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Mazara del Vallo

Mazara del Vallo, (Trapani) Tempo di lettura: circa 17 minuti
Mazara del Vallo (IPA: [maˈdzaːra del ˈvallo], Mazzara in siciliano) è un comune italiano di 50.096 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia. Affacciato sul Mar Mediterraneo, alla foce del fiume Màzaro, dista meno di 200 km dalle coste tunisine del Nord Africa. Il vecchio centro storico, un tempo racchiuso dentro le mura normanne, include numerose chiese monumentali, alcune risalenti all'XI secolo. Presenta i tratti tipici dei quartieri a impianto urbanistico islamico tipico delle medine, chiamato Casbah (anche Kasbah), di cui le viuzze strette sono una sorta di marchio di fabbrica. Geografia fisica Il territorio del comune si estende tra i comuni di Campobello di Mazara, Castelvetrano, Marsala, Petrosino e Salemi, in provincia di Trapani. Esso è stato classificato in zona sismica 2 (sismicità medio-alta), ed è incluso nel distretto sismico denominato Val di Mazara. Idrografia Il territorio di Mazara è attraversato da due fiumi, il Mazaro e l'Arena (detto anche Delia nella sua porzione mediale), quest'ultimo a partenza dal Lago Trinità, un lago artificiale creato dall'omonima diga, sito al confine con il territorio di Castelvetrano. Sono inoltre presenti diversi torrenti (Iudeo, Bucari), e canali artificiali usati principalmente in agricoltura. Sono presenti alcune zone protette e riserve naturali, si rimanda alla sezione aree naturali. Clima Il clima di Mazara risulta particolarmente gradevole nel contesto siciliano. Gli inverni sono miti e la temperatura non scende solitamente sotto i 9 °C. Le estati sono generalmente caratterizzate da una ventilazione perpetua di tipo orografico orientata da nord-ovest: si tratta di un vento d'imbatto che si alza puntualmente alle 11:00 per calare verso le 19:00. Il clima è umido tutto l'anno anche nel caso di temperature molto elevate, soventi. Lo scirocco, vento da sud-est, apporta un aumento della percentuale di umidità, appesantendo l'aria. In ogni caso le condizioni sciroccali non durano in genere più di cinque giorni. Il regolare regime dei venti appena descritto fa di Mazara del Vallo un sito ideale per tutti gli sport velici: la località risulta mèta di appassionati di kite e wind surf provenienti da tutti il mondo, essendo inserita nell'elenco delle location ideali per tale disciplina. Storia I primi insediamenti umani nel territorio mazarese risalgono al paleolitico superiore, presso Roccazzo, dove sono state rinvenute tracce di grattatoi, bulini, lame di selce e altri prodotti artigianali. Successivi insediamenti sono stati rinvenuti presso i Gorghi Tondi, durante il mesolitico. Si hanno testimonianze di insediamenti umani anche durante il neolitico, con le tombe a grotticella, e durante l'eneolitico, con diversi insediamenti capannicoli e necropoli. Durante l'età del bronzo gli insediamenti si concentrarono lungo le valli del Mazaro e dell'Arena, nelle contrade Gattolo, Granatelli e Malopasso. Intorno al 1000 a.C. i Sicani della zona lasciarono tombe monumentali a dromos. Nell'XI secolo a.C. si hanno i primi contatti con i Fenici, che trovano in Mazara un luogo ideale per effettuare soste durante i lunghi viaggi verso la Spagna. Inizialmente queste furono transitorie, successivamente fondarono un emporio, con stabilimenti e depositi permanenti, come testimoniato dai vasi, vetri e monete di origine fenicia ritrovati tra la foce del Mazaro e Capo Feto. altri resti che confermano la presenza fenicia a Mazara si hanno negli scavi nel Palazzo dei Cavalieri di Malta, che si affaccia ad appena pochi metri dalla foce del Mazaro. Fu però durante il periodo