Comune

Paularo

Paularo, (Udine) Tempo di lettura: circa 8 minuti
Paularo (Paulâr in friulano) è un comune italiano di 2.737 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.Geografia fisicaPaularo si trova a 648 m s.l.m. (casa comunale) in Val d'Incarojo, nella regione montana della Carnia ed è circondato dai monti Sernio (2.187 m) e Tersadia (1.959 m), Zermula (2.143 m) e Dimon (2.043 m) a nord, Cimon di Crasulina (2.104 m) a ovest e Salinchiet (1.857 m) a est. Dista 24 km da Tolmezzo e 66 da Udine.Climazona climatica: zona FStoriaÈ difficile ricostruirre gli eventi storici di Paularo a causa della limitata documentazione scritta, in gran parte distrutta dai vari eventi che colpirono la cittadina (fra cui l'incendio del 24 dicembre 1709 che distrusse l'archivio dell'allora comune di Villamezzo).Il territorio di Paularo sembrerebbe essere stato da sempre una zona di transito e conserva tracce dell’uomo fin dai tempi più remoti. Sono stati infatti rinvenuti oggetti in selce, risalenti al Paleolitico medio, nel corso della sistemazione di una strada in una zona compresa tra le località di "Cason di Lanza" e "Valdolce" ed altri strumenti dello stesso tipo, riferibili invece al Mesolitico, nel territorio di "Casera Valbertad", a circa 1600 metri di quota, nei pressi del Passo di Cason di Lanza.Gli scavi effettuati nella frazione Misincinis, tra la fine del 1995 e il 1999, hanno riportato alla luce un numero significativo di materiali, databili tra la fine dell'VIII e il I secolo a.C. In particolare sono state ritrovate 145 tombe a incinerazione di una necropoli, i cui corredi si riferiscono alla cultura di La Tène e testimoniano la presenza di popolazioni celtiche e transalpine.Testimonianza di insediamenti tardo-romani, sono una tomba situata nella frazione di Misincinis e i resti di una strada lastricata e di un fortilizio nella località "Chiastilirs", ad est di Paularo, nelle vicinanze della frazione di Dierico.Sono giunte solo sparse testimonianze di primi nuclei abitati nei secoli successivi e Paularo sembrerebbe non avere subito grandi vicende storiche nel corso del medioevo, ad eccezione forse di una storia locale dal sapore leggendario che attribuisce ad una grotta, in località "Cason di Lanza", il nome di Grotta di Attila.La prosperità della vallata è legata al dominio della Repubblica di Venezia, a partire dall’inizio del XV secolo, quando la Serenissima vide nei boschi una fonte di ricchezza per il suo arsenale. Un importante evento fu la battaglia contro i Turchi, sconfitti nel 1478 sui Piani di Lanza.Nel Settecento, a Paularo, Jacopo Linussio, grande imprenditore dell’industria tessile in Carnia impiantò degli stabilimenti; questo fu un periodo molto fiorente per tutta la conca paularina. La dominazione prima napoleonica prima e quella austriaca invece coincisero con un periodo di grande precarietà per il paese, le industrie caddero in declino e molti abitanti emigrarono.Con l'annessione al regno d'Italia nel 1866, Paularo divenne una località di villeggiatura; vi soggiornarono anche il poeta Giosuè Carducci e la scrittrice Caterina Percoto che ne decantarono la bellezza della natura.Paularo è il paese natale di Manlio Scopigno (1925-1993), allenatore di calcio che portò il Cagliari alla conquista dello storico scudetto nella stagione 1969-70.A Paularo risiede il maestro Giovanni Canciani (1936), illustre musicista e uomo di cultura, fra le cui opere è doveroso annoverare la partitura Carnorum Regio, vero e proprio inno della Carnia. Il maestro è anche il curatore della Mozartina, cui si accenna infra.StemmaLo stemma del Comune rappresenta uno scudo alla sannitica, trinciato in banda, azzurro in capo su cui spiccano in rosso tre torri in pietra merlate alla ghibellina con tre porte aperte; rosso in punta e tre stelle in oro a sei raggi ordinate sotto ciascuna torre. Le tre torri ricordano i tre fortilizi che per diversi secoli hanno provveduto alla difesa del paese, il primo innalzato sopra la zona del Duron, che poneva in comunicazione le valli di Treppo, Paluzza e Valcalda, l'altro sopra la frazione di Dierico che dominava il canale d'Incarojo e il terzo con torre e tempietto pagano era posto sopra il colle che dominava Paularo sul quale ora si eleva la Chiesa Parrocchiale. Inoltre la prima torre simboleggia l'assieme delle Ville a Nord, quella centrale il Capoluogo e la terza la popolazione del canale lungo il corso del torrente Chiarsò; verso sud; esse poggiano su uno scosceso fondo rosso simbolo delle ripide rocciose montagne della