervento difensivo che i sindaci di Serracapriola e Chieuti presentarono nei confronti delle autorità francesi, descrivendo il bene che i monaci locali avevano sempre apportato alla comunità serracapriolese. Il convento fu invece chiuso dalle autorità statali del neonato Regno d'Italia nel 1866 e venduto all'asta al signor Giuseppe Fuiano, di Foggia, che a sua volta affittò il complesso a Michele Galasso, di professione orefice a Serracapriola, per la durata di tre anni (21 dicembre 1884 - 22 dicembre 1887). Quest'ultimo subaffittò il complesso a padre Donato da San Marco in Lamis per due anni dal 1885 al 1887. Il 1º ottobre 1886, il Fiuano decise di rivendere il convento ai cappuccini che da allora ne rimasero proprietari. Il luogo è divenuto famoso nella storia recente per aver ospitato padre Pio da Pietrelcina tra il 1907 ed il 1908 durante gli anni del suo noviziato per lo studio della teologia. Della costruzione originale si conserva un piccolo chiostro, il portale d'ingresso ed una pala d'altare raffigurante la Madonna delle Grazie, dipinta da Francesco da Tolentino. Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Persone legate a Serracapriola Gustavo De Meo, politico Ernesto De Marzio, politico Amministrazione Note ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. Collegamenti esterni Sistema Informativo Globale del Comune di Serracapriola

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