greco-selinuntino che la città diventò un centro urbano organizzato, diventando un fiorente emporio di Selinunte. Quello selinuntino fu il primo periodo di grande espansione della città, tanto che venivano coniate monete proprie con la scritta ἐµπόριον (empòrion). Distrutta Selinunte ad opera dei Cartaginesi nel 409 a.C., Mazara attraversò un periodo di un 150 anni circa ora sotto la dominazione siracusana, ora sotto quella cartaginese, fino alla conquista dell'isola da parte di Roma. Il periodo punico e romano è testimoniato dall'abbondanza di ritrovamenti in città: sarcofagi, urne cinerarie, lapidi funerarie, mosaici, e ville romane. È in questo periodo che il cristianesimo muove i primi passi in città, ed è in questo periodo che nasce San Vito. Il più probabile luogo di riunione dei primi proseliti della nuova religione furono le grotte di San Bartolomeo, in contrada Miragliano. Le incursioni dei Vandali e dei Goti non risparmiarono la città, che visse un periodo di decadenza socio-economica e demografica. Gli abitanti, infatti, temendo le incursioni barbariche, si allontanarono dal centro cittadino spostandosi nelle campagne circostanti. Solo nel 533, quando Belisario, alla guida dei Bizantini, sconfisse i Vandali, la città ritrovò un clima di tranquillità, cominciando a ripopolarsi. L'eccessiva pressione fiscale della nuova dominazione, però, ostacolò l'allora nascente commercio ed artigianato locale. Fu solo con i musulmani d'Ifriqiya (Arabi e, soprattutto, Berberi), sbarcati vicino Mazara (Capo Granitola) il 16 giugno 827, che si ebbe il risveglio economico della città, che divenne il più grosso centro giuridico della Sicilia e un importante punto commerciale, artistico e letterario. Tra i giuristi si ricordano Imam al-Mazari, Abu Abd Allah al-Mazari, Ibn Abd al-Farag; tra i letterati Ibn Rasiq, Ibn Safar, Ibn al-Birr, Ibn Makki, Abd al-Halim. La popolazione raggiunse i 30.000 abitanti, e la città divenne la seconda del Vallo, dopo Palermo. Nel 1072, con i Normanni, la città vide l'edificazione della Cattedrale, e l'istituzione di una nuova Diocesi. Nel periodo dal 1093 al 1097, divenne sede governativa e dimora del conte Ruggero. Nel 1154 il geografo Idrisi soggiornò a Mazara, e la descrisse nel libro di Ruggero. Dopo i Normanni, la città conobbe un nuovo periodo di depressione: Federico II di Svevia nel 1216 decise di trasferire tutti i musulmani presenti sul territorio nella Piana di Lucera, in Puglia, nuocendo gravemente alla locale produzione agricola ed artigianale. Neanche con la successiva dominazione angioina le cose cambiarono. Sul finire del 1317, re Federico III d'Aragona con tutta la sua corte fissò la propria dimora nella città. Tornato a Palermo, nel luglio 1318 emanò una serie di provvedimenti che poche città dell'epoca potevano vantare: abolì i tributi dei baroni sulle vettovaglie, concesse l'uso della legna nelle foreste di Berrybaida e di Castelvetrano, istituì una fiera franca della durata di 30 giorni. La città conobbe anche un periodo di dominio signorile, sotto i Peralta (1392-1397), i conti Cabrera (1418-1445), il duca di Calabria Ferdinando (1450-1479), la regina Giovanna (1479-1518) ed infine il conte Cardona (1521-1531). Durante questo periodo storico, la città dovette riscattare la propria libertà per ben due volte, a proprie spese, ritornando al Regio Demanio, sotto il quale conobbe, nel Seicento, anni di miseria, culminati nel tumulti del 1647. In questi periodi fu la Chiesa mazarese a lenire la sofferenza della popolazione, devolvendo l'intero ricavato dei tributi della Diocesi. E il 3 novembre 1797 avvenne il miracolo del movimento degli occhi dell'immagine di Maria SS. del Paradiso, che venne incoronata, su richiesta