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A Tavola

Verde e rugosa, la zucca marina di Chioggia

Scritto da Redazione , 30/10/15

Migliaia di anni fa il Meridione d’Italia scoprì l’Agricoltura, importata dalla vicina Mezzaluna Fertile. L’Uomo, così, smise di vivere nomade e randagio e divenne stanziale.

Nacque l’orto, nelle prossimità delle abitazioni e, in un certo qual senso, intorno ad esso si sviluppò la civiltà occidentale, partendo dalla famiglia e generando, pian piano, quello stile di vita battezzato nel ventesimo secolo Dieta Mediterranea. 

L’agricoltura, nel tempo, fu importata anche nel nord dell’Italia, dopo che finì l’era dei Barbari, nomadi che si nutrivano con la carne delle greggi al loro seguito. Il Veneto, fra le regioni settentrionali, divenne la terra che costruì e preservò più tenacemente la tradizione agricola.

Proprio qui, quando la stagione diventa meno assolata e fredda si coltiva la Zucca Marina detta di Chioggia, dal nome della zona di più elevata produzione. Verde e rugosa, la zucca marina di Chioggia si presenta assai diversa dalla zucca liscia e gialla che spopola nel sud dell’Italia, tonda o lunga, come quella di Napoli, la “cucozza zuccarina” che più giù, in Calabria, diventa la “cuccuza longa”. 

La zucca verde di Chioggia fu denominata marina probabilmente perché coltivata nella zona costiera veneziana dai marinanti, i veneti, cioè, che preferirono i frutti dell’orto a quelli del mare.

Fra le tantissime varietà di zucca, quella di Chioggia è un tripudio di salubrità, tanto che suo sinonimo divenne “zucca santa”, o barruca, termine ereditato dall’ebraico baruch che, per l’appunto, significava santo.

Questa cucurbitacea non a caso nasce e matura in prossimità del mare; essa, infatti, non ama il freddo e sotto i venti gradi difficilmente cresce. Si semina in primavera e la raccolta avviene quando Chioggia accoglie l’autunno.

Anche qui in Veneto, come nelle regioni meridionali, la zucca evoca la “povertà della stagione rigida”, in contrapposizione all’abbondanza procurata dall’agricoltura ricca e colorata dell’orto estivo.

Proprio per la scarsezza di ortaggi, nelle stagioni fredde la zucca è ingrediente di molte ricette, dalle zuppe alle salse, dai minestroni ai risotti. Il suo lungo periodo di conservazione ci parla poi della saggezza e benevolenza della Natura, che non lasciò mai morire alcuno di fame nella penisola mediterranea.  

Sulla tavola l’ortaggio veneziano si può presentare in modi e forme assai variegate. Trai piatti più tradizionali, molti dei quali antichi come la verde tonda, sono da citare i fritti, come i lattarini di latte, le frittate, la polpa gialla con salsa verde, mentre tra le più tradizionali ricette di lessi meritevoli di menzione sono la minestra, la testa di vitella stufata, l’ombrina e il sauor bianco. 

Anche se non impaurisce come la sua sorella gialla, la zucca verde può diventare Jack o’ lantern, ovvero la zucca intagliata a mano che ad Halloween, tolta la polpa e illuminata all’interno con una candela, atterrisce i viandanti notturni, simulando la testa di un teschio infiammata.

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