Comune

Gavoi

Gavoi, (Nuoro)
Gavoi è un comune di 2.819 abitanti della provincia di Nuoro.TerritorioSituato nel cuore della Barbagia di Ollolai, in posizione strategica fra Nuoro ed il Gennargentu, sorge sul fianco sud-orientale di una collina (Monte 'e su Sennore) fronteggiata dai monti di Lodine (Pisanu Mele), fra boschi e corsi d'acqua.Nelle vicinanze si trova il lago artificiale di Gusana, bacino di primo salto per la produzione idroelettrica della centrale di Coghinadorzas e meta turistica. Nel territorio ci sono diversi siti archeologici di età nuragica e romana.Gavoi possiede da sempre un'enclave in territorio del vicinante comune di Lodine, in località "Sa Itria", dove è ubicato il santuario dei gavoesi.StoriaAntichitàLa storia di Gavoi è molto antica. Pare ormai accertato che si tratti di una colonia ebraica del IV secolo d.C., probabilmente proveniente dalla stessa Isola: nel I secolo d.C. i Romani avevano effettuato massicce deportazioni dall'attuale Medio Oriente, ed avevano creato (principalmente nel Campidano di Cagliari) colonie giudaiche in Sardegna, alcune delle quali si erano successivamente spostate verso località più favorevoli.Dell'età romana resta un ponte, oggi sommerso dal lago artificiale, mentre le numerose suppellettili di età romana, di cui si aveva notizia ancora sul finire dell'Ottocento, con buona probabilità sarebbero state oggetto di commerci archeologici clandestini.Della provenienza religiosa rimane invece il culto di Sant'Antioco, uno dei primi santi cui si riferivano le comunità ebraiche che per ovvi motivi di opportunità si convertivano al Cristianesimo.Lo stabilirsi di una comunità di un certo rilievo è confermato anche dalla costante presenza del toponimo nelle carte geografiche e dalle strade interne, di tracciato romano, che tuttora sono in uso e che non vennero quindi abbandonate o avvicendate.Medioevo e dominazione aragoneseIn età medievale, si hanno cenni di Gavoi a causa dell'intensa attività di un suo celebre mediatore, Bernardu Lepore (o Leporo), delegato della Barbagia di Ollolai e della curatoria di Austis, ma più prosaicamente al servizio della celebre giudichessa Eleonora d'Arborea, per conto della quale riuscì a raggiungere il trattato di pace del 1388 con Giovanni I d'Aragona. Il Lepore era peraltro il favorito della giudichessa, che gli conferì il titolo di conte e che favorì il paese con agevolazioni fiscali e conferendo il suo patronato a competizioni equestri che forse altro non erano che, in nuce, la ben nota corsa de sa Itria.Al tempo, il paese apparteneva alla giurisdizione della diocesi di Santa Giusta. Presto avrebbe accresciuto il suo territorio di parte delle terre di Oleri (distrutta dalla peste nel 1401) e nel 1504 divenne feudo di Pietro Carroz d'Arborea. In questo periodo fu eretta la chiesa di Sant'Antioco.Età ModernaIntorno al Seicento, la rigogliosità dei boschi vi condusse diverse famiglie di carbonai (per lo più provenienti dalla Toscana, come del resto testimoniano i cognomi diffusi nel paese), che però non distrussero le vaste foreste, ed anzi ne utilizzarono solo una minima parte, principalmente intorno all'abitato.Con il commercio del legname e del carbone, giunse dal Continente anche l'architettura pisana, neo-romanica, di cui la parrocchiale di San Gavino è un noto esempio in graniti rosati.Nel 1604 il paese fu annesso al Ducato di Mandas.Il Settecento fu un secolo importante per la comunità locale, che grazie ai suoi poeti estemporanei cominciò ad essere sempre più conosciuta nel resto dell'Isola. La tradizione orale ha salvaguardato rime di numerosi autori che, nel confronto con quanto tramandato in altre aree sarde, testimonia la presenza di una produzione artistica corposa e apprezzata.Sulla fine del Settecento, gli echi delle pestilenze che avevano spopolato le coste sarde giunsero anche nelle Barbagie e a Gavoi, che da sempre si caratterizzava per la mobilità dei suoi abitanti (dediti alla pastorizia nomade ed al commercio ambulante) e che per questo subì questo flagello prima di altri paesi dintorno. Ben presto la popolazione fu decimata ed alcuni gavoesi, per salvarsi, fondarono la vicina frazione di Lodine, che si accrebbe sino a divenire il centro più importante del circondario. Gavoi divenne quindi frazione di Lodine.Successivamente, almeno qualche decennio dopo, la peste giunse anche a Lodine, mentre Gavoi si era ormai risanata, e si ebbe perciò il fenomeno contrario: da Lodine le famiglie si spostarono nuovamente a Gavoi, che riprese il controllo della zona, riducendo Lodine a frazione.Nell'Ottocento, la confluenza delle colline a Sud-Est del