dell'allora vescovo Mons. Orazio Della Torre, il 10 luglio 1803. Nel secolo successivo la città partecipò con entusiasmo ai moti indipendentistici del 1820, 1848 e 1860, e durante il plebiscito del 21 e 22 ottobre 1860 i cittadini sottoscrissero l'unità nazionale, con soli venti elettori contrari. L'unità, tuttavia, non apportò miglioramenti alle condizioni della città, e i lavoratori più umili si organizzarono nel locale fascio dei lavoratori nel 1893. L'insofferenza delle classi meno abbienti sfociò nei moti del 31 dicembre 1893-3 gennaio 1894, repressi con la dichiarazione dello stato d'assedio da parte di Francesco Crispi, che determinò lo scioglimento dei fasci. Seguì un periodo di depressione economica e demografica, iniziato con i flussi migratori verso gli Stati Uniti d'America, l'Australia e gli stati del Sud America, e culminato con la prima guerra mondiale. Tra il 1920 e il 1930, la flotta remo-velica divenne una flotta a propulsione meccanica, e questo determinò un aumento del pescato. La seconda guerra mondiale sospese, momentaneamente, lo sviluppo economico della città, che riprese subito dopo la fine dell'evento bellico. Simboli Lo stemma della città di Mazara del Vallo riporta le principali opere compiute dai Normanni. Sulla destra, è raffigurato il castello con le sue tre torri, fatto edificare dal conte Ruggero I nel 1072; a sinistra è raffigurato il campanile della Cattedrale, a cinque piani, che nel periodo musulmano era il minareto della Moschea Magna. In cima a tale campanile si trova una croce; oggi invece è posta una statua di San Vito. Al centro l'immagine del Santissimo Salvatore, patrono della città insieme a San Vito. La parte inferiore dello stemma raffigura le mura normanne di Mazara, e viene raffigurata la Porta centrale. Monumenti e luoghi di interesse Mazara del Vallo è sede di numerosi luoghi di interesse storico, che rievocano le diverse influenze culturali che ne hanno caratterizzato la storia. Architetture religiose Le chiese principali sono: La Basilica Cattedrale sorse in epoca normanna, al posto di una precedente moschea per volere di Ruggero I, in seguito alla creazione nel 1093 della diocesi. Venne ricostruita completamente alla fine del XVII Secolo in forme barocche, per opera di Don Pietro Castro. All'interno si conserva il gruppo statuario rappresentante la Trasfigurazione di Antonello Gagini. La Chiesa di San Nicolò Regale del 1124 e la Chiesa della Madonna delle Giummare dell'XI secolo (detta anche Madonna dell'Alto), entrambe di chiara matrice arabo-normanna. La Chiesa di San Michele, del XII secolo, con annesso convento femminile benedettino, venne rifatta nel XVII Secolo in forme barocche. La Chiesa di Santa Caterina, risalente al 1318 venne pure rimaneggiata in epoca barocca. La Chiesa di San Francesco è un esempio di barocco siciliano, ricco di policromia e decorazioni. La Chiesa di Sant'Ignazio, di cui è rimasto solo il prospetto, in seguito al crollo avvenuto nel 1933. Architetture civili Il Palazzo Vescovile del XVI secolo Il Palazzo del Seminario vescovile del 1710. Resti di un acquedotto risalente al XVI secolo in Contrada Archi. Architetture militari L'Arco Normanno, che è ciò che resta dell'antico castello normanno che sorgeva nel centro storico della città, domina Piazza Mokarta e accanto si trova la Villa Jolanda, l'antico giardino del castello. Altro Piazza della Repubblica, la principale piazza cittadina Piazza Mokarta L'Itinerario dei Vicoli, un percorso lungo le vie e le piazzette del centro storico. Siti archeologici L'insediamento eneolitico di Roccazzo, sito fuori dal centro abitato, nei pressi della frazione di Borgata Costiera; I resti di due ville romane: una nello spazio antistante