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Osini

Osini, (Ogliastra) Tempo di lettura: circa 4 minuti
Osini è un comune italiano di 826 abitanti della provincia dell'Ogliastra che si trova a 645 m s.l.m.. Geografia Il paese di Osini si trova al centro dell'Ogliastra. Il territorio comunale risulta essere in prevalenza montagnoso, privo di importanti vie di comunicazione con il resto della Sardegna. Il paese è dominato dalla lunga cresta del tacco di Osini, oltre la quale si estende un grande altopiano carsico circondato dalle varie punte esterne, la più alta delle quali, nei pressi di Gairo Taquisara (frazione del comune di Gairo), supera i 1000 m s.l.m. In quest'area, una foresta di lecci si alterna in alcuni tratti ai rimboschimenti più recenti. La parte ad est del paese invece è caratterizzata dalla presenza della profonda valle del rio Pardu, coltivata in parte a uliveti e orti. Storia L'attuale paese è nato dopo il novembre 1951 in seguito ad un'alluvione che distrusse il vecchio abitato. Monumenti e luoghi di interesse L'attuale abitato è caratterizzato da strade ampie e edifici recenti; mezzo km a nord, lungo la strada provinciale, si estende il vecchio centro abbandonato. Sono presenti nel territorio del comune diversi nuraghi e tombe dei giganti: tra questi il nuraghe di Nuraghe Serbissi che è tra i più importanti e imponenti d'Ogliastra, e quelli di Urceni, Samuccu, Orruttu, Truculu e Sanu (quest'ultimo a metà con Ulassai). Manifestazioni Ogni anno, la comunità l'ultima domenica di aprile, festeggia San Giorgio di Suelli. Aree naturali Monumento naturale Scala di San Giorgio di Osini Opere d'arte nel Paese 2004, Il Gioco del volo dell'oca, Maria Lai 2011, Dea Madre, Costantino Nivola 1995, Pietre Delicate e Murale di Pinuccio Sciola Persone legate a Osini Giovanni De Murtas nato a Osini ma vissuto a Ulassai Caterina Murino nata a Cagliari, il padre è di Osini, è proprietaria di un appartamento a Osini Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Geografia antropica Tre sono le exclavi del comune: una fascia di terra posta fra le colline di Pelau e la vallata del rio Quirra (località "Bidd'e monti", "Riu Marculentu" e "Sa Tuvuda"), che si presenta boscosa a monte e coltivata a vigneti a valle; un piccolo lembo di terra fra i comuni di Jerzu e di Gairo, sul fianco sud del monte Tricoli, coltivato a uliveti in prevalenza; nel territorio di Quirra, sul fianco destro del fiume omonimo, scarsamente abitato e coltivato, con predominanza di macchia e di macchia-foresta. Tovuda Villamonti Tuvuda o "Sa Tuvuda" è il toponimo di una località sita nel territorio comunale. La località di "Tuvuda" o "Tovuda" è indicata in una carta dello stato piemontese del 1753 dell'Accademia Reale di Scienze, la cosiddetta carta conosciuta come "Carta degli Ingegneri Piemontesi" Le Rouge (1753), come un paese allora ancora abitato, in corrispondenza dell'attuale località di "Bidda 'e Monti" (agro di Osini la parte confinante con le giurisdizioni di Cardedu e di Tertenia). La tradizione orale di Gairo ricorda ancora un paese chiamato "Bidda Tuvuda" (oggi sarebbe scritto Villa Tovuda"), mentre la tradizione orale di Osini lo chiama Bidda e Monti (Villamonti) termine riportato nella carta IGM 1:25.000. L'unico termine agiografico presente nel sito "Sa Tuvuda" in località "Bidda è Monti" è Gilia che potrebbe indicare che la chiesa del paese fosse dedicata a Santa Cecilia. Un altro termine agiografico limitrofo al precedente è Marcus che lascia intendere l'esistenza di una seconda chiesa del paese, probabilmente nell'agro, dedicata a San Marco. Nelle vicinanze della località di "Sa Tuvuda" era presente il castello chiamato "Casteddu de sa Rosa". Il rio che attraversa la località "Sa Tovuda" si chiama "Riu Marculentu" forse trascritto come "Arculentu" termine che potrebbe forse aver indicato