vallata.Monumenti e luoghi d'interessePalazzo Valesio-Calice, nella frazione di Villamezzo, vi si giunge attraverso una scalinata, denominata Chianburian, residenza di una famiglia della nobiltà veneziana che tra l'altro governava i tagli dei boschi per conto di Venezia.Cappella dei Santi Fabiano e Sebastiano, risalente al 1688.Casa Scala, edificata nel XVII secolo, ospita un museo privato di antichi strumenti musicali detto La Mozartinacippo di Maria Teresa, cippo datato 1777, delimitava il confine tra la Repubblica di Venezia e l'Impero austriaco; su un lato vi è impresso il leone di San Marco e sull'altro lo stemma del ducato di Carinzia.Cascata di Salino, fra i borghi di Salino e Lambrugno, è una cascata dopo la prima curva.Cascata del Rio da Nasa, sulla strada che da Ravinis porta in Pizzul, un'altra cascata su rocce vulcaniche.Forra das Callas, una forra scavata dal torrente Chiarsò nella località di Ramaz. Profonda centinaia di metri e larga da due a cinque metri, il torrente forma pozzi profondi e ribollenti. Era il terrore dei boscaioli che rischiavano la vita durante la "menade" cioè il trasporto del legname a valle mediante l'acqua del torrente.Casa Tarussio, posta nella frazione di Villafuori, è una casa padronale, oggi testimonianza della vita carnica d'un tempo, nella quale si conservano le opere dei migliori intagliatori della valle.Borc Cjavec, non può non essere citato uno dei borghi più belli di Paularo, che comprende gli edifici più vecchi di Paularo. Da non perdere nella casa Del Negro (là dal barbe Gjulio) un antico tornio per la produzione del mosto di mele e pers martins!SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Lingue e dialettiNel paese, si parla come lingua di uso domestico e di conversazione il cjargnel, una variante locale del friulano carnico, mentre l'italiano viene usato soprattutto nelle occasioni formali. La vallata comprende molte varianti linguistiche. Nel paesino di Lovea, Valle, Rivalpo (tutti e tre in comune di Arta Terme), si parla un dialetto carnico con le vocali lunghe e strette (mangjeet, steet, ecc.); nel paesino di Salino, almeno i vecchi, erano famosi per una cadenza particolare e molto calma. Dierico è famoso per la sua "erre" molto pronunciata, stile francese e per la tradizionale e, aggiunta alla fine della maggior parte delle parole.CulturaEventi5 gennaio In questo giorno si celebra da tempo immemore il rito di origine celtica della "Femenate", che coinvolge la maggior parte delle frazioni del paese. In concomitanza, nella frazione di Villamezzo si tiene una manifestazione epifanica che prevede l'animazione di tutta la natività.11 febbraio Solennità della Beata Vergine di Lourdes con processione serale lungo via Roma.24 maggio Pellerinaggio di tutta la vallata al Santuario della Beata Vergine del Clap in località Castoia.2ª domenica di giugno Solennità di San Vito con Messa solenne, preceduta dalla processione con immagine del Santo.2ª domenica di luglio Santa Messa in cima al Monte Zermula.1ª domenica di agosto Festa del Santissimo Redentore presso la Cappellina del Monte Pizzul.2ª domenica di agosto Festa della Madonna della Cintura a Salino.16 agosto Festa di San Rocco a Dierico.l'ultima domenica di agosto a Paularo si tiene la manifestazione I Mistîrs, dedicata agli antichi mestieri e alle tradizioni carniche.2ª domenica di settembre Festa della Madonna Addolorata con processione.1ª domenica di ottobre Festa della Madonna del Rosario a Paularo.2ª domenica di ottobre Festa della Madonna del Rosario a Ravinis.3ª domenica di ottobre Festa della Madonna del Rosario a Casaso.ultima domenica di novembre Festa di Santa Caterina a Salino.Ogni anno in una malga del vicino paese austriaco di Rattendorf, si svolge una tradizionale festa che coinvolge gli abitanti di entrambi i paesi.Geografia antropicaFrazioniCasaso (Cjasâs in friulano) sorge a 675 m s.l.m. in Val Chiarsò, alla destra orografica del torrente, su un terrazzo alla periferia del capoluogo comunale. Detto il paese dei "Cence lune", poiché posto in una posizione tale da non consentire la vista della luna.Chiaulis (Cjaulis in friulano) sorge a 610 m s.l.m. alla destra orografica del torrente Chiarsò, e costituisce il borgo più meridionale della valle, alle falde del monte Tersadia (1.959 m), tra il Rio Molini e Trelli. Il nome deriva dal friulano Cèvole, Cèule, "voragine, spelonca".Dierico (Gjeri in friulano) Una volta faceva da comune essendo e tutt ora la più grande frazione della vallata, sorge a 659 m s.l.m. alla sinistra orografica del