la Chiesa di San Nicolò Regale, un'altra in Contrada Mirabile. Aree naturali La Regione ha riconosciuto all'interno del territorio di Mazara le riserve naturali orientate di: Riserva naturale integrale Lago Preola e Gorghi Tondi, un'oasi gestita dal WWF La riserva di Capo Feto, una palude costiera inserita nel 2000 tra le Zone di Protezione Speciale (ZPS) Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Stranieri residenti L'immigrazione A Mazara risiedono, spesso con le rispettive famiglie, circa 3 000 immigrati, provenienti soprattutto dal Maghreb, impiegati da oltre 25 anni nelle attività pescherecce, agricole e artigianali della città. Essi risiedono principalmente nel centro storico cittadino, di impronta araba. L'immigrazione tunisina in Sicilia è cominciata intorno alla fine degli anni sessanta, dopo poco meno di un millennio dalla vittoria decisiva sui musulmani del Conte Ruggero il Normanno nell'anno 1073, che riconquistò l'isola. Malgrado l'opera di trasformazione compiuta da parte dei Normanni, la città di Mazara conserva ancora oggi moltissime caratteristiche distintive della cultura arabo-berbera. Il segno più evidente è l'impronta islamica del tracciato viario dell'antica città araba, oggi chiamato "Kasbah": vicoli e strade piccole e tortuose, che si dipartono da un asse centrale e portano a numerosi cortili, dove si aprono gli accessi alle abitazioni. I primi tunisini erano alcune decine e sbarcarono clandestinamente sulle coste mazaresi, nascondendosi nei casolari sparsi nelle tenute agricole o chi a bordo dei motopescherecci. Considerata la facilità di reclutamento, seppure in forma clandestina, ben presto quelle poche decine di unità si moltiplicarono, con l'arrivo di parenti e conoscenti e l'immigrazione da Mazara si estese in brevissimo tempo ai paesi dell'entroterra: Castelvetrano, Campobello, Salemi, Alcamo e, successivamente, anche a Marsala e Trapani. In poco tempo i tunisini cominciarono a sostituire la manodopera locale, che si rifiutava di svolgere attività dure e pesanti, specialmente sui pescherecci, nelle campagne e, in seguito, anche nei cantieri edili. La loro presenza più massiccia adesso è collocata nella marineria; infatti circa la metà degli equipaggi degli oltre 350 pescherecci mazaresi è di origine tunisina. L'accrescimento della comunità tunisina e, di conseguenza, il maggiore sviluppo della marineria mazarese, si potrebbe attribuire alla disponibilità dei giovani tunisini, ai quali non viene concessa una qualifica maggiore di semplici marinai; le qualifiche più importanti, come quelle di capitano, capo pesca, motorista e secondo motorista vengono infatti affidate ai nativi locali. Un tempo la maggior parte degli imbarcati tunisini lavoravano "in nero" e, oltre a percepire uno stipendio minore rispetto a quello dei colleghi italiani, non potevano usufruire dei diritti riguardanti l'indennità del fermo biologico, degli assegni familiari e dei contributi versabili per il raggiungimento della pensione. Oggi usufruiscono degli stessi diritti e doveri dei cittadini italiani, in quanto appoggiati dai sindacati e dai politici che, dal 2003, su proposta della Giunta e del Consiglio Comunale, hanno concesso a Mohamed Soufien Zitoun di partecipare al consiglio comunale come Consigliere Aggiunto, riconfermato nelle elezioni amministrative tenutesi nel giugno del 2009. Da alcuni anni molti tunisini hanno aperto in città diversi esercizi commerciali tipici della loro cultura e della loro tradizione. Oggi vivono e lavorano a Mazara diverse migliaia di tunisini, molti regolari e tantissimi clandestini. Gli immigrati si sono insediati quasi tutti nei quartieri più antichi, che furono un tempo abitati dai loro antenati; in