Il Mercato delle Gaite di Bevagna | ViaggiArt
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Il Mercato delle Gaite di Bevagna

CC BY
2 anni fa
Bevagna, (Perugia)

Sapevate che nel delizioso borgo di Bevagna, in provincia di Perugia, fino a domenica 26 giugno è possibile fare un viaggio indietro nel tempo e vivere un’esperienza unica, in pieno Medioevo?

Questo week end ViaggiArt vi farà respirare l’autentica atmosfera del 1200, immersi nella girandola di odori, sapori, suoni e animazione che solo lo storico Mercato delle Gaite di Bevagna è in grado di riprodurre con tanta originale maestria: un viaggio alla scoperta di antichi mestieri, all’interno di autentiche botteghe medievali nel centro storico della città.

 

Le “Gaite” e il Borgo

Cosa sono le “Gaite”? Il termine deriverebbe dalla parola longobarda “Watha”, ovvero “guardia”, che indica ciascuno dei quattro quartieri nei quali era suddiviso il borgo di Bevagna e il suo territorio: San Giorgio, San Giovanni, San Pietro e Santa Maria.

La gaita San Giorgio, vasta ma meno popolosa, si estende tra la piazza maggiore e la Porta S. Vincenzo. Un tempo occupata da tre grandi conventi e notevoli presenze archeologiche, prende il nome dall’antico oratorio del 1291. La gaita si caratterizzava per la lavorazione del ferro, la zecca e la liuteria. Proprio quest’ultima rivive nella riscoperta attuale dell’antica vocazione musicale del quartiere, attraverso la ricerca del gruppo “Novus Ignis” e la passione per le musiche del XIII e XIV secolo, oltre alla presenza delle danzatrici medievali.

 

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Oltrepassata Porta S. Vincenzo, si incontra la gaita San Giovanni, la più popolosa di Bevagna, ricca di testimonianze di età romana e anch’essa legata a un antico oratorio. Questa gaita regala ai visitatori momenti di grande spettacolarità nelle attività artigianali proposte, in particolare nella lavorazione della carta, a partire da una poltiglia degli stracci, e del vetro nel suo famoso forno fusorio.

 

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La gaita San Pietro, verso Porta S. Agostino, rappresenta il quartiere meno esteso di Bivagna e deriva il proprio nome dall’omonima chiesa di cui non si ha più traccia. L’antico mestiere del fornaio era la principale attività del quartiere: la zona detta “delle fornare” conserva oltre al nome, anche nella serie di porte ad arco il ricordo degli antichi forni che vi si affacciavano. Sulla piazza principale di questa gaita si affaccia anche la bottega dello speziale, che ripropone un autentico interno medievale corredato di distilleria ed erboristeria, e il laboratorio per la lavorazione della cera, dove ancora si realizzano candele secondo le antiche norme degli statuti comunali.

 

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Infine, la gaita Santa Maria, caratterizzata da un’edilizia ben conservata, con case del ‘300 e del ‘400 e belle dimore private. Bello anche il torrione quattrocentesco di Pt. Molini, così denominato dalla presenza dei mulini a grano e a olio attivati dalle acque del Clitunno. In occasione del Mercato, S. Maria si dedica alla lavorazione della canapa e alla teleria. Le abili mani delle filatrici estraggono dai grandi telai stoffe pregiate, tinte poi in un ambiente molto suggestivo.

 

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La ricostruzione storica dei mestieri, degli ambienti e dei costumi è davvero sorprendente e fedele ai dettami degli originali Statuti Comunali, dai quali è stato possibile ricavare notizie preziose riguardo l’antica economia cittadina, le tecniche di produzione e l’organizzazione delle botteghe. Insomma, il Mercato delle Gaite a Bevagna è una vera full immersion in quei secoli che, a guardar bene, non furono poi tanto “bui” come si dice!

 

Credits: ilmercatodellegaite.it

 

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