Comune

Ossi

Ossi, (Sassari) Tempo di lettura: circa 3 minuti
Ossi (Ossi in sardo) è un comune di 5.939 abitanti della provincia di Sassari sito nella regione del Logudoro e nella regione storica denominata Coros.Geografia fisicaTerritorioIl paese è situato in colline di origini calcaree alquanto disagevoli per l'agricoltura, ma questo non ha impedito agli abitanti di piantare oliveti e vigneti anche in terreni con un notevole declivio. Il territorio è caratterizzato dalla profonda vallata del Rio Mascari che divide il paese dal pianoro ove si estende Sassari. In questa vallata sono presenti una ferrovia e la SS131 a cui Ossi è collegata da una via secondaria. Altre vie secondarie collegano il paese con la vicina Tissi, Muros e Banari.StoriaPreistoriaLe antiche testimonianze si snodano si dall'età prenuragica in una continuità storica che arriva sino ai giorni nostri. Di questo periodo rimangono il complesso di Noeddale costituito da tombe ipogeiche, la tomba a poliandro di Ena 'e Muros e la necropoli di S'Adde Asile. Del periodo nuragico si contano ben nove nuraghi e l'importante villaggio di Sa Mandra 'e Sa Giua, già appartenuto alla famiglia Bianco.Dall'Età Giudicale alla ContemporaneaOssi è citato per la prima volta nelle fonti medievali con il nome Ogothi. L'attuale nucleo è di origine altomedievale: apparteneva all'antica curatoria (sorta di "dipartimento") di Coros (villaggio scomparso nella zona di Ittiri) appartenente al Giudicato di Torres. Dalla fine del XII secolo divenne possesso dei Malaspina fino al 1343 quando il territorio venne confiscato definitivamente. Ossi restò coinvolto durante la prima guerra tra la Corona d'Aragona e il Giudicato di Arborea che rivendicava la sovranità piena sull'Isola. Il paese passò nei secoli tra le mani di numerose famiglie aragonesi: Fabra, Viramont e, infine, Guiò (o Guillot) fino al 1690, poi ai Manca. Vittorio Angius nei suoi scritti riporta un quadro di Ossi laborioso, con le donne del paese intente nella filatura e anche nel commercio di frutta e ortaggi. L'agricoltura si basava in buona parte sulle vigne e la pastorizia sulla transumanza nella pianura della Nurra in quanto le terre ossesi erano e sono ostili alle pratiche di allevamento. Ossi entrò a far parte della provincia di Sassari nel 1821.Monumenti e luoghi di interesseChiese e MonumentiIl patrimonio artistico di Ossi si sviluppa molto nelle sue chiese,e di particolare rilevanza sono:Chiesa di San Bartolomeo: XVI - XVII secolo è la chiesa parrocchiale, con impianto a navata unica con cappelle laterali e volta a botte; conserva preziose statue lignee dei secoli XVI, XVII, XVIII e XIX e alcuni importanti dipinti. L'origine è da ricondursi al pieno medioevo, come ipotizza M. Derudas nei suoi studi.Chiesa di Santa Vittoria: fondazione ignota (XIII secolo?); modifiche nel XIV secolo e altre nel XVII secolo. Attualmente in ottimo stato di conservazione, risente delle modifiche e dei restauri degli anni '70 e risulta priva del retablo maggiore, del pulpito, degli altari laterali e di parte della Cantoria.Chiesa di Sant'Antonio di Briai (romanica): era una delle chiese di un villaggio estinto entro il XV secolo di nome Briave.Chiesa di Nostra Signora di Silvaru o Sivaru (nome antico Silvori) recentemente restaurata per la maggior parte.Chiesa di Santa Margherita: Risale al primo XIII secolo ma è ormai ridotta allo stato di parziale rudere. Si attende un repentino recupero delle strutture ormai ridotte a porzioni della facciata, dell'abside e delle pareti.Oratorio di Santa Croce: conserva alcuni pregiati simulacri (risale alla fine del secolo XVI ma è stato riformato nel primo XIX secolo). Attualmente non è aperta la cripta sottostante (parzialmente visitabile invece nella parrocchiale), e vi sono stati seri danneggiamenti nei restauri. Resta comunque di grande suggestione. Ospita diversi simulacri appartenenti alla chiesa parrocchiale.SocietàEvoluzione demograficaAbitanti censiti Lingue e dialettiIl dialetto di Ossi è una variante locale del diffuso logudorese, una parlata che si estende a buona parte del sassarese con varianti per i vari paesi.CulturaFeste e tradizioni popolariSanta Vittoria: 15 maggio (2 giorni)Santa Cecilia, istituita alla metà del Novecento da Paolo Derudas: 22 novembre (1 giorno)Madonna degli Angeli: 2 agosto (3 giorni)San Bartolomeo: 24 agosto (2 giorni)Sant'Isidoro: 15 maggio, (3 giorni), in passato tradizionalmente festeggiato nel mese di settembre.Santa Croce: 13 e 14 settembre.TrasportiLinee urbaneNon sono presenti linee urbaneLinee extraurbaneFerroviarioA 4 km dal paese è presente la stazione di Scala di Giocca, non più operativa per il trasporto passeggeri. Gli scali ferroviari RFI più vicini al comune tra quelli attivi per questo tipo di servizio sono le stazioni di Sassari e di Ploaghe, distanti circa 15 km dal paese. Sulla rete ARST lo scalo ferroviario più vicino è invece la fermata sassarese di Molafà, ad una decina di km di distanza.AutomobilisticoL'ARST prevede nel comune cinque fermate di partenza. Gli autobus permettono di raggiungere Alghero, Sassari, Tissi, Ploaghe, Codrongianos, e Porto TorresSportLa squadra di calcio a 5 del paese, l'Ossi San Bartolomeo, gioca attualmente in Serie B.Galleria fotograficaCostume di OssiNote^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.^ fonte documenti condaghe di San Pietro di Silki^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.BibliografiaManlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, 4 (O-S), Sassari, Carlo Delfino editore, 2006, ISBN 88-7138-430-X.Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007.Marcello Derudas, Ossi. Storia, arte, cultura, Sassari, Copydigit, 2013.Altri progetti Commons contiene immagini o altri file su OssiCollegamenti esterniLa scheda del comune nel portale Comunas della Regione SardegnaDati sul comune su Comuni-italiani.it.eVenti Verticali

Cosa vedere