tal modo riprendono possesso di quelle case e di quei cortili che furono, un tempo, parte della Casbah. Moltissime famiglie abitano nelle zone di Porta Palermo e di Piazza Regina; altre hanno trovato alloggio anche nelle periferie e sono presenti nei diversi quartieri della città. Tutti gli immigrati titolari di permesso di soggiorno possono beneficiare di case popolari, al fine di svuotare gradualmente il cuore della città e di apportare rinnovamenti e ristrutturazioni per rendere migliore l'area. Religione La maggior parte della popolazione cittadina è di professione cristiana cattolica, e il 15% circa è di professione islamica. Questi si riuniscono nell'unico luogo di culto, la moschea Ettakwa (in arabo: ‫مسجد التقوى‬ , Masjid al-Taqwā), vale a dire "Moschea del timor di Dio", ospitata in un locale del centro storico. Da anni esistono proposte di costruzione di una moschea, che però non hanno mai trovato attuazione. Tradizioni e folclore L'Aurora Il rito dell'Aurora è un rito religioso che vuole festeggiare la risurrezione di Gesù, e ha luogo il mattino della domenica di Pasqua in Piazza della Repubblica. In provincia di Trapani si celebra solamente a Mazara e a Castelvetrano, e fu introdotta dai padri Carmelitani Scalzi non prima del 1667, anno in cui si insediarono in città. In alcuni comuni della Sicilia e della Calabria viene chiamata Affrontata. Poco prima delle ore nove, un Cristo risorto avvolto da un manto rosso e con una bandiera bianca, preceduto da dodici confratelli della Compagnia delle Grazie vestiti con un sacco e un cappuccio bianco, viene portato dalla chiesa di Santa Caterina fin sotto l'ingresso di Piazza della Repubblica, sotto il passaggio che unisce la Cattedrale al Palazzo Vescovile (il Passetto o Tocchetto). Allo stesso tempo, una Madonna vestita di bianco e avvolta da un manto nero, preceduta da altri dodici confratelli della stessa compagnia, viene portata all'altro capo della piazza, sulla via XX settembre. Ad un dato segno, il Cristo e la Madonna, cui è stato tolto il mantello nero, vengono portati al centro della piazza e, a breve distanza l'uno dall'altra, fanno tre inchini. Nel frattempo, dalla statua della Madonna, che è cava, vengono liberate delle colombe bianche. Inizia quindi la processione che riporterà le statue alle rispettive chiese (Sant'Agnese e Santa Caterina): davanti i confratelli, successivamente il Cristo e, più dietro, la Madonna. Prima del 1864, anno in cui venne abolita quest'usanza, nel bel mezzo del rito dall'allora via Maestranza (oggi via Garibaldi), sbucava un uomo, la Morte di Pasqua, vestito con un sacco di tela gialla, su cui era dipinto uno scheletro in nero, che portava in mano una falce e una cesta. Questo passava tra la folla, e toglieva ai bambini il campanaro (un tipico dolce locale) e qualunque cosa avessero tra le mani, col tacito consenso dei genitori. Questo personaggio passava anche nelle botteghe di generi alimentari, prendendo sempre qualche cosa. Questo rito viene ricordato anche da alcuni modi di dire comuni in città: sarvatìllu pi la matina di Pasqua (conservalo per la mattina di Pasqua), usato una volta per indicare un capo di vestiario fuori uso, perché durante il rito dell'Aurora si indossavano accessori che si vedevano solo in quella ricorrenza; ficiru l'arora (hanno fatto l'Aurora), si dice di due persone che non si vedono da tempo e che corrono l'una incontro all'altra. Il festino di San Vito Tradizione fortemente sentita dai mazaresi è 'u fistinu di Santu Vitu (il festino di San Vito), una celebrazione in onore del patrono della città. Tali festeggiamenti hanno origine nel XVII secolo quando, il 23 agosto 1614, i giurati della città deliberano di aggiungere al Santissimo