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Idee di Viaggio

Dal Monte Pollino al serra Dolcedorme, i mille tesori del Parco 

Scritto da Valeria Bonacci, 07/11/19

Abbracciando l’estremo nord della Calabria e il sud della Lucania, il massiccio del Pollino regala scenari unici fatti di paradisi naturali, borghi gioiello incastonati tra le rocce e sapori decisi. Andiamo ad esplorare i mille tesori del Parco del Pollino, dai suoi meravigliosi piani che accolgono paesaggi mozzafiato alle cinque serre che spiccano tutte sopra i 2000 metri dal livello del mare. 

Dal Serra Dolcedorme al monte Pollino, dalla Serra del Prete fino alla Serra delle Ciavole e alla Serra di Crispo, è possibile ammirare uno spettacolo naturale fatto di gole profonde simili al Gran Canyon e ampie valli fluviali. 

Il Serra Dolcedorme che per le sue sinuose forme ricorda una donna distesa è la cima più alta della Calabria e arriva a quota 2267 metri dal livello del mare. Definita la “Regina del Sud” questa imponente montagna sul suo versante meridionale degrada a picco sulla piana di Sibari, formando un imponente parete, la più grande del Sud Italia.

Il monte Pollino, pur essendo secondo per altezza al Dolcedorme, dà il nome all’intero massiccio, nome dall’origine ambigua. Sono due le correnti di pensiero in merito: alcuni attribuiscono la parola latina “Pullus” al Pollino, che sta per giovane animale. Anticamente infatti vi era l’usanza, con l’arrivo della calda stagione, di portare gli animali al pascolo sulle montagne. 

Altri invece sono convinti che il nome sia legato alla divinità di Apollo, dal latino “Mons Apollineus" (monte di Apollo), dio, tra le altre cose, delle arti mediche, proprio per le diversissime specie di erbe officinali che crescono spontaneamente. 

L’incanto della natura nel Parco del Pollino 

[lauradibiase/123rf]

Con i suoi quasi duecentomila ettari, il Parco Nazionale del Pollino è il più grande d’Italia e abbraccia 3 province, ovvero Cosenza, Potenza e Matera, e ben 56 comuni. Il millenario patrimonio naturale che conserva ricca di geodiversità, tra cui spicca il Pino Loricato, emblema del Parco e specie endemica italiana, lo inseriscono nei 10 Geoparchi italiani Patrimonio Unesco. 

Le vette del Massiccio, imponenti rocce per la maggior parte dell’anno innevate, offrono panorami incredibili: le cime Dolcedorme, del Cozzo del Pellegrino come quelle del Pollino e dell’Orsomarso regalano orizzonti sui due mari, il Tirreno e lo Jonio, da quelle di Maratea e Paria a Mare su un versante, a quelle di Sibari e Metaponto dall’altro. 

Ad alta quota si ammirano scenari unici sulle gole in una natura costellata da querce, aceri e castagni che scendendo lasciano il posto a faggi e ad un fitto sottobosco ricco di frutti ottimi per marmellate e liquori: segno tangibile del millenario legame dell’uomo alla terra

La stagione calda regala meraviglie per l’olfatto e la vista grazie a distese di orchidee, viole e campanule del Pollino ma anche di piante officinali come la lavanda, la malva, l’aneto e l’assenzio, per citarne alcune. 

Pollino palestra a cielo aperto 

Il Pollino è uno spettacolo della natura che regala anche esperienze incredibili all’insegna dello sport outdoor: una vera e propria palestra a cielo aperto.

Gli sport del Parco del Pollino cambiano in ogni stagione offrendo avventure ed emozioni uniche. Dal rafting al torrentismo e al canyoning, dal free climbing alle arrampicate, per citare i più estremi, fino ai tanti sentieri da esplorare in mountain bike, a piedi o a cavallo.

Il Pollino è meta del turismo outdoor per eccellenza, tra gli sport originali anche l’acqua-trekking, una sorta di trekking alla scoperta di piccoli canyon e torrenti che si possono risalire controcorrente muniti di stivali e indumenti adatti. 

Mentre in estate ci si può sbizzarrire con gli sport acquatici grazie ai numerosi fiumi e torrenti presenti nel territorio, in inverno ci si può dedicare allo sci di fondo, escursioni e ciaspolate: un paradiso naturale in grado di emozionare in ogni stagione. 

Foto di Valter Cirillo da Pixabay 

I Luoghi imperdibili del Pollino 

Da Castrovillari ai piccoli borghi come Laino Castello e Civita, il Pollino pullula di bellezze storiche, culturali e architettoniche e vanta al tempo stesso tradizioni folkloristiche importanti e eventi di calibro internazionale. 

Il versante calabrese del Massiccio affaccia sulla Piana di Castrovillari: è ai piedi del monte Pollino che troviamo Castrovillari, città incastonata in una vallata naturale chiamata “Conca del Re”, il centro più grande del Parco. 

La città, nota per eventi come Primavera dei Teatri e l’Estate Internazionale del Folklore, ha un centro storico molto caratteristico dove tra i tesori storico architettonici spicca il Castello Aragonese. 

Tra i paesi imperdibili del Pollino primo fra tutti è Civita, un borgo greco-albanese che conserva la sua forte identità religiosa, linguistica ed etnica e che accoglie una parte delle gole più famose del Parco, quelle del Raganello. 

Anche Laino Castello e il suo centro storico meritano una visita, un piccolo borgo feudale che sorge su un’altura rocciosa circondata dal fiume Lao. Conosciuto come “Il Presepe del Pollino” anche Morano Calabro è tra i luoghi da non perdere, inserito nella rete dei Borghi più belli d’Italia.

Sapori del Pollino 

[lauradibiase/123rf]

I sapori e i piatti della tradizione di questi luoghi meriterebbero davvero uno speciale itinerario a sé: anche in cucina Calabria e Lucania sembrano abbracciarsi regalando specialità gastronomiche davvero uniche. 

Prima fra tutte vale la pena citare il famoso peperone crusco, un peperone rosso dolce fatto essiccare e calato nell’olio bollente per qualche secondo. Croccante e profumatissimo, questo prodotto è tipico di tutto il Pollino, specie della zona lucana. 

Tra le eccellenze gastronomiche non manca il Tartufo del Pollino, il miele, la lenticchia di Mormanno e il pane di Cerchiara. 

Tra i piatti tipici, appartenenti alla tradizione agropastorale, spiccano la “Pasta ammuddicata”, spaghetti conditi con acciughe e mollica di pane che è ancora solito preparare per il cenone della vigilia di Natale, e le “patani e cancareddi”, ovvero le patate e peperoni. 

Un vasto territorio che offre natura, divertimento, storia, tradizioni e sapori e che vale la pena esplorare! Il luogo ideale per una vacanza a ritmo lento che lascia spazio anche all’adrenalina.  

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