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Sambuca di Sicilia

Sambuca di Sicilia, (Agrigento) Tempo di lettura: meno di 1 minuto

Sambuca di Sicilia, di origini arabe, prese nel 1863 l'aggiuntivo di Zabut dal nome dell'antico castello così denominato dall'emiro Zabut. La cittadina, che fa parte dell'Associazione Nazionale Città del Vino e dell'Unione dei comuni "Terre Sicane", è inclusa nel club de I Borghi più belli d'Italia, l'associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l'armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini. Sambuca potrebbe essere il nome di uno strumento musicale greco, simile all'arpa, che ricorda l'impianto del centro storico del paese e che è raffigurato sullo stemma del Comune. Intorno al 1800 a Sambuca si forma un gruppo di intellettuali, tra cui Emanuele Navarro della Miraglia. Il salotto letterario di questo piccolo centro dà origini a discussioni sull'arte e sulla letteratura: dal carteggio tra Navarro e Luigi Capuana sembra che qui sia nato il Verismo. Oggi a testimonianza della fervente e vivace borghesia del tempo rimane il teatro dell'800: gioiello in miniatura ancora attivo e funzionante. Tanti stili si sono intrecciati e di tante epoche Sambuca è testimone e conserva i segni: sul Monte Adranone sorge il complesso archeologico del IV secolo a.C. e l'antico casale arabo nell'area di villeggiatura. Facciate barocche e palazzi dell'Ottocento si mescolano ad un centro storico di origine araba, le cui espressioni più vive sono "li Setti Vaneddi" (sette vicoli saraceni), la Chiesa Matrice e il Terrazzo Belvedere, resti dell'antico Castello dell'Emiro. Importanti anche il seicentesco Palazzo Panitteri (nei pressi del Museo Etnoantropologico), il Palazzo dell'Arpa (sede del Municipio) e il Palazzo Ciaccio, la Chiesa del Carmine, con la statua marmorea di scuola gaginiana della Madonna dell'Udienza, Patrona di Sambuca di Sicilia, e la Chiesa di San Michele Arcangelo, con il fercolo equestre in legno di San Giorgio che trafigge il drago. Fuori dal centro storico, rimangono le antiche torri di Pandolfina e Cellaro e il Fortino di Mazzallakkar, del quale emergono le torri nei soli mesi estivi, quando il livello del Lago Arancio si abbassa. Il Museo Archeologico "Palazzo Panitteri" è stato inaugurato nel 2013 e raccoglie pregiati reperti provenienti dal sito archeologico di Monte Adranone. Emblema del Museo è la Demetra dalle Belle Chiome.  Da visitare anche il Museo delle Sculture Tessili di Sylvie Clavel, il Museo "Opera Exemplae", di Fra Felice da Sambuca e la Pinacoteca "Istituzione Gianbecchina".

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