Salvatore, già patrono della città, il concittadino San Vito come compatrono. Tale deliberazione venne poi approvata l'8 settembre dello stesso anno dall'allora vescovo, monsignor Marco La Cava. Le celebrazioni, inizialmente tenute nei quattro giorni precedenti il 15 giugno, vennero successivamente spostate tra la penultima e l'ultima settimana di agosto. Tradizionalmente il festino si apre con l'Annunzio, un corteo in abiti seicenteschi che si snoda per le vie della città, ed effettua delle soste per permettere all'araldo di proclamare l'annuncio: Nei giorni successivi all'annunzio avviene la processione storico-ideale a quadri viventi, che illustra le vicende di San Vito e dei suoi educatori Modesto e Crescenzia. Apre la processione la figura dell'antico stemma della città: una donna, con in mano una coppa, nell'atto di nutrire un serpente («nutrit alios et spernit suos»). Seguono tre carri allegorici che rappresentano le virtù che, secondo la tradizione, vengono attribuite al santo: Fede, Speranza e Fortezza. A questi seguono i quadri viventi, che rievocano la vita del santo: il primo rappresenta la famiglia di Vito, con il padre Ila e Vito stesso, circondati da servi e ancelle; il secondo rappresenta la corte imperiale romana, con Diocleziano e la figlia Valeria guarita dal santo, che sfilano tra i senatori e il governatore romano Valeriano; il terzo rappresenta la comunità cristiana di Roma, con il papa Marcellino circondato da sette diaconi. il quarto rappresenta Vito all'età del martirio tra Modesto e Crescenzia, e dietro di loro ancelle recanti le palme (segno del martirio), gli angeli e il carnefice. Chiude la processione il carro con la statua argentea del Santo, trainato da pescatori mazaresi in costume tradizionale. I festeggiamenti si concludono con l'imbarco della statua su un peschereccio, la Benedizione del Mare e il lancio di una corona d'alloro in acqua, in memoria dei marinai mazaresi morti in mare. Cultura Istruzione Biblioteche Sono presenti due biblioteche: Biblioteca comunale "Leonardo Bonanno", con un patrimonio di più di 65000 volumi; Biblioteca del Seminario vescovile, con più di 34000 volumi. Ricerca A Mazara ha sede l'Istituto per l'ambiente marino costiero, unità operativa del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che si occupa delle studio delle risorse biologiche del mare. Scuole Nel territorio comunale sono presenti: 6 scuole primarie; 4 scuole secondarie di primo grado; 4 scuole secondarie di secondo grado, che offrono 7 diverse specializzazioni: istituto professionale per produzione industriale e artigianale; istituto professionale industria e attività marinare; istituto tecnico commerciale; istituto tecnico industriale; liceo classico; liceo scientifico. liceo artistico regionale. Università Consorzio Universitario della Valle del Belice e del Mediterraneo (CUBEM) Musei Mirabilia Urbis, un allestimento ospitato nella Chiesa di San Bartolomeo, ospita reperti provenienti da tutto il territorio Mazarese, in particolare dal sito archeologico di Roccazzo. Il Museo diocesano, inaugurato nel 1993 in occasione del nono centenario della fondazione della diocesi, raccoglie il ricco patrimonio di argenti della cattedrale. Il Museo ornitologico, inaugurato nel 1984, con 366 uccelli naturalizzati, tra i quali numerosi rari e parecchi di specie ormai estinta. Il Museo del Satiro danzante, ospitato nella Chiesa di Sant'Egidio, costruita nel 1424. Media Radio L'unica radio ancora in attività è: Azimut Network. In passato operavano anche: Radio Castello Normanno; Radio Liberty Mazara Stereo; Radio Luna Mazara; Radio Mazara Centrale; Radio Mazara International; Radio UP; Radio Sicilia; Radio Antenna Sud. Radio