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Nardò, un piccolo-grande gioiello di Puglia

Nardò, (Lecce) 1 mese fa Tempo di lettura: circa 3 minuti

Situata nella provincia di Lecce, la città di Nardò offre cultura, mare, storia e natura. Un mix particolare di tradizioni e turismo

Dalle origini antichissime

Le origini di Nardò sono molto antiche. La città nacque infatti fra l’XI e il IX secolo a.C. da un insediamento di Messapi, un popolo giunto in Puglia dalla lontana Illiria, una regione corrispondente alla parte occidentale della penisola balcanica. Sorta in posizione pianeggiante, a sud-ovest del capoluogo di provincia, include un tratto della costa ionica del Salento. Fu per secoli un famoso centro bizantino e, sotto la famiglia ducale degli Acquaviva, diventò uno dei più importanti poli culturali della zona, grazie anche alla sua Università.

Il nome Nardò deriva dal termine illirico “Nar”, che significa “acqua”, forse per richiamare l’antica falda acquifera presente sul posto. Elemento raffigurato anche sullo stemma cittadino.

La costa di Nardò

Il tratto di costa che si affaccia sul mar Ionio accoglie alcuni piccoli centri abitati. Tra cui: quello di Santa Maria al Bagno, quello di Santa Caterina, quello di Sant'Isidoro e quello di Porto Selvaggio, che si trova - tra l’altro - all’interno del parco naturale regionale che porta il medesimo nome.

Quest’ultimo è caratterizzato da coste frastagliate e pareti rocciose, da una folta macchia mediterranea e da diverse pinete. All’interno vi sorge anche la nota Grotta del Cavallo, un anfratto calcareo facente parte di un sistema molto più imponente di caverne che si erge nella Baia di Torre Uluzzo.

Il turismo balneare

Nardò è anche sinonimo di turismo balneare: ci sono splendide spiagge, pareti rocciose, cieli limpidi e un mare di un azzurro intenso, con tramonti e albe come solo i paesi del sud Italia sanno regalare.

Vi è una natura quasi selvaggia e incontaminata, fatta di stradine sterrate e pinete: piccoli scrigni non ancora intaccati dal turismo di massa. Gioielli da scoprire, con una ricca flora, in cui spicca il lentisco rosso, il mirto (con il suo profumo forte e particolare), la ginestra spinosa e i carrubi, il timo e tantissime altre specie che vi crescono spontaneamente.

Tra storia e cultura

Una cosa che colpisce di Nardò è la presenza di numerose chiese che, assieme ai tanti edifici storici, ne fanno una perla culturale, unica per coloro che vogliono fare un tuffo nel passato… sono da visitare:

Il Castello
Un tempo circondato interamente da un fossato (che oggi è stato quasi interamente coperto), ha una struttura militare di epoca aragonese e fu progettato a metà del 400 da Giulio Antonio Acquaviva D’Aragona, Duca di Atri e Conte di Conversano.

La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta
Fondata sui resti di un’antica chiesa basiliana, per volere di alcuni monaci provenienti dall’oriente e sfuggiti alle persecuzioni iconoclaste, la Cattedrale custodisce al suo interno un crocifisso nero di rara bellezza, fatto con legno di cedro del Libano e aggiunte in stile barocco, come l’altare dedicato alle Anime del Purgatorio e la cappella in onore di San Gregorio.

[Lupiae/Wikipedia]

Piazza Salandra
La piazza è considerata una delle più belle del sud Italia. Vi è un’evidente transizione dallo stile manierista a quello rococò. Vi si possono anche ammirare le statue di San Gregorio Armeno (santo protettore della città di Nardò), di San Michele Arcangelo e di San Antonio da Padova.

Nella parte centrale svetta la Guglia dell’Immacolata, mentre dall’altro lato della stessa si trovano la Fontana del toro (animale simbolo di Nardò) e il Palazzo di città.

Chiesa di San Trifone
Fu fatta erigere dalla volontà della popolazione locale che chiese aiuto a San Trifone per debellare l’invasione di bruchi che affliggeva le campagne.

La torre dell’orologio
Situata nel palazzo sede dell'ex Pretura, in Piazza Salandra, custodisce un antico orologio che si può considerare - a tutta ragione - un vero e proprio gioiello di antiquariato. Questo, ha un caricamento a manovella con una durata limitata da effettuarsi manualmente.  
Da non perdere sono anche le tante ville e le masserie disseminate sul suo territorio.

Acquario del Salento
Se si hanno dei bambini al seguito, come non fare una scappatella all’acquario del Salento? Realizzato in un ex scuola materna è poco distante dal locale Museo della Memoria e dell'Accoglienza.
Infine, da non dimenticare, è il giardino del Castello, conosciuto dai più come la “Villa Comunale”. Si tratta di uno dei giardini più affascinanti dell’intero Salento, in cui sono ospitate anche piante pregiate e di notevole valore. Fa parte dell’antica residenza degli Acquaviva d'Aragona, passata poi alla famiglia Personè e in ultimo divenuta la sede del Municipio.

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