torrente. Confinante con il M. Sernio (2.187 m), raggiungibile attraverso i vari sentieri di Dioor, Fuarmi, Cjaf da L'omp. A nord la strada continua per i sentieri di montagna tra cui, Faul, Felet, Plan da baree, Chianipade, Turries e Forcje. A valle del paese viene attraversato da un torrente e fiume chiamato Muee. Se ne ha notizia fin dal 1258 come Digeri. Prima di passare sotto Paularo è stato comune autonomo. Particolare la parlata con la erre molto marcata, simile alla erre francese. Da annotare la tradizionale festa di S. Rocco che si svolge il 16 di agosto e che richiama moltissimi turisti ed emigranti per il ritrovo annulae in occasione del Santo Patrono. Da ricordare anche i campanari che suonano il "companon", eseguito da una o due persone che tramite delle catene legate alle campane, vengono tirate manualmente per creare una melodia ritmica con le campane. Tecnica eseguita nelle occasioni di una festività, di un matrimonio, o di un battesimo.Misincinis sorge a 715 m s.l.m., su di un pendio ben esposto a sud lungo la strada che porta al passo di Lanza. Nel 1995 mentre si stavano effettuando lavori presso un'abitazione del luogo, sono venuti alla luce i resti di una necropoli risalente al VII secolo a.C. Da visitare la sorgente ferruginosa nella zona di Rufosc, sulla strada che conduce a Ravinis, sulla destra scende una strada e costeggiando il torrente Turiee, si giunge presso la fonte, restaurata qualche anno fa.Ravinis, posta a 855 m s.l.m., a mezzacosta del monte Zermula (2.143 m), è formata da due borghi ("di sopra"905 m e "di sotto"810 m) che si vanno saldando in seguito all'espansione delle abitazioni. Sembra che il nome derivi dal latino rupum (rapa) o più probabilmente da ripa (declivio). Famosi i costumi carnevaleschi che da qualche anno allietano i carnevali di mezza Italia. Un vero gioiello.Rio (Rù in friulano) sorge a 670 m s.l.m. Se ne ha notizia fin dal 1327 come Villa de Riu d'Incarojo; il nome deriva dal latino Rivus, ruscello: questo, ora ricoperto, nasceva in paese e dopo un breve percorso confluiva nel torrente Chiarsò. Prima di passare sotto Paularo, era frazione del comune di Villamezzo.Salino, posta a 653 m s.l.m., il cui nome deriverebbe dal latino Salina con significato di "sorgente salata" o "terreno ricco di sale, sterile". Formato dai borghi di Salino, Lambrugno, Tavella e Castoia fu un tempo comune di quelle ville prima di passare sotto Paularo. Fu caro ala poetessa Caterina Percoto, che in una casa di Tavella veniva a passare le sue vacanze. Vi si trova una cascata, sulla strada proveniente dal capoluogo comunale. Da annotare la chiesa della "Madone dal Clap" (Madonna del sasso), in località Castoia, voluta dalla devozione popolare.Trelli (Treli in friulano) sorge a 775 m s.l.m., sulla destra orografica del torrente Chiarsò, alle falde del monte Tersadia (1.959 m). Se ne ha notizia a partire dal 1285 come Trieli, ma il toponimo è di origine oscura.Villafuori (Vile di fûr in friulano) sorge a 701 m s.l.m. alla destra orografica del torrente Chiarsò. Se ne ha notizia fin dal 1279 come Chasas de Incarojo.Villamezzo (Vile di mieç in friulano) sorge a 690 m s.l.m. Se ne ha notizia fin dal 1275 come Villa de medio. Per il moderno sviluppo edilizio forma un solo nucleo abitativo con il capoluogo Paularo e le frazioni di Villafuori e Rio. La parte vecchia rimane adagiata sul pendio nella parte nord della valle, sotto i prati di Plais e il bosco di Sortisella. Un tempo costituiva comune, a cui facevano parte le frazioni di Villafuori, Rio, Cogliat, Misinicinis.EconomiaL'economia di Paularo si basa fondamentalmente sull'artigianato e sul turismo. Nel 2007 è stato inaugurato un albergo diffuso, 12 alloggi ricavati in varie case sparse per i paesi di Ravinis, Salino, Dierico, Villamezzo e Paularo centro.CuriositàPaularo è al centro dell'episodio "Caro papà" della settima stagione di Don Matteo. A Paularo è attiva la "Filarmonica Nascimbeni" diretta dal maestro Luigi Pasquali.PersonalitàJacopo Linussio (1691-1747), imprenditoreManlio Scopigno (1925-1993), allenatore di calcio, vincitore dello scudetto 1969-1970 con il Cagliari.AmministrazioneGemellaggi Kirchbach (Carinzia), dal 2003; Sillingy; BucineGalleria fotograficaVoci correlateComunità Montana della CarniaPortatrici carnicheRepubblica libera della CarniaCollegamenti esterniNecropoli di Misincinis di PaularoPaularo e le sue frazioniRavinisPro Loco Val d'IncarojoNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 477.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.

Cosa vedere