Paisie' Televisione A Mazara hanno sede due televisioni locali: Televallo (in precedenza RTM Radio Televisione Meridionale); Tele8 (in precedenza Tele City). Emittenti televisive definitivamente scomparse sono invece: ReteSei; Tele Mazara (via cavo). Persone legate a Mazara del Vallo Eventi Tra il 23 e il 28 maggio 2011 si è svolta la Settimana della Pace e della Solidarietà, organizzata in collaborazione la Prem Rawat Foundation e l'Associazione Percorsi. In occasione della visita di Prem Rawat, è stata inaugurata la Stele della Pace, sita in Piazza Mokarta, con incisa una frase in italiano, francese, inglese ed esperanto. La città di Mazara è stata nel 2012, dal 18 al 25 agosto, sede del 79° Congresso Italiano di Esperanto. In occasione di tale evento è stata tradotta in esperanto anche la toponomastica del centro storico. Economia Le attività economiche che contraddistinguono Mazara del Vallo sono principalmente la pesca, il turismo e l'agricoltura. L'economia cittadina è trainata dal comparto pesca, comprese lavorazione e conservazione del pesce e costruzioni navali. Mazara del Vallo è uno dei più importanti e noti porti pescherecci del Mediterraneo, base di armamento di una flotta di circa 400 grandi motopescherecci d'altura (con circa 4.000 pescatori imbarcati), che rientrano ogni 50-60 giorni. In agricoltura ricca è la produzione di uve (inzolia, catarratto, zibibbo), agrumi e olive. Tuttavia pur avendo risorse patrimoniali estese, la città non è basata su un'economia solida, conseguente alla scarsa gestione politica che negli ultimi 10-15 anni, seppur rinnovata e capeggiata da ex parlamentari o da politici in carriera, non ha saputo pur avendo i mezzi e le risorse necessarie a costruire un'economia salda e stabile, che possa soddisfare i bisogni della popolazione cittadina. Infrastrutture e trasporti Strade La città di Mazara è punto finale dell'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, che si innesta sulla strada statale 115 Sud Occidentale Sicula. Quest'ultima costituisce la circonvallazione della città. Ad inizio agosto 2011, il CIPE ha deliberato lo stanziamento dei fondi per la realizzazione della bretella Mazara-Birgi, che dovrebbe idealmente chiudere l'anello autostradale nella parte occidentale della Sicilia. Nel territorio comunale, al confine settentrionale con il territorio di Marsala, insiste per un breve tratto anche la strada statale 188 Centro Occidentale Sicula che, però, essendo distante dal centro abitato, non fa parte dei normali flussi di traffico. La città è anche servita da diverse strade provinciali, che si addentrano nelle campagne mazaresi, e vengono quindi usate principalmente dai mezzi agricoli: La città è anche collegata a Trapani, Marsala, Palermo ed Agrigento da autobus di linea. Dall'agosto 2011 esiste inoltre un collegamento bus con l'aeroporto di Trapani-Birgi operato dall'Azienda Siciliana Trasporti. Ferrovie Per quanto riguarda il trasporto su rotaia, la città è fornita dalla Stazione di Mazara del Vallo della linea ferroviaria Palermo-Trapani (via Castelvetrano). Esiste anche una seconda stazione, la Stazione di San Nicola di Mazara, sita in Contrada San Nicola, che però è ormai in disuso da tempo e non prevede più alcuna fermata. Porti Il porto di Mazara del Vallo è suddiviso in due bacini: il porto nuovo ed il porto canale. Il primo è di tipo artificiale e, chiuso a ponente dalla diga foranea, si protende per 1460 metri ad est dall'antemurale curvilineo, a difesa del dente d'attracco Mokarta e delle due darsene che si aprono sul versante occidentale, nonché della banchina Edrisi costituente, assieme alla banchina di buon vento l'approdo turistico sul versante est. Il secondo è un antico porto naturale