paese fu indicata dal generale Alessandro Lamarmora (che per conto dei Savoia, nuovi re di Sardegna, esplorava l'isola e ne effettuava rilevazioni geodetiche) come sede ottimale di un invaso artificiale per lo stivaggio dell'acqua potabile soprattutto proveniente dal fiume Taloro. Il progetto pare sia stato fortemente caldeggiato da un tal Piras, gavoese, al tempo medico dei Reali a Torino, ma non ebbe seguito immediato. All'inizio del Novecento, con l'introduzione dell'energia elettrica, il progetto riprese corpo e nel 1926 la società incaricata dello studio e della realizzazione acquisì un intero quartiere di Gavoi per stabilirvi i suoi uffici, iniziando poco dopo le operazioni che si sarebbero concluse in via definitiva solo dopo la Seconda guerra mondiale.NovecentoNegli anni venti, crollò il muraglione che sorreggeva un terrapieno sulla piazza di Sant'Antioco, su una casa di proprietà di Maria e Gavino Sedda uccidendoli insieme a tre figli e una loro nipote di undici anni. La tragedia fu rapidamente avvertita e partecipata in tutta la Sardegna, dove ormai Gavoi era conosciutissima per l'attività dei Zillonarzos, ambulanti che vendevano i prodotti del paese, come orbace, coltelli, finimenti, selle, tamburi (in pelle di cane) ed il formaggio "Fiore Sardo".Nel dopoguerra Gavoi ebbe uno sviluppo intenso sia nelle attività tradizionali (pastorizia, artigianato, produzioni alimentari) che nei campi finanziari, in cui numerosi gavoesi raggiunsero posizioni di estrema importanza sia nelle carriere pubbliche che in quelle private, instradando poi la vispa imprenditoria locale su sentieri efficacemente vantaggiosi. Ciò si tradusse in una veloce crescita delle risorse disponibili ed in una ragguardevole capacità di investimento anche in anni di crisi generale, portando il paese a detenere quote ingenti dei possedimenti e delle aziende dell'intera regione, superando addirittura la stessa Nuoro.Contemporaneamente, e sino ad anni recenti, Gavoi ha restaurato le sue tradizioni culturali e urbanistiche, affacciandosi con poco sforzo al turismo.Monumenti e luoghi di interesseIl santuario di Sa ItriaIn origine il santuario di Sa Itria era un luogo di culto pagano per chi adorava i menhir simboli fallici che inneggiavano alla fertilità e questo posto è stato chiaramente colonizzato dai cristiani. Situata nella località di Sa Itria,secondo la tradizione orale in antichità in questa chiesa era custodita una scritta in protosardo e degli affreschi rappresentanti dei religiosi chiamati localmente "sos piscamos cun sa chintorza". Si tramanda che in questa chiesa fino al XV secolo, quando fu demolita l'antica chiesa per costruire quella nuova, fosse presente l'unica scritta in protosardo ricordata, probabilmente si trattava del Padre Nostro. La popolazione dotta locale infatti nell'alto medioevo parlava il greco e il latino volgare, da quest'ultimo, promosso dalla Chiesa latina subentrata alla greca (1054), si è originato il sardo moderno, che convisse con un linguaggio parallelo sempre più latinizzato, il protosardo, almeno fino al 1200. Probabilmente il protosardo fu parlato in ultimo in Barbagia e Ogliastra regioni interne della Sardegna e quindi anche a Nuraghe Mannu fino al XII secolo d.C. prima di estinguersi.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti CulturaFestività e tradizioni popolariFestival Letterario della SardegnaA Gavoi dal 2004 si svolge ogni anno, nei primi giorni di luglio, il Festival Letterario della Sardegna, organizzato dall'associazione culturale Isola delle storie, fondata da un gruppo di scrittori sardi tra i quali Flavio Soriga, Giorgio Todde, Giulio Angioni, Marcello Fois, Luciano Marrocu e in seguito Michela Murgia. Tra i più convinti sostenitori del Festival il regista Ermanno Olmi, maestro del cinema italiano che ha partecipato a diverse edizioni del festival, festeggiando i suoi 80 anni nel corso dell'edizione del 2011. Il Festival ha acquisito sempre maggiore visibilità e importanza in Italia e in Europa e oggi è considerato uno dei più interessanti e originali.Note^ Gavoi in Treccani.it. URL consultato il 21 marzo 2013.^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.BibliografiaManlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X.Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007.Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su GavoiCollegamenti esterniGavoi in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Gavoi")Sito del Comune di GavoiLa scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna URL consultato in data 02-01-2013.

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