il paese nel Medioevo quando apparteneva al Giudicato di Cagliari nella Curatoria di Quirra-Colostrai. L'esistenza certa del paese nel 1753 anno di pubblicazione della carta può portare a considerare possibile la sua sopravvivenza almeno fino al 1771 anno dell'istituzione dei comuni con la legge emanata dal sovrano piemontese Carlo Emanuele III, pertanto "Bidda e Monti", "Villamonti", potrebbe essere proprio il nome attribuito a "Tuvuda" come comune, che ebbe durata effimera. Nel II Volume del Casalis Angius a pagina 646 si parla di una serie di paesi ogliastrini scomparsi citati dal P.Aleo: Tenìa, Marinitu, Galana, Vindonia, Arnissa, Ittona, Galli e altre. Il Casalis Angius (1833) non cita Bidda e Monti tra i salti di Osini cosa che lascia intendere che Osini entrò in possesso di una parte del salto di "Tuvuda" successivamente, probabilmente con un acquisto dal demanio regio costituito in genere anche dai salti appartenuti ai paesi scomparsi. Non è da escludere che appartenesse al salto di "Tuvuda" il demanio regio di "Bingionniga" in giurisdizione di Jerzu e la campagna di San Marco oggi in giurisdizione di Tertenia. La memoria orale riporta che il paese fu nell'ultima fase della sua esistenza danneggiato irreversibilmente da un'alluvione. Oggi il paese sarebbe stato demominato Tovuda Villamonti o Tuda Villamonti. Il termine "tuvuda" o "tuda" in sardo letterario, indica una conca o una depressione. Note ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012. ^ In una carta dello stato piemontese del 1753 dell'Accademia reale di scienze, nella località di "Bidda ‘e Monti" è segnato un paese all'epoca ancora abitato, segnato con il nome di "Tuvuda". ^ Scheda del toponomino nel webgis della regione Sardegna. ^ Il Mannu nella prima pagina del II Volume attesta che Santa Gillia significa Santa Cecilia. ^ Un rio limitrofo alla località di Tuvuda si chiama Alussa. ^ Nel Medioevo il paese potrebbe essere quello chiamato di "Arculentu" dal rio Marculentu che passa nella località "Sa Tuvuda". Arculentu era un antico villaggio del giudicato di Cagliari, e l'omonimo castello, ricompreso nella curatoria di Quirra e del Colostrai che possedeva l'omonimo castello. Nella divisione del 1258 Arculentu fu incluso nel terzo del Giudicato di Cagliari assegnato ai Visconti e annesso al giudicato di Gallura. Estinti i Visconti, fu amministrato direttamente da Pisa. All'epoca della conquista aragonese, il territorio fu investito dalle operazioni militari e devastato dalle truppe dell'ammiraglio Niccolò Carroz ed entrò a far parte del regnum Sardiniae, sebbene i suoi abitanti continuassero a mantenere un atteggiamento ostile nei confronti degli invasori. Il villaggio subì i forti danni durante la guerra tra Genova e Aragona e, quando nel 1353 scoppiò la prima guerra tra Mariano IV d'Arborea e Pietro IV d'Aragona, si ribellò apertamente e finita la guerra fu concesso in feudo ai Dalmau, che già possedevano una parte della curatoria. Quando la famiglia si estinse, nel 1362, Arculentu non è più citato con questo nome, ma si può ipotizzare che il centro ebbe successivamente il nome di Tuvuda. Riu Marculentu è il Riu che attraversa la località di "Sa Tuvuda": potrebbe essere che il paese sia stato identificato prima dal nome del ruscello e poi dal nome della cima di "Sa Tuvuda", dove sono presenti ancora oggi ruderi di costruzioni molto antiche. Bibliografia Giuseppe Mannu, Storia di Sardegna, Nuoro, Ilisso, 1996. Giuseppe Mannu, Storia di Sardegna: Volume Primo, Nuoro, Ilisso, 1996. Casalis Angius, Dizionario Geografico Storico Statistico degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, Cagliari, Editrice Sardegna, 1992. Collegamenti esterni La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna Osini vecchio | Guida alla Sardegna abbandonata

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