ricavato alla foce del fiume Mazaro, che si addentra per circa 700 metri. Il porto di Mazara del Vallo espleta oggi funzioni commerciali (soprattutto esportazione di vino ed affini ed importazione di cemento sfuso), di scalo passeggeri (collegamenti regolari stagionali con l'isola di Pantelleria e saltuariamente con la Tunisia, nonché transito di navi da crociera), approvvigionamento petrolifero per la presenza di un deposito di carburanti costiero, di scalo industriale, ospitando diversi cantieri navali, ed infine scalo peschereccio, essendo la principale base di pescherecci d'altura del Mediterraneo. Mazara del Vallo è sede di Compartimento marittimo, l'unico, con quello di Salerno, autorizzato a tenere le matricole del naviglio maggiore alla stregua di Direzione Marittima. Nel porto di Mazara di Vallo si trovano altresì navi appoggio ed unità idrografiche adibite alla manutenzione delle condotte sottomarine del gasdotto sottomarino Italia-Algeria che sbocca nei pressi di Capo Feto, nonché di cavi a fibre ottiche che si dipartono sia dal litorale di Tonnarella che di San Vito, rispettivamente ad ovest e ad est della città. Il movimento commerciale nel porto viene operato presso le banchine Mokarta e Ruggero II, quest'ultima dotata di 4 silos per lo stoccaggio del cemento sfuso. Alla banchina Mokarta attraccano anche le navi da crociera in transito, mentre i servizi regolari di trasporto passeggeri fanno scalo alla banchina Ammiraglio Francese nel porto nuovo, o alla banchina Giovan Battista Quinci, all'uscita del porto canale sul versante est. Ancorati alla banchina Edrisi sul lato interno della diga antemurale si trovano dei pontili galleggianti, costituenti un approdo turistico capace di più di 300 posti barca per naviglio da diporto di ogni dimensione e dotato di tutti i servizi, a partire dall'approvvigionamento idrico e di carburante. Altra possibilità di ormeggio presso strutture organizzate è data dalla banchina di buon vento, che unisce la banchina Edrisi alla terraferma (piazzale Quinci) mentre il porto canale (banchina Comandante Caito) offre possibilità di ormeggio libero e gratuito alle unità in transito. A 0,7 miglia a est del porto commerciale si trova il porticciolo di San Vito, un secondo approdo turistico più piccolo del precedente, ormai in disuso vista l'ingiunzione di sgombero dalla Capitaneria di Porto, costituito da una scogliera di soprafflutto lunga 90 m e da una scogliera di sottoflutto. Aeroporti La città è dotata di un'elisuperficie, intitolata a Don Pino Puglisi, utilizzata principalmente per motivi sanitari e di emergenza. L'elisuperficie si trova a 49 metri s.l.m., ed è entrata in funzione l'11 giugno 2007. Amministrazione Gemellaggi Mazara è gemellata con quattro città: Mahdia, dal 1973; Santa Pola, dal 1997; Volos; Trebisacce. Mazara del Vallo ha sottoscritto un accordo di collaborazione con Białystok, in quanto città che sostengono l'Esperanto. Sport Mazara del Vallo ha: - una squadra di calcio che milita in Eccellenza Sicilia, il A.S.D. Mazara Calcio 1946; - una squadra di calcio che milita in Seconda Categoria Sicilia, il Pro Mazara Calcio 1922; - una squadra di calcio che milita in Terza Categoria Trapani, la Nuova Polisportiva Val di Mazara Esiste anche una squadra di basket, l'A.S.D. Basket Mazara, che milita in Serie C regionale. Note Bibliografia Voci correlate Altri progetti Wikisource contiene una pagina dedicata a Mazara del Vallo Wikisource contiene una pagina dedicata a Mazara del Vallo Commons contiene immagini o altri file su Mazara del Vallo Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Mazara del Vallo Collegamenti esterni OpenStreetMap

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